Il Sorvegliato Speciale

Post da Agosto 2008

La solita America, per fortuna

14 Agosto, 08 · Lascia un Commento

Al dunque, quando serve davvero l’arrivo della Cavalleria, c’è solo l’impresentabile, ignorante e arrogante cowboy texano George W. Bush a difendere gli indifesi, ad aiutare i derelitti, a sostenere la democrazia e la libertà ovunque siano in pericolo. Gli altri chiacchierano, cincischiano, si interrogano se, signora mia, sia meglio andare in gita a Pechino oppure no e si atteggiano a pensosi seguaci di dottrine di Realpolitik che non conoscono e che usano soltanto per mascherare la loro cronica incapacità di schierarsi dalla parte giusta della storia.
Sì, una parte giusta della storia esiste, c’è sempre, in particolare quando di mezzo c’è la libertà di espressione, religiosa e di movimento. E si tratti di abbattere le dittature nel mondo, di finanziare i programmi anti Aids in Africa, di denunciare le violazioni dei diritti umani in Cina, di impegnarsi per la libertà di culto in Asia, di sfamare pachistani ed egiziani, di proteggere Israele dalle minacce apocalittiche nucleari, di ricostruire questa o quella regione e di aiutare le giovani democrazie ex sovietiche a non farsi fagocitare dal bonapartismo di Vladimir Putin, l’unica voce che non stona mai è quella del presidente americano Bush.
Di certo non si sente la voce dei cosiddetti pacifisti, sempre pronti a fare da scudo umano per i despoti del mondo con le loro sempre coloratissime e allegrissime e buonissime manifestazioni contro l’America tutte le volte che si impegna, con hard o soft power (non importa), ad abbattere un dittatore, ma che sono altrettanto costantemente incapaci di criticare un regime autoritario che prima sobilla e poi bombarda uno stato libero, sovrano e bene intenzionato ad affrancarsi dalle catene del neozarismo del Cremlino.
Ieri, al Giardino delle Rose della Casa Bianca, Bush ha detto nel modo più chiaro possibile che la Russia deve porre fine a questa crisi, esattamente come la settimana scorsa aveva detto ai leader cinesi di rispettare i diritti dell’uomo e come durante il suo tanto contestato doppio mandato alla Casa Bianca ha sempre chiesto ai mullah iraniani di liberare il loro popolo e agli iracheni, ai libanesi, ai georgiani, agli ucraini e ai dissidenti di tutto il mondo di tenere duro perché prima o poi, statene certi, un qualche tipo di cavalleria arriverà. A breve il Settimo Cavalleggeri non sarà più guidato da Bush, ma da uno tra John McCain e Barack Obama. Ma sono americani anche loro.

Da Il Foglio, 13 agosto 2008

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An international blowjob for Mr President Silvio Berlusconi: MIRACLE IN 100 DAYS.

14 Agosto, 08 · Lascia un Commento

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Cinque anni da Sorvegliato Speciale.

12 Agosto, 08 · Lascia un Commento

21AGOSTO 2003 - 21 AGOSTO 2008

Fra pochi giorni questo blog compie 5 anni.

Il Sorvegliato Speciale su Splinder in tre anni è stato visitato 197.688 volte.

Il nuovo su wordpress invece in soli due anni 175.066 (nel momento in cui scrivo).

Dal primo giorno ad oggi oltre 370.000 visite sonto state contate dalle statistiche del blog.

Ed ogni anniversario che si rispetta ha i suoi ricordi: la nascita del blog con il primo post. E soprattutto la biografia del Sorvegliato che è stata negli anni una sorta di manifesto del blog descrivendone bene il carattere.

In cinque anni questo blog non è cambiato per niente.

Tranne il fatto che, come il bambino di Norman Rockwell (la cui immagine è stata scelta per questo blog fin dall’inizio), cinque anni adesso il blog ce li ha sul serio!

Sorvy.

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Miracle in 100 Days.

