Il Sorvegliato Speciale

Entries from Dicembre 2006

Natale 2006. La vita. Andrea.

22 Dicembre, 06 · 8 Commenti

“Piccolo Bambino sei come un piccolo amico/

Santo Gesù, sei il mio piccolo fiore/

Bambino amato, cambia il mio pensiero e il mio cuore/

Prendi la piccola mia sola tristezza/

 e rendila serenità/

Tu che ami il mio cuore/

Prendilo e cambialo”.

Andrea G.

Andrea G. è un bambino di Forlì costretto dalla nascita alla totale immobilità. Non può parlare, non può muoversi, l’unica parte che controlla, ma con difficoltà, sono gli occhi e la bocca. Comunica per mezzo di una tastiera speciale fatta costruire apposta per lui. E’ bravissimo nello scrivere. In particolare scrive tantissime poesie nelle quali  esprime sempre una felicità immensa e una gratitudine piena per la sua giovane vita e per chi glie l’ha donata. Un bambino che è un gigante. Capace di superare grazie all’amore per la vita i suoi immensi handicap fisici.

Andrea è la gioia e l’orgoglio della sua famiglia, dei suoi fratelli. E’ l’amico silenzioso di tante famiglie amiche della sua famiglia. Io sono orgoglioso essere fra quelle, di essere amico del suo papà. Di averlo conosciuto.

Questa poesia me l’ha mandato ieri via sms il suo papà. E’ il più bel pensiero di Natale che ho ricevuto in questi giorni. 

Ho voluto regalarla a voi “sorveglianti” per questo Santo Natale 2006, perchè è un bellissimo inno alla vita. La festa del Natale è questo: la vita e il suo scopo. Che non è mai la morte. Per noi la morte non l’avrà mai vinta. E i tifosi della morte, travestiti da pietà pelosa, non ci piacciono.

Buon Natale.

Sorvy

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“Tolta vita per propaganda politica”

21 Dicembre, 06 · 22 Commenti

  

Welby, Mantovano contro radicali

Dure le parole del parlamentare di An Alfredo Mantovano alla notizia della morte di Piergiorgio Welby. “La propaganda politica dei radicali è giunta a togliere la vita a una persona allo scopo di invocare una legge che generalizzi la morte. Questi criminali - ha commentato Mantovano - fanno parte di un governo e di una maggioranza: chi li affianca dica se è lieto di averli come compagni di strada”.

Io invece chiedo a quelli di Tocqueville, pieni di radicali fino alle orecchie (quando la merda non puzza…), se si sentono anche loror lieti (così come i signori del governo) di averli come compagni di strada. Guardando la Home Page di Tocqueville di oggi la risposta è “SI”. Sono lieti di avere i boia-necrofili-nichilisti come compagni di strada. Mammamia che confusione che hanno quelli che accettano - più o meno consapevolmente - di stare accanto ai radicali! E lo chiamano pure “fusionismo”.

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Il Sorvegliato Speciale e The Right Nation oggi su LIBERO.

19 Dicembre, 06 · 21 Commenti

Con grande sorpresa questo blog è stato citato oggi dal quotidiano Libero

(Martino Cervo, pag 31). Parla degli aggregatori Tocqueville, Triares ma soprattutto di The Right Nation che domani apre i battenti nella nuova versione.

“La scissione è compiuta. È nato il nuovo aggregatore dei blogger del centrodestra. Anzi, per la verità sono già tre. Qualche mese fa Libero aveva raccontato dei dissidi ideologici nati nel primo portale di siti “liberalconservatori”, Tocqueville. Contrasti sulla gestione del portale, sulla sua “agenda”, troppo sbilanciata secondo alcuni sui temi dei radicali e quindi lesiva dell’identità di cattolici e liberali attenti ai valori religiosi. Sulla grana identitariopolitica si è poi innestato un problema più prosaico: a molti non è piaciuta l’idea, proposta dal direttore di Ideazione, Andrea Mancia, di trasformare Tocqueville in una “società” più strutturata, che consentisse di affiancare all’attività culturale un progetto non privo di un peso economico. Le due grane sono confluite in un vero e proprio scontro quando si è diffusa la notizia che ad una riunione degli “aggregatori” (in pratica, i gestori del sito tocqueville.it) indetta per discutere il futuro del sito, avevano presenziato anche due dirigenti dei radicali. I timori dei blogger preoccupati da ingerenze pannelliane hanno trovato conferme, e sancito l’inizio di una scissione molto polemica. La prima scissione

