Il Sorvegliato Speciale

Entries from Settembre 2007

Follet/Cardini

28 Settembre, 07 · 2 Commenti

E’ sempre una goduria leggere l’Anarca. Sia per quello che scrive sia per come lo scrive. Fantastico questo parallelo Follet - Cardini.

“Il prof. Cardini ha ragione a dire che ognuno deve fare il suo mestiere: e allora i romanzieri scrivano i romanzi e non rompano le balle con le ricostruzioni immaginarie del Medioevo. I medievisti scrivano libri sul medioevo e non rompano le balle con le tesi complottiste degne dei “Protocolli dei Savi di Sion”. Insomma Ken Follett la smetta di credersi il prof. Cardini e il prof. Cardini la smetta di credersi Ahmadinejad.”

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ANDREA’S VERSION del 28/09/2007

28 Settembre, 07 · Nessun Commento

Riferisce l’Unità che il ministro degli Esteri italiano Massimo D’Alema ha suscitato aperta ammirazione nell’esigente platea del Council on Foreign Relations. Lo stesso D’Alema ha definito l’incontro con il prestigioso think tank “uno scambio molto ampio e molto interessante con una audience qualificata. Mi sono anche affacciato alla Clinton Global Initiative per salutare Bill Clinton. Ero stato invitato al ricevimento”. I presenti sono rimasti ammirati, informa l’Unità, dalla padronanza mostrata da D’Alema nelle sue risposte e dalla qualità delle argomentazioni, peraltro in un ottimo inglese. “L’impressione generale è che si sia trattato di una delle migliori apparizioni di un ministro degli Esteri in quella sede”. L’altro appuntamento della sua giornata newyorkese è stato un secondo party con notissimi personaggi del mondo dello spettacolo, “tra questi, il tennista Andre Agassi, il nuovo patron del Wall Street Journal, Rupert Murdoch, e la coppia più bella di Hollywood, Angelina Jolie e Brad Pitt”. Tutto questo, quantunque D’Alema venga eletto a Barletta.

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Escuse me … what’s italian foreign politic?

28 Settembre, 07 · 1 Commento

Non avere una politica estera non è mai una bella cosa, non averla per poter tenere in piedi la maggioranza di governo è peggio, non solo per il paese che ne è sprovvisto ma anche per il presidente del Consiglio che se ne fa portatore. Il discorso di Romano Prodi, martedì notte, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite è stato emblematico sia della debolezza esterna del nostro paese sia degli scricchiolii interni della maggioranza di centrosinistra. Anziché affrontare i temi all’ordine del giorno – in un’aula che poche ore prima aveva ascoltato George W. Bush parlare di democrazia e libertà e accusare la giunta militare birmana, poi Nicolas Sarkozy avvertire il mondo dei pericoli del nucleare iraniano e infine Mahmoud Ahmadinejad delirare contro le forze sioniste e imperialiste – il nostro premier ha svolto un compito formale sul tema delle Nazioni Unite, sulla pena di morte, sull’ambiente, sullo sviluppo dell’Africa, arricchendolo di un paio di frasi di circostanza sulla presenza in Libano e puntando sull’unica vera questione che interessa la nostra diplomazia: l’antica battaglia contro l’allargamento del Consiglio di sicurezza alla Germania. Prodi, per dire, non ha mai pronunciato la parola “Iran”, non ha mai detto “nucleare”, non ha fatto conoscere la posizione italiana sulle sanzioni, non ha mai citato l’Iraq, non ha mai affrontato il tema Afghanistan, non ha nemmeno sfiorato la crisi birmana. Insomma, nel burocratico discorso prodiano sulle virtù del multilateralismo, sono mancati i contenuti dell’azione multilaterale, era completamente assente un’idea di politica estera e non c’era l’interpretazione italiana delle crisi globali della nostra epoca. L’unica cosa degna di nota del suo discorso, cioè la nobile idea di far approvare una moratoria universale della pena di morte, è apparsa velleitaria e ancora molto lontana dall’ipotesi di successo. Soprattutto è sembrata una battaglia estemporanea, una posizione facile e senza alcun rischio politico sul piano interno, certamente non un tassello di una più ampia dottrina politica a favore dei diritti, della libertà e della democrazia nel mondo.
Soltanto un anno fa, Prodi e il ministro degli Esteri Massimo D’Alema erano andati all’Onu con l’idea di poter contribuire a far uscire il mondo dalle secche in cui l’aveva costretto la politica unilaterale americana. Il premier aveva incontrato Ahmadinejad, il ministro era convinto di poter dire la sua nella trattativa sul nucleare con gli ayatollah. Entrambi avevano puntato sulla crisi americana e sulla leadership francese. Un anno dopo, la Francia sta con Washington, più di quanto ci stava l’Italia ai tempi di Silvio Berlusconi. E, per sopravvivere, Prodi è costretto a parlare d’altro.

Christian Rocca

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… to me!

27 Settembre, 07 · 7 Commenti

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Dedicata ai pacifinti che infestano questo blog.

27 Settembre, 07 · 11 Commenti

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Governo a fette, sinistra in caduta libera… Casini disperato.

