Il Sorvegliato Speciale

Entries from Novembre 2006

E se non fossero brogli ma semplici “errori”?

30 Novembre, 06 · 10 Commenti

elezioni truccate

 

Come sempre grazie all’ottimo Giulivo!

Che si fa adesso?
VOGLIAMO RICONTARE O ANDIAMO DIRETTAMENTE A RIVOTARE?

Caro Fassino, invece di pensare a come mantenere il culo sulla poltrona, perché non cerchiamo una soluzione condivisa?
Io non voglio mica rinfacciarle che, poiché i responsabili dei seggi elettorali venivano scelti dai Comuni e poiché i Comuni sono al 90% in mano alla sinistra allora ci siano stati per forza dei brogli contro la CdL.
Io sono fermamente convinto che come nel 2001 ricontando i voti (per una vostra richiesta) si scoprì che che la CdL era stata addirittura penalizzata di 100.000 voti, ma solo perché furono commessi degli ERRORI (mannaggia che sfiga che abbiamo noi di destra), così anche in queste elezioni se ci sono delle “stranezze” e se il CSX ha vinto di poche migliaia per poche migliaia di schede è tutto frutto del CASO (ma guarda un po’, colpisce sempre noi di CDX, ma dimmi tu le coincidenze).
Dunque parliamo SOLO e SOLTANTO DI ERRORI.
Però, porca puttana, questi ERRORI li vogliamo correggere sì o no?

PS: GRAZIE GIULIVO e GRAZIE KAGLIOSTRO

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PROMOSSI IN QUARTA B!

30 Novembre, 06 · 2 Commenti

Secondo l’ultimo comunicato di Al Qaida, Benedetto è come Bush, Blair e Berlusconi.

Dopo la terza … la quarta B.

(Sancho)

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Il Papa? Come Bush, Blair, Berlusconi, Howard.

29 Novembre, 06 · 3 Commenti

 

Così il comunicato di Al Qaida. Il Papa è come Bush, Blair, Berlusconi, Howard .

Appresa la notizia mentre era nella sua casa di Bologna il professsciòr Prodi commentava:

“… sciòrbole …mo sci sciono dimenticati di me, il grande professsciooòre di Boloooògna… e puure cie lo dìco sciempre io nel consscigliio dei miniiiisctri che con quesscto goveeerno sctiamo aumentando il nosstro prestizjo internasssionaaaàale.

Mo e alooooòraaa???? Perfino il Papa mi baaaàtte. E Berlusconi lo citaaaano ancooòra. Che non sci sciano accorti che è cambiato il goveeeerno???

Con tutto questo nostro prestijio internassssionaaaaaaaaaaaaaaaaàle … mo non mi si caga piuù nessciuuùno.”

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ANDREA’S VERSION del 29/11/06

29 Novembre, 06 · Nessun Commento

Era con tutta evidenza una minchiata, un filmino che parlava di brogli tecnologici alle elezioni. Con tanto di esperto della Florida. Quello nostro è un magnifico paese dove ancora si digeriscono trasmissioni televisive sugli americani che si sono buttati giù da soli il World Trade Center. Si poteva digerire anche questa, bastava dire a Deaglio: ma va là, e piantarla lì. Quando mai. Sono scesi in campo i rappresentanti dell’Opinione Pubblica. Il Corriere della Sera ci ha fatto due paginate al giorno, Repubblica dalle tre alle quattro, l’Unità lo stesso, la Stampa, le televisioni, l’Annunziata, il fantasma di Sircana, hanno montato un casino, accreditato “l’inquietante ipotesi”, lasciato intendere, accarezzato il gatto per il verso del pelo, che vedi mai, e la procura della Repubblica di Roma ha aperto subito il suo bel fascicolo. Dovendolo chiudere, adesso processerà Deaglio perché ha diffuso notizie false atte a turbare l’ordine pubblico. Lui. Tutti gli altri, no. I rappresentanti dell’Opinione Pubblica se ne escono con la coscienza come? Bella pulita. So anch’io, non la usano mai.

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E ora Deaglio viene indagato.

28 Novembre, 06 · 2 Commenti

Lo scandalo montato su ad arte da Deaglio era un gran bufala. Fin qui niente di nuovo sotto il cielo delle sinistre. Se non fosse che questa volta per l’accusatore /falsificatore di finti scandali cominciano i guai. E pare che siano seri.

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Svenire da cavaliere.

