Il Sorvegliato Speciale

Post da Luglio 2008

Anche i miei figli si sono fatti il blog.

31 Luglio, 08 · 2 Commenti

Andrea (9 anni) è il PIRATA SPECIALE.

Giulia (7 anni) è la FARFALLA D’ORO.

Maria (3 anni) per ora ha altri interessi.

Sorvy

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Pensieri estivi.

29 Luglio, 08 · 4 Commenti

Una volta questo blog era prevalentemente un diario. Abitavo su splinder, tutto era più casereccio, semplice, spontaneo soprattutto. Non si era nemmeno un centesimo dei blog che ci sono adesso. Facilissimo era formare delle comunità di blogger. Mi ricordo che il primo nucleo di gemellaggio fra blog “AMICI DEL SORVEGLIATO” era  composto dal medesimo, dallo SPINO NEL QLO, dal GRISO e dal BUROGGU. Ci incontrammo perfino una domenica di dicembre a Padova.

Poi vennero varie trasformazioni del blog fino a passare all’epoca della nascita di Tocqueville e poi di Right Nation.

Ma soprattutto questo blog riluceva di immagine propria. Qualche link ma per il resto tutto era farina del mio sacco. Magari materiale modesto ma sempre ironico, aggressivo, schietto e PROPRIO. Poi questioni i lavoro e soprattutto familiare mi hanno costretto a diventare un semplice fotocopiatore di scritti altrui.

Il tempo è quello che è; scarso assai. Le letture di un tempo sono diminuite ai minimi termini. Il Foglio lo compro solo al sabato. Gli altri blog e chi li legge più…

Ma la voglia di scrivere qulacosa di mio si fa sempre più prepotente. Oggi fra gli urli dei figli intorno, Andrea che mi sta addosso sul divano, il padre in carrozzina davanti che finalmente è uscito dal pericolo di vita degli scorsi mesi, e la tv al massimo volume, nell’appartamento che mia mamma occupa da quando mio padre ha avuto l’ictus che lo ha costretto a mesi terribili in ospedale, oggi, con tutta la precarietà del mio nuovo quotidiano regime di vita, vi ho voluto donare qualche pensiero estivo di un blog che non vede l’ora di ricominciare ad essere il Sorvegliato Speciale di sempre.

Sorvy

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Barack Obama incanta l’Europa? Bè allora è deciso: perderà l’America.

28 Luglio, 08 · 3 Commenti

Chiunque conosca un po’ gli americani e le loro solide istituzioni non ha esitazioni nell’affermare che il bagno di folla passatista di Barack Obama a Berlino, la contrizione ostentata a Gerusalemme, la competenza posticcia mostrata in Afghanistan, l’omaggio tardivo riservato al generale Petraeus, uno che la guerra la sta vincendo, altro che ritiro, in Irak, non hanno portato neanche un voto. Non dei suoi sostenitori liberal, i quali lo accusano di marcia indietro imbarazzante rispetto alle posizioni oltranziste e pacifiste mostrate fino al ritiro dalla competizione di Hillary Clinton, insomma, come ha detto l’ex capo delle Pantere Nere, «un finto negro»; non degli indecisi, elettori swing e Stati swing, in altalena tra l’opzione per un partito o per l’altro, i quali detestano l’idea che un candidato vada in Europa o in Medio Oriente a far campagna elettorale, invece di andare in giro di contea in contea a spiegare loro che cosa intenda fare se eletto, e hanno in odore di eresia le rock star, vere o aspiranti, quando si tratta di governo.
L’Europa cosiddetta pacifista, a caccia di idoli freschi che le ridiano vitalità, può anche fingere di eleggerlo Presidente, ma la realtà delle cose sta ben riassunta in una frase di piombo che giovedì John McCain, candidato repubblicano, ha detto agli elettori in Ohio: «Mi piacerebbe fare un discorso in Germania o un discorso al quale il popolo tedesco fosse interessato, ma preferirei di più farlo da presidente degli Stati Uniti, piuttosto che da candidato alla presidenza». È la pura verità: il sempre troppo osannato John Kennedy fece quel discorso da presidente, e lo fece contro i comunisti, altro che unità e volemose bene, Ronald Reagan lo fece, nell’Europa che lo detestava, da statista che aveva sconfitto i comunisti. Che c’entra con loro Obama Barack, e il suo messaggio da giovane santone che veste capi su misura? Niente.
Tanto è vero che basta leggere i giornali americani invece che subire gli entusiasti articoli dei corrispondenti italiani, almeno la maggior parte di loro, per venire a sapere qualche notizia. I sondaggi non sono sfavillanti per il senatore dell’Illinois. In Minnesota e in Colorado, due importanti «swing states», il democratico continua a perdere terreno rispetto al candidato repubblicano. Nel primo, secondo una rilevazione condotta dalla Quinnipiac University, ha perso otto punti, riducendo a un due per cento il vantaggio su McCain (46 a 44%). Nel secondo, è lui a dover inseguire il senatore dell’Arizona, che ha il 46% contro il suo 44. La convention di fine agosto dirà infine quanto il senatore dell’Illinois si porta dietro del partito, nel quale, dopo un’iniziale infatuazione, più che altro dovuta all’odio e all’invidia per Hillary Clinton, crescono i dubbi sull’inesperienza e le gaffe di Obama Barack. Tanto che gli ex finanziatori e sponsor della signora Clinton, che gli avevano offerto collaborazione, ora dicono apertamente che è inadeguato, presuntuoso e che copre la sua incapacità di programma con i viaggi all’estero e le esibizioni mediatiche.
Tra i suoi fans più sfegatati il candidato viaggiatore annovera gli italiani, veltroniani e via a scendere fino al girotondo, quanto è bello il mondo. Gli avrebbero fatto chissà quali feste, ma lui non è venuto. Nemmeno in Spagna, dove José Luis Zapatero già si preparava pettinandosi i sopracciglioni, invece gli è toccato Chavez.

