Le parole malate della disinformazione

Come i mass-media manipolano la lingua asservendola alla ideologia dominante.

Non bisogna essere degli esperti linguisti per capire che l’informazione dominante, tramite la stampa, la radio e la televisione e’ asservita preponderantemente al potere che se ne serve a scopo propagandistico anche se si vive in una democrazia perche’ la propaganda ha rappresentato e rappresenta uno degli aspetti piu’ deleteri della comunicazione politica in Italia ed altrove.

In aggiunta le leggi esistenti non prevedono alcuna penalita’ per i suoi trasgressori perche’ anche la piu’recente legge Mastella e’ una legge pronta a scattare contro la liberta’ d’espressione e di parola, pronta a condannare per diffamazione e per vilipendio piuttosto che analizzare l’uso inappropriato della lingua a cui ricorrono i persuasori occulti che hanno un grande potere di sottile convincimento sull’opinione pubblica e sono capaci di distorcere la verita’ e i fatti. Ne e’ un esempio la condanna del prof. Stefano Allievi a sei mesi di reclusione, con l’accusa di diffamazione aggravata per aver scritto il libro “ Islam Italia” a Padova, la citta’ che vanta il bellissimo Palazzo della Ragione ma la cui Corte di Giustizia non ha mostrato d’averne un briciolo. La sentenza che ha colpito dei liberi pensatori nel terzo millennio, in un paese democratico come l’Italia, pur con la sua vacillante democrazia, dovrebbe farci riflettere e piangere amaramente su quale sentiero buio e retrogrado ci stiamo incamminando. E’ una totale abdicazione alla forza della ragione! Ci siamo lasciati indietro il processo a Galileo Galilei, condannato al carcere che convinto delle sue osservazioni e dei suoi calcoli matematici, continuava a ripetere: “Eppure si muove! ” o ancora, il processo a Giordano Bruno, monaco e filosofo che fu bruciato nella piazza di Campo dei Fiori a Roma per eresia. Questi fatti, dovrebbero farci riflettere che e’ molto facile abbandonare la via della civilta’ e del progresso per imboccare quella sbagliata dell’Inquisizione, dell’involuzione e del regresso. E’ anche vero, che in una democrazia, a seconda del grado e del livello del suo sviluppo, l’informazione e’ soggetta al controllo dei cittadini e di alcuni organi come Informazione Corretta, ad esempio e i sacrosanti Blog liberi, “ fuori dal coro”, capaci di svolgere un’opera di anti-propaganda e di correzione dell’uso sbagliato della lingua nonche’ di lotta contro ogni pregiudizio e stereotipo imperversante. Un elogio ad Internet che rappresenta la grande rivoluzione della comunicazione, dove le notizie fortunatamente circolano piu’ veloci e raggiungono i destinatari in un lampo.. E’ un mezzo che stimola una maggiore partecipazione dei cittadini nell’arena politica, che diventano con le loro idee e opinioni dei protagonisti, capaci di stimolare una piu’ corretta informazione. Rappresentano la forza delle voci libere contro chi con l’intimidazione dei processi e dei manifesti vuole ridurci al silenzio!Il 14 luglio ”The Wall Street Journal” ha festeggiato il decimo anniversario della nascita del ” Blog”, con una bella torta a tutta pagina, con su sopra scritto: “Happy Blogiversary” Un ringraziamento di tre pagine ai blogger, che ci permettono di sapere quello che avviene nel mondo e senza i quali ci sarebbe la cortina del silenzio, specialmente in Iran dove il dissenso contro il regime e’ molto forte nelle universita’ e nei posti di lavoro.