28 Novembre, 06 · 4 Commenti

E’ stato uno svenimento bellissimo e plastico: la mano appena sollevataa cercare sostegno, lo sguardo fisso ma non scomposto, un’ottima caduta e infine suole di scarpe sollevate a mostrare l’assenza di tacchi posticci.Tutto vero, ma tutto talmente perfetto da poter sembrare anche finto, col Cav.che dall’elicottero, riavutosi dal mancamento, ridacchia al telefono sul bel “colpo di teatro”, e con lo scompiglio e il sollievo portati per un giorno in un posto di noia totale, Montecatini Terme,dove circoli di giovani, alcuni finti, aspettavano fiduciosi e largamente incravattati il brivido Berlusconi. Lui, da poco uscito dalla mondana estate della sconfitta, da pochissimo operato al menisco con cui qualche sera fa ha salito di corsa tre piani di scale per andare a cena da Daniela Santanchè, da troppo tempo in silenzio sulle guerre italiane e invece al centro di scenari anche meschini sulla possibilità di fare a meno di quella leadership, di quella faccia, di quelle barzellette, imperioso e lipotimico si è ripreso la scena. Con il senso grandioso dello spettacolo, come quando a Vicenza mandò in estasi la platea degli industriali zoppicando vistosamente sul palco, bloccato dalla lombosciatalgia eppure acceso e furibondo. Con quel po’ di isterismo femminile ottocentesco che gli fa usare meravigliosamente il fazzoletto per detergersi il sudore dalle tempie quando gli capita di non sentirsi bene. “A noi vecchietti la commozione può fare dei brutti scherzi al cuore”, aveva appena detto a Montecatini (con già addosso il caldo torrido, la cravatta stretta, lo stomaco vuoto, gli antibiotici, la vecchiettitudine), perché l’immortalità del Cav. non ha niente a che fare con le sciocchezze sull’invincibilità del corpo (cancri, tracheiti, reumatismi, influenze, menischi, rughe, calvizie,Berlusconi non si è mai risparmiato nessuna fragilità), ma con la necessità di ridere appena dopo l’inciampo, ribaltare la fiacchezza e trasformarla in affondo vitale, o anche in ennesima barzelletta da regalare indifferentemente ad amici e nemici. Niente sciatterie nei cali di pressione. Allo svenimento perfetto sono seguite le rassicurazioni perfette, lo scherzo, i saluti, le telefonate, le interviste dei medici, il ricovero divertito anche se serio, le ovvie gare di solidarietà.Tutti si sono dati molto da fare (a cominciare dalle immagini oscurate “per rispetto” nel tiggì di Emilio Fede), ma l’interpretazione migliore è stata, come sempre, quella dello svenuto: l’ammissione gentile della dieta per buttare giù la pancia estiva, la citazione sentimentale di un’eredità da lasciare, il desiderio subito espresso di tornare sul palco a terminare lo spettacolo e la promessa eroicizzante di non mancare alla manifestazione del due dicembre. Gli aspiranti successori, allora, quelli che pensano che stia per arrivare il loro momento, sappiano almeno che non è ammessa alcuna sciatteria durante i cali di pressione.

DA IL FOGLIO del 28/11/2006

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Anche l’OCSE boccia la finanziaria di Frodi.

28 Novembre, 06 · Nessun Commento

 Cito passaggi dell’articolo del Corriere della Sera:

ROMA - Critiche alla Finanziaria da parte dell’Ocse (L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). «Il problema di bilancio dell’Italia si risolverà solo grazie a vaste riforme», ha detto il capo economista dell’Ocse, Jean Philippe Cotis, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’Outlook 2006 dell’organizzazione internazionale. CRITICHE ALLA FINANZIARIA - «In Italia l’aggiustamento è interamente legato a nuove tasse, con nessun serio tentativo di tagliare la spesa». Secondo l’Organizzazione, la Finanziaria per il prossimo anno è troppo imperniata intorno all’aumento dell’imposizione fiscale, «che avrà un effetto depressivo sulla crescita dei consumi».
Nelle considerazioni introduttive sull’Italia, l’Ocse sottolinea che il consolidamento fiscale per il 2007 «si appoggia, per la maggior parte, su attesi aumenti dei ricavi, che potrebbero aumentare i disincentivi al lavoro ed agli investimenti». Per questo motivo, prosegue il rapporto, «il contenimento della spesa è quindi necessario, soprattutto nel campo delle pensioni, del pubblico impiego, delle amministrazioni locali e della sanità, come indicato nei piani di medio termine del Governo». Il rapporto precisa quindi che «circa un terzo della crescita è ottenuta tramite il trasferimento del Tfr, nonostante su questa misura debba ancora decidere l’Eurostat. Circa metà nasce dall’aumento delle entrate fiscali collegate all’evasione, mentre le entrate nette legate all’aumento dell’imposizione ammontano ad una piccola parte, visto che la crescita della tassazione è compensata da tagli negli oneri sulla sicurezza sociale».

OBIETTIVI DI BILANCIO - Ma l’Ocse è anche estremamente critica sulla possibilità che la manovra raggiunga gli obiettivi di bilancio. Il rapporto deficit/Pil si attesterà in Italia al 4,8% nell’anno in corso, per poi scendere nel 2007 al 3,2% ed al 3,3% nel 2008, quindi ancora sopra i parametri fissati dal Patto di Stabilità Ue. 

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Auguri Presidente!

28 Novembre, 06 · 10 Commenti

Il Leone che resiste e ruggisce. Ti aspettiamo sabato a Roma, Presidente!

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Ultimo sondaggio … stre-pi-to-so! Quasi diciasette i punti di distacco. Pazzesco!

24 Novembre, 06 · 6 Commenti

E’ l’ultimo sondaggio in ordine temporale. Commissionato dalla televisione privata LA7 che non mi risulta essere di proprietà di Silvio Berlusconi, nè particolamente tenera col centrodestra (Gad Lerner, TGla7, Crozza, Piero Chiambretti, Enrico Vaime, Ritanna Amrmeni contro uno solo che mi risulti di cdx: Giuliano Ferrara), sondaggio svolto da Unicab Italia spa.

UNIONE

41.6%

  • 26.4 ulivo

  • 1.1 udeur

  • 2.3 rnp

  • 1.9 com.it.