26 Settembre, 07 · Nessun Commento

 

Secondo un sondaggio pubblicato sul Corriere della Sera di oggi l’effetto Grillo è stato un vero terremoto per gli elettori di sinistra. Colpisce in particolare il peggioramento drastico, qualora non fosse già abbastanza negativo, dei giudizi relativi al governo che oramai accomuna tre quarti degli italiani. Buona parte di chi ha votato a sinistra, per motivi diversi e spesso opposti, si dichiara deluso ed insofferente verso l’esecutivo che ha contribuito ad eleggere. Il Governo Prodi gode infatti del giudizio positivo di un miserrimo 26% degli italiani (manco fossimo in Birmania) contro il 69% che lo giudica negativamente(il 5% non si esprime… forse mancandogli perfino le parole per i conati di vomito).

Interessanti sono però i dati relativi ai singoli partiti. 

Tutti i partiti della sinistra scendono in modo generalizzato ad eccezione dell’Italia di Valori (Di Pietro).

Al contempo tutti i partiti del centrodestra aumentano ad eccezione della sola UDC (Casini).

 Forza Italia è data al 29,3% (avvicinandosi così al suo massimo storico: 30,3% alle Europee del 1996), il Partito Democratico al 26,2% (ben al di sotto della somma dei risultati dei due partiti alle ultime elezioni), Alleanza Nazionale con un piazzamento di tutto rispetto: 15,8% (superando il suo massimo storico: 15,6 alle europee del 1996).

La Lega supera a livello nazionale l’U.D.C. la quale oramai non è più indispensabile nè per far vincere il centro destra, nè per non far perdere il centro sinistra. Finendo così ad essere ininfluente e destinato a seguire a capo china uno dei due poli per non scomparire del tutto. Altro che grande centro!

Se ci fossero le elezioni domattina il centro destra prenderebbe il 56,1% dei voti contro il 42,1% di quelli della sinistra. Senza contare che c’è Mastella che scalpita per l’ennesimo ribaltone. Senza i centristi e con l’attuale legge elettorale Berlusconi potrebbe contare comunque sul 51,6 % dei voti e conquisterebbe il senato in modo più che tranquillo e raggiungere una impressionante risultato alla camera (col premio di maggioranza).

L’UDC teme come la peste le elezioni e la vittoria del centro destra sapendo che questo significa la definitiva scomparsa dei centristi dalla scena politica. Sa bene che il governo Prodi non può permettersi di imbarcarli, qualora volesse, succederebbe una rivoluzione a sinistra e non eviterebbe la crisi. Senza contare che il Capo dello Stato non sarebbe disponibile ad un tale azzardo. Morta completamente l’ipotesi di un governo tecnico a termine l’UdC potrà a camere sciolte potrebbe decidere di andare alle elezioni da sola. Scomparirebbe. O a sinistra. Idem. Non ha quindi scelta. Tornare all’ovile.

Per quanto mi riguarda spero che Casini and friends abbiano da Silvio ciò che si meritano: nulla o quasi. Altro che collegi sicuri… A questo punto è già tanto se li prendiamo su candidandoli in blocco al Mugello.

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Noi non abbiamo omosessuali in Iran (… ormai)!

25 Settembre, 07 · 16 Commenti

Completo grigio chiaro, camicia bianca e sorriso sulle labbra il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad sfida gli Stati Uniti dal pulpito della Columbia University con l’obiettivo di aprire un dialogo con gli americani basato sui principi in cui più crede: la scienza in mano ai «pii e ai puri», i dubbi sulla veridicità della Shoà e sulla legittimità di Israele, il diritto al nucleare, la sfida all’Occidente.

Ad accoglierlo sul palco dell’aula magna della Columbia University trova il preside Lee Bollinger che, puntando ad allontanare le polemiche della vigilia, lo accoglie con affermazioni dure e schiette: «Lei è un dittatore crudele perché perseguita gli oppositori, non rispetta le donne e fa mettere a morte gli omosessuali, la negazione della Shoà è una vergogna che deve cessare, distruggere Israele significa distruggere anche noi, ci spieghi perché sostiene il terrorismo e vuole ottenere l’atomica».

Di fronte a seicento studenti seduti in sala, Ahmadinejad prima incassa e poi risponde con un rimprovero: «In Iran rispettiamo gli ospiti, quello che lei ha fatto è stato solo leggere degli insulti». Il leader di Teheran non ci sta a essere relegato sul banco degli imputati ma il confronto duro lo attira, esalta. Esordisce nel nome di Maometto misericordioso e quindi disegna il proprio approccio alla conoscenza universale, spiega che la via occidentale è errata e propone il modello della Repubblica Islamica con la «scienza nelle mani dei pii e dei puri» ovvero la sottomissione alla fede in Allah. Ahmadinejad tiene a indicare all’America, il «Grande Satana» delle manifestazioni di Teheran, la via per «uscire dall’oscurità» mostrandosi convinto di poter essere lui a cambiare l’anima dell’Occidente.

