Estiqaatsi is back and says about “DICO”.

Voglio indicarvi dieci buoni motivi per cui i DICO sono una grande cazzata.

Potrei buttarla in caciara, ma mi sforzo e offro a sorveglianti e sorvegliati dieci argomenti sostanziali e un pochino tecnici, pure: mi scuserete se sarò palloso.

  1. In Italia non esiste un problema di tutela delle “coppie di fatto”. Non solo nel senso che non c’è un problema urgente, ma proprio nel senso che un problema non c’è: chi sceglie di non sposarsi, lo fa- appunto- perché lo sceglie, perché sceglie di non avere legami. Chi dice il contrario, lo dimostri.
  2. Infatti, l’argomento generalmente usato anche da tanti intellettualoni come Rodotà (Dio lo fulmini, adesso, se del caso facendolo soffrire) è quello dell’uguaglianza. Cioè: bisogna parificare i conviventi di fatto alle persone sposate, siamo tutti uguali, lo dice la costituzione. È una minchiata. Anzitutto in punto di diritto: è come dire che bisogna tutelare chi abita una casa in nero come se avesse un regolare contratto d’affitto. Il matrimonio, secondo il diritto civile, è un “negozio giuridico”, cioè l’incontro di due volontà da cui nascono diritti e responsabilità. Niente negozio, niente responsabilità, niente diritti. No Martini, no party, insomma.
  3. E qui viene il primo punto, che è quello richiamato dai Vescovi, rispetto al quale la fede cattolica non c’entra nulla: perché la gente non si sposa? Perché non vuole prendersi responsabilità. Perché ha paura a dire prometto di esserti fedele, a dire ti amerò per sempre, e a scommettere che su questo può costruire. Molto meglio una scopata in allegria, o al limite anche dieci, cinquanta, o cento. Ma senza esagerare, voglio la mia libertà. Domandina: lo Stato vuole dunque tutelare questa acuta posizione ideale? Quale bene promuove?
  4. Peraltro, nessuno gli ha chiesto di tutelarla. I miei amici conviventi si guarderanno bene dall’andare in anagrafe o spedirsi la raccomandata con cui si scrivono: “sono tre anni che stiamo insieme, distinti saluti”. I conviventi, appunto, non vogliono sposarsi e non vogliono né i diritti, né (soprattutto) gli impegni degli sposati. Gli unici che li vogliono, diciamolo senza nasconderci dietro a un dito, sono gli omosessuali. Per i quali i DICO, come ha detto Luxuria, sono “il terreno sul quale fra poco costruiremo la casa”.
  5. E qui sta il punto. Lo Stato che certifica con un matrimonio- un atto di rilievo pubblico- l’unione omosessuale. Che ne dite? Io dico: l’amore omossessuale non è una cosa da censurare, una cosa demoniaca, una cosa da perseguitare o altre stronzate che Rep. mette in bocca ai cattolici. Esiste, epperbacco, ma è un amore contronatura. Nel senso che non è conforme alla natura umana. Senza persecuzioni, senza razzismi, ma anche senza ipocrisie. Risponde la Melandri con sussiego: ma è amore, amore vero, non può essere contronatura. L’amore non è mai contronatura. Mi spieghi, signora: giustificherebbe un padre che va con la figlia? E perché no? Perché “non si usa”? Allora è d’accordo che esiste qualcosa “contronatura”? Possiamo discutere su dove cominci e dove finisca?
  6. In ogni caso, è sacrosanto che agli omosessuali debbano avere tutti i diritti di tutti: ma fatta salva la loro condizione, per cui ad esempio non debbono poter adottare figli. È giusto che abbiano la pensione di reversibilità, che proseguano l’affitto del partner, che abbiano il diritto di scegliere il trattamento sanitario che questo preferisce se è impossibilitato a farlo da solo: ma si facciano singole leggi ad hoc, non si crei ad arte la “dichiarazione di convivenza” che ingloba tutto.
  7. Proprio la dichiarazione, poi, è una puttanata giuridica che non sta in piedi. Cerco di spiegarmi: la convivenza è una situazione di fatto che per certi aspetti può essere tutelata come quella corrispondente di diritto (il matrimonio). Esempio: da tempo la giurisprudenza riconosce al convivente di fatto il risarcimento del danno se viene ucciso o ferito il partner, esattamente come per la moglie ed il marito. Da oggi, tutto questo non sarà più possibile: la situazione di fatto smette di essere rilevante se non c’è la fatidica “dichiarazione” all’anagrafe. Altro che nuovi diritti, alla fine è un orpello in più. È un po’ come se il possessore di un bene, che in diritto viene tutelato per il solo fatto che possiede anche senza essere proprietario, da domani dovesse andare all’ufficio del registro a dire: possiedo. Roba da matti, caro Rodotà.
  8. Il disegno di legge contiene alcune perle: prima fra tutti, il diritto al permesso di soggiorno per il convivente. Non mi dilungo, ma ne vedremo delle belle.
  9. Al Senato, in ogni caso, non passerà mai. Accetto scommesse.
  10. Comunque, il Sorvegliato ha ben capito dove sta il nemico, che non è né il fanatico dell’Islam, né il comunistissimo, né il laicista perverso: i nemici li abbiamo lì, che camminano su e giù per la stradina che conduce dalla sacrestia alla banca, e mente pontificano sulla pace e i poveri e i diritti degli ultimi, ingollano sostanziose commesse dagli affari di Stato.