Io non so se alla fine di questa troppo lunga campagna elettorale in anno di crisi economica Obama Barack sarà eletto, anche se credo che non accadrà. Quello che so è che gli americani raramente sbagliano presidente; l’ultima volta gli capitò con Jimmy Carter, e la ferita brucia ancora.
Maria Giovanna Maglie

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Celentano: «Tante bottiglie d’acqua per far crescere in noi un dubbio».

17 Luglio, 08 · Lascia un Commento

Dal Corriere della Sera di oggi la lettera di Adriano Celentano.

«E se, contrariamente all’apparenza, Eluana fosse in uno stato di serenità?»

 
 

Caro Direttore,
certo non è difficile immaginare il grande disagio del padre di Eluana e il dolore che, giorno dopo giorno, ha potuto devastare il suo cuore nel vedere una figlia in quello stato. Dopo sette anni di dure battaglie per liberarla dalla morte, rassegnato all’impotenza, soprattutto da parte della scienza, la disperazione lo porta a iniziare una nuova battaglia, ma stavolta non contro la morte. Contro la vita. Quella vita che senza alcuna pietà tiene imprigionata la sua amata Eluana da 16 anni. Quella vita che non vuole cessare, ma che poco per volta fa morire di dolore chi gli sta intorno. Ed è proprio questo dolore così grande, troppo grande, che spinge il padre di Eluana a combattere perché qualcuno lo aiuti a liberare la figlia. Quella figlia che in un lontano giorno gli strappò una promessa: quella di interrompere ogni trattamento di sostegno, nel caso si fosse trovata nella situazione in cui, purtroppo ancora oggi, giace dopo 16 anni.

Una battaglia quella di Beppino Englaro che racchiude una contraddizione spaventosa, ma al tempo stesso, forse, il più grande gesto d’amore che un padre possa fare per una figlia. È chiaro che, per quanto mi riguarda, essendo un credente, nel senso che do per scontato che il nostro, qui sulla terra, nel bene e nel male, non sia che un misero microscopico passaggio in confronto a quella che sarà la vera Vita! Quella vita che Dio ci ha preservato nell’eterna Bellezza. E se poi penso alle parole di Gesù quando disse che «l’uomo non è padrone neanche di uno solo dei capelli che porta in testa», non posso che essere d’accordo con chi la difende, la vita.