  • 4.9 rif. com.

  • 1.7 idv

  • 1.3 altri

forbice16,8%  CASA DELLE LIBERTA’ 58,4%

  • 28.1 forza italia
  • 14.0 a.n.
  • 7.4 udc
  • 5.0 lega
  • 1.1 pensionati 
  • 2.6 altri

Categorie: GOVERNO PRODI · sondaggi elettorali

E mò Benigni esagera … e annoia.

24 Novembre, 06 · 6 Commenti

Regola numero uno per tutti, comici e non. Le barzellette si raccontano una volta sola alla stessa persona. La seconda volta , se no, fanno sbadigliare. La terza volta provocano un senso di pietà per il poveraccio che come un disco rotto tira fuori imperterrito la stessa battuta.

Forse però è sfuggita la regola numero 1 ad uno dei comici italiani più di successo: Benigni. 

Bè, è avvenuto a Catanzaro. Ha recitato i versi di Dante in modo superbo ed unico. Gli riconosciamo una capacità di commuovere, quando recita Dante, che non ha trovato competitori.

Ma poi passa alla satira. E cosa ti tira fuori l’amato Benignone nazionale pur di rimanere “allineato” al vecchio Benigni che prendeva in braccio il segretario comunista Berlinguer e se lo baciava, e ribaciava come solo un imparziale satiro può e sa fare?

Prima dice che senza Berlusconi al governo oramai la satira è sparita (ma no?? non ce ne eravamo accorti).

Poi tira la vecchia e solita battuta:  “Parlerò di Berlusconi e della Cdl  perché sono cinque anni che prendiamo in giro il governo e adesso tocca all’opposizione”.

E una (in tv da Celentano)… e due (di nuovo in tv)…  con questa sono tre.

Qualcuno lo avvisa che se dovesse durare ancora il governo e lui continuare con la stessa identica battuta, non rideranno più neanche i fedelissimi? E non parlo dei suoi, ma di quelli di Berlinguer … 

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un pò di video in relax in attesa del 2 dicembre

24 Novembre, 06 · 1 Commento

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Prodi e le sue bugie
06:07

From: gianmaria69
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Prodi….se questo è uomo. (video satira)
03:10

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L’unione fa coglioni 2007 prodi fassino
04:14

From: iltiranno
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Prodi… in verita’ in verita’ vi dico
02:14

From: ilgiulivo
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In piazza il 2 dicembre.

24 Novembre, 06 · Nessun Commento

Categorie: GOVERNO PRODI

E’ roba copiata… avrei tanto voluto scriverla io.

24 Novembre, 06 · Nessun Commento

Siamo ormai convinti che il male a cui assistiamo ha sempre motivazioni sociali, economiche, politiche. Fanatici, terroristi, resistenti o semplicemente bulli di quartiere hanno sempre solide basi sociologiche su cui fondare il loro odio. Corollario e conseguenza di questa visione è che gli aggrediti che rispondono a una proditoria aggressione con la forza, militarmente, sono più odiosi degli aggressori. Il non concepire che si possa rispondere con la forza a una aggressione porta al diffondersi di tutte le dietrologie possibili, secondo le quali i motivi di una difesa armata sono in realtà un nuovo imperialismo, il petrolio, il desiderio di supremazia mondiale. Nella migliore delle ipotesi chi ritiene che l’opzione militare sia un mezzo possibile nella lotta al terrorismo e ai regimi fanatici viene bollato come velleitario cultore della guerra. Per quanto riguarda Israele, qualsiasi risposta “militare” a un attacco “militare” sarà sempre e comunque sproporzionata. A me personalmente piacerebbe avviare un dialogo costruttivo con tutti i regimi fanatici del mondo. Ma farlo sotto un bombardamento, come è chiesto a Israele, mi pare un pochino troppo.

Copiato da qualche parte

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E se il prossimo presidente degli Stati Uniti fosse un mormone?

23 Novembre, 06 · 4 Commenti

Christian Rocca ci racconta di colui che potrebbe essere scelto nelle file Repubblicane a correre per la Casa Bianca. Non solo è il candidato più a destra di tutti (anche più di John McCain e di Rudy Giuliani) ma è anche quello più in gamba di tutti. Si chiama Mitt Romney ed è governatore uscente del Massachusetts.

Sarà che i mormoni mi stanno simpatici ma non ce lo vedo affatto male come successore di Bush. Detto da un cattolico, meglio un solo candidato mormone tosto che 100 cattolici senza palle (più o meno adulti, come dalle nostre parti).

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Saranno pure favole ma …

22 Novembre, 06 · 5 Commenti

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LA CICALA E LA FORMICA
VERSIONE CLASSICA
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa ed accantona
le provviste per l’inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride,
danza, canta e gioca tutta l’estate.
Poi giunge l’inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le
provviste accumulate mentre la cicala trema dal freddo, rimane senza
cibo e muore.

