Il Sorvegliato Speciale

Entries from Marzo 2007

Per un paio di flip flop (by Savy)

30 Marzo, 07 · 5 Commenti

Torna a collaborare col blog la più grande amica del Sorvegliato Speciale: Savy. Dall’Africa con furore… Quando sono andata in Uganda a febbraio sono andata a fare la solita visita in alcuni campi sfollati che sono una cosa inaccettabile, simile a quel che penso sia l’inferno.
Con l’ultimo progetto dell’Unione Europea, stiamo facendo delle attività che in termini tecnici si chiamano di “protection”: riabilitazione di alcune scuole, recupero psico-sociale di ex-bambini soldato e, da quest’anno, novità, si fanno anche degli asilini per i bambini dai 3 ai 5 anni che sono nei campi (potete vedere la mia foto con i bambini, sembro l’Angelina Jolie dei poveri :-). L’idea è bellissima perché di solito altrimenti i bambini così piccoli scorazzano (a centinaia e centinaia) tra l’immondizia putrulenta, le latrine e i pericoli più disparati (dalle buche, al fuoco, agli abusi degli adulti).
Con il progetto si sono riabilitati degli spazi e fatti dei veri e propri asili (1 classe ha almeno 200 bambini, ma tant’è, “African numbers”..) a breve si metteranno dei giochini fuori e già si distribuisce loro cibo, li si tiene (un po’) puliti. Li fanno cantare, gli insegnano i numeri e l’alfabeto. Insomma un asilo. Quando sono stata mi sono commossa: ordinati, felici, un’oasi in mezzo allo schifo che è solo 5 metri più in là.
Nelle foto che vi allego e che mi hanno mandato oggi vedete la distribuzione che hanno fatto delle flip flop, le ciabatte infradito. Mi hanno detto che i bambini hanno fatto una festa incredibile alle ciabatte (anche di 7 numeri più grandi del loro piede, ma sono dettagli, la gioia è avere le ciabatte e non girare più scalzi).
Vedete anche voi la contentezza!!
Per un paio di infradito…

SAVY

 

 

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Casini in mezzo al guado

28 Marzo, 07 · 4 Commenti

Non sorprende che alla prima, striminzita, fortunosa vittoria, ci si butti nelle fontane a festeggiare e si ricorra a gestacci nei confronti dell’avversario. In questo la politica, e la stampa, non sono migliori del calcio. Il fuoco di fila dei giornali di oggi sul centrodestra, anzi su Berlusconi e Fini, usciti battuti dal voto di ieri in Senato, è sospetto. Ma la notizia è davvero che l’opposizione venga battuta dalla maggioranza?

Subito un po’ di numeri. Il decreto sulle missioni è passato con 180 voti favorevoli: sottraendo i venti senatori dell’Udc, Iannuzzi di Forza Italia e Follini, eletti con i voti degli elettori che hanno espresso la loro fiducia alla CdL guidata da Berlusconi, siamo a 158. Esattamente il quorum ieri necessario per l’approvazione, ma di molto inferiore ai due voti di fiducia superati da Prodi (165 a inizio legislatura; 162 dopo la prima crisi): un minimo storico per il governo. Sottraendo dai 158 i quattro senatori a vita che hanno votato ieri scendiamo a 154. L’autosufficienza (non degli eletti, ma compresi i senatori a vita) aggrappata a due assenti, tra cui Cossiga, ricoverato.

La CdL obiettivamente non esiste più. Si è sfaldata ancora prima della maggioranza, che però non deve illudersi. «Mai una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne», ripetevano. Eppure quella maggioranza politica oggi non c’è più. Un rospo che la sinistra neocomunista ha dovuto ingoiare semplicemente per rimanere al potere ed esorcizzare la rivincita di Berlusconi. E’ stata sostituita dalle “maggioranze variabili”. Ripeto: non che il nostro sistema non lo permetta, ma su temi fondamentali, costitutivi l’azione di governo, quali la politica estera, dev’essere chiaro il patto politico, la maggioranza, da cui trae legittimità l’esecutivo.