Forte di tale determinazione messianica risponde alle domande poste dal rettore come degli studenti con una raffica di provocazioni sotto forma di contro-domande: «Se l’Olocausto è avvenuto perché mettete in prigione gli storici che vogliono fare ulteriori ricerche?», «Perché i palestinesi ne devono soffrire le conseguenze?», «Anziché chiedermi di Israele, interrogatevi sui diritti dei palestinesi», «Ci volete privare del diritto al nucleare?», «Rispondere agli attacchi contro l’Iran significa essere dei terroristi?».

Efficace nella dialettica, abile a catturare l’attenzione accennando termini in inglese e capace di raccogliere applausi nel rimproverare «cattiva ospitalità» al rettore, Ahmadinejad alla fine dell’intervento-show sente quasi di aver espugnato una delle cattedrali americane del sapere ma è proprio allora che scivola sulla domanda sul perché in Iran le donne non hanno pieni diritti e gli omosessuali vengono messi a morte. «Rispettiamo i diritti delle donne come nessun altro Paese» dice, sollevando forti brusii, e poi cade: «In Iran non esistono omosessuali, noi non ne abbiamo». Il boato degli studenti è tale da travolgere la voce del presidente che, per qualche attimo perde la flemma e arrossisce palesemente, quasi ad ammettere che si è accorto di essere caduto in fallo. Tenta un recupero in extremis lamentandosi del «torto subito» a causa del veto alla visita Ground Zero «dove volevo incontrare i parenti delle vittime» ma oramai è tardi, se puntava a mietere consensi facendo leva sui sentimenti ostili a ebrei e Israele ha fatto autogol sui gay.

Quando esce dall’Università nel corteo della sicurezza non può non vedere la selva di bandiere Usa e di Israele portate da migliaia di manifestanti determinati a incalzarlo lungo ogni sosta a New York. Innalzano cartelli con la copertina del New York Post intitolata «Go to Hell» (Vai all’inferno) mentre un clown a stelle e strisce gli grida dietro: «Se ci fosse stato Reagan avresti preso un calcio nel sedere». Ma il danno maggiore ad Ahmadinejad arriva da Arnold Schwarzenegger, il governatore della California che annuncia la totale chiusura di ogni scambio con l’Iran. E oggi Ahmadinejad replica con il discorso al Palazzo di Vetro.

Maurizio Molinari. Corrispondente da New York de LA STAMPA

Ma ve lo immaginate Bush in Iran a parlare davanti a una sessione di studenti in una universita iraniana? Che meraviglia la differenza tra la democrazia e la repubblica dei terroristi. Evviva gli USA.

Sorvy

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Nella vignetta il poliziotto di New York blocca Ahmadinejad che vorrebbe andare a Ground Zero e con spiccato accento NewYorchese gli dice: “tte o può scurdà!”

Letteralmente “Forget about it!”

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La Gran Bretagna libera i nostri soldati rapiti. La politica estera italiana è un culo perennemente nudo.

24 Settembre, 07 · 18 Commenti

 

Secondo le prime ricostruzioni (Corriere della Sera):

“Le forze speciali inglesi dei Sas e gli incursori del Col Moschin dell’Esercito sono piombati sui rapitori dei militari italiani dopo aver avuto la certezza che i due ostaggi si trovavano in un edificio adibito a prigione, nella zona di Farah. Sono arrivati in tanti, poco prima dell’alba, in elicottero; sono scesi sugli uomini di guardia con un colpo di mano rapidissimo. Eppure, i rapitori, gli uomini del mullah Akthar Muhammad, hanno avuto il tempo di sparare senza pietà sugli ostaggi che tenevano incatenati per i piedi. Le forze di Isaf, a loro volta, li hanno eliminati tutti, almeno 8-9 persone sono state uccise nello scontro a fuoco. Il mullah era già d’accordo con un comandante talebano, Maulvi Abdul Hamid Ishaqzai, per consegnare gli ostaggi e fare del rapimento un sequestro politico. Naturalmente, appena scattato l’allarme per la scomparsa dei due militari italiani sono stati attivati gli aerei senza pilota per la ricognizione. Sono stati i Predator a seguire gli spostamenti e ad individuare la prigione dei due militari.”

Tutto questo mentre Il ministro degli Esteri D’Alema e il capo del governo Romano Prodi erano a New York e prendevano contatti perfino con il presidente iraniano Ahmedinajad  per abbassarsi le braghe col mondo intero e elemosinare un qualche scambio segreto.

La politica estera inglese salva i nostri soldati.

Quella italiana, è quella delle braghe calate di fronte al mondo intero, sa vendere solo il culo al nemico.

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ANDREA’S VERSION del 22.09.2007

24 Settembre, 07 · Nessun Commento

“Non ti permettere, tradisco prima io”, rimbombò forte e chiara la voce di Clemente. “Tu te lo scordi, ormai l’ho fatto io”, si oppose forte e chiara la voce di Lamberto. “E io?”, si udì da laggiù in fondo una dimenticata vocetta a culo di gallina.

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Ma quale offesa? L’Alzhaimer è una diagnosi.

