Il Sorvegliato Speciale

Entries from Maggio 2008

Tenetevelo stretto il “Che”. E pure il “naziskin” de Pigneto!

31 Maggio, 08 · 3 Commenti

Che Guevara foto

Pur di nascondere l’imbarazzo dei Naziskin del Pigneto, poi rivelatosi un coattone de sinistra con tanto di Che Guevara tatuato al braccio, Luciano Canfora, noto intellettuale comunista alle cime di rapa (leggi: barese), dice che in fondo in fondo Che Guevara piace più a destra che a sinistra. Che Pigneto rimane un attacco fascista e xenofobo anche se perpetuato da un comunista con ragazzi de sinistra e pure qualche nero (di pelle e non ideologico). Insomma il Che da massima icona di sinisra non è più roba loro, anzi…

Che Guevara fu una icona generalista e la violenza è di destra per antonomasia. A sinistra, si chiamino Pol Pot, Stalin, Lenin, Che Guevara, Brigate Rosse, Mao Tse Tung o Fidel Castro so tutti angiolini con le ali. O se no… fascisti!

A tanto è arivato Canfora per l’imbarazzo procuratagli la figura di merda che hanno fatto per Pigneto. Ma come sono ridotti?!?!

Comunque leggere per credere:

Che Guevara non è un’icona di sinistra. La sua immagine ha travalicato la consapevolezza ideologica per entrare nel mito generico, non sempre poi amatissimo dalla sinistra. Basti pensare che a definirlo uno “stratega da farmacia” fu il comunista Giorgio Amendola“.

Chiunque usa spranghe per farsi giustizia è politicamente un violento e il suo cuore batte sicuramente a destra nonostante dichiari il contrario“.

Il Che è un gadget (…). L’eroe solitario e perdente, diventato un richiamo a carattere etico, al quale qualche frangia di destra può anche guardare con simpatia“.

 

Categorie: 294605

La “gioia” di Ratzinger per il “nuovo clima politico” post elettorale.

30 Maggio, 08 · Nessun Commento

Papa Benedetto XVI

“Particolare gioia” è quella espressa da Benedetto XVI per i segnali di “un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo” tra le forze politiche italiane, e le istituzioni, “in virtù di una percezione più viva delle responsabilità comuni per il futuro della Nazione”.
Intervenendo questa mattina all’Assemblea della Conferenza episcopale italiana, il Santo Padre ha detto che “ciò che conforta è che tale percezione sembra allargarsi al sentire popolare, al territorio e alle categorie sociali”. “È diffuso infatti” ha detto il Pontefice “il desiderio di riprendere il cammino, di affrontare e risolvere insieme almeno i problemi più urgenti e più gravi, di dare avvio a una nuova stagione di crescita economica ma anche civile e sociale”.
Per questo, i vescovi italiani non possono e non debbono “chiudere gli occhi e trattenere la voce di fronte alle povertà, ai disagi e alle ingiustizie sociali che affliggono tanta parte dell’umanità e che richiedono il generoso impegno di tutti, un impegno che s’allarghi anche alle persone che, se pur sconosciute, sono tuttavia nel bisogno”. “Naturalmente” ha spiegato il Pontefice “la disponibilità a muoversi in loro aiuto deve manifestarsi nel rispetto delle leggi, che provvedono ad assicurare l’ordinato svolgersi della vita sociale sia all’interno di uno Stato che nei confronti di chi vi giunge dall’esterno”. “Non è necessario” ha aggiunto il Papa rivolto ai vescovi “che concretizzi maggiormente il discorso: voi, insieme con i vostri cari sacerdoti, conoscete le concrete e reali situazioni perché vivete con la gente”.
Poi papa Ratzinger si è soffermato sui temi più volte riaffermati. La tutela della vita in tutte le sue forme e la promozione della famiglia. Per Benedetto XVI l’impegno della Chiesa deve esserci “in ogni momento e condizione, dal concepimento e dalla fase embrionale alle situazioni di malattia e di sofferenza e fino alla morte naturale”. Per quanto riguarda la famiglia “deve affermarsi una cultura favorevole, e non ostile, alla famiglia e alla vita”. Ed ancora la povertà, davanti alla quale “non possiamo chiudere gli occhi e trattenere la voce”. Il Pontefice sottolinea, inoltre, l’esigenza che la fede non rimanga chiusa nel privato “in quanto essa può offrire un importante contributo alla soluzione di grandi problemi”.
Il Papa ha chiesto inoltre che lo Stato italiano sostenga le scuole cattoliche: “È legittimo domandarsi se non gioverebbe alla qualità dell’insegnamento lo stimolante confronto tra centri formativi diversi suscitati, nel rispetto dei programmi ministeriali validi per tutti, da forze popolari multiple, preoccupate di interpretare le scelte educative delle singole famiglie. Tutto lascia pensare che un simile confronto non mancherebbe di produrre effetti benefici”. L’Italia vive una grave emergenza educativa che riguarda le giovani generazioni causata dal relativismo pervasivo e aggressivo della cultura contemporanea: “Quando, infatti, in una società e in una cultura segnate da un relativismo pervasivo e non di rado aggressivo, sembrano venir meno le certezze basilari, i valori e le speranze che danno un senso alla vita, si diffonde facilmente, tra i genitori come tra gli insegnanti, la tentazione di rinunciare al proprio compito, e ancor prima il rischio di non comprendere più quale sia il proprio ruolo e la propria missione”.
Di conseguenza, ha detto il Pontefice, “i fanciulli, gli adolescenti e i giovani, pur circondati da molte attenzioni e tenuti forse eccessivamente al riparo dalle prove e dalle difficoltà della vita, si sentono alla fine lasciati soli davanti alle grandi domande che nascono inevitabilmente dentro di loro, come davanti alle attese e alle sfide che sentono incombere sul loro futuro”.