Inoltre, se si votasse domani Berlusconi e Fini vincerebbero senza l’Udc. E l’Udc, in mezzo al guado, quasi scomparirebbe. Lo sa bene Casini, tanto che il suo sostegno alla maggioranza - gratis (senza neanche un simbolico ordine del giorno) e con lo smacco di non essere risultato neanche così indispensabile da poter fare la mossa di chiedere le dimissioni di Prodi - non è dettato da alcuno spirito di responsabilità quanto piuttosto da quello di sopravvivenza.

L’Udc non può permettersi elezioni anticipate, dalle quali, punita dai propri elettori, uscirebbe con le ossa rotte, ma neanche un governo di larghe intese, per il quale interlocutore obbligato del centrosinistra sarebbe Berlusconi. Dunque, tenersi Prodi, debole e logorato è meglio, anche se peggio per il paese, e sganciarsi da Berlusconi. In attesa che Ds e Margherita si convicano per il sistema elettorale tedesco e che qualcuno di là la smetta di pensare al Partito democratico e costituisca un centro moderato, da cui chiunque volesse governare dovrebbe passare.

Nel merito, altro che atto di responsabilità verso il paese e i nostri militari. Alla luce degli ultimi sviluppi in Afghanistan il decreto approvato risulta del tutto inadeguato sia rispetto ai nostri obblighi nei confronti della Nato, sia al ruolo internazionale che dovrebbe giocare il nostro paese, sia alla sicurezza delle truppe impegnate. E Dio non voglia che chi ha votato questo decreto si trovi un domani a dover rispondere di un “incidente” in cui si trovassero mal equipaggiate.

Adesso il gioco dell’Udc è scoperto e certo nessun bombardamento mediatico riuscirà a far passare di fronte all’opinione pubblica Berlusconi e Fini come ostili alla missione in Afghanistan o addirittura anti-Nato e anti-americani. Indubbiamente su questo piano hanno le spalle più che coperte.

da JimMomo

p.s.: No, non sono uscito pazzo. E’ che quando l’ho letto ho condiviso ogni singola parola di questo post che il mio “avversario” radicale di sempre aveva scritto e allora non sono riuscito a frenare il seguente commento:

“Cosa dire? Mi tocca quotare il tuo post al 100% e Dio sa, ma pure tu, quanto mi costi farlo.
Faccio di più: te lo aggrego perfino sull’odiato Sorvegliato Speciale, giusto per significarti quanto sia perfettamente d’accordo su ogni parola che hai scritto.
Da avversario di sempre su moltissime questioni che ci dividono, ma libero come sempre e come sai, spero che ti faccia piacere. Oggi hai scritto un bel post e chissà se mai più capiterà che te lo dica.  ;-) Un saluto, Il Sorvegliato Speciale “

Per chi non lo sapesse Il Sorvegliato Speciale e JimMomo sono come il diavolo e l’acqua santa, Peppone e don Camillo, cattolici e radicali (appunto!).

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ANDREA’S VERSION del 24/03/2007

26 Marzo, 07 · 12 Commenti

Andrea’s version

Avevate capito male. Non c’è nessuna incazzatura degli Stati Uniti con D’Alema, nessun conflitto sui talebani liberati, la cenetta sul Potomac non poteva andar via più liscia, Italia e Usa esser più vicine. L’Unità spiega tutto. Si è trattato di una congiura. E che congiura. Ma una congiura contro chi? Contro Condi. E perché contro Condi? Perché è culo e camicia con Massimo. Cioè. La Casa Bianca deviata, insieme ai generali del Pentagono deviato, insieme agli uomini del Dipartimento di Stato deviato, tutti incazzati come tori con Condi perché pende dalle labbra di Massimo, hanno lanciato un siluro sulla tresca. Cioè. L’obiettivo della Casa Bianca non era per nulla chi ha mostrato le chiappe a Dadullah. Quando mai. Era il suo segretario di stato. “E’ la vendetta di Donald”, nel senso di Rumsfeld, scattata attraverso il famigerato “funzionario senza volto”, il quale ha mollato sì un paio di sganassoni, ma mica a noi, a Condoleezza. E’ stato un complotto. Un terribile complotto. Secondo solo, per ordine di importanza, a quello ordito a Roma da Sircana per sputtanare i trans della Salaria