 
Le bottiglie per Eluana davanti al Duomo di Milano (Andrea Delbo)

Ammiro quindi Giuliano Ferrara per le sue battaglie a favore della vita e spero, pur comprendendo il suo stato d’animo, signor Englaro, che le bottiglie d’acqua in piazza del Duomo aumentino

. (Il video) Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio in coloro che credono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori la possibilità di un’altra vita oltre quella terrena. Una vita diversa dove non ci sono bugie e incidenti ma solo gioco e Amore. Quell’amore che la sua amata figlia non ha fatto in tempo a conoscere. E qui, solo per un attimo, vorrei mettermi nei panni di chi non crede ed è amareggiato per la triste sorte di una figlia. Così mi chiedo se qualche volta, specie in casi come questi, a uno che non crede possa venire il dubbio, che magari potrebbe esserci davvero un qualcosa che va oltre l’aridità di questo attimo fuggente trascorso sulla terra. E allora, come padre, mi domando: forse Eluana vuol dirmi di non prendere in considerazione ciò che mi chiese in un momento di spensierata giovinezza?… Forse nei luoghi dove si trova ora non soffre e magari già intravede le meraviglie del cielo?… E se, contrariamente all’apparenza, si trovasse invece in uno stato di grande serenità, in attesa del trionfale ingresso nella vita celeste? O forse, chissà, di un ritorno a questa, di vita?… E poi ancora, la cosa che più di tutti mi domanderei: e se fossi proprio io a rattristare il suo animo, per il gesto che suo padre sta per compiere?… Certo mi rendo conto che è facile parlare per chi è al di fuori della tragedia, e io mi scuso per questo, signor Englaro. Ma la mia vuole essere in qualche modo una parola di aiuto, per chi si trovasse nella sua situazione. A volte i miracoli succedono proprio quando meno te l’aspetti. Forse Eluana ha bisogno della conversione di suo padre per far sì che la sua dipartita da questo mondo avvenga in modo spontaneo e senza alcuna interruzione. O addirittura che si svegli. Si dice che la fede è un dono. Perché solo attraverso la fede succedono le cose più grandiose, e io dirò una preghiera per lei.

Adriano Celentano

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Fatti, non pugnette!

16 Luglio, 08 · 2 Commenti

Ecco le Foto pubblicate dal Corriere della Sera.

Merito di Silvio. Prodi a quest’ora ci avrebbe tenuti ancora nella merda….

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Il Democratico Del Turco arrestato per tangenti, corruzione, associazione a delinquere. Quelli moralmente superiori…

14 Luglio, 08 · 11 Commenti

Alla faccia della superiorità morale del PD.

Non possono neanche scaricare Del Turco come il solito socialista visto che da due anni era confluito nel PD nel quale ricopriva un ruolo di rilievo della direzione nazionale del Partito di Veltroni. Invece dopo Genova e lo scandalo della Giunta ligure ora tocca agli Abruzzi. Un vero terremoto politico.
Mezza giunta regionale rossa è indagata, moltissimi gli arrestati e accuse gravissime.

Minchia…! Ma non erano i moralmente superiori questi delinquentelli e corrotti del Partito Democratico?

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Carlo Panella is cool.

13 Luglio, 08 · 1 Commento

Si va a periodi. Da qualche mese mi capita di andare a vedere subito il blog di Carlo Panella. In televisione non mi aveva mai colpito particolarmente, anche perchè ha sempre fatto l’intervistatore e mai il commentatore. Sul suo suo blog invece mi risulta straordinariamente acuto nel giudizi. Mi ci ritrovo al 101%. Negli ultimi giorni ad esempio ha inanellato un post più bello dell’altro. Leggere per credere:

11/07/2008 13.02.01  
Eluana: lo strazio dell’agonia durerà per un mese. Uccidetela piuttosto!