Categorie: 294605

Quando si scopre che il “Naziskin” è un coattone de sinistra…

30 Maggio, 08 · Nessun Commento

Da una settimana ci stanno inondando di titoli, reprimende, allerta democratici, articoli di svastiche e spranghe, diffide, peane: il governo Berlusconi sta scatenando la canea contro gli immigrati, il raid xenofobo e nazista del Pigneto, la distruzione del bar di un extracomunitario, ne è la prova.
Balle, Balle. Balle
Oggi si è presnetato in questura a Roma uno degli autori del ”raid” si chiama Dario Chianelli è un sacco, ma proprio un sacco di sinistra e così ha dichiarato a Repubblica (leggetevi l’intervista integrale sul sito, perché è utilissima per capire Roma e per capire quanto giornali e sinsitra non capiscano Roma):
”Eccome qua, io sarei il nazista che stanno a cercà da tutti i pizzi. Guarda qua. Guarda quanto sò nazista…”. L’avambraccio è un unico, grande tatuaggio di Ernesto Che Guevara.
”Hai capito? Nazista a me? Io sono nato il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori e al nonno di mia moglie, nel ventennio, i fascisti fecero chiudere la panetteria al Pigneto perché non aveva preso la tessera”. ”.
Indica la foto sulla prima pagina dell’edizione di Repubblica del 27 maggio. Quella scattata durante il raid con il telefono cellulare da uno dei testimoni dell’aggressione. ”Ecco. Io sono questo qua. Questo cerchiato con il marsupio e la maglietta rossa, che si vede di spalle. La maglietta è una Lacoste. Adesso ti racconto davvero come è andata. Ti racconto la verità prima che mi si bevono. Perché la verità, come diceva il Che, è rivoluzionaria. La politica non c’entra un cazzo. Destra e sinistra si devono rassegnare. Devono fare pace con il cervello loro. Non c’entrano un cazzo le razze. Non c’entra - com’è che se dice? - la xenofobia. C’entra il rispetto. Io sono un figlio del Pigneto. Tutti sanno chi sono e perché ho fatto quello che ho fatto. Tutti. E per questo si sono stati tutti zitti con le guardie che mi stanno cercando. Perché mi vogliono bene. Perché mi rispettano. Perché hanno capito. Io ho sbagliato. E non devo e non voglio essere un esempio per nessuno. Ma per una volta in vita mia, ho sbagliato a fin di bene. E allora è giusto che il Pigneto veda scritta la verità. Se lo merita. E quella la posso raccontare solo io”.
