Il Sorvegliato Speciale

Entries from Febbraio 2007

Da destra arrivano ironie, sarcasmi, battute. Destra è meglio!

26 Febbraio, 07 · 20 Commenti

Come ha scritto Ferrara in risposta alle sue lettere: ”Da destra arrivano ironie, sarcasmi, battute. Destra è meglio!”

… e siamo solo all’inizio della più divertente fra la commedia di tutte le commedie nazionali. Ragazzi, se non ci si diverte adesso, quando ancora?

  • Governo caduto: dodici punti di sutura.
  • Prodi rimandato alle Camere? Una notizia buona ed una cattiva. Quella buona ? Il salto di Follini (ce n’è voluto di tempo!!!). Quella cattiva? Pare che Casini ce lo dobbiamo sorbire ancora …
  • Sembra che anche il cattolico adulto abbia i suoi valori “non negoziabili”.
  • Non possiamo liberarci di Prodi. Proprio ora che il terrorismo sta rialzando la testa, il suo piattino è preziosissimo…
  • In questi giorni molti parlano di accanimento terapeutico per tenere in vita un governo morto. Più che questo, tuttavia, mi sembra un caso simile a quel signore che teneva il padre morto nel congelatore per incassarne la pensione.
  • ma il bis non si chiede quando una cosa è piaciuta molto?
  • dodici punti per ricominciare: 1- basta che respira, 2- basta che respira, 3- basta che respira, 4- basta che respira, 5- basta che respira, 6- basta che respira, 7- basta che respira, 8- basta che respira, 9- basta che respira, 10- basta che respira, 11- basta che respira, 12- basta che respira.
  • magari stavolta non andranno a Caserta … un pulmino per Lourdes?

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ANDREA’S VERSION del 26.02.2007

26 Febbraio, 07 · 5 Commenti

Facciamo così. Se voi ci date la Tav, il ponte di Messina, l’abbassamento dell’Irpef, l’abolizione del divorzio, la chiusura dello stretto di Ormuz, il bombardamento di Teheran, sia pure col no di Turigliatto, se ci date Ronaldo alla Sampdoria, Ronaldinho al Milan, il Gratta e Vinci con la garanzia, il mantenimento dello scalone, il perfezionamento a destra della legge Biagi e un mutuo ciascuno per la casa; se vi sposate tutti in chiesa e fate cinque figli a testa, poi li battezzate e gli fate fare una bella comunione ciascuno, con annessa cresima, poi li preservate casti fino a quando non si sposano in chiesa a loro volta; se la piantate di menarcela con Muhammad Yunus (“il banchiere dei poveri che scommette sulla trasparenza”) e con Rigoberta Menchù (“l’india maya eroina tercermundista del pianeta”); se ci date i Tornado per l’Afghanistan, un posto di lavoro adeguato per la Giovanna Melandri, l’abolizione dei finanziamenti al nuovo cinema italiano e se ci consegnate Corrado Augias, vivo, allora noi vi diamo il senatore Follini definitivo, Pistorio in prestito e De Gregorio solo per la Champion’s.

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Che ministro…

23 Febbraio, 07 · 11 Commenti

D’Alema: “c’è una base da cui ripartire”.

Che sia quella di Vicenza?

Sancho

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Orgoglio e castigo degli dei.

23 Febbraio, 07 · Nessun Commento

LUCA RICOLFI
Non ho la minima idea di come andrà a finire, ma mi sono fatto un’idea del perché sia andata così. Se Prodi è caduto, e ha così poche possibilità di rialzarsi onorevolmente, non è per le ragioni che in queste ore invocano i suoi compagni di strada. Secondo alcuni il governo è caduto per una congiura del Vaticano (Andreotti), degli Usa (Cossiga) e della Confindustria (Pininfarina). Per altri è caduto perché la sinistra radicale ha tirato troppo la corda. Per altri ancora perché a tirare troppo la corda sono stati i riformisti.Invece, secondo me, sono stati gli dei a disarcionare l’Unione e il suo leader. Che Prodi potesse cadere in qualsiasi momento lo sapevamo da sempre, visto che al Senato l’Unione ha perso le elezioni e sopravvive solo grazie alla buona volontà di alcuni senatori «speciali» (a vita, o eletti all’estero). Che ciò prima o poi sarebbe avvenuto, invece, si è cominciato a capirlo dal comportamento dell’Unione, che fin dal primo giorno di governo ha assunto un atteggiamento politico sgradito agli dei. Meglio: ha assunto l’unico atteggiamento che fa andare su tutte le furie gli dei. Purtroppo non esiste una parola italiana per designare questo atteggiamento, ma nel mondo greco - in cui ancor oggi gli dei pagani si ostinano ad abitare - quella parola c’è, e si chiama hybris.

