Entries from Giugno 2007
Flip flop. Tutto e il suo contrario.
28 Giugno, 07 · Nessun Commento
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SOL.SOLF. Solita solfa.
28 Giugno, 07 · Nessun Commento

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Silenzio… oggi parla il messia.
27 Giugno, 07 · 6 Commenti
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speriamo bene…
27 Giugno, 07 · Nessun Commento

Stanotte è fallita la porcheria dell’abbassamento dell’eta pensionabile e il superamento dello scalone. Rischieremmo così di essere l’unico Paese Europeo che anzichè innalzare l’età pensionabile l’abbassa. Col rischio di creare un deficit enorme nelle casse dello Stato e una incertezza assoluta nelle giovani generazioni che dovranno pagare i costi altissimi di chi “non c’ha voglia di fare un cazzo” e di vivere di rendita per altri 40 anni di vita a spese nostre.
Chiaramente non siamo ancora certi che Prodi & company non trovino qualche soluzione al ribasso ulteriore, calando le braghe ancora di più. Del resto non c’è niente di peggio per un paese che farsi governare da un governo disperato e alla canna del gas. I gesti inconsulti della disperazione potremmo pagarla noi per molti anni a venire.
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Cinquecento wants you!
26 Giugno, 07 · 5 Commenti
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I miei due figli più grandi (8 and 6 years old) si sono dati al business.
Un biglietto della lotteria solo € 2,5.
Primo premio la nuova FIAT 500.
“500 WANTS YOU!”
Se questo è il prezzo di una libera educazione, quella che io ho scelto per loro, che mi costa la bellezza di circa 3.000 euro l’anno (150 euro mensili per due bambini), viva la lotteria!
Il ricavato andrà in parte all’acquisto dell’arredo delle nuove classi ed in parte alla costituzione di borse di studio per i figli di famiglie meno abbienti.
Accattatevi o biglietto ! Libertà di educazione wants you!
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WC
22 Giugno, 07 · Nessun Commento

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Buon compleanno, Andrea!
21 Giugno, 07 · 6 Commenti

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ANDREA’S VERSION del 21.06.2007
21 Giugno, 07 · Nessun Commento

La chiamavano concertazione. Soprattutto la chiamava Prodi, così. Ma poi. Fischi su Telecom per via di quella storia con Angelo Rovati. Fischi a Verona alla messa del Papa. Fischi al Motor Show, nella sua Bologna. Fischi dai tassisti a Roma. Fischi a Milano quando andò a ritirare la laurea honoris causa. Fischi a Bergamo per il giuramento della Guardia di Finanza. Fischi a Trento durante il Festival dell’Economia. Fischi a Noto per l’inaugurazione della cattedrale. Fischi alla Confesercenti. Fischi al Gay pride. Fischi dai pacifisti di “No Dal Molin”. Fischi dagli ecologisti di “No Tav”. Fischi per gli inceneritori, per le discariche, fischi da Confindustria, dai sindacati, fischi dai finanzieri, fischi dall’opposizione, fischi dal settore di destra del governo, dal settore di centro e dalla sua componente di sinistra. Fischi dagli operai, dai professionisti, dal ceto medio riflessivo, dal ceto medio irriflessivo, dagli economisti, dagli economizzatori, dagli economati e dagli sperperatori. Fischi su fischi e quello ancora non capisce. Confonde sempre. Ciò che potrebbe consentire di passare ai fiaschi.
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“Aria irrespirabile”… a chi lo dite!?!
20 Giugno, 07 · 5 Commenti