12 Agosto, 08 · 19 Commenti

 

Per chi non conosce l’inglese è uno dei pompini giornalistici migliori mai pubblicati al’estero sull’Italia. Alla faccia della stampa estera critica con Berlusconi. Rosicate sinistri, rosicate. Il più alto gradimento che un governo italiano abbia mai avuto nei primi 100 giorni. Più alto del gradimento di inglesi, francesi e spagnoli verso i loro governi. Se non è luna di miele questa …

How Berlusconi brought order to chaotic Italy, and what comes next.

da Newsweek di oggi 12 agosto 2008.

In his first 100 days in office, Silvio Berlusconi may have done the impossible: to a degree unprecedented in modern Italian history, he asserted control over this seemingly ungovernable nation. The opposition parties are mired in squabbling, and Berlusconi, now prime minister for the third time since 1994, has an approval rating of 55 percent—higher than Britain’s Gordon Brown, France’s Nicolas Sarkozy or Spain’s José Luis Rodríguez Zapatero.

That anyone in Italy has managed to be so successful is surprising. More than most Western European countries, Italy has long been bedeviled by corruption and a system that gives disproportionate political weight to small parties. Berlusconi’s predecessor, Romano Prodi, was stymied by his center-left party’s tiny Senate majority and the government’s fractious nine-party coalition. But Berlusconi, the 72-year-old media mogul, cannily exploited a 2005 electoral law that wiped out these small parties to win a surprise landslide victory from which the opposition is still trying to recover.

His center-right party now has 174 seats in the Senate (versus the left’s 132) and while he enjoys something of a honeymoon period with the electorate, he has also wasted little time in consolidating his authority. One of his first acts: pushing through a bill that gives the top four national officeholders, including the prime minister himself, immunity from prosecution while in office. The bill passed overwhelmingly last month, and put an end to outstanding criminal proceedings against Berlusconi (which he and supporters say were politically driven).

That this new law was a possible conflict of interest did not go by unnoticed, but Italians are feeling too poor to pay it much attention. After 10 years of near-zero economic growth—Bank of America predicts 0.5 percent growth this year—they are demanding security, financial and otherwise. And Berlusconi is delivering, with an iron-fist-in-velvet-glove competence. Emblematic has been his ability to clean up Naples, buried for months under trash in part because the surrounding communities simply did not trust the government to manage the landfills. Ever the showman, Berlusconi held cabinet meetings in Naples—fulfilling a campaign promise to do so until the trash was cleared—and appointed a “garbage czar” to fix the problem. In July, Parliament approved Berlusconi’s plan to open new landfills and incinerators, and permit soldiers to protect temporary landfills from angry residents. Days later Berlusconi said 50,000 tons of trash had been removed.

With a similar resolve he tackled the perception that violent crime is on the rise (despite data showing otherwise), and that foreigners are to blame for it. In July, the government declared a state of emergency to fight illegal immigration and proposed a law mandating fingerprinting for all Roma living in camps in Italy. Berlusconi softened the plan in the face of opposition from human-rights groups and the European Union. But in early August, he deployed thousands of troops throughout Italy in a bid to crack down on immigration and petty crime.

Such tough tactics could give Berlusconi the cover to tackle some of Italy’s deeper issues. Italians now pay some of the highest taxes in Western Europe, at 43 percent, and have some of the lowest salaries—leading to widespread tax evasion. Public debt remains at more than 100 percent of GDP; servicing it costs Italy 5 percent to 6 percent of GDP annually, says Bank of America’s Gilles Moec. Berlusconi has pledged to reduce spending (in contrast to his first term), but doing so will make it harder to fulfill a pledge to cut taxes or to stimulate growth. Yet Berlusconi must figure out a way. Italians like him now, but what they really want is economic stability. Cleaning up trash and harassing immigrants won’t be enough.

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Cormac mcCharthy non si smentisce mai.

10 Agosto, 08 · Lascia un Commento

Ho appena finito di leggere l’ultimo libro di Mc Carthy. Sunset Limited. Pubblicato in Italia dall’Einaudi.

Diversissimo dagli altri suoi libri (soprattutto dai suoi capolavori: Non è un paese per vecchi, La strada).

E’un libro spettacolare. Lo si legge in poco più di un’ora ed è un crescendo.

Qui una recensione molto ben fatta su TEMPI.