Hybris è una parola intraducibile, che significa orgoglio, arroganza, sfida, incapacità di accettare la propria finitudine. Prodi sapeva perfettamente di aver pareggiato, e non vinto le elezioni.

Sapeva che per sopravvivere al Senato doveva cercare alleanze. Sapeva che il famoso programma dell’Unione era un documento ambiguo, pieno di bei principi, poverissimo di idee nuove, e del tutto privo di concretezza, ossia di impegni chiari, ben definiti, vincolanti. Che fare, a quel punto? Prodi poteva seguire il consiglio che gli davano alcuni, e cercare fin da subito un allargamento della maggioranza. Questa via è sempre stata rifiutata recisamente da (quasi) tutti i leader di centro-sinistra, in base a una lettura muscolare del bipolarismo: chi vince, anche per un solo voto, ha il diritto-dovere di governare con le proprie forze per tutta la legislatura.

Alternativamente Prodi poteva affittare una reggia, rinchiudere i suoi (senza viveri) in un grande salone, e buttar via le chiavi pronunciando poche ma sentite parole: non uscirete di qui fino a quando non vi sarete messi d’accordo su un’interpretazione precisa e vincolante delle 281 pagine del programma. Prodi poteva anche fare una terza cosa. Riunire i suoi e dire: l’interpretazione autentica la do io (dopo tutto sono il leader), i ministri li scelgo io, se non vi va bene trovatevi un altro leader. Non ci sarebbe stato nulla di strano e la maggior parte degli elettori di sinistra avrebbe ammirato il suo coraggio, e sarebbe stato dalla parte di Prodi (che tutt’oggi, nonostante sia ormai poco amato, ha un consenso personale maggiore di quello del governo che guida).

Come sappiamo Prodi non ha fatto nessuna di queste cose. Ha passato un mese a negoziare con i partiti l’organigramma del governo. Ha tradito fin da subito sia la promessa di non moltiplicare i ministeri sia quella di assegnarne un terzo a donne. E con questo metodo, fatto di estenuanti mediazioni, riunioni, documenti, mozioni, contrattazioni sugli aggettivi, i sostantivi e gli avverbi, è andato avanti fino all’altro ieri. Lo spettacolo che ne è venuto fuori, e che il nostro presidente del Consiglio ha il solo (ma fatale) torto di aver tollerato, è quanto di più lontano si possa immaginare dalle aspettative dell’elettore di sinistra, che alla propria coalizione ha sempre chiesto innanzitutto unità, armonia, senso del bene comune, ricevendone ogni sorta di schiaffo: litigi, personalismi, sofismi verbali, ricerca ossessiva di visibilità, perenne divisione sulle scelte importanti, come tasse, mercato del lavoro, pensioni.

Tutto questo è tanto più grave, perché - in fondo - qualcosa di buono il governo lo ha pur fatto, o meglio lo ha avviato, specie in materia di liberalizzazioni. Ma l’incapacità di mostrare un volto comune, una direzione di marcia, una missione comprensibile ha fatto evaporare il consenso che Prodi aveva in primavera. Mentre l’orgogliosa rivendicazione dell’autosufficienza della maggioranza ha reso impossibile ogni dialogo con l’opposizione, e quindi anche quell’allargamento delle alleanze che ora - tardivamente e goffamente - persino la sinistra estrema sembra prendere in considerazione. Rinchiusi nel loro fortino, i politici dell’Unione hanno ritenuto di poter galleggiare per una legislatura voltando le spalle al Paese e negoziando soltanto fra loro. E se qualcuno dubitasse che a disarcionarli siano stati proprio gli dei, rifletta sul giorno in cui i quattro senatori fatali hanno attuato i disegni del destino: era il giorno 281, lo stesso numero che si legge in calce all’ultima pagina del programma dell’Unione.

Dalla prima pagina della STAMPA di Torino


ESTIQAATSI
(il capoindiano)

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A CASA !!!!!!!!!!!!!

21 Febbraio, 07 · 15 Commenti

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In mezzo ai lupi.

19 Febbraio, 07 · 14 Commenti

 

Il Foglio 17.2.2007

IN MEZZO AI LUPI

I cattodemocratici chiedono ai vescovi di fare i pastori, Camillo Langone è d’accordo. A modo suo

“I vescovi facciano i pastori e non i politici”, dicono, e per una volta hanno ragione.

Parlando a vanvera può capitare di centrare casualmente il bersaglio. Sul quotidiano della Margherita, Europa, Alberto Monticone, Angelo Bertani e Aldo Maria Valli cercano di insegnare il mestiere ai vescovi e indicano, senza volerlo, la strada da seguire. Che i vescovi facciano i pastori, giustissimo, e pazienza se i tre volevano dire tutt’altro.