D’Alema come Prodi : in questo paese “c’è un’aria irrespirabile“.
Stando ai sondaggi sull’operato del governo gli italiani ritengono che questi devono andarsene a casetta loro a gambe levate e subitissimo. Secondo un sondaggio Ipsos commissionato dal Corriere della sera in un solo mese i pareri favorevoli al governo hanno perso un ulteriore 12%. Dico: do-di-ci-per-cen-to. E in un solo mese! Oramai questo governo indifendibile non lo sopporta più nessuno. Nè a destra nè, oramai è evidente, a sinistra. Se l’aria in Italia è diventata irrespirabile non sarà forse per colpa di Prodi e di D’Alema? Altro che giornali, procure, intercettazioni, fischi ovunque mortadella si affacci, tesoretto che compare e poi scompare, litigi fra i ministri, sgambetti fra segretari. La gente non ne può più di vedere il faccione, nè i baffini, nè la ministra monster of the family, nè i transkomunist on parade. E’ roba indigesta per chiunque. Pazienza per pazienza siamo arrivati al culmine.
Ne prendano atto e ci lascino respirare un pochino. In fondo una delle promesse elettorali di Prodi, la più folkloristica, era quella di dare “un pochino di felicità” agli italiani.
Ci rendano “un pochino” felici, allora. Ci facciano rivotare e vadano a vedere che bell’aria pura di montagna si sprigionerà dalle urne della penisola intera. Da Courmayeur a Lampedusa.
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A dda passà a nuttata…
19 Giugno, 07 · 3 Commenti
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ma che ve lo dico a fare
19 Giugno, 07 · 5 Commenti
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D’Alema ha perso la testa.
15 Giugno, 07 · 1 Commento
L’arroganza di questa sinistra al potere è senza limiti. In pochi giorni, presi dal nervosismo per la svelata barzelletta della loro presunta superiorità morale, cacciano il comandante della Guardia di Finanza, reo di non avere traferito immediatamente dei finanzieri che indagavano sul caso Unipol. Mettono il broncio per la pubblicazione su quasi tutti i giornali (ad eccezione dell’Unità) delle intercettazioni in cui la commistione fra affari e politica erano a livelli di conflitto di interessi da sempre rinfacciati al loro nemico (Devil Berlusk). Invocano provvedimenti contro il tribunale di Milano, da sempre sostenuto a spadatratta finchè si indagava su Previti e Berlusconi ed oggi minacciato con frasi inquietanti :“qualcuno paghi dentro il tribunale di Milano”. In pochi giorni il loro nervosismo li porta ad azioni di arroganza mai viste in passato da alcun uomo politico, almeno dalla repubblica in poi, fino al parossismo infantile e imbarazzante di chi si sente accerchiato e tira calcetti negli stinchi dei primi che passano. Ha veramente dell’incredibile l’ultima uscita di D’Alema che arrivare a cacciare dall’areo (di Stato) per ben due volte di seguito un solo giornalista fra i tanti che lo accompagnano nei suoi viaggi all’estero, solo perchè questi scrive sulla Stampa di Torino, il giornale che più di altri sta pubblicando le spiacevolissime intercettazioni. L’arroganza di chi ha perso completamente la testa. Ormai incurante anche delle più basilari regolare anti-autolesionismo. Come si fan del male da soli loro non c’è nessuno.
Si occupi di politica estera, ministro, viaggi tranquillo con l’areo di Stato senza tirare calci negli stinchi di chi sta sulla scaletta e stia sereno per quanto le è possibile… per il bene suo e di ciò che -purtroppo - dovrebbe rappresentare.
Cazzi giganti, cazzi lunghissimi, cazzi mosci, cazzi neri, cazzi gay, cazzi enormi, cazzi africani, cazzi brasiliani, cazzi cubani, cazzi duri, cazzi minuscoli, cazzo, cazzo gigante, cazzi finti, cazzi di plastica, cazzi, orgasmo, sex & gender, actors gay, porno actors, sesso sfrenato, orgia, orge, sesso anale, sesso orale, orge animali, puttanone, bocchino, pompino, pompini, bocchini, culo, culi, orgasmi plurimi, eiaculazione, sborrate, vacche in calore, scopate, scopate fantastiche, chicos gay, ombres desnudo, huge, Paris Hilton, Jessica Simpson, Jenna Jameson, Ty Olsson, Britney Spears, Pamela Anderson, Carmen Electra, Beyonce, Jessica Alba, Jennifer Aniston, Jennifer Love Hewitt, Pussycat Dolls
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Palestinian government…
14 Giugno, 07 · 28 Commenti
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translation:
- le sanzioni ci stanno portando alla rovina. La nostra gente ha bisogno di cibo e medicine.
- siamo costretti a scegliere fra le armi e ….
- l’occidente sta mandando aiuti umanitari!
- l’ultimo che arriva al negozio delle armi è uno schifoso ebreo!
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A monument to the victims of imperial Communism.
13 Giugno, 07 · Nessun Commento
“And here in the company of men and women who resisted evil and helped bring down an empire, I proudly accept the Victims of Communism Memorial on behalf of the American people”. (Applause.)
“The 20th century will be remembered as the deadliest century in human history. And the record of this brutal era is commemorated in memorials across this city. Yet, until now, our Nation’s Capital had no monument to the victims of imperial Communism, an ideology that took the lives of an estimated 100 million innocent men, women and children. So it’s fitting that we gather to remember those who perished at Communism’s hands, and dedicate this memorial that will enshrine their suffering and sacrifice in the conscience of the world.”
George W. Bush
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Facci sognare…
13 Giugno, 07 · 2 Commenti