Giovedì 22 maggio. Quarantotto ore prima del raid. ”A metà mattina, a una donna di cui non faccio il nome e a cui voglio bene come a me stesso, rubano il portafoglio in via Macerata. Non faceva che piangere. Un amico mio - un immigrato, pensa un po’ - mi dice che se lo voglio ritrovare devo andare nel negozio di quell’infame bugiardo dell’indiano. In via Macerata. Perché il ladro sta lì. E’ un marocchino, un tunisino, mi dice l’amico mio. Venerdì, verso mezzoggiorno, ci vado. Trovo questa merda di marocchino, o da dove cazzo viene, questo Mustafà, seduto davanti al negozio con una birra in mano. Una faccia brutta, cattiva, con una cicatrice. Mi fa cenno di entrare e nel negozio mi trovo lui, l’indiano bugiardo e un vecchio, un italiano. Il marocchino mi dice: ”Tu passare oggi pomeriggio e trovare portafoglio”. Io dico va bene e, te lo giuro, non mi incazzo, né strillo. Dico solo: ”Dei soldi non me frega niente. Ma dei documenti sì”. Ripasso il pomeriggio e quello mi dice: ”Scusa. Non fatto in tempo. Torna domani”. Io ripasso sabato mattina e quel Mustafà là, ridendo, sempre con quella cazzo di birra in mano, mi fa segno che i documenti l’ha buttati dentro una buca delle lettere. Allora non ci ho visto più. Mi è partita la brocca. Ho cominciato a strillare, dentro e fuori del negozio. In mezzo alla strada. E ho detto: ”Se vedemo alle cinque. E se non salta fuori il portafoglio sfascio tutto””.
Alle 17 di sabato, dunque, arriva ”Ernesto”. Ma non da solo. ”Eh no. Fermati. Fermati qui. Io arrivo da solo. Perché io voglio andare a gonfiare il marocchino da solo. Io quando devo fare a cazzotti non mi porto dietro nessuno. Il problema è che quando arrivo all’angolo con via Macerata non ti trovo una quindicina di ragazzi del quartiere? Tutti incazzati e bardati. Te l’ho detto. Mi vogliono bene. Avevano saputo della tarantella ed erano due giorni che sentivano questa storia di questo portafoglio. Evidentemente volevano starci pure loro e si sono presentati. Non l’ho mica chiamati o invitati”.
”Io davvero non riesco a capire come si sono inventati la storia della svastica. Ma quale svastica? Io questi pischelli non li conosco personalmente, ma mi dicono che sono tutto tranne che fascisti. E, comunque svastiche non ce n’erano. Quei pischelli, per quanto ne so, si fanno il culo dalla mattina alla sera. E hanno solo un problema. Si sono rotti il cazzo di vedere la madre, la sorella o la nonna piangere la sera, perché qualche vigliacco gli ha sputato o gli ha fischiato dietro il culo. Te lo ripeto, io non l’ho chiamati. Io ce li ho trovati. E poi, scusa tanto sa, ma hai mai visto tu un raid nazista senza una scritta su un muro? Qualcuno si è chiesto perché, se era un raid, nessuno ha toccato per esempio i sette senegalesi che vendevano i cd taroccati in via Macerata? Lo vuoi sapere perché? Perché i senegalesi non avevano fatto niente. Perché sono amici. Perché portano rispetto e quando stava per cominciare il casino al negozio dell’indiano, gli ho detto di mettersi da una parte”.

