Hic Rhodus, hic salta! (ma c’è dell’altro…)

 

by Estiqaatsi  

Siccome alcuni simpatici blognauti mi hanno dato fra le righe dell’antidemocratico, ritorno a parlare di politica correttamente e vi dico la mia sul partito democratico (anche perchè sul tragico argomento i sorvegliati tacciono).

Stamattina sul Foglio la consueta lucidissima analisi di Antonio Polito mi ha trovato quasi totalmente d’accordo.

Incassata la soddisfazione per il “metodo primarie”, ghignato perfidamente sulla certificata fine del dossettismo con il pessimo risultato della Bindi, Polito esce allo scoperto dicendo: adesso però basta festeggiare, damosè da fa. Mica si può pensare che Veltroni passi i prossimi tre anni a scrivere articolesse sull’Italia di domani, mentre Mortadellone disfa quotidianamente quella di oggi.

Immagina quindi che Veltroni possa fare tre mosse alternative.

O fare il Brown, e subentrare in corsa al premier: ma Prodi non è Blair (eh no, proprio no…) e in Senato non si reperirà una maggioranza diversa.

O fare il Forlani e guidare il governo dall’esterno come segretario del partito di maggioranza relativa: ma Forlani poteva interloquire con il Pri e il Psi, mica con personaggi folcloristici del calibro di Giordano e Diliberto.

Non resta allora che fare il Sarkò e mangiarsi il Prodi-Chirac da dentro la coalizione, apparendo agli elettori come un’alternativa all’attuale governo pur senza esser passato dall’opposizione.

Per questo però, dice Polito, ci vuole subito una legge elettorale che garantisca la vittoria al partito più forte. E qui si giocherà da subito il valore di W.

Verissimo ed assai condivisibile, caro Polito, ma non è tutto.

Ci sono tanti, troppi problemi da chiarire in chiave politica prima ancora che in chiave elettorale o di governo. E in particolare ce n’è uno.

Premetto che non sono solo scettico, ma resto convinto che questa del Pd sia una monumentale presa per il culo; come due anni fa, le primarie si sono rivelate una buffonata non per le cifre (ed anzi, anche se fosse andato un milione di persone sarebbe un risultato di tutto rispetto) ma per l’inesistenza di un confronto reale (guardate le primarie USA e ditemi voi se c’è un paragone con le percentuali bulgare de noantri… in America se lo sognavano Bersani che “rinuncia per la ditta”).

E tuttavia:

– sono abbastanza curioso per la possibile evoluzione del quadro politico;

– sono convinto che per qualcuno la scelta sia stata dolorosa e quindi reale (mi hanno colpito le lacrime di Fassino);

– non mi dispiacerebbe una semplificazione del quadro politico complessivo.

Detto questo, però, un grosso nodo politico resta irrisolto.

Ed è legato alla “convivenza delle anime”.

Non è un problema riducibile allo schema laici-cattolici (su cui Franceschini si masturba da otto mesi): anche in Forza Italia (Lega o AN) laici e cattolici convivono senza sostanziali problemi e il correntismo, nella storia italiana, è una costante tutto sommato accettabile dei grandi movimenti.

È piuttosto un problema di convivenza forzata fra due visioni della società, e quindi anche della politica.

Da una parte la visione statocentrica per cui non esistono persone ma cittadini, quella per cui i diritti derivano dalla legge, quella per cui in fondo si concepisce una società divisa fra buoni e cattivi, secondo regole prestabilite che si applicano a tutti (così ci sono i ricchi buoni e cattivi, i poveri buoni e cattivi, le famiglie buone e cattive, ecc…) e si dà alla politica il compito di scrivere le regole perché uno stia da una parte o dall’altra, con il dichiarato obiettivo di eliminare tutti i cattivi dalla società.

Si tratta di una visione di chiara derivazione marxista che però in Italia ha trovato un inaspettato brodo di coltura in buona parte del cattolicesimo post-conciliare, lesto a produrre una folta progenie di politici ed intellettuali.

Dall’altra parte c’è una visione che mette al centro la persona e che pone la società e la legge al suo servizio: teorizza, dunque, uno stato debole o appena necessario, non si scandalizza di considerare come il cuore della vita sociale l’iniziativa umana (soprattutto economica), e di scrivere o cambiare le leggi a seconda delle esigenze di quest’ultima, perché sa, in fondo, che non esiste una legge perfetta in quanto imperfetto è anche l’uomo.