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Auguri, Martina!
12 Giugno, 07 · 6 Commenti
Auguri alla MariaVittoria Brambilla di Forlì.

Guardate che stupenda torta ha scelto per la sua festa una mia concittadina appena diciottenne fan di Berlusconi e attivista di Forza Italia.
Queste cose le rende possibili solo Silvio Berlusconi!
Ma voi la immaginate una torta con la faccina tristissima di Fassino o col faccione insaccatissimo di Prodi?
Sorvy
Per Martina: Se ti capita di leggere questo blog e di rivedere la tua torta non ti preoccupare se vi troverai commenti cattivi o volgari. Tutta gloria. Io è la parte che preferisco di questo blog. Commenti cattivi= tutta invidia!
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Oristano, centrodestra stravince, l’Udc e la sinistra piangono
11 Giugno, 07 · 6 Commenti
Anche il girone di ritorno di queste elezioni amministrative è andato bene per il centrodestra. Sembra che abbiamo perso la provincia di Genova, la roccaforte rossa, per pochissimi punti percentuali e dopo aver costretto la sinistra all’umiliazione del ballottaggio. Negli 8 comuni capoluogo in cui si votava stiamo vincendo in 5 (Parma, Lucca, Latina, Matera e Oristano).
Nel resto del Paese e per quanto riguarda il totale dei voti degli italiani che hanno votato vedremo nelle prossime ore.
Quello che segue è il racconto di un episodio: la visita elettorale di Silvio Berlusconi (che Allah lo abbia in gloria) ad Oristano, la mia città.
Al primo turno, Oristano, città tradizionalmente bianchissima in una provincia altrettanto bianca, dove il centeodestra vince facilmente con percentuali intorno al 60 per cento, città circondata da piccoli e medi comuni in cui Forza Italia raggiunge il 35 % e i DS non salgono sopra il 15, ebbene Oristano aveva votato così: centrodestra 37,4 %, centrosinistra 30,5 % e centro (Udc e partiti pseudopaleocriptodemocristiani locali) a ben il 27,4%. Infatti il centro aveva corso separato, come terzo incomodo. Alla fine del primo turno, dunque, i voti andati ai partiti del centrodestra (compresa, appunto, l’Udc, si attestavano sul 64 % complessivo.
Senonché nel breve tempo intercorso tra i due turni di voto il centro pensa bene di associarsi al secondo arrivato, e cioè alla sinistra. In questo modo, sulla carta, il duo sinistra + centro poteva vantare un robusto 30,5 +27,3 = 57,3% Berlusconi era giunto ad Oristano proprio per richiamare elettori cattolici, tradizionalmente alternativi alla sinistra, al valore di un voto determinante, con tutti gli argomenti e le modalità che lui è in grado di portare, e all’attacco dei “traditori” dell’Udc e dei centristi.
I numeri parlavano, all’indomani dell’alleanza sinistra-centro, di una mission quasi impossible.
La visita di Berlusconi merita di essere raccontata, e così il suo esito. Io purtroppo non ero presente perché sono in Romagna ormai da diversi anni, ma questo è quanto mi hanno riportato i miei genitori che invece hanno partecipato emozionati.
L’arrivo di Silvio era previsto per le 17:30 nella centrale Piazza Eleonora, ma fino alle 16:30, come da carattere diffidente e distaccato dei sardi, le persone in piazza non erano ancora tante, e comunque nessuno si era avvicinato alle transenne davanti al palco. Mia madre e poi mia zia hanno rotto il ghiaccio e sono andate sole solette alle transenne, per poter vedere il Cav da vicino; tempo 10 minuti non potevano quasi più muoversi tanta era la folla accalcata tutt’intorno alle transenne. Alle 17:30 arriva Silvio, e la piazza esplode in fragorosi applausi e ovazioni.
Silvio è trascinante, al suo fianco la piccola candidata del centrodestra al comune della città, la signora Angela Nonnis. Ai piedi del palco i sindaci di centrodestra di Alghero e di Olbia, appena eletti o rieletti con percentuali intorno al 66%.
Silvio, in giacca e cravatta perché sa che se al Nord in maniche di camicia fai pensare al lavoro al Sud invece dai l’impressione di essere sciatto, è ipnotizzante e raccoglie un consenso entusiasta.
L’intera Piazza Eleonora è gremita all’inverosimile, ovunque, fino in fondo, verso la Chiesa di San Francesco. Moltissimi i giovani, esemplare umano piuttosto raro in Sardegna.