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LA CICALA E LA FORMICA: VERSIONE AGGIORNATA ALL’ATTUALE MAGGIORANZA GOVERNATIVA


La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa ed
accantona le provviste per l’inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride,
danza, canta e gioca tutta l’estate.
Poi giunge l’inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le
provviste accumulate.
La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza stampa e pone la
questione del perché la formica ha il diritto d’essere al caldo e ben
nutrita mentre altri meno fortunati muoiono di freddo e fame.
La televisione organizza delle trasmissioni in diretta che mostrano la
cicala tremante dal freddo nonché degli spezzoni della formica al caldo
nella sua confortevole casa con l’abbondante tavola piena di ogni ben di
Dio.
I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un paese così ricco, si
lasci soffrire la povera cicala mentre altri vivono nell’abbondanza.
I sindacati manifestano davanti alla casa della formica in solidarietà
cicala mentre i giornalisti organizzano delle interviste domandando
perché la formica è divenuta così ricca sulle spalle della cicala ed
interpellano il governo perché aumenti le tasse della formica affinché essa paghi la
giusta parte.
In linea con i sondaggi il governo redige una legge per l’eguaglianza
economica ed una (retroattiva all’estate precedente ) antidiscriminatoria.
Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non aver
occupato la cicala come apprendista, la casa della formica è sequestrata dal
fisco perché non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la formica lascia
il paese e si trasferisce in Liechtenstein.
La televisione prepara un reportage sulla cicala che, ora ben in carne,
sta terminando le provviste lasciate dalla formica nonostante la primavera
sia ancora lontana.
L’ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per la cicala,
comincia a deteriorasi nel disinteresse della cicala e del governo.
Sono avviate delle rimostranze nei confronti del governo per la mancanza
di assistenza sociale, viene creata una commissione apposita con un costo
di 10 milioni.
Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa evidenzia ancora di
più quanto sia urgente occuparsi delle ineguaglianze sociali; la casa è ora
occupata da ragni immigrati.
Il governo si felicita delle diversità multiculturali del paese così
aperto e socialmente evoluto.
I ragni organizzano un traffico d’eroina, una gang di ladri, un traffico
di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità.
Il partito della ???????????? (quale?) propone l’integrazione perché la
repressione genera violenza e violenza chiama violenza.

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Non ci poteva credere!

21 Novembre, 06 · 3 Commenti

 Un bellissimo post di Joliet Jake su Robinik about Right Nation italiana.

Alcuni passaggi fantastici: “…(l’aggregatore TRN) è uno spazio di confronto, ma dove le idee sono precise e decise. Uno spazio dove “liberale” si accompagna naturalmente a “conservatore”, ma aperto a chiunque abbia onestà intellettuale, ami discutere ed odii il preconcetto. Uno spazio dove le convinzioni sono salde tanto quanto la volontà di dibatterle, spiegarle e confrontarle, come prescrive una vera democrazia. Uno spazio non cintato da paletti ideologici o di partito, dove “right” tende a destra, ma raccoglie di fatto chiunque la pensi “in the right way”.
… Un bellissimo miracolo, dal manifesto cristallino ed ispiratore. Un manifesto che parla di un popolo capace di credere in sè stesso e nelle proprie origini, che si riscuote dal torpore e vede con occhi puliti da ogni lente ideologica le sfide che il presente ci offre, ed è pronto ad affrontarle. Un manifesto che dice che credere nelle proprie idee e nei propri valori senza vergognarsene, non è da stupidi; che noi lo facciamo, e che abbiamo chiari punti di riferimento - morali, da una parte - materiali, rappresentati da nazioni e personaggi del nostro tempo emblematici per il loro pensiero, dall’altra.
E’ un piccolo miracolo, considerando che siamo in Italia: un’iniziativa finalmente priva di ambiguità sui principi morali fondanti, senza inciucismi dettati da tattiche politiche o pratiche. Nessun compromesso per poter raccogliere più aderenti possibili. Apri la homepage, ed hai davanti agli occhi la spianata dei cardini del pensiero della Right Nation: i giornali, i libri, i periodici, i siti, il manifesto, gli appelli, le persone, i documenti, lo storico discorso del Santo Padre a Ratisbona. E’ un contratto non scritto: se non sei d’accordo con tutto questo, non sei adatto per stare qui.
E’ stato un miracolo per me: non ci potevo credere.

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Battute da gobbo.

16 Novembre, 06 · 14 Commenti

 

“Noi senatori a vita dobbiamo sparire? Io tocco ferro” ha dichiarato oggi Giulio Andreotti in seguito alle contestazioni in senato nei loro confronti da parte di esponenti della casa delle libertà. L’indecenza di avere dei senatori a vita che valgono quanto i senatori eletti viene contestata dallo stesso senatore a vita Francesco Cossiga che però reclama una pensione d’oro degli ex Presidenti della Repubblica come risarcimento dell’eliminazione della figura di Senatore a Vita. 

 L’ironia del noto gobbo è sempre più triste. Invece di concentrarsi sulla sua partigianeria, magari dichiarandola senza falsi pudori, invece di capire quanto è decisivo il suo voto di parlamentare NON VOTATO dal corpo elettorale, che insieme a quello della babbiona in naftalina e al vecchio povco dalla evve moscia e ad altri 4 (guardacaso tutti e sette i senatori a vita votano pro-centrosinistra… porcaccia democrazia italiana!!!), invece di permettere a questo governo di varare la peggiore finanziaria del dopoguerra, si mettono a fare battute fuori luogo. Non c’hanno vergogna!

No, non vogliamo che spariate dal senato. Vogliamo che almeno non facciate battute fuori luoghi, vecchi stronzi!

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Vedi Napoli e poi l’Italia.

15 Novembre, 06 · 7 Commenti

CERCASI UN ALTRO PAESE DISPERATAMENTE. 

