Caffè ottimo stamattina.

 Al bar dove tutte le mattine, puntuale come un orologio svizzero, prendo il mio caffè e sfoglio il foglio (bisticcio quanto mai gradevole) stamattina assistevo alla più godibile delle scene per i miei 5 sensi di berlusconiano residente nel cuore delle rossissima Romagna. Due signore di mezza età fumavano, rodevano, tossivano, rodevano, gracchiavano, stordite come due corvacci rossi che hanno appena sbattutto sui vetri, non previsti, davanti ai loro nidi:

“…ma com’è possibile che quel bastardo di Berlusconi abbia vinto fino a qua? Alle porte di Forlì.”

 Castrocaro e Dovadola sono i due Comuni della Provincia “FC” dove si è votato. Entrambi e per la prima volta espugnate al primo turno dal centrodestra. Due paesini che è come se fossero Forlì tanto le sono attaccate lungo il lato ovest, quello che porta a Firenze, al “muraglione”, alle colline toscoromagnole. Una breccia aperta alle porta di Forlì proprio nel suo lato più Tosco e rosso. Due piccoli centri che rompono il monopolio rosso durato sessanta lunghissimi anni. Saranno pure insignificanti questi due paesi ma la rabbia, la frustrazione delle due signore al bar mi hanno mostrato il senso reale di queste elezioni. Dopo questo governo Prodi niente è più sicuro per la sinistra. Neanche la tenuta nella zona più rossa d’Italia: Forlì.

Che caffè ottimo stamattina. E che soddisfazione salutare le due signore in piena crisi di nervi con la mia manina che stringe LIBERO e con un sorriso a 32 denti dire loro: “…piove signore oggi eh?”

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8 risposte a “Caffè ottimo stamattina.

  1. ma se tutti i sindaci sconfitti della sinistra dicono che “ha pesato la situazione nazionale” allora anche per loro in governo Prodi nn ha fatto cose buone…..

    ma chi lo dice a Dalema?

  2. Faina sei un mito. Hai centrato perfettamente il punto. Di più: hai vinto una maglietta di Sorvy&Pezzy al familyday!
    🙂

  3. sesto s. giovanni (universalmente nota come stalingrado d’itaglia….)
    chiacchera al panettiere
    a me non piace quell’ubriacone di oldrini (candidato della sinistra) ma dietro a quell’altro c’e’ berlusconi…
    oldrini e’ stato riconfermato.
    se li chiamano c***i ci sara’ una ragione….

  4. niente Greggi da queste parti…
    dato che il vivere nella stalingrado d’itaglia mi ha reso sitibondo di sangue comunista, spero in una splendida ulcera peptica sanguinante….

  5. Umile commento:

    1) il risultato delle ultime elezioni è stato del tutto fisiologico in tre quarti d’italia e patoligico nel nord italia;
    2) gli unici politici che riescono ancora ad infiammare le piazze sono quelli di rifondazione comunista (soprattutto al Sud), della Lega al Nord e Berlusconi in tutta italia;
    3) il governo di larghe intese si avvicina sempre di più;
    4) il partito democratico non piace proprio a nessuno.

    Greg

  6. patoligico?
    sta attento, quando cominci a vomitare sangue e’ troppo tardi….

  7. Umile risposta:
    1) la patologia del nord in che cosa si manifesterebbe? Il centro sud non è tre quarti d’Italia ma il 54,8%.Il nord rappresenta il 45,2% della popolazione nazionale.
    2) Ma Berlusconi non era quello morto e sepolto?
    3) non lo so. Mi pare improbabile o almeno complicato. Può essere ma non la vedo facile allo stato attuale. Più facile un governo pre-elettorale con delega per la riforma elettorale. Ma per me si vota con la legge attuale nella primavera prossima. Prodi tira avanti verso il precipizio. Berlusconi l’aveva detto che con Prodi alle primarie si sono ingabbiati…
    4) ti quoto al 100%