Silvio, un uomo di settant’anni, sorprende tutti, appoggia la mano al palco e si cala di sotto, tra la folla che lo acclama: stringe le mani di chi si trova nelle prime due file e si sbraccia per salutarlo, mentre le sue guardie del corpo faticano a stargli dietro.
Mia madre gli stringe la mano e mia zia urla: “Manda Prodi a casa, Cavaliere!!” e lui si gira, la guarda, e poi gira gli occhi al cielo, come per dire “Io ce la sto mettendo tutta”; torna indietro e mia madre gli accarezza la guancia e gli ristringe la mano “Grazie Cavaliere!” e lui, signorilmente, di rimando, con l’accento inconfondibile : “Grazie a voi!”.
Ad un certo punto, mentre lui è impegnato a stringere le mani da una parte, dall’altra parte, dove lui non poteva vedere, un’anziana donna si sente male e sviene. Viene portata poco lontano per aiutarla a riprendersi.
Silvio ritorna sul palco, continua a parlare, parla di tutto, è incontenibile.
Appena si accorge che la signora è ritornata (!) a sentirlo, lui si avvicina a lei e le tiene le mani nelle sue, come un santone guaritore. Un Dalai Lama. Meglio, come Berlusconi. Lei gli bacia le mani, lui le regala la spilla di Forza Italia che aveva sulla giacca.
Dopo un po’ Silvio risorprende tutti, e anche la sua stessa security, e si ributta in pista, sceso dal palco è di nuovo tra la folla, e si intrattiene a stringere le mani a tutti quelli nelle prime file.
Silvio lascia Oristano in serata, e la città, muta e sonnecchiosa, non concede indiscrezioni su come andrà il secondo turno.
A Genova, durante una conferenza stampa, dirà: “Sono molto commosso dall’accoglienza che mi ha riservato Oristano”.
Sulla carta però il centrodestra partiva il 37,4% e la sinistra alleata col centro dal 58%.
Ebbene, tra ieri e oggi Oristano si è espressa, sorprendendo tutti, sconfessando l’esperimento di una Udc alleata con la sinistra (forse appoggiato dallo stesso Pierferdi a mo’ di campione) e assegnando alla candidata sindaco del centrodestra il 58% dei voti (+ 21 rispetto al primo turno). Alla sinistra e al centro un miserrimo 42% (- 16 rispetto ai loro voti sommati).
Determinante o no che sia stata la tua visita, Silvio, grazie per essere venuto: Oristano non ti ha tradito.
Shark.
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“Facci sognare!”
11 Giugno, 07 · Nessun Commento
Rese pubbliche le prime due intercettazioni su D’Alema:
- “Consorte …. sssshhhhh!!! … siamo intercettati ….vediamoci di persona”
- “…. il 70% di BNL a Unipol, vvvvaaiiii Consò, facci sognare!”
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Mica so cose illegali, ci mancherebbe, magari politicamente parlando, l’occupazione di banche non è proprio un bella immagine di serietà. Politica & affari. La coop seeeeeiiiii tuuuuuuu!
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Benvenuto in Italia SUPER W
8 Giugno, 07 · 21 Commenti
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Libri per l’estate
7 Giugno, 07 · 1 Commento
Questo mi intriga:
Michael O’Brien
Il nemico
San Paolo
pp. 552 - € 19,50
Quello che a prima vista potrebbe sembrare l’ennesimo thriller d’attacco è in realtà uno splendido e saggio romanzo, coinvolgente e commovente. La trama in breve: un umile frate carmelitano viene improvvisamente convocato in Vaticano dal Santo Padre e inviato in missione per incontrare e portare una parola di misericordia a un nuovo potere civile tanto malvagio quanto seducente. Ecco una grande storia nella quale il bene è davvero tale e nel quale il male è davvero guardato in faccia per quello che è: la menzogna brutale, che mascherata dalla perfezione delle sue buone intenzioni, vuole sempre e solo distruggere, umiliare, rovinare quanto di più bello e vero costituisce la vita dell’uomo. Questo non è tanto un romanzo sull’Apocalisse quanto soprattutto il racconto di un uomo che cambia in virtù dell’unica forza che il mondo e il potere, con tutto lo sfarzo della loro potenza, non conoscono mai: la scoperta di essere amati da un amore infinito. (Edoardo Rialti)
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Into Bunker
7 Giugno, 07 · 16 Commenti