Nessuno di loro sembra provenire dalle regioni in cui la pastorizia ha radici più salde: Abruzzo, Lucania, Sardegna… Nessuno mostra di sapere che ancora oggi, nonostante il divieto assoluto di caccia, i pastori appena vedono un lupo sparano. Sull’appennino lucano, inerpicandosi da Tursi verso il Pollino, non è difficile vedere pelli di lupi appese alle porte degli stazzi. Ai pastori non gliene frega niente del Wwf, dei Verdi e della legge 968, vedono un lupo e gli sparano, lo scuoiano e lasciano la carcassa ai cani e ai corvi. Solo a quel punto gli chiedono se aveva fame e quali erano le sue intenzioni.

Uomini rudi per i quali la salvezza delle pecore viene prima, molto prima, del rispetto delle buone maniere. Perciò i cattodemocratici che vogliono una gerarchia molliccia devono dire esattamente il contrario: “I vescovi facciano i politici e non i pastori”. Secondo Monticone, un mangiaostie a tradimento che scrive papa minuscolo e Costituzione maiuscola, la Chiesa non deve compiere “atti di rilevanza politica”. Deve essere quindi irrilevante. E proseguire la “costruttiva tradizione dell’episcopato italiano degli ultimi anni”, quelli durante i quali molti pastori si distrassero e i lupi scesero a valle: divorzio, aborto, nuove chiese progettate da architetti anticristiani, declino della domenica…

Bertani dice che Ruini sta cercando di resuscitare il passato e non il Vangelo, può darsi, intanto lui sta cercando di strappare dal Nuovo Testamento la Lettera ai Romani. Valli intervista alcuni parroci allo sbando secondo i quali il vero problema è la mancanza di lavoro. Il Vaticano invece di prendersela coi matrimonietti dovrebbe costruire fabbriche al sud, sembra di capire. Un prete dice che i suoi  parrocchiani non credono più nell’indissolubilità del matrimonio e nell’obbligo di andare a messa però ha trovato una ricetta: l’ascolto.

Insomma il gregge si sta sparpagliando in ogni direzione e lui si è messo a registrare i belati. Su Repubblica c’è l’arcivescovo di Pisa, monsignor Plotti, che teme la nota vincolante sui matrimonietti e invoca collegialità. Come se i pastori del Pollino, quando il branco di lupi esce dal bosco, chiedessero la convocazione della conferenza allevatori lucani per decidere se imbracciare le doppiette. Ma quando mai.

I vescovi devono appunto tornare a fare i pastori, senza lasciarsi guidare dal gregge e meno che meno dai mangiaostie a tradimento che non sono veri cristiani ma veri roussoiani (non riconoscono il peccato originale, pensano che i lupi siano buoni o forse vittime di una società ingiusta che li ha resi carnivori).

 

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Io non “dico”…bofonchio.

15 Febbraio, 07 · 4 Commenti

“No comment e comment no”, ha detto Prodi, quando i giornalisti gli hanno chiesto un commento sulla grave crisi in atto fra
la Chiesa italiana appoggiata direttamente dal Papa da una parte e il governo di sinistra dall’altro. Lui preferisce fare lo spiritoso, sorridere col faccione a forma di insaccato andato a male, non esprimere alcun concetto, usare avverbi e aggettivi declinati quasi sempre in forma superlativa assoluta e bofonchiare il suo nulla…come sempre. Come questa volta.
Invece la chiesa dice. E risponde a chi la vorrebbe zittire. Altro che se dice! 

“Sulla famiglia, sul matrimonio, esiste una verità che la Chiesa non può tacere e che i credenti sono chiamati a preservare, oltre che a vivere e a testimoniare”, ricorda l’Osservatore Romano rispondendo al “manifesto” che chiede alla Cei di astenersi da un pronunciamento pubblico, per il quale si raccolgono firme a Bologna. La verità sulla famiglia è “patrimonio di tutti, dell’intera società, una verità che non possiede un carattere peculiarmente religioso e, per questo, l’impegno in difesa della famiglia dovrebbe riguardare tutti”.

“Forse - afferma ancora la nota dell’Osservatore con trasparente riferimento alle dichiarazioni del ministro della famiglia Rosy Bindi che ha detto di amare di più la Chiesa quando parla di Dio - bisognerebbe riconoscere che le cose di Dio e le cose degli uomini coincidono più di quanto si sia disposti a riconoscere”.

“In tempi di acrobazie verbali, oltre che giuridiche, forse vale la pena sottolineare qualche punto fermo, che non si presti a fraintendimenti - si legge ancora - una Chiesa che si occupa delle cose di Dio non può non occuparsi delle cose degli uomini perché l’uomo è cosa di Dio”. Per questo, continua la nota, “tutto ciò che riguarda l’uomo riguarda la Chiesa. E nulla più della famiglia riguarda l’uomo”.