Un topo di appartamento che nottetempo si arrampica su per le condutture di un condominio. Un trafficante internazionale di droga che si riempie lo stomaco di ovuli di cocaina. Uno svaligiatore di banche, un killer della ‘ndrangheta, un estorsore della camorra, un mafioso. A suo modo anche un delinquente è una persona seria. Svolge una “professione”, rischia, vede la galera. Non sono persone serie invece quelli che si radunano in branco per pestarne uno (per esempio il padre di un soldato italiano caduto a Nassiriya). Non sono persone serie quelli che stanno al governo e marciano contro il governo (per esempio i sottosegretari che hanno sfilato contro se stessi). Non sono persone serie quelli che sguazzano in un sud allo sbando, dove da dieci anni non si fa altro che professare regole, spettacoli e manifestazioni per rimpinguare le casse dei professionisti della legalità, e poi non sono nemmeno capaci di ripulire le loro regioni e città dai milioni di tonnellate di rifiuti in cui sguazzano in attesa di un messia (per esempio la Campania e le amministrazioni rosse della coppia Bassolino-Iervolino). Non sono persone serie i professori (per esempio l’esimio TPS) che sostengono che il problema «non sono i tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici», ma siamo noi cittadini - e soprattutto del nord - che siamo presi da «intossicazione» e «conati di secessione», noi che siamo egoisti e siamo evasori. Non sono persone serie gli sfaccendati che non hanno altro mestiere che quello di marciare sotto le bandiere rosse, gialle e a pallini arcobaleno, pretendere il posto fisso, la pensione baby, la sicurezza che domani non gli cadrà una tegola sulle testoline vuote. Non sono persone serie quelle che già spendono il 95 per cento delle risorse scolastiche in stipendi per dipendenti statali e che di dipendenti statali nella scuola adesso ne assumeranno per legge Finanziaria altri centocinquantamila (tanto per confermare che come vedi adesso Napoli, presto vedrai anche il resto dell’Italia).

editoriale di TEMPI

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Ultimi sondaggi: il governo ne esce a pezzi!

14 Novembre, 06 · 5 Commenti

 Se si votasse oggi la cdl stravincerebbe le elezioni a mani basse. Potrebbe permettersi perfino di mollare l’UDC.

Il giudizio sul governo Prodi poi è terribile: 28%. Molto più basso dei voti degli elettori di sinistra. Segno che oramai questo governo non lo reggono più neanche loro. Il 28% è un dato IMPRESSIONANTE. Un risultato così basso non lo aveva mai raggiunto nessun governo. Ma non cadrà Prodi. Ha ragione Gianfranco Fini: la leggerezza al governo, la piuma Prodi prima di cadere svolazzerà … e svolazzerà … e svolazzerà ancora a lungo.

Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche, Lei a quale dei seguenti partiti avrebbe dato la Sua preferenza?.
Risposta: Forza Italia: 29.4 Uniti nell’Ulivo: 28.3 Alleanza Nazionale: 12.0 Lega Nord: 5.1 Rifondazione Comunista: 5.0 UDC: 4.7 Italia dei Valori: 2.8 Comunisti italiani: 2.5 Verdi: 2.3 La Rosa nel pugno: 2.1 UdeuR: 1.3 DC+Socialisti di De Michelis: 1.0 Alternativa Sociale: 0.6 Altri di Centro Sinistra: 0.7 Altri di Centro Destra: 1.6 Altri: 0.6 SCHEDA BIANCA/NULLA: 3.3 INDECISI: 22.0 NON RISPONDE: 26.9
QUESITO n.2
Domanda : Quanta fiducia Le ispira….
Risposta: …Silvio Berlusconi: 53.4 …Romano Prodi: 33.4 …il Governo Prodi: 28.7

Categorie: GOVERNO PRODI · LINK · sondaggi elettorali

Ma lo sa quanti sono 40?

14 Novembre, 06 · 2 Commenti

Mi spieghi la signora Turco che necessità c’era di innalzare a quaranta la quantità minima di spinelli per uso personale quando il limite era già di 20 spinelli. Ma la signora Turco lo sa quanti sono quaranta spinelli?

Sono tanti:

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

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E’ tornata la censura… ed è radicale!

13 Novembre, 06 · 12 Commenti

Per la prima volta nella rete italiana un blog viene denunciato e diffidato a pubblicare un video. Aveva fatto satira sui radicali. E questo per loro è intollerabile. Si può fare satira sui comunisti, sui fascisti, sul Polo e l’Ulivo, su Prodi e Berlusconi, su tutti i partiti dell’arco costituzionale e sui qualsiasi uomo politico di destra o di sinistra. Si può fare satira su Gesù e su Ratzinger, sulla regina d’Inghilterra e su Bush. Perfino sul Presidente della Repubblica. Ma su Pannella e i radicali non è consentito.

 Sapevamo noi che i radicali erano il peggio del peggio che c’è in Italia. Sapevamo che erano gli ultimi giapponesi di Prodi. Oggi sappiamo una cosa in più, ci mancava un aggettivo nuovo da affibbiare ai peggiori: sono dei veri ”fascisti”. Nessun partito prima d’oggi aveva censurato un blog. Anche questo muro è caduto. Complimenti a Pannella per questo bel primato di censura ad un blog. 