21 Settembre, 07 · Nessun Commento

 

Vado a letto felice e beato ( va beh… esagero) dopo aver letto le fonti di Palazzo Chigi che dichiarano
” Il Presidente del Consiglio,Prodi, è soddisfatto per l’esito del voto al Senato sulla Rai”

Ora sappiamo che Alzhaimer non è un insulto; è una diagnosi.

Vi dico domani cosa accadrà?
Il centrodestra tenta di incartarsi su Storace ma non ci riesce; Prodi farà qualche dichiarazione e tutto ritorna in alto mare.

Ho visto qualche spezzone di Anno Zero ( perdono…giuro solo 5 minuti ) : una follia! questi si ammazzano a vicenda; hanno messo le palle sul ceppo e un Travaglio qualsiasi le mena con il martello.
Buona notte
Sancho

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Secondo Sancho…

20 Settembre, 07 · 8 Commenti

 

Secondo Sancho se il sito del Corriere On Line pochi minuti fa (sono le ore 14:55 del 20/09/2007) manda un striscia FLASH: “Mastella: o chiarimento o si vota”, vuol dire che qualcosa di grosso sta bollendo in pentola.

Secondo Sancho il comico della sinistra fascista che urla offese e minacce al governo nelle piazze littorie stracolme di elettori di sinistra in rivolta sarà dimenticato entro la prossima luna piena, non è lui che crea problemi a Prodi.

 Noi non sappiamo. Non ci dicono. Ma qualcosa di grosso, di molto grosso sta succedendo in queste ore in una palazzo Chigi blindatissima.

Secondo Sancho nei piani alti del Palazzo Chigi stanno leggendo un blog e non è quello dello psicocomico fasciocomunista.

Secondo Sancho invece è questo e … siamo solo all’inizio.

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Now Iraquis believe in this mission.

19 Settembre, 07 · 2 Commenti

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Piccoli dittatori crescono

19 Settembre, 07 · Nessun Commento

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From FOX News: Venezuelan President Hugo Chavez Threatens to Take Over Private Schools.

President Hugo Chavez threatened on Monday to take over any private schools refusing to submit to the oversight of his socialist government, a move some Venezuelans fear will impose leftist ideology in the classroom.All Venezuelan schools, both public and private, must submit to state inspectors enforcing the new educational system. Those that refuse will be closed and nationalized, Chavez said.

A new curriculum will be phased in during this school year, and new textbooks are being developed to help educate “the new citizen,” added Chavez’s brother and education minister Adan Chavez in their televised ceremony on the first day of classes.

Just what the curriculum will include and how it will be applied to all Venezuelan schools and universities remains unclear.

But one college-level syllabus obtained by The Associated Press shows some premedical students already have a recommended reading list including Karl Marx’s “Das Kapital” and Fidel Castro’s speeches, alongside traditional subjects like biology and chemistry.

The syllabus also includes quotations from Chavez and urges students to learn about slain revolutionary Ernesto “Che” Guevara and Colombian rebel chief Manuel Marulanda, whose leftist guerrillas are considered a terrorist group by Colombia, the U.S. and European Union. …

“We must train socially minded people to help the community, and that’s why the revolution’s socialist program is being implemented,” said Zulay Campos, a member of a Bolivarian State Academic Commission that evaluates compliance with academic guidelines.

“If they attack us because we’re indoctrinating, well yes, we’re doing it, because those capitalist ideas that our young people have — and that have done so much damage to our people — must be eliminated,” Campos said.

Now some critics worry that primary and secondary schoolchildren will be indoctrinated as well.

BY COX AND FORKUM BLOG

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Sarkozy quasi meglio di Bush!

18 Settembre, 07 · 18 Commenti

Ebbene si, come cantavano i napoletani ai tempi di Maradona “Sarkozy è mejo de Bush, namm fatt’ tant’o mazz pell’avè!”. Dopo Bush c’è solo Sarkozy  

Parigi: «Prepariamoci alla guerra con l’Iran»

«Dobbiamo prepararci al peggio», ha dichiarato ieri in un’intervista radio-tv il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner a proposito del nucleare iraniano. Stupito dalla frase di Kouchner, uno degli intervistatori gli ha chiesto che cosa possa significare l’idea di quel «prepararsi al peggio». Il titolare del Quai d’Orsay ha dato con molta calma, soppesando bene le parole, una risposta impressionante: «Prepararsi al peggio vuol dire prepararsi alla guerra». Ormai è chiaro: la Francia di Sarkozy prende in considerazione l’idea di un intervento militare contro l’Iran per impedirgli l’accesso all’arma nucleare.
Una linea in sintonia con gli Usa: indiscrezioni di stampa hanno affermato che Washington sta mettendo a punto i piani di un eventuale attacco all’Iran, volto a distruggerne il potenziale nucleare prima che questo possa diventare operativo.
Nel suo discorso di fine agosto agli ambasciatori francesi, Sarkozy aveva lanciato un monito all’Iran: «Speriamo si possa evitare – aveva detto – una situazione gravissima, in cui la comunità internazionale dovrebbe scegliere tra due possibilità ugualmente terribili: ammettere che l’Iran disponga di armi nucleari o lanciare operazioni militari per impedirlo».

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Andrea, il re del Sorvegliato, ci manda un post.