 

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10 risposte a “Estiqaatsi is back and says about “DICO”.

  1. laico e logico. i compagni di merende non hanno proprio niente da dire.

  2. Estiqaatsi ben tornato!!!
    Mai figliol prodigo fu tanto atteso…
    ;-))) Sorvy

    p.s.: sottoscrivo ogni virgola, punto e punto&virgola del tuo post … e non solo la punteggiatura.

  3. brandavide

    invece vorrei fare un paio di appunti:
    1) gli intelligentoni ti potrebbero dire che il rapporto fra un papà e la sua bambina non è paragonabile con quello fra adulti perchè non è reciproco, cioè se un uomo fa sesso con sua figlia e lei non ci stà, è violenza, certo si potrebbe anche ipotizzabbile una figlia maggiorenne che ci stà, troveremmo chi vorrebbe regolamentare anche questo tipo di rapporto, magari la melandri no è così sensibile, ma da un pannella, un grillini o luxuria ci si può fidare? quella colta sarei pronto per le crociate, quelle vere;
    2) allargare la pensione di reversibilità per i conviventi è assolutamente inopportuno, per quanto riguarda le coppie etero il discorso è sempre lo stesso, diritti cosi importanti e cosi invasivi per le finanze devono prevedere un impegno importante, quindi si sposino, altrimenti fra 50 anni regalo alla mia nipotina un dico da 1500 € al mese per tutta la vita… la vera questione è la coppia omosex,
    qui c’è bisogno di una premessa, perchè esiste la reversibilità? si è voluto garantire, alle donne che rimanevano in casa ad occuparsi dei lavori domestici e dei figli (spesso tanti), una rendita anche dopo la morte del marito, perchè dovrebbe essere estesa a una coppia di omosex, quale è la logica per cui uno dei due ha il diritto a non lavorare?
    io non ne trovo, sentiamo cosa dicono i miei amici progressisti

  4. estiqaatsie

    concordo, caro brandavide. il mio era solo un eccesso di zelo filo-progressista. ma se dovessi farle io le leggi, stai sicuro che calderoli mi fa una pippa…

  5. splendido il punto 6 in cui dici che sei d’accordo con tutto quello che decide questo ddl ma che dovrebbe essere diviso in più leggi.
    in pratica queste decisioni ti piacciono. bene.

  6. Io ritengo che i nodi crociali della legge siano due: 1) il ricoscimento delle unioni tra omosessuali; 2) l’attribuzione delle pensioni di reversibilità, in uno alla possibilità di adottare figli per i convinenti di fatto

    Sul primo punto, la legge Bindi, anche se in maniera blanda, subdola e ipocrita, ha dato una sorta di riconoscimento alle unioni tra gay; non era proprio ciò che sognavano questi ultimi, ma un primo passo è stato fatto.
    Il richiamo fortissimo che arriva dal Vaticano in questi giorni, però, non riguarda solamente questa legge, ma PRENDE SPUNTO da questa legge per affermare la centralità e la insostituibilità del matrimonio cattolico tra uomo e donna, centralità messa in crisi evidentissima dalla crescita impressionante di separazioni e divorzi; di annullamenti di matrimoni da parte della Sacra Rota (anch’essa criticata dal Papa); di coppie di fatto etero, magari con figli, che difficilmente superano i tre anni di convivenza (dati ISTAT).
    Il vero gravissimo sbaglio dell’attuale governo non sta nel contenuto della legge Bindi (che di per sè fa ridere: “raccomandata con ricevuta di ritorno”), ma nell’aver imboccato una strada sbagliata: occorrevano ed occorrono politche di forte e concreto sostegno alle famiglie (costruzioni di nuovi asili nido e nuove scuole; sostegno alle scuole private; sostegno economico e tutele per le mamme ed i papà con figli) e non anche alle coppie di fatto, che se la possono cavare benissimo da sole e che comunque (visto che è una loro scelta) vengono dopo, molto dopo ……..