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America Alone

9 Novembre, 06 · 5 Commenti

Mi è arrivato oggi. L’avevo ordinato dieci giorni fa, è arrivato nel giorno migliore che potesse arrivarmi. Dopo la sconfitta (di medio termine …tranquilli, di medio termine!!!) di George W. Bush. Come conferma che l’America è grande. Tutta quanta. E ad oggi come lei c’è solamente lei (dem o rep cambierà poco). Appunto. America Alone.

L’unico dispiacere è che mi tocca tradurlo dall’inglese, quindi tempo di lettura, circa due mesi.

The End of the World as We Know It

 ”L’America è la migliore e ultima speranza, come la definiva Abramo Lincoln. E’ l’ultima speranza per l’umanità contro un’Europa narcisista e assorbita nella generazione del piacere. In tutti i suoi difetti, l’America cresce e funziona. Se c’è un modello migliore, ditemi dov’è. La tragedia dell’America è chenon ha usato il suo momento per esportare i suoi principi in un modo simile all’Inghilterra all’epoca del colonialismo. L’America è la più benigna egemonia della storia. Il mondo può fare a meno del rap e dei cheeseburger, ma non delle idee americane su libertà individuale, federalismo, capitalismo e libertà di parola. “

Mark Steyn

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Per gli illusi.

9 Novembre, 06 · 18 Commenti

 

Queste elezioni non determineranno nessun cambio significativo nella politica estera Usa. Il partito della dottrina neoconservatrice diverrà ancora più forte da domani negli Stati Uniti. Volete un esempio? E’ stato accertato che oltre il 70% dei candidati democratici è fieramente daccordo con l’intervento in Iraq e rifiuta categoricamente il ritiro immediato dall´Iraq, anzi, non vuole sentir parlare nemmeno di un calendario di ritiro. Una parte importante di loro sono stati rigidamente selezionati nell´ambito dei “Democratici per la Sicurezza Nazionale”. Questa è molto più di una corrente di destra del partito. Questi sono ne più ne meno dei neocon dentro il partito Democratico. E´ la faccia democratica del “Progetto per il nuovo secolo americano”, che appoggia le guerre, incluso quelle preventive, chiede al partito che rivaluti la propria evoluzione critica rispetto alla guerra del Vietnam, e riconosca l´ “eroismo” di dirigenti repubblicani come Ronald Reagan. I democratici, quando criticano George Bush, la sua inazione,  inefficienza, più che criticare la guerra da questo voluta, vorrebbero una guerra fatta meglio di come la sta facendo Bush, assolutamente mai il ritiro.

Hillary Clinton, la più probabile candidata democratica alla presidenza del 2008, ha più volte attaccato Bush per avere scelto l´”appeasement” verso l´Iran anzichè il pugno di ferro e magari una minaccia esplicita di un intervento militare “preventivo” contro il regime iraniano.

Per gli illusi: Bush, lo sapete già, è il nostro preferito. Se fossimo stati americani lo avremmo votato senza dubbi. I motivi li sapete già se frequentate anche saltuariamente questo blog. I Repubblicani hanno perso le elezioni di medio termine e questo è un dato. Non ancora quelle presidenziali, e questo è un altro dato. Fra due anni alla Casa Bianca potrebbe sedere un repubblicano oppure un democratico. Questo oggi non lo sappiamo. Quello che sappiamo, oltre ogni ragionevole dubbio, è che l’America non cambierà nè oggi nè fra due anni. E questo è una dato ancora più certo!

 Poveri illusi, tutti quelli che ci speravano e ci sperano ancora.

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A Bologna la cultura è “gender bender” e c’ha bisogno dei nostri soldi.

6 Novembre, 06 · 10 Commenti

Sergio Cofferati, lo stimatissimo sindaco diessino di Bologna eletto con sostanzioso voto cattolico al posto di Guazzaloca, nonostante i tempi di vacche assai magre ha stanziato un finanziamente di quindicimila euro (diconsi: quindicimila euro) agli organizzatori del festival gay “Gender Bender”. Provate voi stessi a guardare di cosa stiamo parlando, visitando il sito genderbender.it.Chi non volesse farlo, sappia che parliamo di una kermesse di altissimo livello artistico ed intellettuale: ci si può trovare, ad esempio, una personale di Chiara Lecca, presentata come “performer che lavora sul concetto di animalità, inteso come istinto latente e complementare della natura umana” (in sostanza: murales con cazzi e perizomi giganti), oppure un imperdibile concerto delle Menstruation Monsters.Il Cardinal Caffarra, arcivescovo di Bologna, uno dei pochi prelati italiani che non si rassegna a vivere nelle catacombe, ha protestato pubblicamente facendo scrivere sull’inserto domenicale di Avvenire una nota che non ha bisogno di commenti: “non possiamo accettare una invasione barbarica con i soldi pubblici: è un oltraggio alla fede e alla ragione dei bolognesi”.Sono arrivate subito le piccate risposte di Grillini & Co., e passi.Ma anche Cofferati non ha scherzato: inaugurando la manifestazione, con tanto di fascia tricolore d’ordinanza, è uscito con questo po’ po’ di risposta: “Solo la censura e l’intolleranza rischiano di riportarci al tempo dei barbari”.Dunque chi “osa” sostenere che il denaro pubblico possa essere usato in modo più ragionevole è un intollerante. E, soprattutto, un “censore”. Un formidabile ribaltamento della verità: la sinistra giunta bolognese, che decide cosa è cultura e cosa no finanziando con quindicimila euro un baraccone pornografico di guitti, grida all’altrui censura, con la drammatica complicità dei silenzi (e dei cervelli) ovattati dei tanti boy-scouts e vischiosi animatori parrocchiali di complemento.