Ieri sera abbiamo assistito ad un governo arroccato dentro il bunker tipo quello di Hitler (nella foto) ma l’aria laggiù è pesante e rarefatta.
Non abbiamo l’ansia di vederli capitolare.
Preferiamo il rumore sordo di uno sparo laggiù in fondo dove si sono cacciati. 1 settimana, 1 mese o dopo l’estate, sapremo aspettare. Qualcuno avvisi il governo però che la guerra è stata irrimediabilmente persa. Non c’è attesa che possa cambiare le sorti di dead man walking.
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Né senso dello Stato, né senso del ridicolo
6 Giugno, 07 · 4 Commenti
dal blog dell’Anarca:
“Visco ha dato prova di senso dello Stato” (Romano Prodi sullo scandalo Visco-Gdf) Si può essere comici involontari e tragici cantori della propria fine allo stesso tempo. In questa frase ridicola, che suona come uno scherno a chi lo Stato lo ha servito veramente, si legge l’epilogo di una delle stagioni più brutte della storia del nostro paese. In poco più di un anno la nuova primavera dell’Ulivo cantata dai cortigiani del potere intellettuale, elogiata dai saltimbanchi di redazione e dai padroni dei salotti confindustriali, è marcita nello squallore di una classe dirigente grigia, ossessionata da un potere nevrotico e arrogante come raramente si è visto. Il caso Visco e il modo in cui si è lacerato il rapporto istituzionale con un corpo dello Stato al solo scopo di salvare un governo in coma irreversibile, ha dimostrato una totale assenza di responsabilità e nello stesso tempo l’incapacità di questa classe dirigente di uscire dal pantano in cui si è infilata. La fine del governo Prodi è ormai questione di tempo. Bisognerà solo decidere quando e come; e l’opposizione ha le carte in mano per imporre trattative vincolanti a ciò che resta a sinistra di realismo e serietà politica. La volgare operazione Visco potrà rimandare di qualche mese la caduta, il tempo necessario a sistemare qualche altro imbroglio, ma ormai la strada è segnata. La conflittualità sociale è al massimo, il discredito internazionale pure. Le aree produttive e vitali del paese fremono e si agitano in maniera incontrollabile. Le ultime amministrative sono state più di una sconfitta; se si osserva il voto allargandolo oltre i capoluoghi di provincia fino ai gradi centri urbani e industriali spesso più importanti degli stessi capoluoghi, il centro sinistra è in rotta completa. Questo governo non è neanche più in grado di suscitare odio, sentimento troppo nobile per la pochezza della sua politica; al massimo suscita disgusto. Un disgusto che ora monta anche dalla propria parte. Coloro che lo hanno fiancheggiato determinandone l’ascesa, quei poteri forti che ruotano attorno al ciuffo di Montezemolo e agli editoriali farlocchi di Paolo Mieli, ora sono costretti ad inventarsi una “crisi della politica” per non dover ammettere la cazzata fatta e il fallimento della propria strategia.
La fine di questo governo segnerà il tramonto del percorso politico di Romano Prodi. Un tramonto incolore e indecoroso, degna fine di uno dei personaggi più equivoci della storia d’Italia. Dalla incredibile gestione dell’Iri negli anni di tangentopoli che solo una magistratura ideologizzata ha potuto ignorare, fino alle sedute spiritiche attorno ad uno dei più grandi misteri d’Italia. Passando per i intrecci più inquietanti di un potere che attraversa magistratura, grande finanza, sistema industriale, potere mediatico, che si interseca con le lobby tecnocratiche di Bruxelles a produrre uno spazio di negazione della politica a vantaggio di affarismi e clientele.