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Gli utili dioti più bravi del mondo

23 Marzo, 07 · 2 Commenti

Questo post non è mio, è stato scritto DAL MIGLIOR BLOG DELLA RETE:

Vada per gli americani che si sa, sono cowboy, arroganti, imperialisti e vogliono che tutti facciano come loro. Se sono incazzati con noi è per partito preso. Non sopportano che siamo tornati liberi e indipendenti dopo 5 anni di sudditanza berlusconiana. E se noi vogliamo Gino Strada ministro degli Esteri, Vauro alla Difesa e il mullah Omar Presidente del Consiglio sono cavoli nostri e non ammettiamo ingerenze.
Vada per gli inglesi con quella loro terribile puzza sotto il naso; eppoi mangiano male, vestono peggio, figurarsi se ci possiamo preoccupare delle loro alzate di testa. Se dicono che quei capi talebani che abbiamo liberato, li avevano catturati loro e che per farlo erano morti 50 soldati di Sua Maestà, beh, ci dispiace per loro. Ma noi avevamo un giornalista di Repubblica da far tornare, mica un tecnico dell’Eni o un bodyguard. Imparassero a guidare a destra poi ne riparliamo…
Vada per i tedeschi, gente che già nell’inno si crede über alles; per loro noi rimaniamo sempre spaghetti, baffonero e mandolino. Se dichiarano che la liberazione dei talebani in cambio del giornalista italiano è stata
“riesenfehler”, “un gigantesco errore”, sappiamo che nel linguaggio diplomatico significa in realtà: “avete fatto una cazzata che rischiamo di pagare tutti”. Loro, i tedeschi, di ostaggi prigionieri ne hanno due. Ma la signora Merkel ha detto: “Sappiamo bene, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione, cosa vuol dire il nostro impegno per il popolo afghano e non ci lasceremo ricattare dai terroristi o da gente che si comporta come tale”. Sarà che non hanno ancora mandato giù l’eliminazone ai mondiali?
Vada per gli afghani, ma cosa vogliono poi questi qui? Siamo disposti a comprare tutto il loro oppio, gli abbiamo mandato Gino Strada, gli diamo continue pacche sulle spalle, siano riconoscenti e la smettano di lamentarsi.
Insomma, vada pure se americani, inglesi, tedeschi, afghani ci rimproverano sotto sotto di viltà, di inaffidabilità; possiamo sopportare tutto. Ma che ora anche gli olandesi ci diano lezioni di dignità nazionale… questo no, questo non lo possiamo proprio accettare. Ecco, a cosa ci ha portato un anno di governo Prodi. A farci prendere per il culo pure dagli olandesi, quelli dei tulipani, dei mulini a vento e degli zoccoli frikkettoni. ”Il governo olandese non appoggia tali decisioni, che favoriscono altre prese d’ostaggi” ha detto il Ministro degli esteri Verhagen. Saranno pure dei Paesi bassi ma di fronte alla difesa degli interessi nazionali sono molto più alti di noi.
Quando governava il centro-destra, per intellettuali e opinionisti di mestiere, noi eravamo un paese isolato a livello internazionale. Solo perché, insieme a nazioni di poco conto come Usa, Gran Bretagna, Olanda, Danimarca, Portogallo, Polonia, Australia, Giappone e altri 26 paesi, c’eravamo impegnati in prima fila per la lotta contro il terrorismo pagando caro un tributo di sangue e di onore. Eravamo talmente isolati che all’Onu, Kofi Annan riceveva il premier italiano con tutti gli onori riconoscendo il ruolo dell’Italia per la pace nel mondo. Eravamo talmente “italietta” che
Berlusconi veniva accolto al Congresso americano con una standing ovation mai riservata a capi di stato stranieri.
Oggi che invece abbiamo recuperato la dignità perduta consentiamo al famoso giornalista di Repubblica di scendere dall’aereo come avesse vinto i Mondiali (l’hanno scritto su Der Spiegel) e gli permettiamo di dire come prima cosa che si sentiva
“come un prigioniero a Guantanamo” dove si sa tagliano le teste agli autisti e li sgozzano come capretti, e nessuno dico nessuno, che gli abbia dato un bel calcio nel culo imponendogli la dignità del silenzio.
Oggi ci possiamo permettere il “bye bye condi” anche se ci tirano le orecchie da tutte le parti e se 5 ambasciatori di paesi alleati si sentono in dovere di mandare lettere aperte al popolo italiano scavalcando il governo. Oggi non siamo più un paese isolato e la nostra politica estera è determinata e lucida. In Libano
passeggiamo sottobraccio ai leader degli Hezbollah, In Iran rassicuriamo Ahmadinejad che abbiamo delle idee per il loro nucleare; in Afghanistan liberiamo i talebani e li invitiamo ai tavoli della pace, in Palestina telefoniamo al capo di Hamas per dirgli che gli faremo togliere l’embargo che la Comunità internazionale gli ha imposto.

