Il Sorvegliato Speciale

Post da Febbraio 2008

Veltroni, Veronesi, ma anche gli scimpanzè

28 Febbraio, 08 · 16 Commenti

          

E’ rimasta celebre una affermazione del neo candidato (capolista in Lombardia) del Pd, Umberto Veronesi  a proposito di uomini e scimpanzé. Il celebre oncologo, rispondendo a una domanda del Corriere sosteneva che infondo non c’è così tanta differenza tra le due specie e per questo chi si accanisce a voler difendere gli embrioni umani dovrebbe fare lo stesso con quelli delle simpatiche scimmie.

Vale la pena riportare il testo integrale di quella riposta di Veronesi: «Uno scimpanzé che cos’è? Un essere vivente con una differenza minima nel genoma rispetto all’uomo. Talmente minima, i geni sono uguali al 99,5 per cento, che potenzialmente potrebbe essere un progetto di uomo. E allora perché non tutelare anche lui? La Chiesa in realtà ha una visione antropocentrica: solo l’uomo conta. Ma io che sono animalista e vegetariano mi chiedo, provocatoriamente, perché non tuteliamo anche gli embrioni degli scimpanzé, anch’essi sono progetti di esseri umani».

Allora parve un’affermazione piuttosto stralunata, oggi, con  la campagna elettorale in corso può tornare utile al nuovista Veltroni.

Insomma, basta con l’antropocentrismo, basta con i fossati tra le specie, se la differenza tra uomini e scimmie è solo di quel 0,5 di geni, perché un partito moderno e laico come il Pd dovrebbe discriminare i poveri scimpanzé. Le liste sono ancora aperte e un posto per “le quote pelose” si troverà certamente. Qualcuno vorrà mettere in dubbio che si tratta pur sempre di voti?

da L’Occidentale

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Sondaggi

27 Febbraio, 08 · 3 Commenti

politiche2008.tocqueville.it
PdL Pd Sin Udc Dx Soc
Media 44.4 36.4 7.4 7.4 2.0 1.1 +8.0
Crespi
25 feb
44.3 35.5 7.0 7.5 3.6 1.8 +8.8
Euromedia
23 feb
46.4 36.4 7.9 5.7 1.2 0.8 +10.0
Digis
20 feb
43.4 38.3 6.6 7.7 1.5 1.3 +5.1
Eurisko
20 feb
45.4 39.0 5.8 7.5 1.0 0.7 +6.4
Ipr
19 feb
44.5 34.5 8.0 8.0 3.0 1.5 +10.0
Swg
18 feb
42.7 37.2 8.0 8.0 1.7 0.7 +5.5
Demoskopea
18 feb
44.5 34.5 8.5 8.0 2.0 1.5 +10.0

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Non è un paese per vecchi.

25 Febbraio, 08 · 4 Commenti

 

Venerdì sera, ore 22,45, multisala  di Forlimpopoli. Sorvy, Savy e Shark insieme, bidoncino da 5 litri di pop corn, coca cola, due ore di tensione assoluta, paesaggi stupendi, suoni agghiaccianti, la sala ammutolita da quella danza ininterrota di male assoluto e banale (forse la banalità del male è la cosa più agghiacciante della storia) descritto dallo scrittore Cormac Mc Carthy in “non è un paese per vecchi”.

Tutti e tre noi avevamo letto il libro, per altro recensito sul Foglio in lungo e largo. Ne acquistai due copie due anni fa, non appena uscito in italiano. Una copia la regalai  alla Savy per il suo compleanno. La Savy entusiasta prestò a Shark .

Aver letto il libro non ha evitato a Savy di lanciare un urlo di spavento in sala in una scena del film fra quelle di maggiore tensione, eppure la storia la conosceva a memoria, anticipando quasi ogni singolo fotogramma …

Un film all’altezza del libro dal quale è stato ricavato. Gli Oscar ai fratelli Cohen appena assegnati sono più che meritati. Chissà se faranno mai il film sul libro successivo di Mc Carthy:“La strada”.

Per Savy il “Non è un paese per vecchi” resta imbattibile. Per Sorvy “La strada” è il capolavoro assoluto, bellissimo, di cui sentiremo parlare per anni, diventando un classico della letteratura di questo inizio secolo. Per tutti e tre non è una esagerazione definire Mc Carthy “il Dostojevsky del XXI secolo”.

Sorvy

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Disperato pure sui manifesti.