Secondo il quotidiano della Santa Sede non si comprende, quindi, “perché la Chiesa, il Papa e i vescovi non possano intervenire su un tema tanto delicato quanto cruciale come quello della famiglia. La Chiesa non difende una posizione politica ma semplicemente adempie al suo mandato, che è anche un suo diritto: predicare con libertà la fede e insegnare la sua dottrina sociale, dando un giudizio morale anche su cose che riguardano l’ordine politico se in gioco ci sono l’uomo e la sua dignità”.

“Negare ciò - conclude la nota esprimendo ancora una volta la piena sintonia della Santa Sede e dell’Episcopato italiano - significa negare un diritto-dovere, e Benedetto XVI è stato chiaro: ’se ci si dice che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in questi affari, allora noi possiamo solo rispondere: forse che l’uomo non ci interessa?’”.

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Estiqaatsi is back and says about “DICO”.

14 Febbraio, 07 · 10 Commenti

Voglio indicarvi dieci buoni motivi per cui i DICO sono una grande cazzata.

Potrei buttarla in caciara, ma mi sforzo e offro a sorveglianti e sorvegliati dieci argomenti sostanziali e un pochino tecnici, pure: mi scuserete se sarò palloso.

  1. In Italia non esiste un problema di tutela delle “coppie di fatto”. Non solo nel senso che non c’è un problema urgente, ma proprio nel senso che un problema non c’è: chi sceglie di non sposarsi, lo fa- appunto- perché lo sceglie, perché sceglie di non avere legami. Chi dice il contrario, lo dimostri.
  2. Infatti, l’argomento generalmente usato anche da tanti intellettualoni come Rodotà (Dio lo fulmini, adesso, se del caso facendolo soffrire) è quello dell’uguaglianza. Cioè: bisogna parificare i conviventi di fatto alle persone sposate, siamo tutti uguali, lo dice la costituzione. È una minchiata. Anzitutto in punto di diritto: è come dire che bisogna tutelare chi abita una casa in nero come se avesse un regolare contratto d’affitto. Il matrimonio, secondo il diritto civile, è un “negozio giuridico”, cioè l’incontro di due volontà da cui nascono diritti e responsabilità. Niente negozio, niente responsabilità, niente diritti. No Martini, no party, insomma.
  3. E qui viene il primo punto, che è quello richiamato dai Vescovi, rispetto al quale la fede cattolica non c’entra nulla: perché la gente non si sposa? Perché non vuole prendersi responsabilità. Perché ha paura a dire prometto di esserti fedele, a dire ti amerò per sempre, e a scommettere che su questo può costruire. Molto meglio una scopata in allegria, o al limite anche dieci, cinquanta, o cento. Ma senza esagerare, voglio la mia libertà. Domandina: lo Stato vuole dunque tutelare questa acuta posizione ideale? Quale bene promuove?
  4. Peraltro, nessuno gli ha chiesto di tutelarla. I miei amici conviventi si guarderanno bene dall’andare in anagrafe o spedirsi la raccomandata con cui si scrivono: “sono tre anni che stiamo insieme, distinti saluti”. I conviventi, appunto, non vogliono sposarsi e non vogliono né i diritti, né (soprattutto) gli impegni degli sposati. Gli unici che li vogliono, diciamolo senza nasconderci dietro a un dito, sono gli omosessuali. Per i quali i DICO, come ha detto Luxuria, sono “il terreno sul quale fra poco costruiremo la casa”.
  5. E qui sta il punto. Lo Stato che certifica con un matrimonio- un atto di rilievo pubblico- l’unione omosessuale. Che ne dite? Io dico: l’amore omossessuale non è una cosa da censurare, una cosa demoniaca, una cosa da perseguitare o altre stronzate che Rep. mette in bocca ai cattolici. Esiste, epperbacco, ma è un amore contronatura. Nel senso che non è conforme alla natura umana. Senza persecuzioni, senza razzismi, ma anche senza ipocrisie. Risponde la Melandri con sussiego: ma è amore, amore vero, non può essere contronatura. L’amore non è mai contronatura. Mi spieghi, signora: giustificherebbe un padre che va con la figlia? E perché no? Perché “non si usa”? Allora è d’accordo che esiste qualcosa “contronatura”? Possiamo discutere su dove cominci e dove finisca?
  6. In ogni caso, è sacrosanto che agli omosessuali debbano avere tutti i diritti di tutti: ma fatta salva la loro condizione, per cui ad esempio non debbono poter adottare figli. È giusto che abbiano la pensione di reversibilità, che proseguano l’affitto del partner, che abbiano il diritto di scegliere il trattamento sanitario che questo preferisce se è impossibilitato a farlo da solo: ma si facciano singole leggi ad hoc, non si crei ad arte la “dichiarazione di convivenza” che ingloba tutto.
  7. Proprio la dichiarazione, poi, è una puttanata giuridica che non sta in piedi. Cerco di spiegarmi: la convivenza è una situazione di fatto che per certi aspetti può essere tutelata come quella corrispondente di diritto (il matrimonio). Esempio: da tempo la giurisprudenza riconosce al convivente di fatto il risarcimento del danno se viene ucciso o ferito il partner, esattamente come per la moglie ed il marito. Da oggi, tutto questo non sarà più possibile: la situazione di fatto smette di essere rilevante se non c’è la fatidica “dichiarazione” all’anagrafe. Altro che nuovi diritti, alla fine è un orpello in più. È un po’ come se il possessore di un bene, che in diritto viene tutelato per il solo fatto che possiede anche senza essere proprietario, da domani dovesse andare all’ufficio del registro a dire: possiedo. Roba da matti, caro Rodotà.
  8. Il disegno di legge contiene alcune perle: prima fra tutti, il diritto al permesso di soggiorno per il convivente. Non mi dilungo, ma ne vedremo delle belle.
  9. Al Senato, in ogni caso, non passerà mai. Accetto scommesse.
  10. Comunque, il Sorvegliato ha ben capito dove sta il nemico, che non è né il fanatico dell’Islam, né il comunistissimo, né il laicista perverso: i nemici li abbiamo lì, che camminano su e giù per la stradina che conduce dalla sacrestia alla banca, e mente pontificano sulla pace e i poveri e i diritti degli ultimi, ingollano sostanziose commesse dagli affari di Stato.

