Il Sorvegliato Speciale

Roma, nun hai fatto la stupida stasera.

1 Maggio, 08 · Lascia un Commento

Non solo Prodi, ma anche Veltroni e pure Rutelli stanno a tal punto sulle scatole al popolo romano che -a totale sorpresa- Gianni alemannon non ha vinto, ma ha stravinto le elezioni da sindaco.
La botta è tale che -finalmente- la sinistra dovrà smettere di raccontarsela.
A Roma non ci sono scuse, non ci sono leghisti, non c’è neanche la ”marea nera” che solo quel politico in perenne malafede come D’alema poteva evocare.
A Roma ci sono semplicemente dei cittadini insoddisfatti di come Veltroni ha amministrato la città. Tutto qui.
Roma ha cessato di essere 2patrimonio di famiglia” della sinistra ed è diventata una città normale che vota secondo criteri normali e se una amministrazione non va, la si manda a casa.
Di non normale in questa sconfitta di Veltroni, c’é solo lui, il suo Pd, il suo Bettini e la sua sinistra tutta, Arcobaleno incluso.
Arroganti, tracotanti, incapaci di riforme, pieni di fuffa in testa e di complicità demente nei media.
Ora Alemanno dovrà far vedere cosa vale, e Fini dovrà rimpiangere di non avere avuto abbastanza coraggio politico per tentare lui la sfida. Fini sindaco della capitale era un obbiettivo -come si vede- più che raggiungibile e se avesse corso, ora sarebbe sicuramente il delfino di berlusconi alla guida del Pdl, perché investito da un chiaro mandato elettorale. Ma Fini non ha osato e in politica i tentennamenti si pagano. Cari. Come ben sa la sinistra che ora si prepara a cannibalizzare Veltroni. Una prece.

by Carlo Panella

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Una scomoda verità.

1 Maggio, 08 · 1 Commento

A leggere l’intervista di Al Gore al Magazine del Corriere tutti quegli espertoni americani, Colombo, Travaglio, Sartori, Fassino, che per anni hanno raccontato la balla che “in America no, Berlusconi non potrebbe essere eletto perché lì sì che hanno la legge sul conflitto di interessi” saranno rimasti traumatizzati. Al Gore, a Severgnini ha spiegato che sì, è possibilissimo, come dimostra anche il caso Bloomberg. Per anni solo sul Foglio avete letto che in America, in realtà, non esiste nemmeno una legge sul conflitto di interessi. E che a decidere sono gli elettori, mica Furio o Gherardo Colombo.

Da Camillo.

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