Ma il fallimento di Prodi è anche il fallimento epocale di questa sinistra e della cultura politica espressa in questi 15 anni. Della fine del Pci rimarranno le lacrime di Occhetto e la frustrazione di un sogno incapacitante dei suoi dirigenti: capire il mondo che cambiava. Gli eredi di Berlinguer si sono mostrati di una pochezza impressionante. Una classe dirigente assolutamente sopravvalutata, costruita a tavolino nelle redazioni dei giornali, nei cliché intellettuali, che è riuscita a perdere il contatto con il paese reale, con le sue esigenze, chiudendosi a riccio in un’autoreferenzialità che ora rischia di pagare cara. Incapace persino di pensare un leader riformista serio per battere la vitalità di Berlusconi, costringendosi per due volte a servirsi di un ambiguo boiardo di Stato e del suo sistema di potere. E questo vale sia per coloro che sono stati i protagonisti di questa stagione di governo, sia per quelli che se ne sono tenuti fuori a dare lezioncine sulla bella politica e ora volano come avvoltoi sulla carcassa di quello che rimane: in questo senso il baffo arrogante di D’Alema e i nèi intellettuali di Veltroni sono drammaticamente simili. Una generazione di vecchi 50enni noiosi nella loro arroganza intellettuale che dovranno provare a ricostruire da capo un progetto politico in grado di dare al paese una sinistra decente dopo questo fallimento; magari partendo dall’ammissione di errore di aver pensato che progetti, identità, fossero secondari rispetto alla strumentalizzazione dell’odio verso un avversario e alla sua demonizzazione. L’errore di non aver capito che a destra era sorto in questi anni qualcosa di più di un semplice “conflitto d’interessi”. Un grande progetto, contraddittorio quanto si vuole, ma unico nel suo genere, in grado di disegnare una casa comune al popolo dei moderati: cattolici, laici, liberali, conservatori, federalisti, identitari, riformisti. Un progetto moderno che l’Italia non aveva mai avuto, chiusa tra l’egemonia democristiana, la marginalità di un cultura liberale inesistente e di una destra nostalgica e fuori dal tempo.
Nei prossimi mesi per il centrodestra si apriranno praterie sconfinate da conquistare, se solo i suoi leader riusciranno a capirlo. Questo avverrà per la crisi della sinistra ma soprattutto perché le grandi sfide di questa fase della modernità sono quelle che si giocano nel campo della cultura politica di destra: la sfida dell’identità minacciata, il bisogno di legalità, il ritorno di polemos, il riemergere della religione nella dimensione pubblica, il valore dell’auctoritas come fondamento della politica. Aspetti su cui la sinistra non è in grado di porre contenuti, in Italia come in quasi tutto il resto d’Europa (la straordinaria vittoria di Sarkozy lo dimostra). Anzi quando lo fa (come è il caso di droga, immigrazione, famiglia, bioetica) o genera ultimi rimasugli di ideologia o è costretta a inseguire i linguaggi e i contenuti della destra con effetti inevitabilmente caricaturali.
Insomma, se questo è lo scenario, il caso Visco è uno degli ultimi colpi di coda di quello che verrà ricordato come uno dei peggiori governi della storia della nostra Repubblica. Sbeffeggiato dai suoi avversari, disprezzato dai suoi stessi alleati, Prodi rappresenta una maschera grottesca e perfida allo stesso tempo. Attendiamo la fine con pazienza riflettendo che se lui e i suoi sgherri non hanno mai avuto il senso dello Stato, ormai non hanno più neanche ciò che a volte è l’ultima barriera a difesa di un barlume di intelligenza e di dignità: il senso del ridicolo.
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Oggi prova difficilissima al senato…chissà…
6 Giugno, 07 · 6 Commenti
Un governo che potrebbe fare le valigie in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo potrà mai essere un governo serio? Ne avrà almeno una decina di momenti di stallo nei prossimi giorni(caso Visco, Prov. di Genova al ballottaggio, pubblicazione lunedì su tutti i giornali delle intercettazioni a Fassino e a D’Alema sulla scandalo UNIPOL, il nodo TAV da sciogliere entro giugno, manifestazioni anti-Bush sabato, controriforma delle pensioni entro luglio, tesoretto da destinare ma già promesso a troppi, Dico affondati e gay incazzati a luglio sotto Palazzo Chigi …). Se lo meritava l’Italia tutto questo?
E se oggi al senato il governo andasse sotto? Ci eviterebbe (e si eviterebbe) di assistere alla più penosa delle tragicomedie che si siano mai verificate in Italia.
Se non vogliono capirlo, prepariamoci a divertirci. Quel bollitto Prodi si trascinerà nell’acqua bollente tutta la sinistra.

