
Circondato da telecamere e giornalisti - tenuti però a debita distanza da un insolito drappello di body guard costituito dai portuali di Livorno, responsabili del servizio d’ordine, il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha raggiunto il PalaMandela dove si svolge il congresso dei Ds. L’accoglienza è stata buona. Il leader di Forza Italia non ha ricevuto nessun fischio. Anzi. E’ stato circondato da decine di persone al punto da aver fatto fatica a raggiungere il posto a lui riservato nella platea del palazzetto. «E’ pazzesco…» ha commentato Gianni Letta, consigliere del Cavaliere e suo accompagnatore per l’occasione, «è stato ricevuto come una star». Prima dell’inizio dei lavori, Berlusconi è stato avvicinato da Piero Fassino che, dopo avere salutato i presidenti di Camera e Senato, Bertinotti e Marini, si intrattenuto qualche istante con l’ex premier stringendogli a lungo la mano.
«DEMOCRAZIA MODERNA» - «Siamo venuti ad ascoltare la relazione del segretario - ha spiegato Berlusconi ai cronisti - in un momento di transizione verso, spero, una democrazia più moderna e più avanzata, in cui ci siano dei partiti che si confrontino tra di loro senza volersi eliminare a vicenda, ma magari rispettandosi». «Se il Partito Democratico andrà avanti - ha aggiunto - , credo che sia ineluttabile che anche nel blocco liberale si vada nella stessa direzione, come io auguro».
GLI APPLAUSI A FASSINO - Berlusconi ha poi seguito con attenzione l’intervento di Piero Fassino e ha applaudito quando il capo dei Ds ha affrontato il tema delle riforme, indicate come la via per un riavvicinamento tra i cittadini e la politica. Il Cav aveva annuito anche al passaggio in cui il segretario della Quercia ha ricordato che «in politica non ci sono nemici, semmai avversari».