    Quanto alle pensioni di reversibilità (ed alle adozioni per le coppie di fatto, anche non etero) bisogna prendere atto (e ribadisco, anche IL FOGLIO lo ha fatto) che la legge, sulle questioni concrete che più stavano a cuore ai sostenitori dei PACS, non ha concesso nulla; ecco perchè sostengo che, con questa maggioranza, poteva andare molto peggio.

    Greg

  7. Vero, al di là dei contenuti effettivi, risibili, di questa legge, quello che nuovamente salta all’occhio è il metodo e il risultato.
    Il metodo di questo governo: io do questa mezza cosuccia a te, tu poi darai un’altra mezza cosuccia a me.
    Il risultato, come già sulla finanziaria: scontentare tutti in egual modo. Cattolici e gay questa volta.

  8. estiqaatsie

    Ma noi non possiamo parlarne. Ha detto la Bindi che la Chiesa deve parlare delle cose di Dio. E Scalfaro è d’accordo, che diamine.

  9. La Bindi e Scalfaro…….i due politici più viscidi e pericolosi del nostro Parlamento.
    Che schifo di uomini (visto che la Bindi non è certamente una donna e nemmeno un gelato, purtroppo).

    Greg

  10. DA “LA REPUBBLICA ON LINE”:
    L’Osservatore contro gli appelli dei cattolici
    “La Chiesa ha il diritto-dovere di parlare”
    Attacco alla Bindi, che ha detto “amo di più la Chiesa quando parla di Dio”
    “Bisognerebbe riconoscere che le cose di Dio e quelle degli uomini coincidono”
    Il cardinale Camillo Ruini
    CITTA’ DEL VATICANO – “La Chiesa sulla famiglia ha il dovere di parlare. Chi vuole, ascolta. Ma non le si chieda di tacere”. Lo scrive l’Osservatore Romano che definisce oggi “quanto meno inopportune quelle voci che in questi giorni, anche con appelli pubblici, vorrebbero far tacere questa voce tanto autorevole quanto scomoda. Tanto scomoda – spiega la nota – da essere definita da alcuni impropriamente un’ingerenza”.

    “Sulla famiglia, sul matrimonio, esiste una verità che la Chiesa non può tacere e che i credenti sono chiamati a preservare, oltre che a vivere e a testimoniare”, ricorda l’Osservatore Romano rispondendo al “manifesto” che chiede alla Cei di astenersi da un pronunciamento pubblico, per il quale si raccolgono firme a Bologna. La verità sulla famiglia è “patrimonio di tutti, dell’intera società, una verità che non possiede un carattere peculiarmente religioso e, per questo, l’impegno in difesa della famiglia dovrebbe riguardare tutti”.

    “Forse – afferma ancora la nota dell’Osservatore con trasparente riferimento alle dichiarazioni del ministro della famiglia Rosy Bindi che ha detto di amare di più la Chiesa quando parla di Dio – bisognerebbe riconoscere che le cose di Dio e le cose degli uomini coincidono più di quanto si sia disposti a riconoscere”.

    “In tempi di acrobazie verbali, oltre che giuridiche, forse vale la pena sottolineare qualche punto fermo, che non si presti a fraintendimenti – si legge ancora – una Chiesa che si occupa delle cose di Dio non può non occuparsi delle cose degli uomini perché l’uomo è cosa di Dio”. Per questo, continua la nota, “tutto ciò che riguarda l’uomo riguarda la Chiesa. E nulla più della famiglia riguarda l’uomo”.

    Secondo il quotidiano della Santa Sede non si comprende, quindi, “perché la Chiesa, il Papa e i vescovi non possano intervenire su un tema tanto delicato quanto cruciale come quello della famiglia. La Chiesa non difende una posizione politica ma semplicemente adempie al suo mandato, che è anche un suo diritto: predicare con libertà la fede e insegnare la sua dottrina sociale, dando un giudizio morale anche su cose che riguardano l’ordine politico se in gioco ci sono l’uomo e la sua dignità”.

    “Negare ciò – conclude la nota esprimendo ancora una volta la piena sintonia della Santa Sede e dell’Episcopato italiano – significa negare un diritto-dovere, e Benedetto XVI è stato chiaro: ‘se ci si dice che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in questi affari, allora noi possiamo solo rispondere: forse che l’uomo non ci interessa?'”.

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