Vi riporto le prime due pagine del libro:

La scena si svolge in una stanza di un caseggiato popolare in un quartiere nero di New York. C’è una cucina con dei fornelli e un grosso frigorifero. Una porta che dà sul pianerottolo e un’altra che presumibilmente dà sulla camera da letto. La prima è dotata di una bizzarra serie di spranghe e chiavistelli. Nella stanza c’è un tavolo di formica da quattro soldi con due sedie di metallo e plastica. Il tavolo ha un cassetto. Sul tavolo ci sono una Bibbia e un giornale. Un paio di occhiali. Un taccuino e una matita. Su una delle due sedie (quella di destra) è seduto un nero corpulento, sull’altra un bianco di mezza età con un paio di pantaloni della tuta e scarpe da ginnastica. Ha indosso una T-shirt, mentre la giacca – che fa il paio con i pantaloni – è appesa dietro di lui allo schienale della sedia.

NERO Allora, professore, che cosa devo fare con te?
BIANCO Perché dovrebbe fare qualcosa?
NERO Te l’ho detto. Io non c’entro niente. Quando stamattina sono uscito di casa per andare al lavoro tu mica c’eri nei miei programmi. E invece eccoti qua.
BIANCO Non significa nulla. Niente di quello che succede significa qualcos’altro.
NERO Mm hm. No, eh?
BIANCO No, infatti.
NERO E allora che significa?
BIANCO Non significa nulla. Capita di incontrare delle persone e capita che qualcuna di queste sia nei guai per un motivo o per l’altro, ma non significa che dobbiamo assumercene la responsabilità.
NERO Mm hm.
BIANCO E comunque, chi è sempre pronto a occuparsi dei perfetti sconosciuti molto spesso non si occupa delle persone di cui dovrebbe occuparsi. Per come la vedo io. Se uno si limita a fare ciò che dovrebbe, non diventa un eroe.
NERO E io sarei un tipo così.
BIANCO Non lo so. È un tipo così?
NERO Be’, ci può anche essere un fondo di verità in quello che dici, non dico di no. Ma in questo caso specifico, sta’ sicuro che io non sapevo proprio di che tipo di persona mi dovevo occupare, o cosa fare quando la trovavo. In questo caso specifico, mi sono basato su una cosa sola.
BIANCO E cioè?
NERO Cioè sul fatto che vedo un tizio lassù in piedi. Lo guardo e posso pure dire: Mah, a prima vista non sembra mio fratello. Però sta lì. Forse è il caso che lo guardo meglio.
BIANCO E così ha fatto.
NERO Be’, era un po’ difficile far finta di niente. Fammi dire che il tuo approccio è stato un bel po’ diretto.
BIANCO Non è stato un approccio. Non l’avevo neanche vista.
NERO Mm hm.
BIANCO Adesso è meglio che me ne vada. Sto cominciando a darle sui nervi.
NERO No, non è vero. Non farci caso a me. Sembri uno a posto, professore. In realtà quello che non capisco è come hai fatto a metterti in un casino del genere.
BIANCO Eh già.
NERO Ti senti bene? Hai dormito, stanotte?
BIANCO No.
NERO Quando hai deciso che oggi era il gran giorno? Cos’è, ha qualcosa di speciale?
BIANCO No. Be’, guardi. Oggi è il mio compleanno. Ma che reputi la cosa speciale, proprio no.
NERO Allora buon compleanno, professore.
BIANCO Grazie.
NERO Insomma, hai visto che stava arrivando il tuo compleanno e hai pensato che era il giorno più adatto.
BIANCO Chi lo sa. Magari i compleanni sono pericolosi. Come il Natale. Decorazioni sugli alberi, ghirlande sulle porte, e cadaveri che penzolano dai soffitti di tutta l’America.
NERO Mm. Il che non depone molto a favore del Natale, giusto?
BIANCO Il Natale non è più quello di una volta.
NERO Su questo ti do senz’altro ragione. Al cento per cento.
BIANCO Adesso devo andare.

Si alza e prende la giacca dallo schienale della sedia, se la mette sopra le spalle e poi ficca tutte e due le braccia nelle maniche, invece che infilarsela una manica per volta.