Dunque, secondo il suo anestesista, Eluana può sopravvivere anche 30 giorni quando le sarà tolto il sondino: morirà infatti di fame e di sete. Non di altro, perché nel suo corpo c’è ancora vita, non c’é nessun accanimento terapeutico, non viove grazie a cure, viva da sola, solo che non può mangiare e bere.
I suoi boia, però le daranno sedativi per calmare il dolore. Sono perfetti, spaventosi, eredi di Cartesio che spiegava che il pesce preso all’amo, la bocca squarciata dall’acciaio, non soffre ”perché non ha coscienza di sé”.
Lo spaventoso abisso di orrore del laicismo è misurato tutto dal padre di Eluana, che ci appare drammaticamente certo di fare così il bene della sua bambina, in totale, assoluta, buona fede.
Il delirio della ragione a tanto arriva: a farli desiderare, a combattere per imporre una agonia terribile, nella faustiana presunzione di sapere che Eluana non sente, non è cosciente in un qualche modo che sfugge alla nostra scienza.
C’è una prova a cui con tutta umiltà e pietas chiediamo al padre di Eluana di sottoporsi. E’ disposto a ordinare ai medici di ucciderla, di ordinare, per il bene di sua figlia, una vera e propria esecuzione rapida, immediata?
Se è pronto, abbia almeno il coraggio di farlo. Perché l’agonia a cui un tribunale di dementi ha condannato Eluana è intollerabile scempio.

10/07/2008 16.25.22  
D’Alema faccia di bronzo: se la Forleo lo accusa di reati è eversiva, Berlusconi invece deve farsi processare

Il discorso di D’Alema alla Camera ha dell’incredibioe sia dal punto di vista politico che culturale. D’Alema è quel signore che ha chiesto e preteso che il Gip Forleo fosse messa alla gogna mediatica -e del Csm- per aver sostenuto in un atto di giustizia che lui aveva commesso gravi reati nel pasticcio bancario Unipol. Tutti ricordiamo le sue dichiarazioni al fiele, e il tono da madonna insidiata del Lider Màximo di quei giorni.
Comprensibile.
Oggi, però. a fronte del lodo Alfano, che meglio è chiamare ”lodo Napolitano” per l’impronta che gli ha dato il capo dello Stato, D’Alema ha la faccia tosta di sostenere che mentre lui è naturaliter al di sopra di ogni sospetto e che quindi ogni insinuazione al riguardo va perseguita, Berlusconi, invece, deve sottoporsi alla volontà dei giudici: ”Berlusconi affronti i giudizi che lo riguardano a testa alta. Lasci al Parlamento il compito di affrontare questioni di fondo come quella della giustizia in quel clima di confronto sulle riforme prima auspicato e poi compromesso da scelte autoritarie che hanno creato imbarazzo anche in parte della maggioranza. Questa legge serve solo a bloccare in modo sbrigativo e rozzo il processo per corruzione in cui il presidente del Consiglio è coinvolto e forse per evitargliene un altro. La verità è questa, e le finzioni non aiutano. Il lodo Alfano è una soluzione pasticciata e confusa. È una leggina che è un errore politico volto a tutelare l’interesse per presidente del Consiglio e lo espone al dibattito umiliante di questi giorni.
Il solito, vecchio, arrogante comunista: questo è l’unico commento possibile.

 

09/07/2008 16.35.15  
Veltroni, dsitratto, si accorge solo ora che Di Pietro è volgarazzo e forcaiolo

Straordinarie le prese di distanze, le sdegnate condanne, le irritazioni, le abiure che tutti i dirigenti del Pd si sono sentiti in dovere di fare dopo la manifestazione di piazza Navona.
Ma chi ha portato in Parlamento quella Idv che nei suoi comizi augura al papa di essere sodomizzato da diavoletti froci?
Chi ha salvato dal quorum quella Idv che lascia che Grillo sputtani Napolitano?
Chi ha presentato agli elettori come un alleato -l’unico alleato- quel Di Pietro che lascia che la Guzzanti parli dei pompini di una ministra?
Si sa, è stato Walter Veltroni, che per di più, nel nome di questo fantastico asse, ha ucciso i socialisti, negando loro dignità di alleati.
Veltroni, insomma ha deciso a suo tempo che il suo Pd doveva fungere da megafono perché Di Pietro potesse urlare più forte -e con una denza pattuglia di parlementari- le volgarità politiche di piazza Navona.
Scelta demente.
La prima di molte altre.
 