18 Settembre, 07 · Nessun Commento

 

Con E.B.(insegnante) e A.G. (padre di Andrea) durante una riunione dei genitori del gruppo forlivese dei “senza voce” per decidere cosa fare in merito alla riduzione di posti di insegnanti di sostegno.Il Governo Prodi ha infatti tagliato i fondi per gli insegnanti di sostegno nelle scuole italiane. Così migliaia di portatori di handicap rimarranno a casa, considerati evidentemente un peso per lo Stato. Alla faccia della solidarietà e delle parolone dei trombini al governo sulle persone svantaggiate. Oggi a Napoli il Ministro della scuola Fioroni è stato giustamente contestato da una grande folla di portatori di handicap 

Il Gruppo dei “senza voce” è costituito da alcuni ragazzi di Forlì con gravi handicap, che gli impedisce di parlare e di muoversi, ma che con l’aiuto di insegnanti di sostegno riescono a comunicare con gli altri e -vero miracolo - fra loro, grazie all’aiuto di apparecchiature informatiche e sistemi audio-video piuttosto complessi. Andrea è un mio amico, un ragazzo di sedici anni con gravissimi problemi fisici. Costretto su una sedia a rotelle, non può parlare e non può muovere gli arti. Riesce a guidare la mano del suo insegnante che ha un pennino speciale che batte su una tastiera simile a quello di un computer. Lui non potrebbe tenere in mano neanche una penna. Ma in due riescono a scrivere battendo sui tasti. E’ l’unico modo che ha di comunicare con gli adulti. Senza questi sistemi resterbbero isolati dentro il loro mutismo ed il loro immobilismo quasi assoluto. Andrea, perfino quando deve comunicare con suo padre, sua madre o con i suoi fratelli, ha bisogno di insegnanti “speciali”che nè il governo nè il Comune (de sinistra, of course) vuol più pagare. Troppo oneroso per lo Stato contribuire almeno parzialmente (basterebbero poche ore al giorno) al diritto di un ragazzo di vivere dignotosamente comunicando col mondo esterno. Servono fondi per le notti bianche  e le notti rosa, urge finanzare i centri culturali Islamici piuttosto che cineforum gay-transgender e qualcuno bisogna pur sacrificare… i portatori di handicap appunto…. e fra questi il mio grande amico, re del blog del Sorvegliato Speciale, Andrea G. 

 EB: Andrea, vuoi dire qualcosa? ANDREA: Tutti, è notevole il bisogno di tutti avere il proprio nome e cognome scritto nei cieli e non ho felicità da regalare se non quella della fede.Un accenno io do con queste mie parole a quello che occorre al nostro gruppo: fede in Dio e non negli uomini; nessun uomo è perfetto e capace di realizzare qualcosa di bene e di giusto, anche se animato da buone intenzioni, quindi chiediamo il giusto per noi ma non aspettiamoci giustizia su questa terra, e così vivremo meno arrabbiati e più leggere saranno le nostre menti. Un chiedere per noi, sì, ma anche un agire tra di noi da amici, da gruppo, da fraternità, e questo ci darà fiducia nella vita e nell’aldilà. Così faremo da lievito in questa città: se ci vorremo bene gli uni gli altri nella buona e difficile sorte che ci è capitata a gruppo di famiglie riunite per un preciso motivo: i figli, un po’ deboli e un po’ diversi, questi figli caratterizzano strada difficile e faticosa ma anche grande esperienza di vita se cristianamente vissuta. Io credo non dobbiamo dimenticarcelo e fare, si, lotte, riunioni, ma soprattutto trovarci e gioire assieme: feste meglio di riunioni. E.B.: hai finito? ANDREA: si, grazie salute a tutti: io sono onorato di partecipare alle riunioni per sentire ciò che bolle in pentola e riderci su perché le faccende intricate mi fanno divertire. Bisogna riderci su di più su quanto avviene: è meglio.A.G.: vuoi vivere in campagna o abitare in centro, in mezzo alla gente? (è tanto che in famiglia si parla di questo ipotetico trasferimento ed il babbo chiede un parere ad Andrea) ANDREA: per me l’importante è vivere con la mia famiglia. Centro o campagna poco importa, se qualcuno vuole essere mio amico mi viene a cercare dovunque e comunque. L’importante mio desiderio è stare fino alla fine dei miei giorni terreni con la mia famiglia. Non mettetemi mai in nessun centro anche se specializzato e bellissimo e straordinario nelle cure: poca importa a me cura e società se non ci siete voi con me ed io con voi. So che i miei fatidici fratelli e sorella non staranno sempre con voi ed è giusto così ma io è giusto invece stare, cioè, che io stia sempre con voi. Spero che a voi non dispiaccia e che qualcuno non se ne vada dal nido sia uno speciale dono che il Signore vi ha fatto, anche se non facile da capire. Mi rendo conto che forse ho detto una cosa troppo grande e non voglio essere frainteso ma non sono io a ritenermi un dono. Non lo dico per superbia l’ho sentito dire ed ammetto mi piace molto, non mi fa sentire un peso e mi aiuta a trovare lo scopo, la vocazione della mia fragile vita. Grazie baci ed abbracci Andrea che vi ama tantissimo.