È una concezione liberale della società, non necessariamente cattolica (ma notevolmente arricchita proprio dal pensiero cattolico-liberale).

La vera sfida del partito democratico starà dunque, io credo, non nella convivenza fra queste due impostazioni (che non è possibile, salvo drammatici fallimenti) ma nella prevalenza dell’una rispetto all’altra.

E guardate che non si tratta di concetti astratti; chiunque mastichi un minimo di vicende europee,  oggi, sa ad esempio che all’Europarlamento la prima visione si traduce in “PSE” e la seconda in “PPE”.

E dunque: all’Europarlamento, dove si siederanno W e i suoi amici?

by Estiqaatsi  

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24 risposte a “Hic Rhodus, hic salta! (ma c’è dell’altro…)

  1. Ho apprezzato questo post.
    Scrivo di getto, vogliate perdonare le imprecisioni formali.
    La differenza tra “Stato al centro” e “Stato minimo” è la base della caratterizzazione politica attuale; è quello che un tempo era il “rosso” e il “nero”: opposte fazioni. Dobbiamo pensarle in contrasto? Si. Possiamo vedere un punto d’incontro? No. Possiamo auspicare una sinergia? Assolutamente si! Mi spiego meglio: chiunque sostenga lo “Satocentrismo” ha dalla sua tutti gli argomenti relativi al Welfere e al benessere del cittadino garantiti dllo Stato stesso, chi è della all’altra parte vuole che lo Stato sia talmente ridotto da far si che ognuno abbia l’oppurtinità di potersi creare come meglio crede le proprie forme di benessere. Chi ha ragione? Entrambe e nessuno dei due! Sfido chiunque a sostenere che il modello sanitario Statunitense sia efficente, così come è oggettivamente malsano lo Statalismo burocratico di parte dell’amministazione pubblica italiana. Non potremmo prendere il meglio dell’uno, quello che dell’ uno funziona, fare la stessa cosa con l’altro, e scartarte ciò che non che va? Possiamo per una volte uscire dalla gabbia mentale: ” Voi Marxisti Statalisti Fannulloni, Voi Ricchi Imprenditori Evasori fiscali”? Si. Lo possiamo fare con il partito democrativo. Lo possiamo fare con partiti che non abbiamo conflitti d’interesse, che non abbiano lasciti ideologici ottocenteschi, che non abbiano personaggi da cabaret all’interno (Caruso, Bossi, Mastella, Storace, Luxuria, Pannella, Calderoli, Bondi, Carfagna ecc. ecc. ), che siano composti da politici e non da affaristi che fanno il doppio lavoro, che non siano composti da fanatici religiosi, che non siano governati da settantenni, che non siano influenzati da nessuna multinazionale o super-potenza ecc. ecc.
    Ovviamente,oltre al partito democratico, c’è bisogno di un partito conservator-repubblican-liberista… A quando le primarie nel centrodestra?

  2. estiqaatsi

    Caro Andrea, mi spiace ma rimastichi concetti sentiti più e più volte da W e compagnia che non vogliono e non possono dire nulla.
    Il prendere “il meglio di qua e il meglio di là/scartando ciò che non va” è una bella rima ma non corrisponde a qualcosa di realizzabile.

    Ad esempio: in campo educativo, o consenti la parità scolastica o non la consenti. Ovvero, o riconosci come preminente l’iniziativa educativa del soggetto, ponendola sullo stesso esatto piano di quella dell’ente pubblico, o dici che l’ente è una regola e il soggetto un’eccezione (magari da far pagare cara).
    Come vedi è un problema culturale, non di opportunismo o tatticismo politico, e non c’entrano nulla i conflitti di interesse.
    Due nota bene:
    uno, non metterei sullo stesso piano cabarettisti autentici e gente che sa fare politica, piaccia o no (tipo mastella per intenderci).
    due, la dignità politica noi non la barattiamo: abbiamo un capo, nel centrodestra, e non facciamo primarie fasulle.

