Il Sorvegliato Speciale

Non è vero che “sono tutti uguali”. C’è chi NEI FATTI favorisce una impostazione di libertà e di bene per tutti.

8 Aprile, 08 · 10 Commenti

Un voto non è solo un voto.
Serve per affermare e serve per opporre.
Dice, anche se non completamente chi sei e a chi tieni. Dice cosa vuoi e che cosa non vuoi; in un qualche modo ti esprime.
Dice anche cosa ti aspetti dalla politica e quindi se la tua vita dipende dalla politica.
Se l’ironia ti accompagna è già segno che la politica non è tutto. Se non odi il ‘ principale esponente del partito a noi avverso’ è segno di sanità. Se pensi come dice il volantino di CL:

(…)
Alla politica non chiediamo la salvezza, non è da essa che l’aspettiamo, per noi e per gli altri.
La tradizione della Chiesa ha sempre indicato due criteri ideali per giudicare ogni autorità civile così come ogni proposta politica:

a) la libertas Ecclesiae. Un potere che rispetta la libertà di un fenomeno così sui generis come la Chiesa è per ciò stesso tollerante verso ogni altra autentica aggregazione umana. Il riconoscimento del ruolo anche pubblico della fede e del contributo che essa può dare al cammino degli uomini è, dunque, garanzia di libertà per tutti, non solo per i cristiani.

b) il «bene comune». Un potere che si concepisce come servizio al popolo ha a cuore la difesa di quelle esperienze in cui il desiderio dell’uomo e la sua responsabilità – anche attraverso la costruzione di opere sociali ed economiche, secondo il principio di sussidiarietà – possono crescere in funzione del bene comune, ben sapendo che da nessun programma esso potrà venire realizzato in termini definitivi, a causa del limite intrinseco a ogni tentativo umano. (…)


Allora puoi votare e far votare tranquillamente chi NEI FATTI favorisce, con tutti i limiti anche enormi presenti in quello schieramento, una impostazione di libertà e di bene per tutti.
Non è vero che sono tutti uguali.
Il resto è voto inutile.
Sancho

Categorie: ELEZIONI POLITICHE 2008