Sarà pure vero che abbiamo riacquistato autonomia ma la svolta jihadista della politica estera italiana dovrebbe preoccupare un po’ tutti. Si sa che l’internazionale islamista si serve dei pacifisti occidentali come gli “utili idioti” per indebolire il fronte della lotta al terrorismo. E siccome noi italiani non siamo secondi a nessuno, abbiamo gli “utili idioti” più bravi del mondo … al governo.

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Repubbliche, sognano o son desti!?!?!

22 Marzo, 07 · 2 Commenti

 

REPUBBLICA di ieri :  

“Una svolta, un nuovo corso”
Una «svolta», un «nuovo corso». A Palazzo Chigi ne sono convinti. Alla Farnesina ne hanno avuto una prova in queste ore. Il rapporto tra Roma e Washington ha subito un´inversione di rotta. La diffidenza che ha caratterizzato il dialogo tra il governo di centrosinistra e
la Casa Bianca è stata abbandonata
. Nelle vorticose giornate del sequestro Mastrogiacomo, Romano Prodi e Massimo D´Alema hanno insomma colto un «nuovo registro» nei contatti con l´amministrazione Bush.
Non solo la
«comprensione» (così l´ha definita il ministro degli Esteri) americana per le trattative intavolate con i talebani per la liberazione dell´inviato di Repubblica, ma anche un diverso atteggiamento nei confronti dell´azione complessiva dell´esecutivo italiano“. 

 

REPUBBLICA di oggi:“Preoccupazione e sorpresa” “Preoccupazione” e “sorpresa” per le modalità della liberazione di Daniele Mastrogiacomo, il giornalista tenuto ostaggio dai Taliban per 15 giorni e liberato ieri, sono state espresse da Stati Uniti e Gran Bretagna. Washington avrebbe comunicato le proprie perplessità al governo italiano e afgano per le possibili conseguenze del negoziato che ha riportato a casa il giornalista italiano: lo hanno riferito fonti dell’amministrazione Bush.
Secondo il Dipartimento di stato Americano, lo scambio di cinque prigionieri Taliban per la liberazione del giornalista è una strada pericolosa.
Fare accordi con i rapitori non è mai positivo, ha detto ancora il funzionario, e “aumenta i rischi per le nostre forze, per quelle afgane e per quelle internazionali”. I Taliban liberati andranno a rafforzare la lotta per riprendere il potere in Afghanistan, esattamente quello che le forze americane e le forze Nato stanno cercando di evitare. Il funzionario americano ha aggiunto anche che l’intero negoziato in Afghanistan sembrava del resto volto a portare fuori solo l’italiano: l’autista di Mastrogiacomo è stato ucciso e la sorte dell’interprete è ancora sconosciuta.

E ha sollevato anche il problema delle regole di ingaggio: proprio per queste limitazioni che riducono il campo d’azione delle forze militari italiane schierate in Afghanistan, l’Italia non ha potuto trasportare direttamente il giornalista a casa, ma si è dovuta servire di un aereo di una ong. E non è un segreto - ha aggiunto - che da oltre un anno chiediamo di “rimuovere gli ostacoli” che impediscono alle forze italiane di “combattere”.