Meno male che la curia bolognese non ha lesinato nella replica: “Le dichiarazioni del sindaco di Bologna sconcertano e addolorano. Il festival in questione è in atto, assessori alla cultura lo hanno liberamente illustrato, i suoi contenuti sono disponibili a tutto il mondo su internet. Allora, dove è la censura? La Chiesa non censura nessuno, ma non accetta neppure di essere censurata, perché non può abdicare al suo diritto-dovere di parlare per il bene e la dignità della persona umana, esprimendo anche il proprio parere su come si spende il denaro pubblico”.

By
ESTIQAATSI
(il capoindiano)

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BLOG LAICI E CATTOLICI PER LA RIGHT NATION ITALIANA.

3 Novembre, 06 · 25 Commenti

UNA NAZIONE UNDER GOD. Laici e cattolici insieme perla Right Nation. Partendo, perché no, dai blog.All’inizio fu il Foglio di Giuliano Ferrara. Attento alle cose americane come nessun altro giornale, il Foglio è stato il primo a raccontarci della Right Nation: un movimento culturale, politico, sociale e religioso, che ha visto trasformare in quaranta anni quel Paese alla radice. La società americana è l’unica in occidente che ha fatto un percorso inverso a tutte le altre società occidentali. Merito della Right Nation. L’esito è che l’America è la Nazione al mondo più religiosa, più orgogliosa, più attaccata alla propria identità, più ricca e allo stesso tempo più compassionevole, più  conservatrice e allo stesso tempo moderna e innovatrice, in forte crescita economia e di popolazione, culturalmente, scientificamente, artisticamente superiore a qualsiasi altro paese al mondo. Nello stesso periodo la nostra Europa abbracciava il multiculturalismo, si infatuava del relativismo, diventava sempre più atea e sempre più nichilista, faceva proprio il pensiero “debole”, provava i sensi di colpa per essere se stessa, si vergognava delle origini cristiane, soffriva la crisi economica, una ancora più profonda crisi culturale, si dimostrava  cedevole nei confronti del comunismo ieri e dei nazisti islamici oggi, diventava profondamente antiamericana, quando invece era stata proprio l’America ad averla salvata dal nazifascismo, poi difesa dal comunismo ed oggi so fa diga contro l’imperante islamofascismo anche per nostro conto.

L’Europa è oggi in forte declino su tutti i fronti. Non fa più figli. Non li educa. Odia se stessa.  

I nostri compagni di viaggio.

Noi vogliamo partire dalla realtà, da ciò che esiste già e non da una utopia. Non dalla politica politicante ma da una battaglia culturale già in corso e che si vuole sostenere. Partiamo dalla realtà, da ciò che siamo e non da ciò che si vorrebbe fossimo. Consapevoli di tutti i nostri limiti. Fosse solo per questo non saremo mai “de sinistra”. Dalla nostra parte abbiamo dei formidabili compagni di viaggio:

  • Primo fra tutti il prof. Joseph Ratzinger, non solo per quello che rappresenta, il capo della cristianità, ma per quello che è, un formidabile testimone delle radici dell’Europa un maestro per l’Occidente intero. Abbiamo fatto nostro (lo trovate fra i nostri manifesti culturali) il suo discorso a Ratisbona. Come dice Giuliano Ferrara è il manifesto sull’Occidente più dirompente che sia mai stato pronunziato negli ultimi cento anni.
  •  Poi Oriana Fallaci. Non la dimenticheremo mai. Laica, non credente, eppure profondamente cristiana. Un “atea cristiana” lei amava definirsi. Attaccata dalla sinistra e dai radicali tanto quanto fu amata a destra. Lei con “rabbia ed orgoglio” puntava alle radici profonde della nostra nazione, del nostro popolo. Solo così potremo salvarci dalla fine. Ci ha ricordato di chi siamo figli. Perché non si può essere Occidentali, qualora pure non credenti, senza accettare che le radici dell’Occidente sono innanzitutto radici religiose. Ci ha commosso l’incontro che Oriana ebbe  con  Ratzinger, un mese dopo essere diventato Papa. Possiamo solo immaginare con quanta commozione e quanta tenerezza i due devono essersi parlati. Lei ha combattuto da vera laica in difesa della vita, dal primo istante del concepimento fino all’ultimo respiro. Nel frattempo invece altri clerici, che si fregiavano di essere “cattolici adulti” preparavano il loro cartello elettorale con i fautori del referendum radicale.
  • Poi lo stesso Giuliano Ferrara. La persona più attenta e più illuminata nel panorama della cultura italiana. Lui, a mio parere, sta svolgendo un lavoro incredibile, una battaglia per la vita e contro il nichilismo e il relativismo.
  • Marcello Pera, con il suo manifesto per l’Occidente. Insieme al discorso del Papa a Ratisbona è un nostro importante manifesto di riferimento.
  • Magdi Allam con il suo appello per la vita (in tutte le sue forme) e contro il terrorismo. Il suo ultimo libro ci ha fatto innamorare della nostra nazione: “Io amo l’Italia”.
  • Infine lo psicanalista Claudio Risè. Da lui stiamo scoprendo il fascino della grande responsabilità della paternità, il desiderio di avere figli, cosa significa educarli alla ragione. Perché solo se Se ci fosse una educazione del popolo tutti starebbero meglio”. E’ il nostro compito primario quello di essere padri e madri. Il nostro futuro dipende innanzitutto dal modo in cui sapremo educare le nuove generazioni. Per questo l’appello sull’educazione è diventato il nostro appello. Anche così si fa Right Nation. Forse è soprattutto così.