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Da Speciale a Speciale…
5 Giugno, 07 · 6 Commenti
Speciale: 44
generale speciale: 15
cazzi giganti: 6
Speciale: 5
sorvegliato speciale: 4
spiritismi: 4
trombata: 4
generale Speciale: 3
SPECIALE: 3
“generale speciale”: 3

Si sa, i blogger sono autoreferenzaili, spocchiosi, ignoranti e presuntosi. Amano controllare le statistiche del blog ogni mattina. Ebbene, per la cronaca qui si viaggia a quota 600 ingressi al giorno. Non sarà il blog di Beppe Grillo ma non è neanche pochissimo.Stamattina mi sono accorto che ieri ho avuto molti più accessi del solito attraverso i motori di ricerca. Sono andato apposta con l’intenzione di capire quanto mi avrebbe fruttato l’omonimia col può noto generale: 44 “speciale, 15 “generale speciale”, 5 “Speciale” con
la S maiuscola etc. etc.

la S maiuscola etc. etc.
Ma quei 6 “cazzi giganti”, 4 “spiritismo” e 4 “trombata” come accidenti hanno fatto ad arrivare sul Sorvegliato Speciale?!?!
Sono mica un sito porno io… o no?
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La sinistra autoassolve la “porcata” speciale
4 Giugno, 07 · 3 Commenti

Roba da matti. Sembra tutto surreale. Fini ha detto: E’ una porcata”, ed è vero. Ecco il fatto: un vice-ministro dell’Economia esercita pesanti pressioni sul capitano della Guardia di Finanza per far trasferire, dal comando della Regione Lombardia, alcuni suoi sottoposti, rei di aver indagato su Unipol.
Il comandante in questione, Generale Speciale, testimonia il fatto davanti alla magistratura, sotto giuramento. Porta in dote la testimonianza di altri tre, quattro, ufficiali della Guardia di Finanza. Il vice ministro in questione si chiama Vincenzo Visco.
Questo personaggio viene difeso da gran parte della maggioranza ulivista, anche se con qualche imbarazzo (vedi Di Pietro, almeno all’inizio della vicenda). In questi giorni il caso arriva sulle prime pagine dei giornali. L’ex CdL insorge e protesta, parla di emergenza democratica. E questa volta è difficile dargli torto.
Insomma, il maestrino Visco pare proprio essersi cacciato nella cacca. Dimissioni? Nemmeno a parlarne! Non c’ è nessun caso, ha detto Prodi. Poi il Generale Speciale viene destituito dal comando della GdF e mandato alla Corte dei Conti. A questo punto interviene Bersani: “comportamento limpido”, secondo il ministro.
Insomma loro sono “brave persone”, “onesti” e “galantuomini” solo per il fatto di attribuirsi questi aggettivi da soli. Ricordate i manifesti dei DS durante lo scandalo sulla scalata Unipol a BNL? Quando Fassino diceva al telefono “anche noi avremmo così una banca”? Il manifesto tuonava “Siamo persone perbene”. Chiuso. Verdetto definitivo enunciato da loro, per loro stessi. Altro che conflitto di interessi! La stessa autorefenzialità di oggi, quando di Visco ci assicurano: “è un galantuomo!”.
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