Avevo capito che il veleno mio era il veleno di tutti. Sai perché penso che i pischelli sono andati dai bengalesi in via Ascoli Piceno? Perché quell’alimentari là, quello dove è andato a chiedere scusa Alemanno, due anni fa l’avevano chiuso per spaccio. Perché sotto il sacco dei ceci che dice di vendere, il bengalese ci teneva la droga. So che è andato assolto perché ha detto che la roba la nascondeva un marocchino. Sta di fatto che lì davanti è sempre un circo. Stanno sempre aperti. Anche alle cinque de mattina. Mi spieghi che cazzo si vendono?”.
Dunque, tutto spirito pasoliniano, puro.
Ronbba de sinistra, dunque, cresciuta e radicata nella Roma coccolata da Rutelli e Veltroni.
E allora?
‘’succede?”. ”Succede che te gonfio”, ho detto. E si sono spostati. Ho litigato con degli algerini sotto casa, che mi stavano fregando il motorino. Ne ho appicciati al muro un paio e da allora sai come mi chiamano? ”Grande mujaheddin. Grande talibano”. Beh, l’altra sera m’hanno riportato le chiavi della macchina che mi ero dimenticato sul cofano. Hai capito, sì? Io non ce l’ho con nessuno. Io voglio bene ai neri e ai bianchi che rispettano gli altri. Che rispettano il Pigneto, che insieme alla mia famiglia è l’unica cosa che ho. Io sono cresciuto al bar Necci, hai presente? Sai, no? Quello del film di Pasolini ”Accattone”. Vai a chiedere di me lì. Vedi che ti dicono. Vai a chiede di me allo stagnaro di via Ascoli, o al bar di fronte. Vedi che dicono. Io ci sono poche persone che non rispetto. I bugiardi, i laidi, gli ipocriti, le pecore.”.

by Carlo Panella

Categorie: 294605

Berlusconi statista lo è sempre stato. E’ che adesso se n’è accorta la sinistra.

27 Maggio, 08 · 1 Commento

Categorie: 294605

Oggi a Napoli è tornato lo Stato.

24 Maggio, 08 · 2 Commenti

Stamattina è arrivato sul serio lo Stato in quel di Napoli: guerriglia fra manifestanti e polizia, cariche, sassaiole, bombe carta, feriti, molotov e molti arresti (fra questi alcuni leader dei centri sociali della sinistra antagonista). Ma lo Stato non arretra. Le forze dell’ordine caricano e arrestano, non si lasciano intimidire. Sblocca le strade, rimuove i pullman incendiati e messi di traverso per isolare i luoghi che portano ai siti per le discariche, usa i lacrimogeni, picchia duro se è il caso. Manda i responsabili di azioni di guerriglia in carcere, soprattutto. Processi per direttissima.

Siamo in un momento di calamità nazionale, rischio grave di epidemie, vergogna internazionale, il colera è un brutto ricordo di Napoli e proprio non vogliamo che ritorni, diventeremmo agli occhi del mondo peggio di Nairobi, peggio dell’ultimo sobborgo africano o dell’America latina. La “camorra & centri sociali spa” vogliono una Campania disordinata e sporca - ma sopratttutto senza Stato - per controllare il caos e fare affari d’oro.

 Lo Stato finalmente stamattina ha risposto in piena emergenza. Come se si trattasse di una frana o un terremoto: interviene, spala, salva, pulisce, manda l’esercito, gli elicotteri ella protezione civile. Così si da veramente un segnale alla camorra imperante che “ordina” il disordine. In Campania non si muove foglia che la camorra non voglia. Non basta fare film denuncia da mandare a prendere appalusi a Cannes.

 Bisogna avere il polso fermo. Forte. Come ha fatto la Francia con le proteste delle banlieue parigine. Basta essere uno Stato assente o debole (Bassolino e Jervolino giusto per far due nomi di grande debolezza e assenza, ma anche Prodi non ha scherzato in debolezza e assenza).

Ma soprattutto una risposta forte è un precedente che farà capire che la pacchia è finita davvero, per tutti i nemici dell’interesse pubblico (leggi: bene comune). Le discariche sono un obbligo, gli inceneritori ce li hanno tutti.

Nella mia città, Forlì, ci sono due inceneritori così grandi che in uno dei due si brucia anche la monnezza proveniente da Napoli. E sono in mezzo ad un quartiere. A tre Km dal centro cittadino. Perchè Forlì accetta ciò che Napoli non permette? Perchè la Campania si ribella a ciò che qualsiasi regione d’Europa accetta (Calabria e Sicilia, Galles e Galizia, Tansilvania e Normandia)? Perchè in Campania la Camorra la fa da padrona assoluta?