 

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Quando per Rep. chi vince perde e chi perde vince.

14 Febbraio, 07 · 3 Commenti

Repubblica: “Portogallo, la chiesa in allarme dopo la sconfitta sull’aborto”. Ora, il referendum l’ha voluto il governo, la chiesa era per l’astensione, il quorum non è stato raggiunto, ha votato il 44 per cento, di cui il 59 per il sì, il 59 per cento del 44 per cento è il 26 per cento del totale. Quel titolo mi ricorda il Pci, quando sosteneva di aver vinto il referendum sulla scala mobile.

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$ 1 dollar $

14 Febbraio, 07 · Nessun Commento

Negli Usa è nata la moneta da 1 dollaro. Ed è bellissima.

Sono già alla ricerca…

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Solidarietà ai giornalisti di Libero.

13 Febbraio, 07 · 3 Commenti

Non osiamo pensare con che stato d’animo si siano messi a lavorare oggi i giornalisti di LIBERO (fra i quali ho un grande amico). Il primo attentato - prima di Pasqua - era contro di loro. Pare che le Procure si siano mossi proprio per sventare questo primo attentato dinamitardo. Di cattivi maestri la sinistra ne è piena e non possono fischiettare il solito motivetto che “questi sono degli extraterrestri venuti chissà da dove”. La pozzanghera da dove prendono il loro nutrimento d’odio è noto a tutti e la loro ideologia folle è tollerata nei centri sociali e nelle sezioni della CGIL. E tocca alla sinistra prosciugare le cloache che crea essa stessa. Magari cominciando da Vicenza.Soprattutto non devono stupirsi se poi glie lo rinfacciamo.

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Compagni loro…

13 Febbraio, 07 · 34 Commenti

Dei 15 arrestati 8 erano iscritti alla CGIL (fino a ieri sera….). Gli altri, i più giovani, appartenenti ai centri sociali. Quelli, per intendersi che manifesteranno sabato a Vicenza.

Tutto in famiglia…

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GO, RATZY, GO!

12 Febbraio, 07 · 28 Commenti

 

Il Papa non molla la presa. Da vero “pastore tedesco”ha addentato le chiappe dei cattolici adulti e non ha nessunissima intenzione di mollarle:

«Nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire quella norma fatta dal Creatore senza che la società venga drammaticamente ferita in quello che è il suo fondamento basilare. Indebolendo la famiglia si penalizza la società».

I dossettiani sono avvisati!

I nipotini di Dossetti rappresentano una corrente assai minoritaria nella Chiesa italiana ma molto potente dal punto di vista politico. E’, di fatti, una specie di massoneria che si muove in maniera ideologica e politica per occupare ogni presenza dentro la finanza, le banche, la politica, i poteri locali.

