Quando tutto ebbe inizio.

A cinque anni di distanza è difficile scriverne come di qualcosa accaduto lontano da me in un tempo orami passato. Non è stato mai lontano quel luogo per me. Ground Zero. Lo hanno chiamato così. Non è mai finito quel giorno. Undici settembre. Non è mai stato lontano né remoto in questi cinque anni. Quel luogo. Quel giorno.

L’11 settembre 2001, leggeranno i nostri figli. E i nipoti. L’11 settembre 2001 iniziò la più lunga di tutte le guerre. La guerra contro l’islamonazismo. Molto più lunga della prima e della seconda delle grandi guerre mondiali. Più lunga perfino della terza, quella fredda. L’islamo-nazismo era nato anni prima, forse decenni prima di quell’attacco. C’è chi dice che le origini sono le stesse del nazismo. Il gran Muftà di Gerusalemme era già allora grande amico e confidente di Hitler, i combattenti arabi erano tutti per Hitler. C’è chi dice che Bin Laden e il terrorista premio Nobel Arafat, l’Iran dei Mulla, e i dittatori arabi, Saddam Hussein,  i fratelli musulmani, Al Quaeda,
la Siria, i terroristi algerini, l’invasione islamica dell’Africa e i suoi milioni di morti ignorati, le stragi dei curdi, il gas, le fosse comuni, le manifestazioni oceaniche con i simboli della spada, i pugnalatori turchi, i kamikaze palestinesi, i terroristi islamici di tutto il mondo, abbiano tutti un comune ispiratore: quell’uomo che in nome del dio-nulla ammazzò milioni di ebrei. E  in nome dello stesso dio-nulla, che solo convenzionalmente chiamano allah, vorrebbero continuarne l’opera. E invadere il mondo. Convertirlo con la spada al loro dio-nulla. Ma in realtà per il potere e la gloria. Per l’odio alla vita e all’uomo. Per l’amore di morte. Lo stesso dio preso in prestito dai nuovi nazisti per giustificare l’odio per l’occidente cristiano ed ebreo. Lo stesso dio-nulla che fa del nichilismo la prima regola. La prima legge: l’uomo è nulla, la morte.

Stesse teorie, stesso nemico. Stesso nichilismo violento.  Stesso odio per gli ebrei. Stesso odio per i cristiani. Stesso nemico americano. Stesse connivenze europee. Stesso appoggio dei pacifisti negazionisti. Tutto già visto. Tutto terribilmente uguale. L’Europa molle e l’America forte. L’America combattente. L’America che salva l’Europa da se stessa, forse, ancora una volta. Ieri la pace preventiva di Monaco, oggi la pace preventiva e imbecille dell’Europa di Prodi e di Chirac, di Zapatero e dei burocrati di Bruxell.  E i pacifisti imbecilli, ignavi e relativisti a fare da sfondo. Vedono la fine e girano la testa ignorando e minimizzando. Il nemico non lo si vuole vedere finchè la morte non giunge dinnanzi.

Ma questa volta l’attacco è congiunto. All’America e all’Europa. A tutto l’occidente. Agli ebrei. E ai musulmani moderati. Ai popoli arabi da soggiogare e da tenere in schiavitù. Col pretesto di un dio usato per il proprio potere.

Sono nello stesso ufficio dove guardavo dalla televisioni le torri cadere, cinque anni fa. Mi ricordo ancora il momento della telefonata. I colleghi ammutoliti accanto a me. E poi. Come se fosse tutto accaduto pochi istanti fa, quelle torri. Il fumo, Il crollo. La morte. A migliaia di km di distanza da me accadeva una tragedia immensa che mi riguardava. Accadeva accanto a me. Quella tragedia.

Era l’inizio della guerra.

I nazisti islamici. Ancora non sapevamo chiamarli allora. Ancora. Ma per poco. Oggi, ancora molti, non sanno chiamarli. Nel mio stesso ufficio. C’è chi giustifica. O minimizza. Una tragedia diventata farsa. Inutili morti. Accanto a me. Ed era un attacco a me. Non solo a quei padri che lasciarono orfani i loro figli. Sono un padre anch’io, sapete. Lo ero appena diventato per la seconda volta qualche mese prima. Migliaia di padri perirono. Come stracci volarono dalle finestre, schiacciati da migliaia di tonnellate di ferro e cemento, bruciati dal fuoco nemico che entrava dalle finestre, si abbatteva come un fulmine, distruggeva tutto.