Tanto che di lì a poco, approntate le basi ideologiche e tecniche, è partito “The right nation”, il secondo, nuovo aggregatore di blogger di centrodestra: www.therightnation.org. I punti di partenza si presentano più netti rispetto a Tocqueville, forse anche perché una delle rimostranze mosse al vecchio aggregatore era quella di «confusionismo»: secondo le accuse, l’ansia di accogliere tutti avrebbe ceduto il passo, nel progetto coordinato da Mancia, alle tracotanze dell’ala radicaleggiante. Così, sulla home page di “The right nation”, fanno bella mostra di sé i capisaldi ideologici del nuovo portale. «Abbiamo voluto chiamarci così», si legge sul “manifesto” «perché è meglio partire da un luogo e da una esperienza che ci affascinano e ci coinvolgono, piuttosto che coltivare un progetto ideologico ed utopistico. In altre parole: vogliamo costruire nel nostro piccolo e dal basso una Right Nation Italiana, prendendo spunto da “ciò che c’è” e non da “ciò che dovrebbe esserci”». La frecciatina a Tocqueville è percepibile solo dagli addetti ai lavori, ma c’è. A cominciare dal nome: “right nation”, il titolo del fortunatissimo libro di Wooldridge e Micklethwait, inopinatamente tradotto in italiano come “La destra giusta”, dedicato al fenomeno del conservatorismo Usa. Già, perché il nome coincide con il sito tuttora aperto - proprio di Andrea Mancia (rintracciabile all’indirizzo http://ideazione.blogspot.com/). Proprio sui “domini” internet si è combattuta un’altra battaglia non senza colpi bassi: pare infatti che uno degli “scissionisti” abbia acquistato una serie di nomi di indirizzi per impedire ad altri di “sfruttare” il nome di Tocqueville. Insomma, si è assicurato la possibilità di disporre di tocqueville.net e tocque-ville.net, lasciandoli inutilizzati pur di bloccare una simile iniziativa da parte di altri. Un po’ come comprare un luna-park e chiuderlo per impedire ad altri di giocare. Chi sono i ribelli C’è poi il fatto che per molti scissionisti quello di Right nation è un ritorno alle origini, una sorta di rifondazione, se solo si potesse usare il termine: alcuni blogger, tra cui Sorvegliato Speciale e Robinik, sono gli stessi che quasi per scherzo diedero origine due anni fa all’avventura di Tocqueville, oggi lievitata sopra le mille unità. E a parlare di numeri si tocca un altro tasto dolente per il centrodestra virtuale. Se il vecchio sito come detto vanta la quadrupla cifra, il neonato Right Nation risponde con almeno trecento iscritti e attacca. Secondo gli organizzatori, il “rivale” ospiterebbe un buon numero di blog “morti” (cioè non aggiornati da mesi), o blog “dimenticati”. 

A questo punto, vale la pena raccontare la vicenda del terzo aggregatore, frutto di una scissione nella scissione tra i conservatori virtuali. La piattaforma iniziale, infatti, doveva essere therightnation.net. Solo che la politica anti-confusionista ha cominciato a farsi sentire: il desiderio di esprimere un’identità più specifica ha portato ad alcuni dissidi con alcuni blogger che forse definire “nostalgici” è eccessivo, ma più o meno siamo lì. Sta di fatto che uno di questi era anche il tenutario informatico della nuova casa dei moderati. E a quel punto, una volta attratto a sé uno sparuto nugolo di sodali ideologici, ha pensato di far sloggiare (virtualmente) i compagni di strada. I quali hanno dovuto cercarsi in massa un altro indirizzo: il già citato www.therightnation.org, che dopo i necessari aggiustamenti tecnici ripartirà domani nella nuova veste. Digitando www.therightnation.net/dblog ci si trova così davanti al terzo aggregatore del centrodestra: Triares, “The right italian conservative nation”. Le differenze con il quasi omonimo sono sottili ma evidenti: nei manifesti fondativi scompaiono Ratzinger, Magdi Allam e Jean François Revel in favore di Oriana Fallaci e Marcello Veneziani. E in generale, i temi “identitari” (il banner ha un che di Dio-patria-famiglia) prevalgono sui principi liberali e l’atteggiamento filo-Usa. In tutto questo, la “Città dei liberi” non sta certo a guardare. L’8 gennaio parte infatti Tocqueville 2.0, in gestazione da mesi e ora approvata nella struttura societaria di una Srl, con tanto di «patto parasociale che impedisce ogni profitto individuale e obbliga al reinvestimento di tutti gli utili nello sviluppo» dell’aggregatore. Vivacità creativa o incapacità congenita a mettersi d’accordo? Chi sogna e lavora per il partito unico del centrodestra ha di che interrogarsi.”

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Da Bologna con furore…

12 Dicembre, 06 · 7 Commenti

intermezzo dialettale di un premier fischiato ma ritto.

“Nghee ngheeee, ueeeehhh, ngheee….”

“Romano, piccolo mio, ma che è successo?”