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A Giulia e al suo primo giorno di scuola.

17 Settembre, 07 · 3 Commenti

Vai, Giulia!!!

Questa mattina alle 8,00 la mia secondogenita ha iniziato la scuola. Tutti e cinque l’abbiamo accompagnata in classe. Poco dopo il più grande ha raggiunto i suoi compagni classe e si è dileguato senza neanche salutare. La più piccolina si guardava intorno cogliendo l’eccitazione generale aggrappata alla sua mamma. E lei, mano nella mano del papà. Stringeva come per non lasciare mai la presa. La mia piccola grande Giulia, che tenerezza. Aveva il cuore in gola. Per lei, lo so, sarà stato come partire verso un luogo nuovo e sconosciuto, un’emozione più grande di lei. L’ho vista per un istante già grande, già donna. Poi le ho lasciato la mano e lei è andata al suo posto.  Ti voglio bene July.

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MAIALE DAY, festa regionale dell’Emilia Romagna.

14 Settembre, 07 · 17 Commenti

Il simbolo regionale dell’Emilia Romagna è il maiale: prosciutti, salsiccie, salami, ciccioli e piadine (si anche le piadine sono fatte di maiale: lo strutto è ingrediente indispensabile per non farla diventare una volgare pizza insapore).

Vai in Emilia Romagna e grida in una qualsiasi piazza: “viva il maiale”. Vedrai i bambini che saltellano contenti e nonni commossi dal tributo al loro amico preferito, mamme orgogliose della romagnolità e del suo simbolo per eccellenza.

Il re della Romagna è il maiale. Lo è sempre stato. Quando manco Maometto era nato lui già regnava sulle ridenti colline del Savio senza mai farsi mancare di rispetto da nessuno. Del maiale e di nessun altro animale i romagnoli non buttano via nulla, dalle orecchie alla coda. Se non è amore questo!

Se c’è qualcuno che vuole togliercelo o che vuole bandirlo dai campi della nostra regione, (da qualsiasi campo, anche quello delle costruende moschee) dove da secoli è il padrone assoluto… bè vada via lui. Il maiale resta.

Chi non rispetta il maiale di Romagna, sacro tanto quanto le vacche per gli indiani, non è degno di rispetto.

Viva il maiale day, viva il “re della Romagna”, al bando chi lo vorrebbe bandire perchè si sente “offeso” dal nostro re.

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ANDREA’S VERSION del 13.09.2007

13 Settembre, 07 · Nessun Commento

 

Cacca e piscia, cacca e piscia, cacca, piscia e merda. Ma cos’aveva in corpo, il giornalismo italiano? Apri il Corriere e ci leggi sopra: vaffanculo. La Repubblica: vaffanculo. La Stampa, l’Unità, il Messaggero, il Giornale, il Foglio, tutti pieni di vaffanculo. Beppe Grillo deve aver tolto un bel tappo. I migliori editorialisti godono di nuovo come in prima media: le tasse? Appunto, vaffanculo. Il cinema italiano? Provi a farci una sega. Geymonat e Giolitti? Quel giorno che mandarono a cagare il Pci. Addio, puntini di sospensione, addio al vecchio caro “caz..” di una volta, al tipo cui “giravano le pa…”, o alle dichiarazioni riportate in punta di penna, dal dopoguerra in qua, secondo le quali Tizio diceva di Caio che era al massimo “il solito stro…”. Mai, stronzo. Una rivoluzione è avvenuta. Il linguaggio è importante. La società civile ha messo i piedi in redazione. Pare che un casto bacio al Colosseo sia destinato a diventare un pompino. Mi piace. Mi trovo abbastanza bene. Non vedo l’ora di leggere alla mia nipotina l’edizione aggiornata: “C’era una volta quella vecchia troia di Biancaneve…”.

da IL FOGLIO

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Nuove alleanze.

13 Settembre, 07 · Nessun Commento

«Serve una nuova alleanza con la natura»

Appunto: vai a zappar la terra!!!

 Bellissima la vignetta di Vincino di oggi. Prodi con la faccia sotto un giornale: “Si è dimesso il governo russo, si è dimesso il governo giapponese. Prodiii… Prodiiiiiiii…. Prodiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii !!!”

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Zuccopy-cat non ci vuole stare.

13 Settembre, 07 · 4 Commenti

 Scrive Vittorio Zucconi, dopo aver ascoltato la relazione del generale David Petreaus, che la speranza di una presa d’atto del fallimento della strategia americana in Iraq è stata dissolta in un “fumo di statistiche, retorica, grafici, burocratese militare e politico”. Dunque per l’editorialista della Repubblica il fatto che i sunniti si siano schierati con le truppe americane, la pacificazione di intere aree irachene prima in mano ai terroristi, la riduzione del numero dei morti civili e militari, sono solo inutili statistiche e banale retorica. Capisco che Zucconi sia ormai abituato a scrivere sempre lo stesso articolo che parla solo di fallimento, continue stragi, macroscopici errori e così via, ma non sarebbe male, per un giornalista della sua stazza, ammettere che forse una speranza s’è aperta, che probabilmente Petreaus è stata una giusta scelta di Bush, che i progressi sul campo, dopo il cambio di strategia, sono stati più rapidi del previsto, come scrive persino il New York Times. Ma forse è chiedere troppo a chi in testa ha un solo pensiero: la fine dell’era Bush, e al diavolo il destino dei poveri iracheni. Zuccopy-cat non ci vuole stare.

n.b.: Zuccopoy-cat è il soprannome affibbiato a Zucconi  in un memorabile articolo su Repubblica.