08/07/2008 14.26.29  
Veltron-Tafazzi in preda al vino: rincorre Di Pietro e offende Napolitano

Nessuno ha salvato il ‘’soldato Ualther” e così continua a farsi male da solo.
L’ultima è di stamane. Da giorni, Napolitano, sta tessendo una sottile e complessa tela di trattative per ricostituire un clima di dialogo in Parlamento. Solo un coglione non poteva non capire che la scelta di anticipare l’esame parlamentare del ”Lodo Alfano”, e la conseguente morte della ”ammazzaprocessi” era stata appunto l’esito di questa attività personale di Napolitano.
Bene, Fini -a norma di regolamento- fa quel che deve fare un presidente della Camera: propone ai capigruppo un ordine dei lavori che permetta al ”metodo Napolitano” di concretizzarsi.
A questo punto, Veltroni attacca a testa bassa Fini per questa scelta, poco ci manca che gli dia del fascista e blatera, blatera, blatera, un occhio, anzi due, anzi tre a quella piazza Navona che da sempre -incredibilmente- somatizza la cattiva coscienza dei dirigenti del Pd (Ds-Pds-Pci…).
Dal Quirinale trapela una ufficiosa contrarietà, una malcelata irritazione nei confronti di Veltroni. Niente, il soldato Ualther in pieno delirio alla Tafazzi continua a darsele di santa ragione sugli zebedei.
Una pena.
 

07/07/2008 16.17.47  
La curia di Milano: girotondini filosilamici

Ma come si permette monsignor Bottoni di dare del ”fascista” a un ministro della Repubblica che fa il suo dovere? E perché monsignor Bottoni preferisce stare dalla parte di chi pratica e propaganda una versione -questa sì- fascista dell’Islam, come quella della mosche di viale Jenner di Milano, invece di quegli islamici che contrastano questo fondamentalismo?
La risposta è semplice e drammatica: perché nella Curia di Milano si è imposta una componente che fa del relativismo -tanto criticato dal Papa- la sua caratteristica, che dialoga e protegge i peggiori Imam dell’Ucoii e del fondamentalismo e che si scatena contro chi li contrasta.
Pure, lo stesso presidente di sinistra della provincia di Milano, Penati, sa e dice che quella di viale Jenner è una ferita nel cuore della città e oggi arriva sino a prospettare una multa per coloro che pregano occupando strade e giardini della città.
In ballo, a viale Jenner, c’è la pretesa dei musulmani, di alcuni musulmani, di imporre la ”loro” legge, la legge coranica, di fare quel che piace e pare a loro, di occupare in 4.000 ogni venerdì la sede stradale, trasformando il quartiere in un caos, perché così vogliono, perché così hanno deciso.
E in Curia c’è chi dà loro più di una mano.
E’ un vero e proprio scandalo, che ha visto dare protezione e aiuto allo scandalo della scuola islamica di via Quaranta -in cui si ammanivano rogrammi osceni in arabo ai piccoli musulmani- in nome di dun ”dialogo interreligioso” che altri non è se non l’accettazione dell’Islam più fondamentalista, antidemocratico -la mosche di viale Jenner è stata incubatrice di terroristi e kamikaze- e di uno spirito ”postconciliare” assolutamente demenziale.
Sarebbe bene se la Cei si prendesse carico di questo scandalo e se il cardinale Tettamanzi cessasse di dare copertura a questi monsignori girotondini. Non lo farà, naturalmente, e ne verranno guai.

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Libri dell’estate.

10 Luglio, 08 · Lascia un Commento

Ieri sono andato alla libreria Mondadori di Forlì a fare scorta di libri per l’estate. Sono soddisfattissimo di aver trovato quasi tutto quello che cercavo. Estate all’insegna dello spirito di frontiera. Alcuni mi sono stati consigliati dal mitico collaboratore del blog Estiqaatsi.

     

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Sabine e diavoli.

9 Luglio, 08 · 4 Commenti

Sabina Guzzanti iri a Piazza Navona: ”Tra venti anni Ratzinger sarà morto e sarà all’inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi”

Io sono sicuro di no. Ratzinger sarà in paradiso insieme a G.P.II

Probabile che Sabina per contrappasso sarà all’inferno con due diavoloni con la faccia di Berlusconi e lei, la moralista de sinistra,  tanto moralista quanto ipocrita, dovrà fare il servizietto della Carfagna aggratis e per molto ma molto tempo al diavolo nano berlusconiano.

Poi la Sabina ha detto che “La Carfagna ha succhiato l’uccello a Berlusconi … bisogna cacciarla via dal ministero delle pari opportunità”.

Un giorno dal paradiso dove i peccatori non moralisti vengono sovente ben accolti, chissà se la Carfagna pietosamente ne sorriderà con Ratzy.