Le stesse preoccupazioni sono state avanzate anche da Londra, che al momento sta affrontando un problema analogo: il rapimento di un reporter della Bbc a Gaza. In serata il Foreign Office ha espresso “preoccupazione” per “le implicazioni della liberazione di Taliban” collegata al rilascio del giornalista italiano e ha detto che della vicenda Londra sta “discutendo con il governo italiano ed afgano”. Secondo la portavoce, in particolare, “c’è la preoccupazione che si possa dare il messaggio sbagliato a coloro che pensano di prendere ostaggi”.

Toni freddi, decisamente freddi.

Gli Stati Uniti definiscono infatti “una pessima idea, una sciocchezza” l’ipotesi di che alla conferenza internazionale sull’Afghanistan vengano invitati i talebani. Lo dice una fonte dell’amministrazione americana, commentando la proposta lanciata nei giorni dal segretario dei Ds Piero Fassino di coinvolgere gli studenti coranici nel processo di riconciliazione nel Paese.

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D’Alema ci porta in fuori gioco.

22 Marzo, 07 · 8 Commenti

 

Gli articoli dei giornali italiani che lodavano l’astuzia sopraffina di Massimo D’Alema, capace di conciliare Gino Strada con Condoleezza Rice, non si erano ancora asciugati che già dall’America arrivava un’altra musica. I grandi giornali liberal non dedicavano neppure una riga alla “storica” missione all’Onu del nostro ministro degli Esteri, mentre arrivava l’irritazione, per bocca di un portavoce, del dipartimento di stato, che giudica pericoloso il modo in cui è stata trattata la vicenda della liberazione del giornalista di Repubblica, e campata per aria l’idea di una conferenza di pace in Afghanistan, per non parlare dell’ipotesi di invitare i talebani. Foggy Bottom nega di aver mai espresso “comprensione”, come detto invece dal nostro ministro degli Esteri dopo la cena con Condoleezza Rice al ristorante Aquarelle. All’evidente insoddisfazione degli alleati si somma quella dei settori “riformisti” della maggioranza, che pare abbia un’eco anche al Quirinale, visto che la tutela dell’onore delle nostre forze armate non è sembrata al primo posto nelle priorità del capo della diplomazia italiana. Intanto Bobo Craxi contribuiva per parte sua a far apparire la nostra politica estera inaffidabile, con le sue conversazioni con il premier di Hamas, che ha poi dovuto derubricare a telefonate personali. Ognuno, d’altra parte, si sceglie gli amici che crede, anche un sottosegretario che però, se stesse in un ministero degli Esteri serio, avrebbe già dovuto renderne conto. Da noi, invece, basta raccontare di trionfi immaginari che la stampa amica ci crede e li amplifica, confondendo il provincialismo con la dignità nazionale.

editoriale de IL FOGLIO di oggi

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LA VERITÀ NON PUÒ ANDARE A P…NE

21 Marzo, 07 · 7 Commenti

 

Faccio una premessa: non mi frega nulla del fatto che un autorevole membro del governo si sollazzi con trans e prostitute. Non è il suo irreprensibile comportamento morale in privato quel che mi aspetto da lui, in questo non mi piace lo screening moralista che gli americani fanno sulla vita dei politici e, da cattolico, recito ogni giorno la preghiera dell’Angelus scritta dal sublime papa puttaniere Alessandro VI.  Detto questo, non sopporto nemmeno che i suddetti moralisti propinino balle pubbliche per sorvolare sulle loro magagne private, invece di avere il coraggio di affrontarle specie se poi alzano il ditino sacerdotale sulle magagne altrui. Ci aveva già provato
la Melandri, che negava spudoratamente di aver solo messo il naso nel ricettacolo di cocainomani e mignotte di casa Briatore (lei che si diverte solo con cultura chic e musica etnica, mica quei buzzurri di destra che vanno al Bagaglino e fanno le scuregge con le mani sotto le ascelle).
Salvo glissare quando uscì la foto che la ritraeva ballare scatenata e forse pure un po’ impipata di farina anche lei.Ma adesso l’intreccio che emerge è ben più grave ed esige che, per amore di verità, qualcuno risponda a queste dieci-domande-dieci. 