NERO T’infili sempre le giacche in quel modo?
BIANCO Cos’ha che non va il modo in cui mi infilo la giacca?
NERO Non ho detto che ha qualcosa che non va. Volevo solo sapere se è il metodo che usi sempre.
BIANCO Non è che abbia un metodo, me la infilo e basta.
NERO Mm hm.
BIANCO Che c’è, è da effeminati?
NERO Mm.
BIANCO Che?
NERO Niente. Me ne sto solo qua seduto a studiare il comportamento dei professori.
BIANCO Sì. Be’, adesso devo andare.

Il nero si alza.

NERO Ok. Aspetta che prendo la giacca.
BIANCO La giacca?
NERO Sì.
BIANCO Dove va?
NERO Vengo con te.
BIANCO In che senso? Viene con me dove?
NERO Vengo con te nel posto dove stai andando.
BIANCO No che non viene.
NERO Sì invece.
BIANCO Ma io sto tornando a casa.
NERO Benissimo.
BIANCO Benissimo? Guardi che lei non ci viene a casa mia.
NERO Eccome se ci vengo. Aspetta che prendo la giacca.
BIANCO Ma non può venire a casa mia.
NERO Perché no?
BIANCO Perché no.
NERO Come sarebbe? Tu puoi venire a casa mia e io non posso venire a casa tua?
BIANCO No. Cioè, no, non è questo. È solo che voglio tornarmene a casa.
NERO Abiti in un palazzo col portiere?
BIANCO Sì.
NERO E allora? I neri non possono entrare?
BIANCO No. Cioè, certo che possono entrare. Senta. Basta con questi giochetti. Devo andare. Sono molto stanco.
NERO Be’, spero che non ci piantano grane quando vedono che salgo con te.
BIANCO Dice sul serio?
NERO Eddai che l’hai capito. Sì che dico sul serio.
BIANCO Non può dire sul serio.
NERO Serio come un attacco di cuore.
BIANCO Perché sta facendo tutto questo?
NERO Io? Io non ho nessuna scelta.
BIANCO Certo che ce l’ha.
NERO No invece.
BIANCO Chi l’ha nominata mio angelo custode?
NERO Aspetta che prendo la giacca.
BIANCO Risponda alla domanda.
NERO Tu lo sai chi è stato. Non te l’ho mica chiesto io di saltarmi in braccio stamattina mentre aspettavo la metro.
BIANCO Non le sono saltato in braccio.
NERO Ah no?
BIANCO No.
NERO E allora come hai fatto ad arrivarci?

Il professore resta in piedi a testa china. Guarda la sedia e poi si volta e ci si va a sedere di nuovo.

NERO Be’? Non usciamo più?
BIANCO Lei pensa davvero che in questa stanza ci sia Gesù?
NERO No. Non lo penso.
BIANCO Ah no?
NERO Lo so che c’è Gesù in questa stanza.

Il professore congiunge le mani sul tavolo e china la testa. Il nero prende l’altra sedia e si risiede.