Sorvy

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Andrea’s version del 9.7.08

9 Luglio, 08 · Lascia un Commento

Ma quale antipolitica. Avere il privilegio di poter ascoltare dal palco di piazza Navona che la deriva è nata col porcellum e dalla legittimazione dei ragazzi di Salò, o che è in corso un’operazione attraverso la quale distruggere il giornalismo e il diritto di cronaca; o che la P2 sta governando e il torbidume viene creato apposta per manovrare nel losco, e che le elezioni sono state una truffa, o che, d’ora in avanti, le quattro più alte cariche dello stato potrebbero violentare la moglie, stuprare bambini e uccidere chiunque senza pagare pegno; e poter ascoltare che siamo tutti avviati verso un orizzonte di silenzio e di censura, un orizzonte dominato da fucilatori di partigiani, grassatori, estorsori, ladri, truffatori, rapinatori delle casse dello stato; aver avuto il privilegio di poter ascoltare dal palco di piazza Navona analisi così pacate, puntuali e lucide, lascia pensare che si sia passati dalla fase infantile dei girotondi a quella più matura della mosca cieca.

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Le solite facce da guerra civile.

9 Luglio, 08 · Lascia un Commento

Quella che cala dalle terrazze per scendere in piazza, quella che è scesa ieri in piazza Navona, a Roma, chiamata da Micromega, la rivista filosofica di Paolo Flores d’Arcais, è l’Italia sedicente migliore. È l’Italia di Umberto Eco che è il migliore. Quella di Andrea Camilleri, poi, che è il più migliore assai. Quella di Moni Ovadia, quindi, il migliorissimo. Quella di Ascanio Celestini infine, un altro raffinato attore di quelli da spremuta di cervello che proprio fa tenerezza nel proporsi ancora – come si propone – con l’estetica dell’impegno: una lagna adoperata per alzare l’attenzione che il maestro spalma sulla barbetta come Little Tony, meritatamente, distende e spalma gel e brillantina per tenere desto il suo proverbiale ciuffo.
E non a caso è l’Italia che s’affida ad Antonio Di Pietro, primo ad aderire al No Cav Day per l’interminabile no e poi no a Silvio Berlusconi. È l’Italia dell’estremismo legalitario, per dirla con Piero Sansonetti, un autorevole esponente della sinistra che, giustamente, s’è ben guardato dall’andarci ieri a piazza Navona perché una cosa è chiara: i manifestanti di ieri come nemico hanno Berlusconi che si mangia la democrazia tutta ma, sotto sotto, come vero nemico hanno ben altro, hanno la sinistra.
E alla sinistra, infatti, tutti i potenti testimonial del No Cav Day fanno grave danno. Alla sinistra sottraggono consensi e forza. E della sinistra fanno una caricatura perché forse – con rispetto parlando – loro stessi che sono così migliori, così consapevoli della superiorità intellettuale e morale, così onesti, così perbene, sono macchiette fuori tempo massimo. Sono le scimmie di un Sessantotto che si perpetua nelle loro fisime, come quelli di un tempo, infatti, quelli che avevano un nemico apparente contro cui manifestare – il fascismo inesistente o lo stato borghese – mentre il regolamento dei conti vero lo facevano contro il Pci, così questi fanno la guerra a Berlusconi per sfasciare quello che resta della sinistra. Per regolamento di conti. Con interessi.
Certo, quelli, avendo alle spalle la copertura di massa, poi degenerarono nella lotta armata, questi che se la risolvono con lo slogan «la Carfagna, che cuccagna», fortunatamente non possono che sbracare nella nostalgia da insegnanti precari costretti a scimmiottare i loro studenti con qualche goliardia consolatoria e alti strilli compiaciuti.