  1.  Perché Sircana esce con questa dichiarazione- “si pubblichino pure le foto”, “ingiusta la restrizione del garante”- solo una settimana dopo che è scoppiato il casino, e non subito?
  2.  Perché nel frattempo salta fuori che queste foto erano state comprate da RCS (ricordate?) per la bellezza di centomila leuri?
  3. E perché RCS le aveva comprate? Su idea di chi?
  4. E perché RCS, dopo averle comprate a cotanto prezzo, le ha tenute in un cassettuccio?
  5. E perché RCS, dopo averle comprate, fa uscire il Corrierone il giorno dopo con un editoriale di Battista (“Fangopoli”), il quale Battista, lungi dall’affermare- come sa- che le foto sono vere, si lamenta degli “schizzi di fango”?
  6. E perché, lo stesso giorno, il Corrierone pubblica un’intervistona a tutta pagina del fotografo che nega, nega, nega e giura di essersi inventato tutto per farsi bello con Corona?
  7. E a questo punto come si può escludere che le foto uscite oggi siano una ballotta?
  8. Cioè, che dopo la quarta ed ultima foto che testimonia l’avvicinamento al trans di Sircana (“una stupida curiosità”) non ce ne sia magari una quinta che immortala uno stupido, curioso p…ino?
  9. E come dovremmo fare noi a credere che se certi politici e certi media inciuciano fra loro per tenere nascoste cotante minchiate, non ne tengano nascoste altre, non private ma pubbliche, ben più gravi per tutti?
  10. E infine, davvero il signor Prodi vuole tenersi come uomo-immagine-unico del suo governo (si fa per dire…) un tale che è talmente stupido da andare a p…ne da solo, sui viali di Roma, alla guida della sua auto?


ESTIQAATSI
(il capoindiano)

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Puttanate…

21 Marzo, 07 · Nessun Commento

“Dunque, se di qualcuno sono stato vittima, sono stato vittima esclusivamente di me stesso. Io so quello che ho pensato e fatto, ma, soprattutto - ed è quello che conta - so quello che non ho fatto. (…)
Da questa storia ci sono molti insegnamenti da trarre. Quelli del valore degli affetti veri, quelli delle stupidità da evitare e, per chi come me ha responsabilità forti, la necessità di lavorare sodo perché l’informazione sia sempre più libera e autorevole grazie al rispetto di regole che non sono scritte ma sono racchiuse in una sola parola: civiltà.”

Niente dimissioni.

Silvio Sircana, portavoce unico del Governo Prodi.

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Tribù.

21 Marzo, 07 · 10 Commenti

La tribù di Mastrogiacomo

“Mi hanno fatto sentire come un prigioniero di Guantanamo” ha scritto Daniele Mastrogiacomo subito dopo essere stato liberato dai suoi carcerieri talebani con grande dispiego di mezzi e di emozioni da parte del governo italiano.

E’ una frase che avremmo preferito non leggere. Mastrogiacomo non ha perso un secondo per tornare ad essere un qualsiasi giornalista di Repubblica. Uno che non esita a paragonare i Talebani che lo hanno rapito e frustato, che hanno sgozzato il suo autista senza pietà, al governo americano che a Guantanamo tiene giustamente rinchiusi i terroristi dell’11 settembre e dintorni e protegge il mondo dai loro crimini. La vicenda di Mastrogiacomo semmai ha prodotto l’esito opposto: il ritorno in pista di un manipolo di terroristi.

E’ stato il modo con cui “Daniele” si è immediatamente ricongiunto alla sua “tribù”, come la chiama nel suo editoriale il direttore Ezio Mauro, parlando dei suoi giornalisti. La tribù di quelli (ma non sono solo a Repubblica) che odiano l’America e l’Occidente, a cui attribuiscono tutte le colpe del mondo, mentre loro stessi se ne purificano attraverso quell’odio.

Paragonare Guantanamo alle carceri talebane, specie da parte di uno che vi è stato appena rinchiuso, è qualcosa che va oltre la sindrome di Stoccolma, è l’indice di un pregiudizio anti-americano che infetta come un virus l’élite giornalistica nazionale, quella politicamente corretta e coccolata.

A Mastrogiacomo forse è sfuggita la confessione di Khalid Sheikh Mohammed, che proprio dal carcere di Guantanamo – dove per fortuna continua ad essere rinchiuso -  ha raccontato di avere “decapitato con la sua mano destra benedetta l’ebreo americano Daniel Pearl”, oltre ad aver coordinato l’attacco alle torri gemelle e una quantità di altre stragi.