ERA L’INIZIO DELLA LUNGA GUERRA. Di cui solo in nostri, o i figli dei nostri figli, forse ne conosceranno la fine.

Sorvy

Annunci

10 risposte a “Quando tutto ebbe inizio.

  1. Sicuramente è una data che ha cambiato la storia. Non dimenticheremo.
    In bocca al lupo col nuovo Sorvegliato!
    Ciao!

    Snake

  2. Ue’ Sorvy: in bocca al lupo per la nuova avventura!!!
    Anche io ho cambiato casetta lo stesso giorno tuo: quando si dice le coincidenze!!!!!!!!!!!

    PS: finalmente sul nuovo blog (questo) potrò commentare anche io (io e splinder eravamo nemici giurati!).
    GRANDE!
    Ciaoooooooooo

  3. Ti capisco Kagliostro: nemmeno io riuscivo a commentare su Splinder!!!
    Ciao!

    Snake

  4. cazzarola, almeno qui correggi quel capperi di link 🙂

  5. si, devo dire che non vedevo l’ora di abbandora SPLINDER.
    Grazie a tutti voi!
    Sorvy

  6. tantissimi in bocca al lupo per la nuova casa.
    A quando il banchetto augurale ????

  7. Bellissime considerazioni, le tue, caro Sorvy.
    Quel giorno di cinque anni fa penso abbia segnato la vita di tutti.
    Anch’io ero in ufficio a lavorare quando tutto ebbe inizio.
    Allora non amavo occuparmi troppo di politica. Intuivo semplicemente che qualcosa non funzionava in Occidente e me la prendevo con il lassismo italiano ed europeo che consentiva ad immigrati clandestini di invadere il nostro Paese. Allora ero pendolare e, passando tutti i giorni per una delle più grandi stazioni italiane, mi trovavo spesso a constatare di persona gli effetti negativi di questa sciagurata politica.
    Non conoscevo neanche tanti aspetti della politica internazionale e forse per questo non ebbi la forza di reagire, come farei oggi, ai tanti (troppi) colleghi che quel giorno, ma anche i successivi, dissero: “gli americani se la sono cercata”, “gli americani se lo sono meritati”, “è un complotto del governo americano” e tutto il resto. Ma qualcosa, a livello istintivo, mi suggeriva che queste persone sbagliavano.
    Da allora fui preso da una fame irrefrenabile di saperne di più. Cominciai a seguire trasmissioni televisive di approfondimento, presi più spesso in mano i giornali e lessi “La rabbia e l’orgoglio” della grandissima Oriana Fallaci. Della stessa Fallaci divorai successivamente “La forza della ragione” e poi “Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’apocalisse”. “Pugni allo stomaco” che mi scossero profondamente e che spezzavano la coltre di “politicamente corretto” dei “media” che durava da troppo tempo.
    Per questo credo che non si debba mai finire di ringraziare Oriana Fallaci.
    E credo che oggi si debba anche ringraziare Marcello Pera e Papa Benedetto XVI che, con i loro scritti (come “Senza radici”) e il loro operato, hanno scavato a fondo nelle ragioni della decadenza dell’Occidente che ne ha determinato la vulnerabilità.
    Come dici tu, caro Mario, siamo solo all’inizio di una “sfida” ai cui esiti noi non riusciremo ad assistere.
    Però, pur nella nostra piccola realtà quotidiana, sono convinto (e so che lo sei anche tu) che anche noi possiamo contribuire a vincere questa “sfida”, anzi, abbiamo il preciso dovere di farlo: per il bene dei nostri figli e di quelli che verranno. E la parola d’ordine sarà sempre: LIBERTA’.

    Un caro saluto a te e a Shark, insieme ai migliori auspici per il nuovo “Sorvegliato”.

    il miscredente

    P.S. – Mi permetto di lasciarti due link molto interessanti…
    Le voci di quel giorno, dal blog di Fausto Carioti;
    11 SETTEMBRE 1683 – 11 SETTEMBRE 2001, dal blog di S1m0ne.

  8. fng

  9. Pingback: Ricordi e considerazioni sull’undici settembre 2001 « il miscredente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...