Tribù.

La tribù di Mastrogiacomo

“Mi hanno fatto sentire come un prigioniero di Guantanamo” ha scritto Daniele Mastrogiacomo subito dopo essere stato liberato dai suoi carcerieri talebani con grande dispiego di mezzi e di emozioni da parte del governo italiano.

E’ una frase che avremmo preferito non leggere. Mastrogiacomo non ha perso un secondo per tornare ad essere un qualsiasi giornalista di Repubblica. Uno che non esita a paragonare i Talebani che lo hanno rapito e frustato, che hanno sgozzato il suo autista senza pietà, al governo americano che a Guantanamo tiene giustamente rinchiusi i terroristi dell’11 settembre e dintorni e protegge il mondo dai loro crimini. La vicenda di Mastrogiacomo semmai ha prodotto l’esito opposto: il ritorno in pista di un manipolo di terroristi.

E’ stato il modo con cui “Daniele” si è immediatamente ricongiunto alla sua “tribù”, come la chiama nel suo editoriale il direttore Ezio Mauro, parlando dei suoi giornalisti. La tribù di quelli (ma non sono solo a Repubblica) che odiano l’America e l’Occidente, a cui attribuiscono tutte le colpe del mondo, mentre loro stessi se ne purificano attraverso quell’odio.

Paragonare Guantanamo alle carceri talebane, specie da parte di uno che vi è stato appena rinchiuso, è qualcosa che va oltre la sindrome di Stoccolma, è l’indice di un pregiudizio anti-americano che infetta come un virus l’élite giornalistica nazionale, quella politicamente corretta e coccolata.

A Mastrogiacomo forse è sfuggita la confessione di Khalid Sheikh Mohammed, che proprio dal carcere di Guantanamo – dove per fortuna continua ad essere rinchiuso –  ha raccontato di avere “decapitato con la sua mano destra benedetta l’ebreo americano Daniel Pearl”, oltre ad aver coordinato l’attacco alle torri gemelle e una quantità di altre stragi.

Il giornalista del Wall Street Journal è stato meno fortunato di Mastrogiacomo. Apparteneva a un’altra tribù.

da L’Occidentale

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10 risposte a “Tribù.

  1. estiqaatsi

    La drammatica, sacrosanta verità del mio barbiere: se dovevo tirare fuori dei soldi io, stava lì altri 42 anni.

  2. brandavide

    mi vien da vomitare…

  3. come a G. Ferrara, nell’editoriale di oggi:
    “che la guerra al terrorismo fatta all’italiana è una farsa di serie B, ma l’accoglienza impudica all’ostaggio è uno spettacolo che agisce come revulsivo. Fa vomitare.”
    Fa vomitare anche me. Sorvy

  4. Che la guerra al terrorismo fatta all’italiana sia da serie B lo condivido, ma i conati di vomito per l’accoglienza al giornalista, bè quelli mi fanno ridere.
    E l’accoglienza in pompa magna per Stefio (e company) e per le due Simone, etc. dove la mettiamo????
    Prodi è stato inquadrato dalle telecamere solo un nano-secondo e peraltro nemmeno bene; nulla in confronto al suo predecessore.

    Quando esci dalla Curva Nord!

    Greg

  5. Solo dei dementi possono credere alla ” confessione ” di Khalid Sheikh Mohammed e difendere l’indifendibile Guantanamo.

  6. e come li chiamiamo invece quelli che difendono i terroristi?

  7. io fossi in voi mi guarderei “the road to guantanamo”. poi magari se ne riparla.

  8. sinceramente, non l’ho visto, ma nemmeno mi vien voglia di andare a vederlo..vogliamo guardare i filmati dove si sgozzano giornalisti colpevoli solo di essere americani ed ebrei?
    Per favore…certo, condannabili, indegni i trattamenti riservati ai prigionieri a guantanamo, ma non è questo un valido motivo per giustificare i terroristi. Non si sente mai da parte della sinistra una chiara e ferma condanna dei terroristi, si cerca sempre un modo per giustificarli, poverini…colpa di quei cattivoni di americani se sono costretti ad ammazzare innocenti, e pure trovandoci gusto!

  9. ma chi cazzo giustifica i terroristi? m’avete rotto i coglioni con ‘sta cosa che se uno critica gli usa per guantanamo è a favore dei terroristi. il mondo non è bianco e nero. non è che se critichi bianco stai per nero. se dico che quello che fanno a guantanamo è sbagliato non ritengo certo che sgozzare un ebreo americano sia giusto. ma siamo scemi? ritengo ingiusto tenere qualcuno in condiozioni inumane in un carcere ma giustifico una decapitazione? siete proprio una branca di minchioni.

  10. una domanda:

    Sai come diventare una celebrità ?

    1.- Ti fai passare per un gioranlista
    2.- vai in un paese islamico in guerra
    3.- ti fai rapire da individui che paghi
    4. poi fai riscato al governo della nazione tua

    risultato ?
    – tua foto in tutti telegiornali diffusi dai tuoi amici giornalisti
    – un soggiorno confortevole in ambasciata
    – un viaggio di ritorno gratis in un ario solo per te
    – un incontro col presidente del tuo paese
    – un saco di reporter per accoglierti e tutte le tv
    – un intervista in diretta sul canale nazionale col piu di ascolto ed a un ora di grande audienz
    – un libro scritto per raccontare il tuo sequestro

    … in somma … se ti cerchi un nuovo lavoro ecco lo

    KTOvox
    … Resistentia Catholica

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