25 Febbraio, 08 · Lascia un Commento

Poraccio. Non gli riesce di sorridere neanche sui manifesti.

Il manifesto elettorale di Pierferdinando Casini che corre da solo con il suo partito dell'Udc (Ansa)

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foto dell’anno.

25 Febbraio, 08 · 3 Commenti

Se fossimo il Time questa foto campeggerebbe in copertina come “PERSONAGGI DELL’ANNO”

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Savy is back (with irony).

21 Febbraio, 08 · 1 Commento

La Savy torna a collaborare col Sorvegliato Speciale curando post satirici. Poche parole, leggerezza del vivere, buonumore… insomma è la diga alla esuberanti pesantezze del Sorvy.

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  Savy

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Bentornato a casa Roberto.

21 Febbraio, 08 · 1 Commento

Bentornato a casa Roberto. Finalmente torna nella sua casa forlivese il senatore Roberto Pinza, vice ministro dell’Economia. Con la conclusione del governo Prodi, finisce la sua attività al fianco di Visco e di Tomaso Padoa Schioppa. Abbiamo la conferma che non verrà ricandidato nel PD e che ha deciso per il buen ritiro nel suo “zittadòn” romagnolo. Noi ci rallegriamo. Per quanto possa sforzarsi infatti, in un incarico locale a Forlì, mai potrà eguagliare i danni fatti a Roma, con Vischetto e Schioppone. Bentornato a casa Roberto e rimani a lungo in mezzo a noi.

Sorvy

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Cinquantadue giorni all’alba. Chissenefrega. Meglio pensare a FerraraCafe.

20 Febbraio, 08 · 7 Commenti

Che bell’aria nuova si respira nel Sorvegliato.

C’è persino il nuovo banner, lo avrà messo di sicuro il buon Sorvy che, innamorato com’è della scritta “Ferrara Caffè” forse non si è accorto dello splendido simbolismo. Il colpo d’occhio, infatti, è su Mulberry Street, l’unica (l’ultima) viuzza di Little Italy a Manhattan, l’ultimo angolo della straodinaria Italia anni ‘50 in mezzo ai grattacieli di DownTown, la viuzza usata per la San Gennaro parade che gli onnivori Chinatownesi non sono riusciti a magnarci. Su Mulberry troneggia La Bella Ferrara Pastries & Cafe, tutte le volte che ci vado devo mangiare i “sicilian canoli” che non sono buoni come qua, ma volete mettere rispetto alle plasticose colazioni niuiorchesi?

Vorrei parlare della nostra campagna, ma non riesco. Non c’è niente che non sappiamo già: Uolter cazzeggione al PVC, D’Alema che rema contro, Prodi pieno di rancore, B. che non ne sbaglia una (e speriamo che duri) e Giulianone che illumina tutti. Il resto- le mosche centriste, De Mita, Di Pietro- sono dettagli.

Meglio sprofondare nel FerraraCafe.

Esti.

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Ma cosa ci guadagna Giuliano Ferrara?

18 Febbraio, 08 · 3 Commenti

 

Stupendo pezzo oggi sul Foglio quotidiano: A cosa rinuncio e cosa ne guadagno. Mica poco

“Ma cosa ho guadagnato. Oltre a un’indubbia competenza in fatto di bioetica, ho guadagnato significato e copie per il mio giornalino che non potrebbe uscire senza la dedizione allegra e militarmente indisciplinata di quelle persone fantastiche regalategli dalla Fortuna, che è donna ma non bisogna, come voleva il politico sconfitto Machiavelli, “batterla”: piuttosto amarla. Ho guadagnato la fiducia e l’amore di tanti fedeli, preti e vescovi, che non sono affatto la parte peggiore e dimenticata della nazione, tutt’altro, e non sono solo la nazione, concetto in fondo piccolo e maurrassiano. Ho guadagnato un sentimento potente, invincibile, quello di fare la cosa giusta al momento giusto, e pazienza se i mezzi non saranno proprio conformi a puntino, pazienza, basta che siano commisurati alla natura della cosa, amorevoli e sensati. Ho guadagnato quella cosa strana, così vicina a una conversione ancora senza fede e così lontana dall’etica kantiana, bella ma un po’ rinunciataria, che è la trasformazione della propria vita in totale buonumore, come dice Ratzinger, in comprensione e legame anche con chi ti respinge. Mica poco.”