Il motivo è che lo Stato non esiste da decenni a Napoli.

Ma adesso basta!

Chi cerca lo scontro con la polizia l’avrà, chi calpesta le leggi verrà arrestato, chi lancia estintori contro servitori dello stato non sarà più celebrato come un eroe nazionale al quale intitolare pure salette a Montecitorio. Stamattina, ragazzi, l’Italia è tornata ad essere per i napoletani uno Stato, sarà dura, ci vorranno sangue freddo e pugno duro. Ma sarà per il bene soprattutto dei napoletani.

Categorie: 294605
Tagged:

Primo Consiglio dei Ministri: il mattino ha l’oro in bocca.

22 Maggio, 08 · 4 Commenti

 
Perché Padoa Schioppa se ne è allegramente fregato del dramma dei mutui per la casa impazziti verso l’alto?
Perché Amato non ha proibito il blocco da parte dei manifestanti campani -a volte aizzati dalla camorra- contro le discariche?
Perché Prodi col suo governo tutto di sinistra non ha detassato gli straordinari e i premi di produzione di operai e impiegati?
La risposta è semplice: perché il suo non era un governo di sinistra, ma un governo della casta della sinistra, privo di raccordo addirittura col suo stesso elettorato.
Berlusconi ha iniziato bene il suo cammino a Napoli: Tremonti ha obbligato le banche -minacciando di vessarle di tasse - a bloccare al 2006 il tasso dei mutui variabili. Provvedimento popolarissimo, che non costa nulla allo Stato e che allieva il bilancio di ben 800.000 famiglie, un’enormità. Una cosa che solo un governo che ha a cuore le famiglie, e soprattutto quelle più povere e più giovani, poteva pensare. 10 e lode!!! 
Così è anche per il decreto sicurezza. Là dove la sinistra aveva distrutto il decreto Amato invocato da Veltroni, introducendovi incomprensibili e cervellotici provvedimenti di lesa omosessualità, Berlusconi, con Alfano, vi ha introdotto 8 provvedimenti contro la Mafia, ha bloccato lo scandalo civile dei matrimoni di convenienza per acquisire la nazionalità e ha reso effettivi i decreti di espulsione. A questo, solo a questo, serve introdurre il reato di clandestinità: non per incarcerare i clandestini, ma per espellerli sul serio, perché se tornano, vanno dritti in galera. Finora, invece, uno poteva essere spulso - è successo migliaia di volte - una, due, decine di volte e non gli accadeva assolutamente niente. L’Italia era da sempre il ventre molle dell’Europa, il Paese della cuccagna di tutti i delinquenti d’Europa.
L’opposizione non è d’accordo con l’introduzione di questo reato. Ne ha diritto, è comprensibile. Il problema è che non dice nulla sui provvedimenti che bisognava prendere per rendere effettive le espulsioni.
Perché non ha perso il vizio dell’opposizione parolaia.
E infatti ha perso le elezioni.

Un caso?

Categorie: 294605

Zapatero, ma va a cagare va… loro sono quelli che sparano alla frontiera sui magrebini ed hanno pure il coraggio di moraleggiare.

20 Maggio, 08 · 3 Commenti

La miglior risposta a quei buffoni di socialisti spagnoli l’ha fornita una deputata del Popolo della Libertà, parlamentare italiana, “ma anche” maghrebina…

Sono sdegnata come maghrebina dalle accuse del governo Zapatero “L’Italia non e’ un Paese xenofobo. Invito i ministri spagnoli Maria Teresa Fernandez della Vega e Celestino Corbacho a visitare personalmente l’Italia e ad incontrare le associazioni degli immigrati nel nostro paese per rendersi conto della loro vera condizione”. Lo ha affermato Souad Sbai, deputato del Pdl, che ha osservato: “In Italia sono presenti ben sedici testate giornalistiche delle comunita’ straniere, unico caso al mondo nel suo genere. Per rispondere alle accuse infondate di alcuni esponenti del governo spagnolo vorrei ricordare che sono una cittadina straniera eletta con il Popolo della liberta’, mentre non mi risulta che nel Parlamento spagnolo siano presenti dei deputati maghrebini. Al contrario, la mia elezione alla Camera dei deputati denota un messaggio di apertura della maggioranza nei confronti degli stranieri che vivono in Italia. Non vedo alcun motivo di agitazione o di malessere.

