E’ roba copiata… avrei tanto voluto scriverla io.

Siamo ormai convinti che il male a cui assistiamo ha sempre motivazioni sociali, economiche, politiche. Fanatici, terroristi, resistenti o semplicemente bulli di quartiere hanno sempre solide basi sociologiche su cui fondare il loro odio. Corollario e conseguenza di questa visione è che gli aggrediti che rispondono a una proditoria aggressione con la forza, militarmente, sono più odiosi degli aggressori. Il non concepire che si possa rispondere con la forza a una aggressione porta al diffondersi di tutte le dietrologie possibili, secondo le quali i motivi di una difesa armata sono in realtà un nuovo imperialismo, il petrolio, il desiderio di supremazia mondiale. Nella migliore delle ipotesi chi ritiene che l’opzione militare sia un mezzo possibile nella lotta al terrorismo e ai regimi fanatici viene bollato come velleitario cultore della guerra. Per quanto riguarda Israele, qualsiasi risposta “militare” a un attacco “militare” sarà sempre e comunque sproporzionata. A me personalmente piacerebbe avviare un dialogo costruttivo con tutti i regimi fanatici del mondo. Ma farlo sotto un bombardamento, come è chiesto a Israele, mi pare un pochino troppo.

Copiato da qualche parte

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