Giuliano Ferrara

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Auguri, Kosova!

17 Febbraio, 08 · 1 Commento

Oggi nasce una nuova nazione: il Kosovo indipendente. Cambierà il suo nome in Kosova. Riconosciuta immediatamente dalla gran parte degli stati europei (Italia compresa) e dagli Stati Uniti d’America. L’Unione Europea invcece si attarda, come sempre- La Russia prende le difese della Serbia e pretende che l’ONU non riconosca il nuovo Stato autoproclamatosi indipendente.
Certo che uno Stato che nasce sventolando nel giorno della sua proclamazione migliaia di bandiere a stelle e striscie per rigraziare gli USA che per primi hano apoggiato l’indipendenza, dal nostro punto di vista, nasce nel migliore dei modi. Nessuna bandiera invece dell’ignava e pavida U.E.

 qui altre foto: http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/kosovo-indipendete/1.html

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Il ritorno del Re.

16 Febbraio, 08 · 2 Commenti

 

Dopo Sorvy, uno ad uno stanno ritornando su questo blog tutti gli altri sorvegliati. Hanno già preso contatti con Sorvy i primi: Estiqaatsi, Sancho e Shark. Ma un ritorno a sorpresa ci fa particolarmente felici. Quello di The King, il re del Sorvegliato Speciale. Il più giovane di tutti noi; non ancora maggiorenne, ma quanto a saggezza il più grande di tutti: Andrea G.

Chi di voi ci legge da più tempo si ricorderà di lui. Un ragazzo con handicap molto gravi che lo costringono su una sedia a rotelle e ad avere grossi difficoltà nel comunicare. Non potendo parlare e non potendo usare correttamente le mani, si esprime in un modo veramente straordinario: una penna speciale, una tavola con l’alfabeto ed un adulto che lo aiuta a muovere la penna. Si può immaginare il tempo che gli occorre per scrivere una lettera.

Lui segue questo blog attraverso il suo papà che legge per lui post e commenti. 

Questa è la lettera che Andrea manda al blog di cui è il re. Una lettera che lui ha scritto un pò di tempo fa, al termine di una riunione di un gruppo di famiglie con figli disabili che si ritrovano a mangiare insieme e a condividere un’amicizia e un cammino di fede.

“Tutti, è notevole bisogno di tutti avere il proprio nome e cognome scritto nei cieli e non ho felicità da regalare se non quella della fede.

Un accenno io do con queste mie parole a quello che occorre al nostro gruppo: fede in Dio e non negli uomini;

nessun uomo è perfetto e capace di realizzare qualcosa di bene e di giusto, anche se animato da buone intenzioni, quindi chiediamo il giusto per noi ma non aspettiamoci giustizia su questa terra, e così vivremo meno arrabbiati e più leggere saranno le nostre menti. Un chiedere per noi, si, ma anche un agire tra di noi da amici, da gruppo, da fraternità, e questo ci darà fiducia nella vita e nell’aldilà. Così faremo da lievito in questa città: se ci vorremo bene gli uni gli altri nella buona e nella difficile sorte che ci è capitata a gruppo di famiglie riunite per un preciso motivo: i figli, un pò deboli e un pò diversi, questi figli caratterizzano strada difficile e faticosa ma anche grande esperienza di vita se cristianamente vissuta. Io credo non dobbiamo dimenticarcelo e fare, si, lotte, riunioni, ma soprattutto trovarci e giore assieme: feste meglio di riunioni.”

Andrea (The King)

di fronte alle polemiche di questi giorni (G. Ferrara linciato per la difesa del diritto di vivere degli ammalati) ci sembrava doveroso pubblicare la lettera del nostro Re.

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“Non siamo mica degli accattoni, noi!”

14 Febbraio, 08 · 1 Commento

 

immagine tratta da “Miseria e nobiltà”

Diario di una campagna elettorale (- 59 giorni all’alba).

puntata numero 2: i Radicali

Ahiai i radicali …. uuuuuh i radicali….. oh my God i radicali…

sbraitano, scioperano, gridano, fumano, dimagriscono, manifestano, marciano, s’intavolano, s’ingazebano, si firmano, si listano, s’incappucciano, si svestono, si organizzano, si sciolgono, s’internazionalizzano, si rifondano, si rinominano, si riuniscono, si risciolgono, si fondono, si referendano, si socializzano…

Per non parlare dei satiagrà, le proteste non violente, il piscio shakerato, gli spinelli davanti a Montecitorio, le catene in piazza San Pietro, i cappuccini senza cornetto, i sit in , i sit out, la raccolta di firme per i referendum, gli scatoloni con le firme, l’appello al Presidente, la risposta del presidente, lo sciopero della fame interrotto, il nuovo sciopero della fame, la nuova battaglia radicale ma non scordiamo  la vecchia battaglia.

