Casini in mezzo al guado

Non sorprende che alla prima, striminzita, fortunosa vittoria, ci si butti nelle fontane a festeggiare e si ricorra a gestacci nei confronti dell’avversario. In questo la politica, e la stampa, non sono migliori del calcio. Il fuoco di fila dei giornali di oggi sul centrodestra, anzi su Berlusconi e Fini, usciti battuti dal voto di ieri in Senato, è sospetto. Ma la notizia è davvero che l’opposizione venga battuta dalla maggioranza?

Subito un po’ di numeri. Il decreto sulle missioni è passato con 180 voti favorevoli: sottraendo i venti senatori dell’Udc, Iannuzzi di Forza Italia e Follini, eletti con i voti degli elettori che hanno espresso la loro fiducia alla CdL guidata da Berlusconi, siamo a 158. Esattamente il quorum ieri necessario per l’approvazione, ma di molto inferiore ai due voti di fiducia superati da Prodi (165 a inizio legislatura; 162 dopo la prima crisi): un minimo storico per il governo. Sottraendo dai 158 i quattro senatori a vita che hanno votato ieri scendiamo a 154. L’autosufficienza (non degli eletti, ma compresi i senatori a vita) aggrappata a due assenti, tra cui Cossiga, ricoverato.

La CdL obiettivamente non esiste più. Si è sfaldata ancora prima della maggioranza, che però non deve illudersi. «Mai una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne», ripetevano. Eppure quella maggioranza politica oggi non c’è più. Un rospo che la sinistra neocomunista ha dovuto ingoiare semplicemente per rimanere al potere ed esorcizzare la rivincita di Berlusconi. E’ stata sostituita dalle “maggioranze variabili”. Ripeto: non che il nostro sistema non lo permetta, ma su temi fondamentali, costitutivi l’azione di governo, quali la politica estera, dev’essere chiaro il patto politico, la maggioranza, da cui trae legittimità l’esecutivo.

Inoltre, se si votasse domani Berlusconi e Fini vincerebbero senza l’Udc. E l’Udc, in mezzo al guado, quasi scomparirebbe. Lo sa bene Casini, tanto che il suo sostegno alla maggioranza – gratis (senza neanche un simbolico ordine del giorno) e con lo smacco di non essere risultato neanche così indispensabile da poter fare la mossa di chiedere le dimissioni di Prodi – non è dettato da alcuno spirito di responsabilità quanto piuttosto da quello di sopravvivenza.

L’Udc non può permettersi elezioni anticipate, dalle quali, punita dai propri elettori, uscirebbe con le ossa rotte, ma neanche un governo di larghe intese, per il quale interlocutore obbligato del centrosinistra sarebbe Berlusconi. Dunque, tenersi Prodi, debole e logorato è meglio, anche se peggio per il paese, e sganciarsi da Berlusconi. In attesa che Ds e Margherita si convicano per il sistema elettorale tedesco e che qualcuno di là la smetta di pensare al Partito democratico e costituisca un centro moderato, da cui chiunque volesse governare dovrebbe passare.

Nel merito, altro che atto di responsabilità verso il paese e i nostri militari. Alla luce degli ultimi sviluppi in Afghanistan il decreto approvato risulta del tutto inadeguato sia rispetto ai nostri obblighi nei confronti della Nato, sia al ruolo internazionale che dovrebbe giocare il nostro paese, sia alla sicurezza delle truppe impegnate. E Dio non voglia che chi ha votato questo decreto si trovi un domani a dover rispondere di un “incidente” in cui si trovassero mal equipaggiate.

Adesso il gioco dell’Udc è scoperto e certo nessun bombardamento mediatico riuscirà a far passare di fronte all’opinione pubblica Berlusconi e Fini come ostili alla missione in Afghanistan o addirittura anti-Nato e anti-americani. Indubbiamente su questo piano hanno le spalle più che coperte.

da JimMomo

p.s.: No, non sono uscito pazzo. E’ che quando l’ho letto ho condiviso ogni singola parola di questo post che il mio “avversario” radicale di sempre aveva scritto e allora non sono riuscito a frenare il seguente commento:

“Cosa dire? Mi tocca quotare il tuo post al 100% e Dio sa, ma pure tu, quanto mi costi farlo.
Faccio di più: te lo aggrego perfino sull’odiato Sorvegliato Speciale, giusto per significarti quanto sia perfettamente d’accordo su ogni parola che hai scritto.
Da avversario di sempre su moltissime questioni che ci dividono, ma libero come sempre e come sai, spero che ti faccia piacere. Oggi hai scritto un bel post e chissà se mai più capiterà che te lo dica.  😉 Un saluto, Il Sorvegliato Speciale “

Per chi non lo sapesse Il Sorvegliato Speciale e JimMomo sono come il diavolo e l’acqua santa, Peppone e don Camillo, cattolici e radicali (appunto!).

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4 risposte a “Casini in mezzo al guado

  1. Minchia e se leggevi il mio, mi regalavi tutto il blog?
    Io sono addirittura per la rottura più totale con l’UDC a partire dalle amministrative prossime venture!

  2. Casini viene accreditato (sondaggione SWG) di un 15-20% mentre il manuale del Piccolo Senatore avrebbe suggerito a tutte le forze dell’opposizione di abbandonare l’aula al momento del voto: avrebbero abbassato il quorum (art 107 reg Senato) determinando l’esito favorevole al rifinanziamento della missione, senza fare da “sponda aggregativa” (in forza dell’odio) per la “maggioranza” e costringendoli alla conta … ma questi sono giochini di altri tempi, da “sfiducia costruttiva”, da “non sfiducia” e compagnia cantando oggi, si sa, la politica vola alto …

  3. l’unico vero segnale positivo viene da l’Unità che canta vittoria: ogni volta che l’hanno fatto i diesse hanno perso un 2%

  4. C’è un errore nel titolo.
    C’è una d invece di una n.
    Guado >Guano

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