  3. Estiqaatsi scrive :
    “Ad esempio: in campo educativo, o consenti la parità scolastica o non la consenti.”
    Infatti…
    vedi quello che sta succedendo in Lombardia fra il governatore Formigoni ed il riformista e moderatissimo cattolico di sinistra Fioroni (Ministro dell’Istruzione).
    Quando si passa dalla dottrina politica astratta alla politica concreta i cachi dorati cadono al suolo spiaccicandosi nel fango. Stato Minimo e Stato Centrale sono un problema CULTURALE. Non possono esserci comuni denominatori possibili. Questa è la sana differenza che c’è, o meglio, che ci dovrebbe esere fra i due poli. O di qua o di là (oppure democristià, cioè opportunismo puro, potere per il potere, arraffismo, utilidiotismo per la tasca sonante).

    Estiqaatsi dice ancora ” la dignità politica noi non la barattiamo: abbiamo un capo, nel centrodestra, e non facciamo primarie fasulle”.
    Sacrosante parole!
    Chi si ricorda della “nuova sinistra”, il “nuovo ulivo” dei 4 milioni di persone che nemmanco du anni fà votarono in modo esultante Romano Prodi…? Ma durano poco a sinistra i capi.
    Noi il Berlusca lo votiamo nei seggi elettorali senza versare manco 1 euro. Ed è ogni volta un diluvio di voti per lui. Forza Italia E’ Silvio Berlusconi, nessuno lo può negare, ed è sempre stato dal 1994 ad oggi il primo partito d’Italia.
    Le primarie ci fanno un baffo a noi!
    Sorvy

  4. … e soprattutto: giù le zampe dalla Carfagna!
    Sancho

  5. estiqaatsi

    oddio, io una zampata gliela darei pure…
    esti

  6. La Carfagna se la sognano… per loro il massimo è Rosy Bindi.
    Sorvy

  7. Eh Andrea bei concetti, ma conoscendo i “padri fondatori” del PD io non ci credo proprio. Aggiungerei che l’elenco che hai riportato è puramente personale, io potrei indicare quasi tutti quelli del PD a cominciare da quella bolla di sapone di veltroni. Per me l’operazione PD rimane una mossa promozionale che purtroppo temo avrà successo, nonostaente siano sempre i soliti PCI-PDS-DS, ricordatevi il lupo perde il pelo ma non il vizio. Aggiongerei che il vizio è anche contagioso visto che i rappresentati della Margherita/Ulivo sono diventati anche peggio del lupo.

  8. Non c’entra una minchia (forse) col post ma non volevo sovrapporti un altro post a questo tuo bellissimo di oggi, caro estriqaatsi, E allora il copyincolla dell’andrea’s di oggi lo faccio nei commenti. E’ bella…
    🙂 🙂 🙂

    ANDREA’S VERSION del 17.10.2007:

    “E’ nato a Beirut, e non v’è chi non sappia a quali disastri sia andata incontro quella sfortunata città. Aveva scelto da piccolo di stare con l’Inter, e l’Inter è diventata la squadra più sfigata che tifoso ricordi. Ha comprato una cascina nel Monferrato, e si è assistito alla più imponente invasione di zanzare dai tempi delle cavallette d’Egitto. Era passato per un momento dal Tg1, e il paludato telegiornale era diventato il programma di news preferito da don Gelmini. Ingaggiato per dirigere l’informazione della 7, e alla 7 hanno dovuto sospendere l’informazione. Ha scelto di appoggiare Prodi con tutte le sue forze. E Prodi, da quel momento, ha cominciato a crollare nei sondaggi come manco una vetta delle Dolomiti. Ha deciso con ammirevole forza d’animo di dedicarsi alla candidatura della Bindi. L’ha sfasciata in cinque minuti. Avremo mica trovato in Gad l’Eugenio Scalfari del Ventunesimo Secolo?”

    Andrea Marcenaro

  9. L’esempio della scuola mi sembra molto indicativo. Io sono un grande sostenitore della scuola pubblica ( insegno psicologia alle superiori…), ritengo però che sia sacrosanto che la scuola privata abbia lo stesso diritto di esistere, ma in quanto privata non ha senso che abbia finanziamenti pubblici così come i partiti o i quotidiani. Voglio fondare una scuola privata? Bene! Mi compro uno stabile, assumo del personale e tutti gli studenti pagano ogni singolo euro che metto nella mia impresa… Lo Stato (tanto odiato solo quando fa comodo e troppo generoso quando elargisce altrove…) no mi deve dare un centesimo… è parlare da Marxista questo? E’ un discorso illiberale?