    Sorvy

  8. quei recordman della sinistra
    by ANARCA
    Un’attenta analisi sociologica, antropologica, archeologica, paleontologica, biostratigrafica, fatta con il Carbonio-14 (metodo che, si sa, lascia molti dubbi di efficacia ma è ecologico) e con gli isotopi radioattivi, ci consente di concludere che con il passare delle ere la sinistra italiana ha subìto una feconda evoluzione. Non frutto di un Disegno intelligente (almeno a basarsi sulla fisiognomica di Fassino) ma di una selezione naturale della sua classe dirigente, che in realtà è sempre la stessa da 30 anni ma siccome ha cambiato sei volte nome (Pci, Pds, Ds, Ulivo, Unione, e ora Pd), sembra sempre diversa.
    Ma a dare a Cesare quel che è di Cesare e a Occhetto quello che è di Occhetto, bisogna riconoscere che trattasi in realtà non di evoluzione casuale ma di allenamento alla corsa, di miglioramento dei record alla distanza: in poche parole si sta sensibilmente riducendo il tempo che separa le cazzate che la sinistra dice e fa, e la presa di consapevolezza delle cazzate medesime. Un record dietro l’altro che ci fa ben sperare nel fatto che forse, tra 1500 anni, i sauri progressisti non saranno estinti ma trasformati in splendidi unicorni bianchi. Perchè i risultati ci sono ed evidenti. Frutto di un costante allenamento, di una dieta calibrata e di molta faccia da culo.
    Aspettando tempi migliori per la sinistra italiana, ci limitiamo a registrare i suoi migliori tempi in questa corsa ad ostacoli che si chiama: capacità di analisi politica. Di seguito riportiamo tutti i principali record:
    70 anni per capire che i Gulag non erano colonie estive per i figli degli operai sovietici.
    60 anni per ammettere che migliaia di italiani nelle foibe non ci sono caduti inciampando durante una scampagnata.
    50 anni per scoprire che i carri armati russi a S. Venceslao non ci sono finiti perchè un cazzo di vigile sulla Piazza Rossa aveva detto di girare a sinistra e invece loro sono andati a destra.
    30 anni per riconoscere che tutti quei teschi raccolti da Pol Pot non servivano per le repliche dell’Amleto.
    15 anni per notare (en passant) che Bettino Craxi non era il vice di Al Capone con delega al bilancio in nero, ma il padre del riformismo italiano.
    13 anni per capire che quando Fini a Roma aveva proposto di spostare i campi nomadi fuori dal Grande Raccordo Anulare non lo aveva fatto perché era parente di Himmler ma per motivi di sicurezza e di legalità.
    5 anni per soprendersi che quelli che tagliano le teste ai civili inermi e mettono le bombe nei mercati di Baghdad e di Kabul sono terroristi e tagliagole e non nuovi resistenti.
    1 anno per appurare che l’idea di togliere l’Ici sulla prima casa non è “un delirio che andrebbe curato ” (Oliviero Diliberto, Aprile 2006) ma “una proposta riformista che estende il diritto alla casa ” (sempre Oliviero Diliberto, Aprile 2007).
    Solo 6 mesi per rendersi conto che Ségolène Royal non è una “grande novità politica e culturale ” (Walter Veltroni, Novembre 2006), ma una che è meglio per tutti che è tornata a fare shopping, sopratutto per Veltroni che ora può dire di essere il “Sarko de noantri” e non il “Sego’ de Trastevere”.
    Ora a questa sinistra l’attende il record più difficile, perché la distanza è indefinita e la pista scivolosa. Sta provando con tutte le sue forze a infilarsi dentro un’altra allucinazione: quella della crisi della politica. Lo ha detto D’Alema che è come nel ’92. Lo ha ribadito Prodi. Montezemolo lo ha urlato con eleganza come se lui con questa politica non c’entrasse nulla. Ezio Mauro ci ha rassicurati che “la sinistra tuttavia ha una carta che è il Partito Democratico” e che “può diventare il primo soggetto diverso del nuovo secolo”… azzo! In questa nuova gara contro il tempo i recordman della sinistra avranno il solito aiutino. Come Dorando Petri. Li soccorreranno intellettuali, oligarchi, poeti; melodie d’amore e di lotta saranno cantate e salotti accoglienti saranno aperti. Ma i due milioni di italiani in piazza a Dicembre e il milione e mezzo del Family Day, raccontano un altro paese; un paese che partecipa, che si entusiasma, che c’è nelle cose che contano. Un paese spontaneo… e incazzato. La crisi della politica è solamente la crisi di questa oligarchia catto-comunista, assetata di potere, incredibilmente arrogante e incapace di capire l’Italia che va avanti, nonostante loro. Quanto ci metteranno stavolta a rendersene conto? Si accettano scommesse…

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