Nelle democrazie come in Italia, dove sempre piu’ si stanno perdendo spazi di liberta’, anche se ci sono fonti pluralistiche di informazione attraverso diversi organi di stampa e piu’stazioni televisive, tuttavia e’ persistente l’uso errato dei termini che sono sempre peggiorativi se ci si riferisce ad Israele e agli Stati Uniti o migliorativi ed eufemistici se ci si riferisce ai presidenti delle repubbliche islamiche dato che chi scrive le veline dei telegiornali e’ campione nell’arte della propaganda e nell’arte della decontestualizzazione e quindi della distorsione della verita’. Questa pratica di usare parole, decontestualizzandole da un contesto e usandole in uno nuovo, come per comunicare a chi ascolta la forza evocativa, emozionale e storica che le parole gia’ conosciute suscitano, e’ molto comune e rientra in quella sezione denominata, “Stampa e Propaganda” che era un’emanazione del Comitato Centrale del Partito Comunista che ha egemonizzato la cultura italiana dal dopoguerra e che continua tuttora.Esempio, quante volte, a proposito di Israele, abbiamo ascoltato o letto la parola “rappresaglia” e mai “reazione” o “ risposta” o altri sinonimi, perche’ la prima e’ evocativa del clima dell’occupazione nazista in Italia perche’ chi la decontestualizza e la riusa, vuole associare e identificare il sionismo con il nazismo. E che dire della parola “ coloni” per associazionismo con il colonialismo? O il termine “imperialismo” che e’ sempre americano e non e’ stato mai sovietico anche quando la Storia ha chiarito tutto, cioe’ che gli Americani vennero in Europa come liberatori e come portatori di democrazia, e poi fecero ritorno a casa. Semmai l’Unione Sovietica aveva formato un grandissimo impero dove i molti popoli assoggettati non avevano, ne’ diritti civili, ne’ politici, dove anche la religione era stata sostituita dal culto dello stato forte e autoritario. L’Unione Sovietica, quello si’ che era un regime imperialista, non certo gli Usa! E nessun organo di stampa, dall’Unita’ al Manifesto o a Liberazione ha usato mai la parola” imperialismo” riferendosi all’Unione Sovietica mentre costoro propagandisticamente usano la stessa parola per la presenza americana in Iraq, a proposito della quale si parla sempre erroneamente di” sporca guerra imperialistica”.Non ci dobbiamo meravigliare se negli anni ottanta, Abu Mazen ha discusso la sua tesi di dottorato proprio al’universita’ di Mosca, dissertando sull’ equivalenza del Sionismo con il Nazismo, magari con una “ summa cum laude “ e bacio accademico! Per l’appunto! Questa equivalenza diffusa dalla propaganda concertata dei dai mass-media, in modo subdolo e martellante, ha prodotto l’odio verso Israele che ha raggiunto il suo culmine in questi giorni, nel manifesto oscurantistico, firmato da pseudo-intellettuali italiani contro Magdi Allam che scrivendo, “ Viva Israele” ha invertito coraggiosamente questo processo di” rigurgito” (sic!) di antisemitismo e di antisionismo che come dice testualmente Giorgio Napolitano sono le due facce della stessa medaglia dell’odio anti-ebraico. Un altro termine usato a iosa e’ “resistenti” o “combattenti” invece di “terroristi”. Noi tutti conosciamo l’abbaglio di D’Alema e la sua pervicacia a non voler capire la differenza fra uno stato democratico come Israele, per esempio, e uno stato terrorista. Cosi’ abbiamo una sinistra che fa un uso impunemente distorto delle parole e che chiama gli Hezbollah “combattenti” o” nemici combattenti” anche se seminano il terrore e si fanno scudo della popolazione civile o lanciano razzi sui villaggi israeliani, mentre il termine giusto che calzerebbe loro a pennello dovrebbe essere quello di “ terroristi”.Anche il termine di “martire”, che nel mondo giudaico-cristiano ha sempre avuto una connotazione positiva ed ora ha invece assunto una connotazione negativa da quando e’ invalso l’uso di premiare con questo termine i bombaroli suicidi –assassini. Il risultato e’ che ora e’ difficile usarlo in un contesto semantico tradizionale dopo l’esproprio subito.Un altro uso inappropriato della lingua e’ quando, a proposito di un despota o tiranno, si usa il termine di “leader” che ha una connotazione positiva anche quando ci si riferisce ad Ahmadinejad o di Nashallah…….. insomma un prendere” fischio per fiasco!” Altro che leader! E ancora la propaganda adescatoria piu’ abietta e spregevole e’ ancora quella islamista che ha scippato Topolino ad intere generazioni di giovani che hanno letto e amato questo eroe senza macchia e senza paura, sempre in lotta contro il crimine, e lo ha trasformato in un personaggio con una connotazione negativa di chi si propone sinistramente di convincere i bambini a trasformarsi in bombe assassine.Questi grandi manipolatori della lingua e dell’informazione barano, ci truffano e ci imbrogliano, sono dei gran fraudolenti! Subdolamente inficiano i principi stessi della comunicazione e ne deriva la disinformazione dei lettori e degli ascoltatori o ancora peggio il lavaggio dei loro cervelli! Ma e’ proprio quello che la propaganda politica vuole!
Piera Bracaglia Morante
Da “Informazione Corretta”.

Shark.

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