Il grande filosofo Augusto Del Noce li battezzò - per la prima volta nel 1991 - col nome di “cattocomunisti” per la contiguità fra la loro cultura pseudo-pauperista e il marxismo gramsciano dell’occupazione della cultura e dei settori “chiave” della società. I massimi rappresentati del dossettismo oggi sono Romano Prodi (capo del governo), Franco Marini (presidente del Senato), Rosy Bindi (ministro della famiglia), Dario Franceschini, Renzo Lusetti, Gerardo Bianco, Arturo Parisi, Pierluigi Castagnetti … e la loro caratteristica è una altezzosa superiorità morale che li fa autodefinire “cattolici adulti”, soprattutto quando si muovono in direzione opposta al magistero della Chiesa. Li abbiamo visti ai tempi del referendum sulla fecondazione assistita e durante tutta la discussione sui pacs. Adulti e sfacciati.

 Il Papa questa volta però sta andando allo scontro frontale.

 Non si contano più le prese di posizioni del Papa e di Runi per tentare di spiegare in tutte le lingue la gravità morale e la responsabilità che si assumono questi cattocomunisti. La famiglia è sacra, come la vita umana. Questi invece giocano col fuoco e non si accorgono che l’aria nella Chiesa è cambiata molto. Già dal Pontificato di Giovanni Paolo II non si subisce più l’attacco di questo minoranza aggressiva e senza scrupoli.

Oggi l’ennesima condanna dei DICO da parte del Papa.

Durissima. Forse la più dura e drammatica di sempre.

Ruini ha addirittua preannunciato che i vescovi italiani stanno preparando una nota ufficiale e “IMPEGNATIVA” per tutti i cattolici. Chiamatela, se volete, scomunica.

Se non e’ un’aria pesante e grave questa.. ditemi voi!

Una crisi così fra la Chiesa Italiana (e il Vaticano) ed un governo italiano non si vedeva dai tempi del fascismo. Prodi, con la sua faccia di  bronzo, può anche fare finta di nulla. Come sta tentando di fare. Ma questa volta con la Chiesa è, innegabilmente, scoppiata la guerra fredda.

Il Papa non mollerà la presa tanto facilmente. Ruini men che meno. E questo non era stato prorpio previsto da questo governo cattocom.

La faccenda per i cattolici adulti a questo punto si sta facendo molto complicata.

E a noi, cattolici obbedienti e bambini, non resta che gridare con tutta la forza che abbiamo: “Go, Ratzy, go!”

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Ma io mi domando e “DICO” …

9 Febbraio, 07 · 15 Commenti

 

Vabbè, se proprio volete tirarmi per i capelli sulla questione dei “dico” io ve la dico… ma poi non vi lamentate…

Mica ho tanta voglia di parlarne e del resto, per una puttanata così i commenti in giro sono introvabili. Non ne parlano i radicali… quelli che fanno lo sciopero della fame per i diritti civili ma sui “dico” non dicono nulla… strano no? Non ne parlano i gay che inghiottono amaro, ma in silenzio… oddio … ho detto “inghiottono” (SARA’ SCORRETTO ?). In silenzio Mastella. Gelo dal Vaticano. I verdi col portavoce Pecoraro incazzati neri come solo chi l’ha preso in culo e non è gay - o se volete - chi non l’ha presa in culo ma è completamente gay.

Un silenzio indicativo, no?

 La “dico” Bindi-Pollastrini sono gli unici che mostrano soddisfazione, ma senza troppo clamore … l’han scritta loro la “puttanata” mediando sulle mediazioni della media ponderata fra tutte le medie delle opinioni possibili ed impossibili immaginabili mediamente.

Uscito l’ovetto che non è un matrimonio, non è un pacs, non è un patto civile, non è ciò che doveva essere ma non è neanche ciò che non doveva essere, secondo i non possumus cattolici. Un Dico e non dico. Ne è venuto fuori una cosetta che scontenta tutti, sinistra, destra, comunisti, post comunisti, liberali, radicali, le associazioni omosessuali e il Vaticano, l’associazione vecchietti di Villa Arzilla che non possono “dicare” la badante Moldava e le gemelle Kesler che possono finalmente farsi il “dico” ma non ne sentono il bisogno

… ad esclusione di loro: i cattolici adulti. Quelli che mediano la media. Da quando sono nati loro mediano (lo chiamano “dialogo”). Mediano, mediano, mediano e pisciano acquetta putrida.

A cca niuscun’è fess. L’abbiamo capito noi come fa questo governo. Ha venticinque posizioni al suo interno su tutto. A volte inconciliabili. Le frulla in un frullatore a velocità supersonica.

Un piscio… una puzzetta… macchè dico?…un DICO e la chiudono lì.

Poi Greg mi dirà che io sono ossessionato dai compagni… ma voi l’avete mai vista l’apertura della pagina di Corsera on line mettere a meno di dodici ore (dico do-di-ci-ore-con otto ore di nottata nel mezzo!!!!)? Dodici ore dal parto di un decreto legge che doveva regolare i pacs, di cui si è parlato per mesi… dico: il corriere della sera … dico: per mesi … dico: “DICO”.