“Ngheee …sob, mi han fischiato Flavia; mi han fischiâ, tu capî? Sono andato al Motorshow e m’han fatto nero. Nella mia Bulåggna tu capî?”

“Ma come ti hanno fischiato. Ma non c’era il servizio d’ordine?”

“Mi han fischiâ anc loro…”

“E la scorta, i carabinieri, la polizia?”

“Anc loro…”

“Ma come è possibile?”

“Nghee nghee!…mi han fischiâ tutti, tutti… per due ore di seguito, tu capî? Glie vegn un coulpe! E io ch’ero andè tranquillo e beato con il golfino celeste che mi hai regalato lo scorso Natale. Tu capî? Me ne han dette di tutti i colori… Uno mi ha fatto: «Profesåur? Prrrrr». Ai ò mèl al zócc… mi è venuto il mal di testa”

“Ma quanti erano Romy?”

“A n al sò brîsa. Non lo so, non lo so… zänt, méll… boh!”

“Romy anche fossero stati duemila ricordati: tu sei democratico e il dissenso è il sale della democrazia”

“Democratico en caz. Mi an urla’ «buffone buffone». A me, tu capî? A me che gli sto organissando la felicità… a questi mascalzoni qui”

“Calmati Romy… è finita ora sei a casa”

“Disi bän tu. C’ero io là, mica te. Eppoi avessi visto: son salito sul palco da Red Ronnie. Ho pensato «con l’amico Red sån tranquillo». C’era anche il Grignani che ancåura ride. Erano in 300. Bestie! Io l’ho detto: «Ragassi siam qui per divertisci, mica per far politica». Mi han preso alla lettera: si son divertiti un sacco. Mi han coperto di fischi e di parolasce. Son scpato… son dovuto uscir fôra da la fnæstra! Neanche un treppiede m’han tirato a me; maledetti… chè almen facevo scena come il Berlusca. Niente. Solo fischi e parolacce!”

“Romy Però in Tv si è visto che c’era anche una ragazza che applaudiva”

“Ma va là… quella era la figlia della Gisella… le avevo regalato io due biglietti del Motorshow. Eran lei e il ragazzo. Lei applaudiva e il ragazzo fischiava”

“Romy tranquillo, ora aggiustiamo tutto. Tu devi dire che era un gruppo di propagandisti pagati da Schifani. … che non era una cosa spontanea, che era tutto organizzato”

“Hai ragione Flavia. Che roba!…hai ragione. Anzi sai che faccio? Scrivo una lettera a Il Resto del Carlino, me la pubblicano per forza… io sono il Premier… sorbole se me la pubblicano! Senti questo pezzo: «Se vogliamo che la democrazia prevalga, anche i piccoli episodi di maleducazione vanno tollerati e compresi. Se sono inseriti in una centrifuga di intolleranza e cecità sociale, i rischi per tutti, e per i nostri figli in particolare, saranno troppo elevati». Me la scritta il Silvio… Sircana. Che ne dici? Non significa an caz… ma fa effetto no?”
“Si Romy, è una bella frase ma ci vorrebbe qualcosa di più forte. Per esempio quella storia della pazzia funzionava mi pare…”

“Si… mi hai dato una grande idea Flavia, come al solito…Ora dico che tutto questo è il segno che il paese è impazzito.. che son tutti pazzi, che Berlusconi è pazzo, il tassista è pazzo, il farmacista pure, l’inpieghè, il pensionato, chi ha una butaiga, il professionista, il cuntadén, il poliziotto che manifesta… tutti pazzi! Pure l’operèri della Mirafiori. Pazzi, pazzi pazzi… tutti pazzi… la pazzia sta dilagando nel paese…. Siiiiiiiiiiii…Pazzia…ahahahahaha… pazzi tutti. D’Alema è pazzo, Parisi è pazzo, Red Ronnie è pazzo… tutti pazzi… uahahahaha…. Solo io son sano… io solo posso far rinsavire il Paese…”

“Romano calmati, per favore. Quando fai così mi metti paura. E ora dove stai andando? Roooomy, dove stai andando?”

“In cantina, porco can…”

“No, in cantina no! Romano per favore me l’avevi promesso… che smettevi”

“Ma par piasair Flavia. Sono adulto ormai. Cattolico ma adulto… se voglio lo faccio. Ora vado in cantina e gliela faccio vedere io. Ecco…. duv êle ….Flaviaaaa! Duv êle il tavolino a tre zampe? dove diavolo lo hai messo Flaviaaaa?”