Il giornalista del Wall Street Journal è stato meno fortunato di Mastrogiacomo. Apparteneva a un’altra tribù.

da L’Occidentale

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Se un giornalista di Repubblica vale quattro talebani…

20 Marzo, 07 · 2 Commenti

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Ipocrisie.

15 Marzo, 07 · Nessun Commento

D’Alema: «Noi non stiamo facendo nessuna trattativa con i talebani».

E’ quello che pensavo: stanno trattando coi talebani…

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Quando è gogna … è gogna per tutti.

15 Marzo, 07 · 7 Commenti

 

Che vergogna sputtanare il portavoce dell’Ulivo Sircana solo perchè andava a puttane con un transessuale per 150 euro. Non è giusto rivelare che il transessuale brasiliano era stato preferito a quello un pò meno alto e formoso del marciapiede di fronte, bello si ma dell’Europa dell’Est, quindi senza l’accento portoghese che fa tanto attizzare il portavoce dell’Ulivo Sircana. Come si permette Il Giornale di raccontare che Sircana, portavoce dell’Unione e strettissimo collaboratore di Romano Prodi, aveva un bel da fare alla fine del Consiglio dei Ministri nell’arrivare in tempo a trastevere per scegliere il brasiliano, venticinquenne, mulatto, occhi azzurri, capelli nerissimi e lunghissimi. Ma che vergogna la gogna mediatica di un povero politico, portavoce dell’Unione, amico personale di Prodi, e pure di D’Alema, di Amato e di Parisi, che si sfoga della tensione di una lunga giornata di lavoro con un transessuale moro e dalle labbra carnose. Povero Sircana, portavoce dell’Unione, rappresentante emerito del Governo Prodi, uomo di sinistra, onesto e pulito dentro, e pure fuori. Hanno gettato del fango nel ventilatore e l’hanno acceso, come ha detto la sinistra intera corsa in sua difesa. Solo che si sono scordati di dire che Anna Falchi mandava i messaggini d’amore al marito (nell’era dell’Unione di Prodi e del suo portavoce Sircana, quello - poverino - che va a puttane con i trans), senza che nessuno avesse pronunziato la parolina magica: “gogna mediatica”. Oppure “no, non sta bene, che il Corriere della Sera pubblichi le intercettazioni d’amore di una moglie al marito.

E allora, ventilatore o aria condizionata… quando è gogna è gogna per tutti.

Che la sinistra impari la lezione e chi è causa del suo mal pianga se stesso.

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12% di telespettatori. Prodi fa precipitare anche gli ascolti di Matrix: mai così pochi.

14 Marzo, 07 · 3 Commenti

Il peggior risultato di Canale 5, rete ammiraglia della Fininvest, degli ultimi mesi e il peggior risultato del programma di Mentana di sempre. E’ proprio vero: Prodi, tutto quello che tocca diventa m…. Gli italiani non lo reggono proprio più. Meno che meno in televisione.

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E’ bello vivere.

12 Marzo, 07 · 8 Commenti

 

Mi colpisce molto la deriva eugenetica ormai così diffusa ed inconsapevole ed anche la falsa e pericolosa idea della qualità della vita… (se sei grasso e fumi non ti curo, se sei un bambino grasso ti allontano dalla mamma che non è capace di nutrirti……se passi con il rosso ti arresto).

La vita non è un insieme di regole! La vita è consapevolezza di sè.

Andrea sa chi è, e soprattutto sa quale è la sua missione.

E sa che la vita non è sempre “rose e fiori” ma è sempre e comunque BELLA.

A partire da oggi, collaboratore fisso del Sorvegliato sarà Andrea.

Anzi sarà il re del del Sorvegliato Speciale.

Un ragazzino con gravissimi handicap che gli impediscono di camminare, di muoversi, di parlare, di vedere …ma non per questo di comunicare tutta la sua gioia di vivere. Ci ha dato il permesso di pubblicare le sue bellissime lettere, scritte con una prosa assolutamente originale. E bella.

Lui non le può scrivere con la sua mano.

