Tutti al Family Day – sabato 12 maggio – Roma

aderiscono:

AGESCI
Associazione italiana guide e scouts d’Europa
AMCI Associazione Medici Cattolici Italiani
ACLI Associazione cristiane lavoratori italiani
AZIONE CATTOLICA
Cammino neocatecumenale
CSI Centro sportivo italiano
CIF Centro italiano femminile
COLDIRETTI
CL Comunione e Liberazione
Comunità di Sant’Egidio
CNAL Consulta nazionale aggregazioni laicali
COPERCOM
FAMIGLIE NUOVE
MCL Movimento cristiano lavoratori
Misericordie d’Italia
MPV Movimento per la vita
Retinopera
RNS Rinnovamento nello Spirito Santo
UCID Unione cristiana imprenditori e dirigenti
UGCI Unione Giuristi Cattolici Italiani
UNITALSI

altre associazioni

MANIFESTO DEL  FAMILY DAY:  Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese  La famiglia è un bene umano fondamentale dal quale dipendono l’identità e il futuro delle persone e della comunità sociale. Solo nella famiglia fondata sull’unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un’ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d’amore e di vita, dalla quale possono attendersi un’educazione civile, morale e religiosa. La famiglia ha meritato e tuttora esige tutela giuridica pubblica, proprio in quanto cellula naturale della società e nucleo originario che custodisce le radici più profonde della nostra comune umanità e forma alla responsabilità sociale.  Non a caso i più importanti documenti sui diritti umani qualificano la famiglia come “nucleo fondamentale della società e dello Stato”. 

Anche in Italia la famiglia risente della crisi dell’Occidente – diminuzione dei matrimoni e declino demografico – e le sue difficoltà incidono sul benessere della società, ma allo stesso tempo essa resta la principale risorsa per il futuro e verso di essa si rivolge il legittimo desiderio di felicità dei più giovani. Nel loro disagio leggiamo una forte nostalgia di famiglia. Senza un legame stabile di un padre e di una madre, senza un’esperienza di rapporti fraterni, crescono le difficoltà di elaborare un’identità personale e maturare un progetto di vita aperto alla solidarietà e all’attenzione verso i più deboli e gli anziani. Aiutiamo i giovani a fare famiglia. A partire da queste premesse antropologiche, siamo certi che la difesa della famiglia fondata sul matrimonio sia compito primario per la politica e per i legislatori, come previsto dagli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione. Chiediamo al Parlamento di attivare – da subito – un progetto organico e incisivo di  politiche sociali in favore della famiglia: per rispetto dei principi costituzionali, per prevenire e contrastare dinamiche di disgregazione sociale, per porre la convivenza civile sotto il segno del bene comune. 

L’emergere di nuovi bisogni merita di essere attentamente considerato, ma auspichiamo che il legislatore non confonda le istanze delle persone conviventi con le esigenze  specifiche della famiglia fondata sul matrimonio e dei suoi membri. Le esperienze di convivenza, che si collocano in un sistema di assoluta libertà già garantito dalla legislazione vigente, hanno un profilo essenzialmente privato e non necessitano di un riconoscimento pubblico che porterebbe inevitabilmente a istituzionalizzare diversi e inaccettabili  modelli di famiglia, in aperto contrasto con il dettato costituzionale. Poiché ogni legge ha anche una funzione pedagogica, crea costume e mentalità, siamo convinti che siano sufficienti la libertà contrattuale ed eventuali interventi sul codice civile per dare una risposta esauriente alle domande poste dalle convivenze non matrimoniali. Come cittadini di questo Paese avvertiamo il  dovere irrinunciabile di spenderci per la tutela e la promozione della famiglia, che costituisce un bene umano fondamentale. 

Come cattolici confermiamo la volontà di essere al servizio del Paese, impegnandoci sempre più, sul piano culturale e formativo, in favore della famiglia.  Come cittadini e come cattolici affermiamo che  ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese. Perciò la difenderemo con le modalità più opportune da ogni tentativo di indebolirla sul piano sociale, culturale o legislativo. E chiederemo politiche sociali audaci e impegnative. 

Il nostro è un grande sì alla famiglia che, siamo certi,  incontra la ragione e il cuore degli italiani.

Il Sorvegliato Speciale sarà in Piazza San Giovani in Laterano a Roma con la “speciale” maglietta fatta stampare per l’occasione. Avrete modo anche di comprarne una (ne ho fatto stampare 100). Tutti a Roma !!!

 

immagine della maglietta (fronte e retro):

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10 risposte a “Tutti al Family Day – sabato 12 maggio – Roma

  1. Quanto costa la maglia? Posso prenotarne una?
    Ci vediamo a Roma!!!!

    Greg

  2. Sul serio?
    Minchia che notizia… Greg, la maglia costa 10 euro ma per te è gratis.
    Telefoniamoci subito, minchia che notizia… Greg al Family Day e poi con la maglia contro Prodi. Non importa se non la indossa. Andrea mi fa da cassiere col marsupio da posteggiatore abusivo. Io con la cassetta della frutta e lo sgabello a fare il contrabbandiere di magliette.
    Ci divertiremo…
    Sorvy

  3. una donna e un uomo non sposati che hanno figlio non sono una famiglia?

  4. Ercole Savignano

    Sono una famiglia di fatto, con uguali doveri verso i figli, con meno diritti e doveri reciprochi. .Se vogliono avere gli stessi diritti e doveri di due sposati devono sposarsi. Lo dice la legge, da diversi secoli.

    Leggo Zucconi di oggi e mi viene da ridere.
    In uno strepito moralistico (che nasconde il terrore del numero dipartecipanti al Family Day) scrive che alla festa della famiglia non bisogna portare i bambini.
    Lo zuccone pensa di porarci l’amante.

  5. Ercole Savignano

    Ops! Reciproci e non reciprochi
    portarci e non porarci
    Mi scuso con l’accademia della crusca

  6. ah, si discrimina anche fra i tipi di famiglia?
    andiamo bene.
    allora ditelo che questo non è il family day, questo è il wedded family day…

  7. “Se vogliono avere gli stessi diritti e doveri di due sposati devono sposarsi.”

    Prima di tutto è folle riconoscere un solo tipo di contratto escludendo per principio l’ipotesi di altri contratti. Non ha senso, non ha riscontri nella realtà ma solo nell’ideologia. Solo i gonzi e quelli in malafede non riescono a capire la contraddizione di chi scrive “più famiglia” e poi ne vuole di meno.

    Come vi hanno fatto notare sarebbe meglio “più famiglie sposate”, “più matrimoni”, “più famiglie come stanno bene a noi”. Ma “più famiglia” è pubblicità ingannevole.

    Secondo punto importante e illuminante: i froci non possono farlo, anche volessero accollarsi un mare di doveri. La tua frase è generica. Ma sono certo che sarai entusiasta di precisare la tua posizione includendo i gay in questa sacra, solida istituzione, nucleo fondamentale della società e dello Stato…

  8. i gay non figliano, pertanto …

  9. Pertanto sono come gli sposati che non figliano.

  10. ma non vale il contrario: gli sposati se non figliano non è per lo stesso motivo dei gay.
    I gay non possono generare in nessun modo figli.
    Devono ricorrere all’altro sesso magari alla banca del seme. Ma questo è bleffare. Dell’altro sesso non si può fare a meno…

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