  10. Max tranquillo, il PD di Veltroni è già in crisi, prima ancora di nascere. I kiwi con le mele, i cachi con le prugne guastano presto…

  11. “…è parlare da Marxista questo? E’ un discorso illiberale?” no ANDREA, è un discorso da Stato Centralista.
    Io sono per lo Stato Minimale. Reagan, Tatcher (ma pure Blear) do you know?
    Esemplifichi bene e confermi alla grande il discorso di Estiqaatsi.
    Sorvy

  12. E’ parlare Marxista quando lo stato risucchia la gran parte delle risorse economiche delle famiglie, impedendogli di avere una vera libertà di scelta, non solo sulla scuola ma anche sulla sanità ecc.
    O lo Stato è veramente leggero e garantisce solo i piùdeboli (come vorremmo noi LIBERALI), o e vampiro ma almeno trasferisce parte delle risorse per garantirci una parvenza di libera scelta, oppure è vampiro e basta come quello attuale illiberale ed inefficente.

  13. gad lerner ha fatto ciò?!?
    porco diavolo, bisogna deportarlo subito in iran!
    causerà perlomeno un altro terremoto, un’epidemia di lebbra fulminante, e infine un avvelenamento dei pozzi…
    capisco anche perchè non se ne sta in Israele, sono loro che non vogliono un portsfiga simile…
    se lo vedo per Milano mi tocco le balle!!
    (ahr ahr ahr 🙂 )

  14. Ma che Stato miniamale è uno stato che dà soldi alle private? E’ uno stato che interviene o sbaglio? Io sono per lo stato minimale nei casi in cui è giusto snellirne o eliminarne l’intervento, ritengo sacrosante e intoccabili cose come la sanità pubblica ( sono orgoglioso di essere italiano e di avere una delle sanità pubbliche migliori del mondo) o la pubblica istruzione…

    P.s. : ma siete tutti fan di Robert Nozick?

  15. estiqaatsi

    caro Andrea, sei la miglior riprova che vi servirebbe una rivoluzione copernicana del modo di pensare.
    siccome per te lo stato viene prima, ecc il problema de “lo stato che da’ i soldi alle private”.
    guai a pensare che lo stato istituisce centri d’istruzione laddove manca l’iniziativa, oppure- al limite- che fissa un tetto di risorse per l’istruzione che distribuisce proporzionatamente fra scuola ad iniziativa di privati e scuola statale.
    l’idea che hai è proprio questa. la scuola privata, siccome è “privata” è qualcosa che deve restare fuori dalle risorse che lo stato mette in campo. (poi magari lo stato le risorse le dà ad un film “privato” di sabina guzzanti, ma come ho detto c’è un privato buono e uno cattivo…)
    esti

  16. x Andrea
    Visto che il nostro Stato non è affatto minimale almeno che ci consenta di scegliere redistribuendo le risorse sottratte ai cittadini.
    Per quanto riguarda la sanità pubblica tocchiamo un tasto dolente.
    E’ vero che hai precisato “…di avere una delle sanità pubbliche migliori del mondo” può essere che come sanità pubblica sia una delle migliori al mondo, ma come sanità e basta non lo è affatto, forse non usi molto le strutture pubbliche oppure non vai mai dal medico di base e ti credo bisogna dedicargli mezza giornata.
    Inoltre, ritengo, che il sistema della sanità pubblica come la indendiamo oggi non sarà sostenibile ancora a lungo, la popolazione crescente, i costi in contnuo aumento senza nessun controllo e la scarsa efficienza (come avviene praticamente sempre nel settore pubblico) farà crollare il sistema. Bisognerebbe cominciare, anche se in ritardo, ad affrontare il problema ma in Italia i broblemi se va bene li si affrontano quando l’acqua e già sopra al naso.

  17. Ma mi fate capire in quali provvedimenti la “visione che mette al centro la persona” si è concretizzata in ciqnue anni di governo Berlusconi?
    Altrimenti parliamo solo di chiacchiere, o di filosofia della politica.