Il Corsera, principe di tutti i giornali delle grandi battaglie civili, oramai più laico (nel senso di laicista) di Repubblica. Quello che era in prima linea ai tempi del referendum sulla fecondazione assistita. Quello che “bastavano da soli i pacs per convincere i lettori a votare a sinistra”.

…. ebbene quel Corsera lì a meno di dodici ore mette la notizia all’ottavo posto?

Ma dico io…

Prima c’è - in ordine (presumo di importanza) : 

  1. il rinvio a giudizio di Moggi e figli …
  2. l’indagine sull’omicidio Raciti, spranga, lavabo, o altro…
  3. lo sciopero dei benzinai che è finito, ma che ne parte subito un altro…
  4. la rapina in banca a Carugate (non chiedetemi dov’è)…
  5. Azouz (Erba) che è ancora incazzato con certa “stampa scorretta”…eccheppalle!
  6.  il premio giornalistico in America vinto da Platt …Vattelappesca,
  7.  la morte della coniglietta di Play-Boy Nicole Smitt, moglie di uno ricco-ricco-ricco…
  8. IL DDL SULLE UNIONI DI FATTO. I “DICO”. LE NOVITA’…

All’ottavo posto!?!?!?!

A poche ore dall’ovetto !?!?!?

Il Corriere della Sera ?!?!?!?!

Ma c’è bisogno di aggiungere altro?

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Il video del blitz Usa che liberò gli ostaggi.

8 Febbraio, 07 · 18 Commenti

Il blitz delle forze speciali americane che portò alla liberazione degli ostaggi italiani Agliana, Cupertino e Stefio:

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ANDREA’S VERSION del 06.02.2007

6 Febbraio, 07 · 6 Commenti

E’ molto addolorato, in quanto cattolico. Si aspettava un altro intervento da parte del Papa, sperava ancora che Sua Santità cambiasse linea, atteggiamento, parole, ha denunciato infatti la cosa sulla libera stampa. Si aspettava che Benedetto XVI si comportasse, prima o poi, come di sicuro si sarebbe comportato Giovanni Paolo II, anche se intendeva dire, probabilmente, Giovanni Vigesimo Terzo. E’ molto addolorato, come cattolico, perché non ha capito se questo Papa sia dentro la realtà o ne rimanga fuori, non ha capito perché la chiesa, che quando vuole sa muoversi con maestria, si stia muovendo senza, non riesce a capacitarsi che il Vicario di Cristo, il quale dovrebbe avvertire i problemi sociali come parte di sé, o mal che vada comunque accanto a sé, se ne dimostri distante. E’ molto addolorato, sempre in quanto cattolico, perché ormai si ritrova deluso dalla maestà del Santo Padre, perché si aspettava che all’Angelus avrebbe detto alcune cose e Sua Santità ne ha pronunciate invece certe altre. Bah. Pippo Baudo dev’essersi messo in testa di essere il cardinale Martini.

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Politica estera.

6 Febbraio, 07 · 2 Commenti

 La politica estera di D’alema:

da “bey bey Condy!” a “bey bey condom!”, buttato via come un preservativo usato.

Sancho

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Incubi.

5 Febbraio, 07 · 15 Commenti

Nel sogno, mi alzo dal letto, mi guardo allo specchio e scopro che sono strabico. Mi frugo freneticamente in tasca per guardare la mia foto sulla carta d’identità, per vedere se sono veramente in quel modo e scopro……….. che sono napoletano………!!! Non può essere !!!Mi siedo sconsolato su una sedia. Ma non è possibile, è una sedia a rotelle. Il che significa che, oltre ad essere strabico e napoletano, sono anche handicappato!
Impossibile, mi dico, che sia strabico, napoletano e handicappato……

- ‘Amoreeeeeeeee!’, grida una voce dietro di me. E’ il mio ragazzo….
Sono anche frocio…!
 
- ‘Sei stato tu a prendere la mia siringa?’
 
Strabico, napoletano, handicappato, frocio, drogato e sieropositivo!
 
Disperato, inizio ad urlare, a piangere, a strapparmi i capelli e… Noo!!!
Sono pelato!
 
Squilla il telefono. E’ mio fratello, che protesta:
‘Da quando papà e mamma sono morti, tu riesci solo ad imbottirti di droghe, vagabondando tutto il giorno! Cerca un lavoro, fai qualcosa!’ Vacca, scopro che sono anche disoccupato !!!
 
Cerco di spiegare a mio fratello che è difficile trovare un impiego quando si è strabico, napoletano, handicappato, drogato, sieropositivo e pelato, ma non ci riesco…… Perché ……..tartaglio!!!!
 