Poi le trasmissioni notturne  dei compagni e delle compagne radicali e le telefonate no stop su radio radicale, quelle diurne con le rassegne stampa sui radicali e i rosari radicali sciorinati tutti i giorni a tutte le ore dei radicali, senza interruzione, che Radio Maria gli fa un baffo:

“nel 62 …noi radicali…nel 75…. Noi radicali…nel 81…noi radicali…nel 86… noi radicaaaali….nel 94 …nooooooi radicaaaaali…nel 99 noiiii radicaaliiiiiii….nel 2004 ….. oraaa prooo nooobis….”

E che dire poi delle scenate a porta a porta, le denuncie alla rai, i cartelli su collo, i bavagli alla bocca, i preservativi al bavero, e Ghandi sullo stemma, la rosa nel pugno, la pena di morte, gli ultimi giapponesi di Prodi, Rutelli l’infame… Capezzone Giuda…

Quattro gatti di radicali che si torcono le budella per giorni e giorni. Parlano di eliminazione fisica dei radicali peggio che nel 77, di oltraggio ai radicali peggio che nell’86, di stupro dei radicali peggio che nel 92, di clima di caccia al radicali peggio che nel 2003.

Ma basta che Uòlter da un divanetto del LOFT dica alla centralinista di contattare solo tre-donne-tre, radicali, di età compresa fra i 50 e i 60 - manco fossimo al mercato delle schiave - che subito Bonino Emma con due signore al seguito, né una di più, né una di meno, si scapezzocollano nel PD come manco Totò e famiglia sulla pastasciutta di miseria e nobiltà.

“Non siamo mica degli accattoni, noi!”…. ci pareva di aver sentito l’eco… di una Bonino su radio radicale.

 

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Desperate Housini.

13 Febbraio, 08 · 1 Commento

Diario di una campagna elettorale.

13 febbraio 2008 (- 60 giorni all’alba)

Finalmente si è deciso. Casini va ad impiccarsi con le sue stesse mani.

 L’Udc correrà con il proprio simbolo in solitaria e domani la direzione del partito chiederà a Casini di candidarsi per Palazzo Chigi. Noi che non l’abbiamo mai amato e che non lo volevamo manco-per-sogno nel PDL siamo solo che contenti.

Una fine triste la sua. Da sabotatore interno del vecchio governo Berlusconi e poi bastion contrario finchè l’Amor N ostro è stato leader dell’opposizione, finalmente ce lo togliamo dalle palle. Lui e quella banda di sfigati che rispondono al nome di  Tabacci e Buttiglione, solo per fare due paia di nomi.

Cosa ci guadagna Casini da questa mossa disperata e inutile? Visto che Berlusconi va fortissimo anche da solo? La sua irrilevanza politica nella prossima legislatura. Ma che dico la prossima legislatura. Per sempre.

Non potendo fare i suoi giochetti e doppigiochetti da democristiano navigato e messo all’angolo da Berlusconi, lui correndo da solo non fa altro che un bel regalo a Silvio Berlusconi. Fa esattamente il suo gioco. Il primo effetto si vedrà nei prossimi gorni. Con questa mossa disperata di fatti spingerà molti dei suoi a fuggire verso lidi sicuri (il PDL). Ma vi immaginate voi dei democristiani senza alcun potere? E’ chiaro che i più scapperanno verso chi gli può garantire la cadrega (e il bel Furby ora di cadreghe ne può affire davvero poche).

 Il grosso rischio è che ora l’UDC prenda meno del 4%.

Cosa ci guadagna Berlusconi dalla mossa del suo ex alleato rancoroso? Ci guadagna che scaccia le serpi dal giardino della ex casa della libertà. Non ci sarà più nessun Tabacci che gira freneticamente da una trasmissione politica all’altra a parlar male della coalizione di cui solo nominalmente lui faceva parte.