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Tutti d’accordo con Prodi!!!

12 Settembre, 07 · Nessun Commento

 

Rutelli: mai richiesto una riduzione dell’Ici!

Veltroni: Mai richiesta una riduzione delle tasse!

Fassino: Mai richiesto un rimpasto!

E per fortuna che c’è la FIOM con un po’ di palle!!!!!!!!!!!

Sancho

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Petraeus sta vincendo in Iraq. Avvisate la sinistra catastrofista, please!

11 Settembre, 07 · 11 Commenti

 

New York. Il generale David Petraeus, capo delle forze americane in Iraq, e l’ambasciatore Ryan Crocker, rappresentante diplomatico a Baghdad, hanno testimoniato ieri davanti alle commissioni Forze armate ed Esteri della Camera bassa del Congresso di Washington, nella più attesa e importante audizione politico-militare dai tempi del Vietnam. Le notizie sono due, ma quella più importante non riguarda la situazione in Iraq, il numero di brigate che saranno ritirate, le inefficienze del governo al Maliki, la nuova alleanza con le tribù sunnite, i tempi e le modalità della presenza militare e l’influenza nefasta degli ayatollah iraniani negli affari iracheni. Tutto ciò si conosceva già dalle anticipazioni dei giornali che sostanzialmente segnalavano una situazione ancora parecchio complessa, ma con sostanziali progressi militari, miglioramenti politici (in particolare nella provincia di Anbar un tempo guidata da al Qaida e dai saddamiti) e troppi ritardi del governo centrale di Baghdad.
Sulla base di questa valutazione, “gran parte degli obiettivi sono stati raggiunti”, Petraeus ha suggerito una riduzione di 4 mila soldati prima di Natale, una continuazione della strategia fino al suo compimento previsto per agosto 2008, quando il numero delle truppe tornerà alla quota pre-surge di 130 mila uomini e, infine, una sospensione fino a marzo o aprile del giudizio sulla presenza americana in Iraq oltre l’estate del 2008. Andare via dall’Iraq avrebbe conseguenze devastanti, hanno detto sia Petraeus sia Crocker, quest’ultimo un diplomatico che nel 2003 era contrario all’invasione militare.
La notizia del giorno però è stata un’altra: la campagna dei democratici e della sinistra radicale di cancellare le buone notizie provenienti dal fronte per forzare la Casa Bianca a ritirare le truppe. Prima ancora che Petraeus e Crocker potessero cominciare a raccontare ai deputati e al pubblico americano i contorni della situazione, i leader democratici hanno cercato di liquidare le loro testimonianze come pura propaganda della Casa Bianca. “Se ci dirà che ci sono progressi, non ci crederemo”, ha detto il deputato Tom Lantos e così ha fatto intendere anche il presidente della commissione Ike Skelton. Entrambi hanno espresso dubbi sull’affidabilità di Petraeus e Crocker, gli stessi elaborati nell’ultima settimana da vari editorialisti liberal. Il capogruppo repubblicano Duncan Hunter, candidato alla Casa Bianca, ha chiesto ai due colleghi di rimangiarsi ogni sospetto avanzato sull’onore e la rispettabilità di Petraeus e Crocker, in aula contestati da sei o sette militanti pacifisti. Con imbarazzo, il presidente Skelton ha dovuto ribadire che considera Petraeus e Crocker il meglio della classe dirigente militare e civile del paese, ma a quel punto l’atteggiamento pregiudiziale dei democratici era chiaro ed è diventato spettacolarmente palese, anche se involontariamente, quando un malfunzionamento dei microfoni ha impedito a Petraeus e Crocker di parlare per dieci minuti.