L’atto di nascita.

Se c’è una data ideale di nascita della right nation italiana questa è il 13 giugno 2005. Giorno dell’esito del referendum sulla procreazione assistita. E’ quello l’atto di nascita di un mondo che si pensava scomparso. Ed invece è appena nato. E’ stata una scommessa. E noi, per la prima volta, l’abbiamo vinta. In quella occasione è nato un patto di ferro fra laici e cattolici, a favore della vita e della dignità umana, in nome della ragione. Per la prima volta alleati sul serio. E’ il giorno in cui è stata messa in minoranza la cultura laicista degli anni sessanta e settanta. In cui si è capito che si può battere la cultura “de sinistra” e quella radicale, in un solo colpo. Non siamo dei poveri illusi. Sappiamo bene che la cultura radicale, relativista e nichilista, si sa attrezzare, sa insinuarsi tanto a sinistra quanto a destra. La sinistra è oramai persa nel radicalismo. La destra ha ancora diverse possibilità di riscatto. 

Chi non ha ancora capito.

Non hanno capito tutti coloro che a destra pensano che l’unico modo per contrastare la sinistra è scendere sul loro stesso piano. Qui non si tratta di sostituirsi alla egemonia culturale dei progressisti occupando spazi residuali e omologandosi alla cultura di massa relativista. Occorre qualcosa d’altro. Di assolutamente ALTRO. Occorre più identità e meno fusionismi. 

Mai coi radicali.

La cosa più lontana che c’è dalla Right Nation è la cultura radicale. Qualcuno poco “attento”, in aggregatori un po’ simili al nostro ma molto più confusi, in nome di teorie fusioniste (che possono funzionare forse in America ma non da noi), ha imbarcato decine e decine di truppe Pannellate in un progetto ancora poco chiaro. Lo faccia pure, ma non si stupisca poi di quel coacervo ideologico che ne viene fuori, che non è altro che una fotocopia “de destra” del radicalismo “de sinistra”. Speculare alla sinistra tanto quanto un negativo fotografico alla foto originale. Quindi, se possibile, più brutto dell’originale (della sinistra, s’intende).Si, il nostro nemico numero uno, il nostro miglior collante è la lotta a quella cultura di morte (nichilismo) e quella ideologia laicista e relativista, la cui punta dell’iceberg è noto come Partito Radicale, che pervade tutta quanta la sinistra e rappresenta una piccola minoranza della destra. Il nostro nemico non è il governo Prodi e la sinistra tout court, in quanto quel mondo è già in fase di collasso su se stesso ed ha come peggior nemico se stesso. Non occorre sprecare energie con un parte politica che è completamente allo sbando. Il nostro progetto è molto più ambizioso. E’ infatti un progetto culturale prima ancora che politico. Di lungo, lunghissimo periodo. Esattamente come
la Right Nation americana.

Under God.

  Non tutti quelli che aderiscono alla Right Nation sono credenti. Non tutti sono cristiani. Marcello Pera, Oriana Fallaci, Magdi Allam e Giuliano Ferrara sono i nostri maestri non a caso. E’ una grande scommessa la nostra. Laici e cristiani insieme per costruire
la Right Nation, come in America, ossia una Nazione Under God. C’è una sola strada possibile allora: occorre seguire l’invito che ha fatto questo grande Papa a tutti i non credenti richiamando la vecchia formula di Pascal e di Kant di vivere “come se Dio esistesse” (velut si Deus daretur). Perché se Dio esiste, ci sono limiti morali alle nostre azioni, comportamenti, decisioni, progetti, leggi che salveranno l’uomo da se stesso e l’Occidente dai loro nemici. Per questo intendiamo seguire ancora di più i “nostri maestri” di cui vi ho parlato prima. Per questo rimaniamo affascinati quando i nostri amici americani ci raccontano che in tutte le scuole degli States al mattino i loro bambini, siano essi ebrei, cristiani evangelici, cattolici, musulmani o non credenti recitano uniti
la Pledge of Allegiance.

“I pledge allegiance to the Flag of the
United States of America, and to the Republic for which it stands, one Nation under God, indivisible, with liberty and justice for all”
.

Questa è la Right Nation che noi vogliamo costruire. Intanto partendo dai nostri blog. Usando un comune aggregatore per confrontarci. E scusate se vi pare poco.

 

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Sembra una barzelletta… e invece è solo REPUBBLICA.

2 Novembre, 06 · 2 Commenti

A Repubblica sono dei fenomeni. In fatto di messaggi subliminali intendo.
Come altro interpretare una titolazione del genere se non come il parto di una mente geniale. (ViaVALEFORN)

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LA RIGHT NATION ITALIANA, ai nastri di partenza.

2 Novembre, 06 · 1 Commento

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