Il precedente esecutivo Berlusconi, che ha governato insieme alla Lega dal 2001 al 2006, e’ stato l’unico a regolarizzare 700 mila stranieri. Lo stesso numero di immigrati marocchini e’ stato invece rispedito dalla Spagna alle frontiere. Come non ricordare poi le repressioni del governo Zapatero verso i clandestini che hanno cercato di passare la frontiera per entrare nel territorio spagnolo a Ceuta e Melilla? Il governo Berlusconi deve fronteggiare la pesante eredita’ buonista e relativista dei due anni di esecutivo Prodi, che nulla ha fatto per gli immigrati e che ha lasciato aperte le porte del carcere attraverso l’indulto e ha spalancato le frontiere ai peggior delinquenti con una politica priva di regole. Come italiana di origine maghrebina sono sdegnata per le accuse che provengono da Madrid. Questo e’ un chiaro attacco di alcuni esponenti del governo di sinistra di Zapatero”.
19/5/2008

Ecco come gli spagnoli - quelli che aborrono l’uso della forza contro gli immigrati clandestini e condannano ogni fenomeno di xenofobia - “accolgono” i disperati che cercano di entrare in Spagna:

I feriti raccontano della brutalità con cui gli agenti della Guardia Civil sono intervenuti lanciando bombe lacrimogene, pallottole di gomme e sparando in aria.
“C’era sangue dappertutto, la gente gridava, è stato orribile. Sono felice di essere ancora vivo”, “Pensavo solo a correre, senza guardare indietro. Ho sentito spari, molti spari”, raccontano.

da Gino

Categorie: 294605

Pure le zoccole c’hanno la tosse…

19 Maggio, 08 · 7 Commenti

Aido, una delle nove donne su 17 ministri del governo spagnolo, ha dichiarato nel corso di un’intervista al quotidiano El Pais, di essere disposta a pagare di persona uno psichiatra per Berlusconi, «anche se non so se sarebbe efficace, servirebbero molte sedute». La Aido prima di essere nominata ministro ha diretto l’Agenzia andalusa per lo sviluppo del flamenco. Vi immaginate cosa sarebbe successo a parti invertite? Una Ministra Carfagna che dice di Zapatero di avere bisogno di uno psichiatra. Ormai pure le zoccole in Spagna c’hanno la tosse. Zoccole e presuntuose… ma va a ballare il flamenco va!

Sorvy

Categorie: 294605

Israeli Miracle

17 Maggio, 08 · 3 Commenti

By Charles Krauthammer

Before sending Lewis and Clark west, Thomas Jefferson dispatched Meriwether Lewis to Philadelphia to see Dr. Benjamin Rush. The eminent doctor prepared a series of scientific questions for the expedition to answer. Among them, writes Stephen Ambrose: “What Affinity between their (the Indians’) religious Ceremonies & those of the Jews?” Jefferson and Lewis, like many of their day and ours, were fascinated by the Ten Lost Tribes of Israel, and thought they might be out there on the Great Plains.

They weren’t. They aren’t anywhere. Their disappearance into the mists of history since their exile from Israel in 722 B.C. is no mystery. It is the norm, the rule for every ancient people defeated, destroyed, scattered, and exiled.

With one exception, a miraculous story of redemption and return, after not a century or two, but 2,000 years. Remarkably, that miracle occurred in our time. This week marks its 60th anniversary: the return and restoration of the remaining two tribes of Israel — Judah and Benjamin, later known as the Jews — to their ancient homeland.

Besides restoring Jewish sovereignty, the establishment of the State of Israel embodied many subsidiary miracles, from the creation of the first Jewish army since Roman times to the only recorded instance of the resurrection of a dead language — Hebrew, now the daily tongue of a vibrant nation of seven million. As historian Barbara Tuchman once wrote, Israel is “the only nation in the world that is governing itself in the same territory, under the same name, and with the same religion and same language as it did 3,000 years ago.”