Saranno pure l’Italia migliore, sostenuti dai più affascinanti tra gli artisti, tra i più geniali dei letterati, si torna sempre alla trappola dell’Italia che piace alla gente che piace ma si ripetono nei tic, nei modi e negli anatemi. Sono professori, sono colti ma sono proprio troppo fuori tempo massimo, egemoni solo nel fare danni al Partito democratico proclamando i precetti e i toni. L’apertura della campagna elettorale a Catania, per dire, giusto per fare l’esempio di una città dove la sinistra non è riuscita ad arrivare neanche seconda, grazie ai professori, ai colti e agli artisti, è stata fatta all’Arena Argentina con la proiezione del film Palombella rossa. Poteva mai il povero Giovanni Burtone, navigato eroe della migliore Democrazia cristiana, candidato del Pd, riuscire a vincere lungo via Etnea avendo addosso tutti questi vecchi arnesi dell’eterno Sessantotto?
Saranno onesti e specchiati, eroi perfino, come Rita Borsellino (voti, pochini), ma l’Italia vera, quella che per fortuna non è migliore, preferisce stare nel torto tanto è vero che più si dà addosso al Cavaliere, tanto più quello cresce nei sondaggi. Mentre invece scende, e poi scende, la sinistra. E forse è anche un diabolico gioco delle parti che si consuma nel palcoscenico d’Italia se si pensa che il vero beneficiario del travaso dalla terrazza alla piazza non è il futuro della sinistra, non Pancho Pardi, non i Girotondi, neppure Beppe Grillo furbo al punto di ritagliarsi la giusta fettina di marketing, ma Di Pietro, un formidabile arcitaliano, uno che starebbe a destra un minuto dopo che da destra se ne fosse andato via Berlusconi. Così come Marco Travaglio, un degno erede delle migliore tradizione giornalistica liberale, costretto a sorbirsi la folla plaudente di gruppettari invece che quella di cari galantuomini dell’Italia borghese a lui più consoni, per sensibilità e stile. Ma quello che dalle terrazze arriva in piazza è la schiuma di un ribollire mai sopito: le stesse parole messe in libertà dal palco – dalla nuova P2 allo Psiconano, dalla solita Resistenza alla Costituzione fino al consueto dileggio del Papa – evocano un canovaccio certamente usurato ma malevolo giusto al punto di mantenere vivo l’odio, il cieco odio, l’eterna guerra civile che separa l’Italia dei migliori e quella degli italiani persi nel torto, al punto tale che se un galantuomo vuol rivendicare il diritto di essere non-berlusconiano, e molti da destra lo sono, figurarsi da sinistra, come può rischiare di confondersi poi con questa terrazza precipitata in piazza, questa élite delle Fiorelle Mannoia grondanti indignazione? Benedetto quel Pci degli anni passati che sapeva fare fronte alle derive estremistiche, poveretta questa sinistra di oggi pensionata dalla magia furbacchiona (è il caso di dirlo) del radicalismo di successo, quello dei professori, dei colti e degli artisti. È proprio significativo che il ceto dei letterati, ancora una volta, abbia deciso di planare dalla terrazza alla piazza.
Ma pare che l’intransigenza glamour paghi, prova ne sia che Sandro Bondi – un serio ministro, una persona mite ed educata, uno che lavorerà per i Beni Culturali e per il patrimonio artistico dell’Italia, sia essa quella dei migliori che quella dei peggiori – abbia dovuto subire al suo ingresso alla Milanesiana i fischi del pubblico (verosimilmente fatto di colti e di artisti) e un’infastidita stretta di mano di Umberto Eco, proprio quell’Eco che è l’orgoglio e il vanto dell’Italia nel mondo. Che porca Italia doveva esserci nella mano di Bondi? Voleva significare questo Eco tra tutti i segni semiotici dei significanti? Ho letto che Sandro Veronesi, un autore che ammiro, uno scrittore che certamente ha mietuto pubblico tra i lettori di questo quotidiano, travolto dalle sue stesse parole, ha testualmente detto: «Qualsiasi giornalista integro non lavorerebbe nemmeno sotto tortura per il Giornale». Ecco caro direttore, non me ne frega di Berlusconi (non lo voto), non me ne frega del No Cav Day (non ci vado), mi frega molto l’Italia e giusto per far ricredere Veronesi ti chiedo l’ospitalità oggi. Senza farti perdere tempo con la tortura.
Pietrangelo Buttafuoco

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Antò, fa caldo…

2 Luglio, 08 · Lascia un Commento

Lascio la rovente Romagna (35°) per cinque giorni in Val di Fassa.

Ci rivediamo martedì.

Sorvy

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Silvio genio del crimine.