NERO Tutto sta in come uno lo dice, professore. È come se ti chiedo se pensi di avere addosso quella giacca. Capisci cosa intendo?
BIANCO Non è la stessa cosa. È una questione di consenso generale. Se io e lei diciamo che ho addosso una giacca e Cecil dice che sono nudo e ho la pelle verde e la coda, allora ci conviene pensare a un posto dove ricoverare Cecil, per il suo bene.
NERO E chi è Cecil?
BIANCO Non è nessuno. È solo un ipotetico… Non esiste, Cecil. È solo un personaggio che ho inventato per spiegarmi meglio.
NERO Inventato.
BIANCO Sì.
NERO Mm.
BIANCO Non vorrà mica ricominciare, eh? Non è la stessa cosa. Il fatto che ho inventato Cecil.
NERO Però l’hai inventato.
BIANCO Sì.
NERO E il suo modo di vedere le cose non conta niente.
BIANCO Esatto. È per questo che l’ho inventato. Ma avrei anche potuto metterla in un altro modo. Avrei potuto dire che era lei quello convinto che non avessi la giacca.
NERO E che era verde, e cazzi vari.
BIANCO Sì.
NERO Però mica hai detto così.
BIANCO No.
NERO Hai scaricato tutto su Cecil.
BIANCO Sì.
NERO Ma Cecil non si può difendere, perché dato che non è d’accordo con tutti gli altri, quello che dice lui non vale niente. A parte poi il fatto che te lo sei inventato tu, che è verde e tutto il resto.
BIANCO Non è lui, quello verde. Sono io. Ma dove vuole andare a parare?
NERO Sto solo cercando di capire meglio questo Cecil.
BIANCO Non mi pare proprio. Lei lo vede, Gesù?
NERO No. Non lo vedo.
BIANCO Però ci parla.
NERO Ogni santo giorno.
BIANCO E lui parla con lei.
NERO Mi ha parlato. Sì.
BIANCO Ma lei lo sente? Sente proprio la sua voce?
NERO No, non sento la sua voce. Non sento neanche la mia, se è per questo. A lui però l’ho sentito.
BIANCO Be’, allora Gesù non potrebbe essere soltanto nella sua testa?
NERO Infatti è nella mia testa.
BIANCO Allora non capisco cos’è che sta cercando di dirmi.
NERO Lo so che non capisci, zuccherino. Sta’ a sentire. La prima cosa che devi tenere presente è che io, nella testa, non ho manco un pensiero originale. Se non ha dentro la scia del profumo della divinità, allora non mi interessa.
BIANCO La scia del profumo della divinità.
NERO Esatto. Che te ne pare?
BIANCO Non è male.

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What a warm… (Minchia che caldo …)

7 Agosto, 08 · 1 Commento

Stare in città in questi giorni di afa è veramente durissimo.

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Approvata la manovra del miglior governo Repubblicano. Per la prima volta si tagliano gli sprechi!

5 Agosto, 08 · Lascia un Commento

Ha un peso di quasi 37 miliardi lordi, contiene una correzione netta di 30,9 miliardi nel triennio, di cui 17,1 nel solo 2009. Robin tax. Social card. Piano casa per giovani coppie e single con figli. Abolizione del ticket sull’assistenza specialistica. Ma soprattutto obiettivo della manovra triennale è quello di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2011.

Senza aumentare le tasse di un millesimo di punto ma unicamente con i tagli agli sprechi ai quali ci hanno portato sessant’anni di democristiani e comunisti nei governi nazionali e locali.

Infatti circa 15 miliardi, su 29 complessivi nel triennio, arriveranno da tagli ai budget dei ministeri. A seguire, i maggiori sacrifici dovranno essere fatti dagli enti locali: i tagli complessivi ammontano a oltre 9 miliardi, di cui circa 4 a carico delle Regioni. Ma la manovra d’estate contiene anche misure per lo sviluppo e aiuti ai consumi. A cominciare dall’introduzione della social card, dedicata alle fasce più povere.

Robin tax Per le società energetiche viene innalzata dal 27,5% al 33% l’aliquota Ires. Per banche e assicurazioni il maggior prelievo sarà ottenuto con un allargamento della base imponibile.

Pubblica amministrazione Otto miliardi di “risparmi” già quest’anno, ai quali si aggiunge un nuovo pacchetto di tagli di 300 milioni con cui si finanzia lo stop ai ticket. I tagli alla spesa della P.A sono del 30%. Stretta anche sulle consulenze (-30% rispetto al 2004).

Precari No all’assunzione ma solo un indennizzo economico pari a 2,5-6 mesi di stipendio per i precari che hanno già presentato un ricorso per richiedere l’assunzione ai datori di lavoro.

Assegni sociali stretta per i lavoratori immigrati. Per usufruire degli assegni bisognerà avere il requisito di 10 anni di soggiorno legale continuativo sul territorio italiano.

Social card Per i meno abbienti, 400 euro in buoni sconti sui prodotti alimentari e sulle bollette: la misura riguarda 1,2 milioni di cittadini, ma bisognerà avere la cittadinanza italiana. Ad alimentare il fondo saranno i conti bancari dormienti.

Ticket Stop ai ticket sulla diagnostica anche nel 2009. Costo 834 milioni: il governo ne metterà la metà ma lo stanziamento diventa triennale. L’altrà metà è a carico delle Regioni.

Questo è veramente il governo dei fatti.

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Come dare torto a questo video?

5 Agosto, 08 · Lascia un Commento

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