“Romano no… il tavolino a tre zampe no. Mi avevi detto che la smettevi con le sedute spiritiche… chè poi la Mitrokhin ci inzuppa dentro… Romano, per favore no”

“Si… il tavolino a tre zampe si… duv êle Flavia che voglio interrogare gli spiriti… Ahahahah! Pazzi, pazzi pazzi…. tutti pazzi… Solo io son sano… il paese è pazzo, Guzzanti è pazzo, l’Anarca è pazzo… Uahahahahah….”

“Romano Prodi dimostra, ancora una volta, di essere non solo un Presidente del Consiglio forte ma anche un privato cittadino tranquillo e sereno”. Cosi’ Giulio Santagata, ministro dell’Attuazione del Programma, commenta le contestazioni rivolte al premier al suo arrivo al Motorshow di Bologna (ANSA 10-DIC-06 18:21)

Grazie all’ANARCA

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The Right Nation Reloaded

12 Dicembre, 06 · Nessun Commento

E’ on-line e in sperimentazione il nuovo portale di TRN che sarà la sua -speriamo definitiva - nuova casa. Complimenti e grazie a Kagliostro che ha realizzato il portale da solo. Gli evidenti miglioramenti fanno pensare che non tutti gli inciampi fanno cadere.

A chi ha aderito a The Right Nation e ai suoi manifesti, diciamo che la loro adesione è al sicuro, protetta dalle derive ideologiche condannate in primis proprio dai manifesti (a questo proposito, qui trovate un po’ di background sul cambio di dominio). Non e’ indispensabile, quindi, dis-iscriversi, ma e’ invece necessario registrarsi sul nuovo portale. Vi chiediamo scusa per il disagio: consideratelo un prezzo da pagare per difendere le cose in cui crediamo. Il regolamento e’ stato rivisto e semplificato : niente di che, ma rileggetevelo.

Vi aspettiamo.

[Cross-post parziale da Robinik.]

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E se glie la dessimo questa discontinuità a Casini? Ma in Sicilia.

4 Dicembre, 06 · 18 Commenti

Abbiamo ascoltato e goduto il discorso storico di Sivlio alla manifestazione più imponente del dopoguerra. Abbiamo amato il discorso di Fini. Quello di Bossi ci ha fatto commuovere fino alle lacrime. Vedere due milioni e duecentomila persone manifestare così disciplinatamente, con sobrietà e allo stesso tempo entusiasmo per le vie di Roma  ci ha fatto inorgoglire. Nessuna manifestazione di sinistra potrà mai raggiungere un livello di civiltà come quella di sabato. Nessuna manifestazione potrà essere così bella e così grande come la nostra. Poi abbiamo visto i dodicimila di Palermo. Casini e Cesa che chiedevano discontinuità verso ciò che oltre la metà del Paese invece vuole. Berlusconi leader, la casa delle libertà al governo. Ho anche ascoltato il discorso del giorno dopo sul vitello grasso e del figliol prodigo. Ho detto fra a me e me ” troppa grazia, Berlusconi!”. Chi l’ha detto che per vincere dovremmo avere bisogno di chi (è fin troppo chiaro da anni) gioca a distruggere l’alleanza della casa delle libertà. E per farlo bene, questo gioco alla distruzione, la persegue subdolamente dall’interno.

Ho un suggerimento piccolo piccolo per Berlusconi: “E se quella discontinuità gie la dessimo a Casini? E lo facessimo nella regione dove da sempre si fanno gli esperimenti elettorali? La Sicilia. Giusto per vedere l’effetto che fa. La cdl sfiducia il governatore Udiccino Cuffaro. Anche perchè fra a poco a dimmetterlo sarà la magistratura. La giunta siciliana cade. Si imbarchi Lombardo al posto di Cuffaro. Se si riesce a fare una maggioranza senza l’Udc bene, se no si vada all’opposizone. Voglio proprio vedere se l’Udc avrà i numeri e soprattutto il coraggio di governare con la sinistra. Noi all’opposizione si saprà rispettare la decisione di Casini qualunque essa sia. E qualsiasi sia la loro decisione, sarà una decisione che li porterà in pochissimo tempo alla fine dei loro giorni. Una Sicilia a sinistra è tecnicamente impossibile. La sinistra vale meno di un terzo. E come immaginare un giunta Toscana oppure Romagnola con la sinistra all’opposizione perchè un partito del 5% a livello nazionale ma che in Romagna ha il 20% sfiducia 2 terzi dell’elettorato. Cominceremmo a vedere i primi segni benefici “di discontinuità”. Una cdl senza Casini & casini. Una Udc senza voti. Una sicilia destinata al commissariamento. Un Italia un pò più libera dagli squali democristriani. A sinistra, a sinistra!!! Vadano a sinistra se ne hanno il coraggio, ma non sono così stupidi. Noi vinceremmo di più in ogni cosa, senza di loro.

Sorvy

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Unforgettable!

4 Dicembre, 06 · 5 Commenti

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