
”Moscio”, D’Alema non usa mezze parole e così stronca lo slogan voluto da Walter Veltroni per questa campagna elettorale: ”Quel ”Si può fare” non è uno slogan giusto, suona moscio, vago. Sarebbe stato meglio tradurre letteralmente l’originale ”Yes, we can” ”Sì, possiamo”. Non vorrei aprire una disputa linguistica, ma il sì, con l’accento, suona meglio”.
Va letto e gustato tutto l’articolo di Aldo Cazzullo sul Corriere, in cui appare questa stilettata che preannuncia future bufere; con un D’Alema in evidente imbarazzo e irritazione a cena con intellettuali napoletani tanto di sinistra qanto tutti antibassoliniani naturalmente in un ricco attic; con il Lìder Maximo che sgomma tra trincee di rifiuti, che cerca il modo di dbarazzarsi di Bassolino, magari facendogli indicare la data delle dimissioni prima del voto. Un D’Alema che dunque ha deciso di attaccare Veltroni sin da ora, perché sa che il Pd perderà e vuole fare di tutto per fare lo sgambetto a Ualther e riaprire già a maggio i giochi per il controllo del Pd (anche e soprattutto perché non è affatto d’accordo con la rottura ellettorale con la Sinistra Arcobaleno9.
Un assaggiono al curaro, spedito al destinatario via Corriere, a cui è seguita una irritata, ma sconfortante replica di Veltroni, che si nasconde timidamente dietro i palusi dei publicitari: ”E’ giusto che ognuno abbia le sue opinioni ma difendo questo slogan perche’ anche tutti i pubblicitari hanno detto che si tratta di una grande trovata”.
Fratelli, coltelli.





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