Una pagina sul New York Times
Il punto è che i leader del Congresso erano andati in vacanza ad agosto convinti che a settembre, una volta che anche l’ultima strategia bushiana in Iraq fosse giunta a fallimento, sarebbero riusciti a conquistare il necessario voto dei repubblicani per porre fine alla guerra. E’ accaduto il contrario, come hanno scritto ieri sul Wall Street Journal il repubblicano John McCain e il collega democratico Joe Lieberman, sostenitori dell’aumento delle truppe in Iraq ben prima di Bush: “Così come il presidente, sebbene in ritardo, ha avuto il coraggio di cambiare la sua strategia fallimentare – hanno scritto i due senatori – speriamo che dopo aver ascoltato il generale Petraeus gli oppositori della guerra facciano la stessa cosa”. Una speranza vana, malgrado qualche singolo deputato abbia deciso di cambiare posizione. E’ prevalsa, invece, l’ala più arrabbiata del partito, quella che non vuole vincere in Iraq, ma che si aspetta soltanto la sconfitta di Bush e dei suoi alleati. The Politico aveva riportato la frase di un anonimo senatore democratico, secondo il quale il partito non si sarebbe potuto permettere di dare del bugiardo a Petraeus in diretta tv, così “l’aspettativa è che lo faccia qualche gruppo esterno”. Ieri mattina, sul New York Times, è comparsa un’intera pagina pubblicitaria del gruppo MoveOn.org che senza mezzi termini, e prima di ascoltare il generale, accusava Petraeus di aver tradito l’America per aver mentito o, forse, per aver concesso un’altra chance a Bush. Al Congresso i democratici non hanno i numeri per far prevalere la loro linea ed è probabile che l’agitazione di ieri sia stata una mossa eclatante da poter dare in pasto ai gruppi radicali che ormai controllano il partito. Oggi Petraeus e Crocker andranno al Senato, poi domani terranno una conferenza stampa. Giovedì, Bush parlerà al paese e il giorno dopo presenterà al Congresso le sue proposte per la continuazione della guerra.
da IL FOGLIO del 11/09/2007

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Never forget.

11 Settembre, 07 · 1 Commento

“Bisogna azzerare la propria coscienza, però;

bisogna rinnegare la propria umanità, piuttosto;

 bisogna stuprare la propria anima, invece:

 se si vuole continuare a far finta che l’11 settembre sia un giorno come un altro.”

Umberto (NewBlogNewBlog)

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Il maiale è ancora vivo e ci vuole “muslim or dead”.

10 Settembre, 07 · 15 Commenti

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Sempre meno.

10 Settembre, 07 · Nessun Commento

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ANDREA’S VERSION del 06.09.2007

7 Settembre, 07 · 2 Commenti

Non ci basta. Va bene cacciare i lavavetri. Va bene trasferire i rom. Va bene negare le panchine del parco ai pensionati ebrei, prendere le impronte digitali ai nati fuori dal comune di Rogoredo, multare chi gli viene duro extra-moenia, cuccargli la targa, mandargli la lettera in famiglia, avvisare i figlioli: guardate un po’ dove va a trombare papà, costruire muri protettivi di quartiere, di palazzo, di scala e perfino dentro l’appartamento. Questo è normale. Va bene anche abolire gli indulti, le amnistie e le scarcerazioni facili, ci mancherebbe, torturare l’ambulante extracomunitario, strappare le unghie al questuante, ficcare delle scope nel sedere dei graffitari, appioppare l’ergastolo a chi viene trovato in possesso di una bomboletta spray, organizzare l’affluenza di massa negli stadi per bruciare le borsette griffate contraffatte e costringere ai lavori forzati i mulatti pescati a zonzo. Ma questo ancora non dimostra niente, progressisti miei. Una resta la domanda: adorerebbesi il Dio Po?

da IL FOGLIO

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… se quattro anni di blog vi sembrano pochi!

6 Settembre, 07 · 2 Commenti

 

 

 

 

giovedì, 21 agosto 2003 Cominciamo con un augurale saluto al mondo:sono nato alle ore 19,00 del 21/08/2003.In questo blog voglio raccontarvi tutte la passione che ho:per la vita, fatta di lavoro, di bambini piccoli che ti svegliano alle tre di notte (ma che soddisfazione il vederli crescere!), di persone che ti vogliono bene,per la umanità di chi mi sta intorno: la più varia e per questo la più interessanteper le letture che faccio: Il Foglio, il mio mitico “grosso” giornale in primis, ma non l’unico, tanti blog (I love america, Il Griso, Lo Spino, Camillo, Capperi, Buroggu e tanti altri)per la politica che amo: simpatizzo per illo, ebbene si, l’incredibile, odiatissimo/amatissimo, e mai scontato Silvio Cavalier Berlusconi, ma che dico “simpatizzo”, arrivo perfino a votarlo … se questo non è amore !!!per tante altre cose che Vi racconterò crescendo …in fondo oggi è solo il mio primo giorno di vita !!!

Così esordivo quattro anni fa. Nonostante i quattro anni passati, una figlia in più, circa 700.000  accessi, il passaggio dalla piattaforma splinder a quella attuale di wordpress, non è cambiato nulla in me da quel primo giorno. Nè lo spirito con il quale ho iniziato il blog, nè tutte le passioni di allora. In più ho trovato però moltissimi amici che senza il blog non avrei mai conosciuto, rapporti consolidati con vecchi amici e tanti lettori a cui ho fatto conoscere la mia passione per la realtà, il mio amore per la lettura, la mia predilezione per la scorrettezza politica alla Barney Panowsky, la mia antipatia per tutte le possibili espressioni della sinistra (dalla estrema alla pseudoriformista), la mia nausea per il democristianismo opportunista e soprattutto la mia lotta al pensiero radicale/radical-chic/relativo/buonista, la scoperta del conservatorismo (sia old che new) americano…. ma tutto era già chiaro in quel primo post. Tanto semplice quanto vero. Il Sorvegliato Speciale è tutto lì dentro.

Lunga vita al Sorvegliato Speciale!

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