Questa campagna elettorale parte nel migliore dei modi. Tutto è finalmente più chiaro che in passato. Con questo quadro politico, comunque andrà a finire per Berlusconi e Fini sarà un successo e per Casini la sua fine politica. Nel peggiore dei casi, se cioè il PD e il PDL non raggiungessero la maggioranza per governare, è chiaro che si coalizzeranno per formare un governo delle riforme, una grande coalizione alla tedesca, senza centristi estremi e senza la sinistra radicale. Nel migliore dei casi, se cioè il PDL conquisterà una larga maggioranza anche al senato, ci saranno cinque anni di governo che governi, senza ditini alzati di Casini, boccucce a culo di gallina di Follini e dichiarazioni velenose di un Buttiglione qualsiasi o di Tabacci a frenare le riforme come hanno fatto in passato.

Dio, quanto mi piace questo PDL senza Casini/casini! 

Ci sarà veramente da divertirsi in questa campagna elettorale.

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Endorsement.

12 Febbraio, 08 · 2 Commenti

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Il “new”.

12 Febbraio, 08 · 1 Commento

…c’è uno che cerca di passare come nuovo, ma dice le stesse cose con la stessa faccia da 30 anni. In Italia si nasce e si crepa politici. Lui è nato nella FGCI, il più grande ufficio di collocamento d’Italia.
Oliviero Toscani

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“I care, we can, they win”.

12 Febbraio, 08 · 3 Commenti

E’ la migliore dall’inizio campagna elettorale. Ieri sul Corriere della Sera: “I care, we can, they win” (io mi preoccupo, noi possiamo, loro vincono).

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Sorvegliato Speciale is back.

12 Febbraio, 08 · 8 Commenti

Molti di voi si saranno chiesti cosa fosse successo a questo blog. Quasi tre mesi di black out, a parte due brevi pensieri postati in tutta fretta. Questo blog mai era stato fermo per molto tempo. Al massimo si era concesso un breve riposo per le ferie estive, una settimana o due. Ma il suo autore, Sorvy, aveva le sue buone ragioni per staccare la spina.

Adesso sono tornato, Sorvegliato speciale is back, ed intende restare sull’onda dell’oceano internauta come i vecchi tempi.

Questo blog ha una certà anzianità. Non è certo l’ultimo arrivato. Ha alle spalle quattro anni di vita e le sue belle soddisfazioni in termini di vivacità e vis polemiche. Citato in diverse occasioni su giornali nazionali – ne ricordo almeno due su Repubblica, due su Libero, una sull’Unità. Frequentato da lettori di ogni genere, da quelli non schierati e agli schieratissimi, da quelli di destra a quelli di sinistra passando per i radicali e i cespugli centrini, che a Sorvy risultano i più orticanti, ha raggiunto in alcuni periodi la fatidica soglia di mille ingressi giornalieri. Soglia che fra i blogger decreta un discreto successo.

Il Sorvegliato si definisce un blog libero, politicamente scorretto, cattolico “bambino” in quanto a semplicità e onestà, cioè molto lontano dal “cattolicesimo adulto” di prodiana memoria e pertanto antimoralista, combatte il cattocomunismo (pratica ideologica ancora lontana dall’essere estirpata), culturalmente molto vicino al pensiero del prof. Joseph Ratzinger. Il Sorvegliato Speciale fin dalle origini si è distinto nell’essere anticonformista e politicamente assai scorretto, nemico giurato di quello che Ferrara chiama il Partito Unico delle Coscienze,  fan sfegatato di Giuliano Ferrara e del suo Foglio quotidiano, berlusconiano della prima ora (I remember so much the amazing 1994), ironico nel piglio, satirico spesso e volentieri, schietto e diretto sempre. Suo riferimento nella scrittura: il mitico Barney Panosky (La versione di Barney) dello scrittore canadese Mordechay.

Anyway SORVEGLIATO SPECIALE is back e continuerà a stupirvi ancora a lungo.

P.S.: Rivolgo un appello accorato a tutti coloro che in questi quattro anni hanno collaborato col Sorvegliato. In particolare Shark (lo squalo sardo), Sancho (il veneto), Estiqaatsi (il negro), Savy (sex and city african version), Durand (il toscanaccio), Andrea the King (il re del blog),  Nick (l’architetto e scrittore di romanzi), Deka (il giornalista vero), Ercole (l’avvocato).

E’ l’ora di tornare sull’onda. I tempi sono quelli giusti.Nel mezzo di una campagna elettorale che si annuncia avvincente. Ci sarà da divertirsi, I promise!

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