During its early years, Israel was often spoken of in such romantic terms. Today, such talk is considered naive, anachronistic, even insensitive, nothing more than Zionist myth designed to hide the true story, i.e., the Palestinian narrative of dispossession.

Not so. Palestinian suffering is, of course, real and heart-wrenching, but what the Arab narrative deliberately distorts is the cause of its own tragedy: the folly of its own fanatical leadership — from Haj Amin al-Husseini, the grand mufti of Jerusalem (Nazi collaborator, who spent World War II in Berlin), to Egypt’s Gamal Abdel Nasser to Yasser Arafat to Hamas of today — that repeatedly chose war rather than compromise and conciliation.

Palestinian dispossession is a direct result of the Arab rejection, then and now, of a Jewish state of any size on any part of the vast lands the Arabs claim as their exclusive patrimony. That was the cause of the war 60 years ago that, in turn, caused the refugee problem. And it remains the cause of war today.

Six months before Israel’s birth, the U.N. had decided by a two-thirds majority that the only just solution to the British departure from Palestine would be the establishment of a Jewish state and an Arab state side by side. The undeniable fact remains: The Jews accepted that
compromise; the Arabs rejected it.

With a vengeance. On the day the British pulled down their flag, Israel was invaded by Egypt, Syria, Lebanon, Transjordan and Iraq — 650,000 Jews against 40 million Arabs.

Israel prevailed, another miracle. But at a very high cost — not just to the Palestinians displaced as a result of a war designed to extinguish Israel at birth, but also to the Israelis, whose war losses were staggering: 6,373 dead. One percent of the population. In American terms, it would take 35 Vietnam memorials to encompass such a monumental loss of life.

You rarely hear about Israel’s terrible suffering in that 1948-49 war. You hear only the Palestinian side. Today, in the same vein, you hear that Israeli settlements and checkpoints and occupation are the continuing root causes of terrorism and instability in the region.

But in 1948, there were no “occupied territories.” Nor in 1967 when Egypt, Syria and Jordan joined together in a second war of annihilation against Israel.

Look at Gaza today. No Israeli occupation, no settlements, not a single Jew left. The Palestinian response? Unremitting rocket fire killing and maiming Israeli civilians. The declared casus belli of the Palestinian government in Gaza behind these rockets? The very existence of a Jewish state.

Israel’s crime is not its policies but its insistence on living. On the day the Arabs — and the Palestinians in particular — make a collective decision to accept the Jewish state, there will be peace, as Israel proved with its treaties with Egypt and Jordan. Until that day, there will be nothing but war. And every “peace process,” however cynical or well-meaning, will come to nothing.

Categorie: Shark

Pierdimenticando Casini.

16 Maggio, 08 · 3 Commenti

Stupendo articolo su Pierdimenticando Casini by Nicola Curro.

Questo invece l’articolo sul Pierscomparso da IL FOGLIO.

 

 

Categorie: 294605

Berlusconi quater. Ottima squadra.

8 Maggio, 08 · 4 Commenti

Ottima squadra!

E mentre Berlusconi vara il governo “dei record” (pochissimi ministri, il numero più basso della storia, il più veloce governo formato di sempre, il più giovane d’età) l’opposizione litiga pure per il governo ombra…

Categorie: 294605

Israel’s 60th Independence Day

7 Maggio, 08 · 6 Commenti

[1.jpg]

Il 18 maggio prossimo, Israele festeggia il suo Indipendence Day.

Auguri alla prima, e fino ad oggi, unica democrazia di tutto il Medio Oriente.

Lunga vita allo Stato d’Israele!

Israel Independence Day

Sorvy

Categorie: 294605

Il solito D’Alema di sempre. Falso e maligno.