Frastornato, riaggancio il telefono, con l’unica mano che ho (sono pure monco) e, con le lacrime agli occhi, vado alla finestra per vedere il paesaggio…………… Milioni di catapecchie tutto intorno a me…
 
Sento una pugnalata nel pace-maker: oltre che strabico, napoletano, handicappato, frocio, drogato, sieropositivo, pelato, orfano, disoccupato, balbuziente, monco e cardiopatico, abito anche in una baraccopoli…
 
Comincio a sentirmi male e ad avere i brividi: mi dirigo verso il guardaroba per prendere un maglione e, con mia sorpresa, quando apro il cassetto trovo una maglia dell’Inter…questo è troppo…comincio ad avere una crisi epilettica perché, oltre che strabico, napoletano, handicappato, frocio, drogato, sieropositivo, pelato, orfano, disoccupato, balbuziente, monco e cardiopatico, abito anche in una baraccopoli….e….sono INTERISTA….
 
In quell’istante, ritorna il mio ragazzo e dice:
‘Amoreeeeee, muoviti, sennò arriveremo tardi alla festa dell’Unita’……..’
 
NOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!!
NOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!
NOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
QUESTO NOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Questo governo (senza una maggioranza) fa pena.

2 Febbraio, 07 · Nessun Commento

Non è passato neanche un mese dalla verifica fatta durante il vertice di Caserta e già si invoca una nuova verifica  - sollecitata (fatto assai importante) dallo stesso Capo dello Stato - per riuscire a dare a questo disastroso governo uno straccio di politica estera che sia una e non come ora “nessuna e centomila“. Ieri al senato la maggioranza è stata battuta clamorosamente e la botta sui denti è stata tale da avere lasciato tutta la maggioranza frastornata a distanza di 24 ore. 

Bastava vedere le facce buie di ieri degli intervistati ai tg della sera per capire che la rabbia covava e che oramai è pronta ad esplodere. Oggi infatti sono arrivate le minacce di ritorsioni incrociate fra la componenti centrista e quella radicale. Ma continuano a susseguirsi col passare delle ore. Le ultime in ordine temporale:  ”Rutelli sbotta: la sinistra ha passato la misura“, Sansonetti dichiara: “tutto può accadere nei prossimi giorni, sulla politica estera il governo può cadere”. I preparativi per la manifestazione di Vicenza  del 17 febbraio prossimo fervono e non fanno che aggravare la situazione: in teoria a Vicenza fra 15 giorni dovrebbero manifestare ministri, sottosegretari e parlamentari dei verdi, dei comunisti italiani e di rifondazione. Intanto i sondaggi  commissionati dagli stessi giornali di sinistra sono catastrofici e in continuo peggioramento. L’unico che finge di non capire è il burroso e sfuggente Prodi, ha dichiarato oggi con sufficienza: «quanto avvenuto è la manifestazione di un disagio e di un dissenso noti quanto circoscritti al tema oggetto della discussione in aula»… cazzo!… “noti”, “circoscritti”, “tema”…?!?! ma di cosa ciancia il mortadella?!?! bisognerebbe spiegare a Prodi che “tema oggetto della discussione in aula” trattasi di Politica Estera e da che mondo è mondo qualsiasi governo può dividersi su tutto tranne che sulla politica estera.

Ma non diteglielo in modo troppo “circoscritto“. Potrebbe farfugliare, con quel “noto” faccione a forma di culo, che lui sul “tema governo” non solo è ottimista. E’ ottimistissimo…

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ANDREA’S VERSION del 02.02.2007

2 Febbraio, 07 · Nessun Commento

Cioè. Arturo Parisi, che è il governo, fa il suo rapporto sulla base Usa di Vicenza. Roberto Calderoli, che è l’opposizione e vuole buttar giù il governo, letto il rapporto di quello che vorrebbe buttare giù, dice che va tenuto su. Tutti quelli che vogliono buttar giù Parisi votano quindi per tenerlo su, laddove tutti quelli che vogliono tener su Parisi votano contro quelli che per buttarlo giù lo tengono su. Parisi, che non vuole andare giù, sa benissimo che tenerlo su è il modo per buttarlo giù. E presenta un altro documento per restare su a dispetto di coloro che lo vogliono giù. Tutti quelli che, volendo buttar giù Parisi, hanno votato per tenerlo su, votano allora contro quello che hanno votato prima per buttarlo giù. Mentre tutti quelli che, volendo tener su Parisi, prima hanno votato contro quelli che per buttarlo giù lo hanno tenuto su, votano adesso contro quello che loro stessi hanno votato dianzi, quando hanno tenuto giù ciò che volevano su. E votano per Parisi, ma non al fine di mandarlo giù, al fine di tenerlo su. E fin qui tutto fila. Come in una storia tanto rigorosa possa non entrarci Cacciari rimane invece un mistero

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