Non le può pronunciare con la voce.

I suoi occhi non vedono. 

Ha un suo speciale modo di comunicare attraverso sistemi molto complicati. In lui “l’armonia nascosta è più potente di quella manifesta” e il suo silenzio urla più delle nostre mille parole. E ci racconta il bello del vivere.

 Forlì, 05.03.2007 - Andrea dopo una seduta di manipolazioni “scrive” al dottore che lo ha appena “trattato”-   

“Io mi dedico a ricerche su comunicazioni molto volentieri - Ho tanto da fare sentire agli amici miei e certamente vorrei avere segnali che tutti o limitatamente a tanti possano capire - Vorrei dare il mio contributo oggi alle tue cure dicendo che fanno molto bene al corpo - Resto accecato, senza dubbio solo interiormente, (*) intendo essere accecato, intendo abbagliato dalla tua dedizione e dalla tua delicatezza - Vasto il mondo ma per fortuna non così tanto da tenerci lontani e resto ancora dell’idea che il tuo cuore è unito al mio cuore- Quando tu tocchi il mio corpo tu lo fai con tanta sapiente intenzione - Un delicato investimento di modificazione è messo in atto dal tuo fare - Resta sempre difficile aggiustare pezzi deformati da tanti anni e da tante spinte deformanti dovute alla sindrome che mi ha colto dalla decisamente benedetta nascita mia (**) - Non un giorno solo ho pensato che era meglio non essere nato - Certamente vera nascita non è questa ma non voglio ora parlarne - Preferisco dire che la benedetta mia nascita ha portato tanta sofferenza in me e non solo, anche per i miei - Anche se io ho chiesto a Dio di essere sempre un tocco di speciale dono per chi mi ama; I miei e tutti coloro che si interessano a me - Oltre a questo  voglio dire che piacerebbe anche a me avere un trattamento più spesso, se si può, se i miei possono portarmi e se tu puoi “farmi” - Resto sempre e comunque sereno e grazie per l’aiuto - Fisico mio ti è grato - Cuore mio ti benedice” Andrea G., Forlì

  (*) Andrea non vede

(**) Andrea ha una tetraparesi spastica ed un handicapp gravissimo.

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Abortito un bambino vivo.

8 Marzo, 07 · 15 Commenti

 

FIRENZE - È morto il bambino nato di 22 settimane di gestazione dopo che la madre aveva tentato l’aborto terapeutico, effettuato venerdì scorso all’ospedale fiorentino di Careggi a Firenze. La donna aveva deciso di intraprendere l’interruzione volontaria di gravidanza dopo che alcuni esami avevano segnalato una malformazione, un’atresia all’esofago, rivelatasi poi inesistente. Il piccolo, ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, sarebbe deceduto per complicazioni cardiocircolatorie nella notte.
Le condizioni del bambino ieri erano state definite «gravissime» dal direttore del dipartimento interaziendale materno-infantile Paolo Morello.
Il piccolo pesava 500 grammi e aveva un’altezza di una ventina di centimetri. «Non ha la malformazione che era stata ipotizzata con le ecografie - aveva spiegato Morello - ma soffre di tutte quelle patologie di un neonato estremamente immaturo». Condoglianze sono state espresse dall’Azienda ospedaliera del Meyer ai genitori del piccolo.

La cosa più incredibile di questa storia è il modo di raccontarla. Nato il bambino che era un feto abortito ma poiché lo sciagurato feto volle nascere bambino non fu più feto. Come chiamarlo un bambino morto che non era feto abortito perchè nacque per errore? E perché le condoglianze dell’ospedale a un feto? Anzi no, un bambino, ma chiamato tale solo perché abortito vivo? Come può acquistare dignità un essere umano che un attimo prima non è nulla e un attimo dopo è il bene più prezioso dell’universo intero. E chi siamo noi per dare del “feto” ad un bambino?

Chi usa ipocritamente quel termine “pseudo-scientifico” per negare l’umanità ad un uomo dovrebbe cominciare a farsi delle laiche domande: cos’è un feto se non un bambino molto indifeso? Chi siamo noi per negargli questa dignità.

Siamo dei mostri. Dei mostri fra i peggiori.

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