2 Luglio, 08 · 2 Commenti

Provo ad azzardare. E se Berlusconi in realtà fosse il grande manovratore della magistratura? Se dietro a tutta questa immonda ed apparentemente inutile polemica ci fosse la mano  – a questo punto sicuramente diabolica – del cavaliere di Arcore? Altrimenti non si spiegherebbe come mai la magistratura italiana continui a regalare, con le sue decisioni, calci di rigore a porta vuota al nostro Silvio.

Non si spiegherebbe il meccanismo mentale che ha portato il Gip di Verona Girgio Piziali, in merito alla vicenda degli otto nomadi fermati dalla polizia con l’accusa di aver costretto i figli a compiere furti in abitazioni, a non convalidarne il fermo in quanto “Il delicato istituto” del fermo è stato “piegato ad altri fini, tutti gravemente lesivi delle regole, anche costituzionali, che presiedono la libertà personale”.

Trattandosi di nomadi – e visto quanto sia facile identificarli - l’astuto magistrato ha poi sostenuto che “L’assoluta assenza di un reale e concreto pericolo di fuga fa emergere come il delicato istituto sia stato piegato ad altri fini, che – precisa – non sono di interesse di questo giudice, ma che si individuano sullo sfondo di questa scelta e che sono tutti gravemente lesivi delle regole, anche costituzionali che presiedono la libertà personale”.

Ma arriviamo al capolavoro del pensiero integralista sull’ integrazione ed il rispetto delle altrui radici culturali. La Polizia ha intercettato alcune telefonate in cui alcuni adulti dicono ai bambini che li avrebbero picchiati se non fossero tornati con la refurtiva e che avrebbero fatto violentare le bambine. Secondo il Gip, si tratta di ”mere espressioni linguistiche rudi e volgari (delle imprecazioni per intenderci – scrive -) utilizzate con funzione aggressiva e intimidatoria, ma senza che si possa dire, in questa fase e con i dati fin qui acquisiti – a parere del Gip – che siano frasi cui si potevano ritenere seguissero condotte corrispondenti”.

Silvio caro fattelo dire: sei proprio un genio del crimine!

La notizia completa su TGCom

Sancho

by grande bugia

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Questa è la volta buona.

2 Luglio, 08 · 4 Commenti

Lo scontro fra magistratura e parlamento è lo scontro fra corpi dello Stato che fino ad oggi e da ben 15 anni combattono ad armi impari. La magistratura pone veti all’organo legislativo, blocca le leggi, indaga con un accanimento che non ha paragoni con nessun altro paese del mondo ogni uomo di governo che non si piega al suo dictat, tiene sotto schiaffo ministri, sottosegretari, parlamentari, capi di governo, segretari di partito che non sono della propria parte politica. Perchè la magistratura è un partito politico, ma non si sottopone al giudizio degli elettori. E’ una casta con poteri immensi, che in Italia fa  disfa qualsiasi cosa. In nessun paese al mondo un giudice può andare in televisione e a reti unificate fare dichiarazioni come quelle che fece Di Pietro nel 1994. In nessun paese al mondo magistrati che distruggono una intera classe politica poi si candidano a sostituirla in parlamento (vedi gli anni di tangentopoli). In nessun paese al mondo un uomo corrotto come Di Pietro che si fa regalare una mercedes da un suo inquisito e una scatola di scarpe piena di soldi (mazzetta per corrompere il magistrato), viene assolto da altri magistrati in difsa della casta.

Ma pare che questa volta come Capo dello Stato non c’è un massone schifoso come Scalfaro, c’è un comunista largamente più onesto di Scalfaro.

Questa volta Berlusconi ha fatto tesoro delle esperienze di governo precedenti. Questa volta è irremovibile. Riportare la magistratura ad uno Stato di diritto. Basta fascismi, dittature e caste. La magistratura deve rispondere dello scempio e dello schifo che rappresenta.

Magistrati, questa volta non ci sarà pareggio. O rospi da ingoiare. Questa è la volta buona.

Sorvy

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Regali.

1 Luglio, 08 · Lascia un Commento

Veltroni:”Di Pietro col suo comportamento estremista sta facendo uno straordinario regalo a Berlusconi”.

Di Pietro:”Veltroni col suo buonismo sta facendo un regalo enorme a Berlusconi”.

Berlusconi: “Ma chi v’ha chiesto niente!”

 

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