6 Maggio, 08 · 2 Commenti

Come sempre, nessun regicidio a faccia aperta, coraggioso, di fronte al popolo. No, frecciatine, sgambettini, una parolina cattiva dall’Annunziata, un incontrino furtivo con Casini in una bettola, un ammiccamento a Bertinotti, una carezza a Salvi… D’Alema così fa, perché questa è la legge dei postcomunisti: uccidere il segretario, ma sempre a fuoco lento (distruggendo così la sinistra).
Macché partito nuovo, sinistra nuova… è sempre la stessa solfa, con i capigruppo che si nomina al ”caminetto” e intrighi, intrighi, intrighi.
Come sempre, il segreto è la lentezza, la clandestinità di fronte al popolo.
Una gerarchia di notabili che sa solo applicare le logiche di una casta.
E poi dicono che uno si butta a destra!!!

Categorie: 294605

Ma scusa de che?

4 Maggio, 08 · 8 Commenti

Tre pirla di meno:

Sorvy

Categorie: 294605

Bruciano ancora bandiere. Che pena…

4 Maggio, 08 · 9 Commenti

Non c’è da stupirsi poi se i comunisti, rappresentati solo un mese fa da Diliberto, Caruso e Bertinotti, scompaiono dalla vita politica. Questi sono ancora così vecchi e così fascisti nella loro ideologia comunista da persistere nel bruciare ancora le bandiere altrui. Quelle americane e israeliane of course…

Torino, manifestazione ieri della sinistra antagonista contro la fiera del libro dedicata quest’anno a Israele.

Sorvy

Categorie: 294605

Parigi, Roma, Londra… non ci resta che Washington.

2 Maggio, 08 · 1 Commento

In tutto il mondo sembra scoccare l’ora della destra.

Oggi ci siamo presi Londra

Sorvy

Categorie: 294605

Roma, nun hai fatto la stupida stasera.

1 Maggio, 08 · Nessun Commento

Non solo Prodi, ma anche Veltroni e pure Rutelli stanno a tal punto sulle scatole al popolo romano che -a totale sorpresa- Gianni alemannon non ha vinto, ma ha stravinto le elezioni da sindaco.
La botta è tale che -finalmente- la sinistra dovrà smettere di raccontarsela.
A Roma non ci sono scuse, non ci sono leghisti, non c’è neanche la ”marea nera” che solo quel politico in perenne malafede come D’alema poteva evocare.
A Roma ci sono semplicemente dei cittadini insoddisfatti di come Veltroni ha amministrato la città. Tutto qui.
Roma ha cessato di essere 2patrimonio di famiglia” della sinistra ed è diventata una città normale che vota secondo criteri normali e se una amministrazione non va, la si manda a casa.
Di non normale in questa sconfitta di Veltroni, c’é solo lui, il suo Pd, il suo Bettini e la sua sinistra tutta, Arcobaleno incluso.
Arroganti, tracotanti, incapaci di riforme, pieni di fuffa in testa e di complicità demente nei media.
Ora Alemanno dovrà far vedere cosa vale, e Fini dovrà rimpiangere di non avere avuto abbastanza coraggio politico per tentare lui la sfida. Fini sindaco della capitale era un obbiettivo -come si vede- più che raggiungibile e se avesse corso, ora sarebbe sicuramente il delfino di berlusconi alla guida del Pdl, perché investito da un chiaro mandato elettorale. Ma Fini non ha osato e in politica i tentennamenti si pagano. Cari. Come ben sa la sinistra che ora si prepara a cannibalizzare Veltroni. Una prece.

by Carlo Panella

Categorie: 294605

Una scomoda verità.

1 Maggio, 08 · 1 Commento

A leggere l’intervista di Al Gore al Magazine del Corriere tutti quegli espertoni americani, Colombo, Travaglio, Sartori, Fassino, che per anni hanno raccontato la balla che “in America no, Berlusconi non potrebbe essere eletto perché lì sì che hanno la legge sul conflitto di interessi” saranno rimasti traumatizzati. Al Gore, a Severgnini ha spiegato che sì, è possibilissimo, come dimostra anche il caso Bloomberg. Per anni solo sul Foglio avete letto che in America, in realtà, non esiste nemmeno una legge sul conflitto di interessi. E che a decidere sono gli elettori, mica Furio o Gherardo Colombo.

Da Camillo.

Categorie: Shark