Svenire da cavaliere.

E’ stato uno svenimento bellissimo e plastico: la mano appena sollevataa cercare sostegno, lo sguardo fisso ma non scomposto, un’ottima caduta e infine suole di scarpe sollevate a mostrare l’assenza di tacchi posticci.Tutto vero, ma tutto talmente perfetto da poter sembrare anche finto, col Cav.che dall’elicottero, riavutosi dal mancamento, ridacchia al telefono sul bel “colpo di teatro”, e con lo scompiglio e il sollievo portati per un giorno in un posto di noia totale, Montecatini Terme,dove circoli di giovani, alcuni finti, aspettavano fiduciosi e largamente incravattati il brivido Berlusconi. Lui, da poco uscito dalla mondana estate della sconfitta, da pochissimo operato al menisco con cui qualche sera fa ha salito di corsa tre piani di scale per andare a cena da Daniela Santanchè, da troppo tempo in silenzio sulle guerre italiane e invece al centro di scenari anche meschini sulla possibilità di fare a meno di quella leadership, di quella faccia, di quelle barzellette, imperioso e lipotimico si è ripreso la scena. Con il senso grandioso dello spettacolo, come quando a Vicenza mandò in estasi la platea degli industriali zoppicando vistosamente sul palco, bloccato dalla lombosciatalgia eppure acceso e furibondo. Con quel po’ di isterismo femminile ottocentesco che gli fa usare meravigliosamente il fazzoletto per detergersi il sudore dalle tempie quando gli capita di non sentirsi bene. “A noi vecchietti la commozione può fare dei brutti scherzi al cuore”, aveva appena detto a Montecatini (con già addosso il caldo torrido, la cravatta stretta, lo stomaco vuoto, gli antibiotici, la vecchiettitudine), perché l’immortalità del Cav. non ha niente a che fare con le sciocchezze sull’invincibilità del corpo (cancri, tracheiti, reumatismi, influenze, menischi, rughe, calvizie,Berlusconi non si è mai risparmiato nessuna fragilità), ma con la necessità di ridere appena dopo l’inciampo, ribaltare la fiacchezza e trasformarla in affondo vitale, o anche in ennesima barzelletta da regalare indifferentemente ad amici e nemici. Niente sciatterie nei cali di pressione. Allo svenimento perfetto sono seguite le rassicurazioni perfette, lo scherzo, i saluti, le telefonate, le interviste dei medici, il ricovero divertito anche se serio, le ovvie gare di solidarietà.Tutti si sono dati molto da fare (a cominciare dalle immagini oscurate “per rispetto” nel tiggì di Emilio Fede), ma l’interpretazione migliore è stata, come sempre, quella dello svenuto: l’ammissione gentile della dieta per buttare giù la pancia estiva, la citazione sentimentale di un’eredità da lasciare, il desiderio subito espresso di tornare sul palco a terminare lo spettacolo e la promessa eroicizzante di non mancare alla manifestazione del due dicembre. Gli aspiranti successori, allora, quelli che pensano che stia per arrivare il loro momento, sappiano almeno che non è ammessa alcuna sciatteria durante i cali di pressione.

DA IL FOGLIO del 28/11/2006

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5 risposte a “Svenire da cavaliere.

  1. franco bulferi

    perfetto! quello che molti pensano ma nessuno ha ancora il coraggio di dire…non si sa mai. non si spara sulle vecchiette

  2. estiqaatsi

    sarà… ma io in quest’articoletto ci vedo lo zampino del barbiere di Sicilia.

  3. …e tu si che te ne indendi. E io mi fido. Sikuro è: Barbiere fu ca scriviu l’articulu.
    😉 Sorvy

  4. Perfetto… nient’altro da aggiungere, da quest’uomo di cui ogni minimo gesto è calcolato, come asciugarsi la fronte o svenire, da costui è bello anche prenderlo in quel posto, si: farsi inchiapp… da un’uomo perfetto come lui deve dare un senso di soddisfazione e pienezza, unita ad un’incantata atmosfera densa di pura eleganza. Chissà un’uomo come lui con quanto stile esala l’ultimo respiro; pensate come sarà perfetta pure la sua morte, un’occasione che lo consegnerà ai più grandi miti moderni e a tutti i libri di storia. Mi piacerebbe vederlo spirare, osservare i suoi gesti fluidi, gli occhi persi ma forti, mentre lascia la vita terrena per raggiungere il padre che o aspetta nei cieli. Nella speranza, preghiamo!!!…

  5. non ci avevo mai pensato…

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