    Io più che una visione statocentrica che si contrappone ad una visione “che mette al centro …. bla, bla, bla”, registro che la nostra classe politica è accomunata da una visione “STATO IMMOBILE”; una classe politica incapace di modernizzare il paese, bloccata da veti contrapposti, che sa soltanto rinviare al fututo i tanti problemi urgenti che ci affliggono.

    Ecco perchè il PD è, da ogni punto di vista, una novità positiva; perchè ha scompaginato gli attuali assetti della classe politica e perchè costringerà tutti ad un ripensamento della propria collocazione strategica.

    E poi, molto meglio le correnti che i circoli spot delle libertà. Meglio le correnti che un partito azienda, dove nessuno può permettersi di aprire bocca. Meglio le correnti che un partito le cui sorti dipendono, nel bene e nel male, da un arzillo settantenne che non può più permettersi di aspettare, nel bene dell’Italia ovviamente.

    Greg

  18. per greg:
    1) cinque per mille
    2) “più dai e meno versi”
    3) buono scuola Moratti
    E’ molto pochino, lo so. E concordo sullo “stato immobile”, e pure sulla sana bontà delle correnti rispetto a chi aspetta.
    Ma non venire a contarmi la cazzata della “novità che scompagina gli assetti della classe politica”. Almeno per ora.

  19. Una delle caratteristiche di questo sinistrismo tiepido è fare la parte dei disincantati di maniera del tipo ‘ vabbè questo governo fà proprio schifo… ma mi volete dire cosa ha fatto Berlusconi?’ Sanno benissimo che molto è stato fatto ( e se non c’era l’UDC, molto di più si sarebbe fatto) ma buttandola in qualunquismo evitano di riconoscerlo.
    Questi, con la scusa della moderazione sono dei superconservatori.
    Sancho

  20. 1. Finalmente le prime ammissioni: è stato fatto molto poco dal precedente governo e questo è un datto di fatto, specialmente se confrontato con l’iperattivismo legislativo che, invece, ha caratterizzato il governo Berlusconi in settori che, mettiamola così, stanno meno a cuore alla gente.

    2.- Non è vero che non ci possono essere punti d’incontro, possibilità di sintesi, tra le opposte visioni del mondo; anzi nella realtà ve ne sono molte di più di quanto si immagini: ad esempio, è importante che vi sia più flessiblità nel mercato del lavoro e da questo punto di vista la legge Biagi è stata, senza dubbio, importantissima. Ma è altrettanto vero che se i nuovi modelli contrattuali non sono accompagnati da una qualche forma di sostegno retributivo e contributivo a favore dei lavoratori “flessibili” questi ultimi sono destinati a rimanere a vita dei “precari”, ovvero i nuovi poveri del terzo millennio. Da questo punto di vista sarà importante il nuovo protocollo del Walfare, se mai verrà approvato. Si consideri, al riguardo, che questo governo non ha abolito la Legge Biagi, come aveva promesso in campagna elettorale, ma sta cercando solamente di eliminare alcune delle sue storture più evidenti, e questa e la dimostrazione che le due visioni del mondo possono coesistere ed integrarsi a vicenda.

    Nel mondo della globalizzzazione non esiste più il bianco ed il nero e chi lo dice lo fa solamente per avere visibilità e consenso a basso prezzo; esistono le ali estreme ed i partiti antagonisti da una parte e poi una grandissima maggioranza di DESTRA- CENTRO – SINISTRA dall’altra, che la pensa grosso modo alla stessa maniera e che, essendo ostaggio dei propri rispettivi alleati, non è in grado di fare quelle scelte coraggiose di cui il nostro paese ha bisogno.
    Ecco perchè l’unico modo per uscire da questa fase di stallo è trovare la soluzione tecnica affinchè i partiti, i movimenti, le corporazioni, i circoli, qualunque gruppo rappresentativo di interessi dello 0,0000 un cazzo di persone, possa esprimere le proprie opinioni, ma SENZA AVERE IL POTERE DI VETO che oggi ha. Ma per fare questo bisogna mettere nel conto la possibilità di stare all’opposizione per qualche tempo e questo rischio non lo vuole correre nessuno, nè a destra e nè a sinistra. E la gente si incazza, e come si incazza!!!!
    Altro che “statocentrismo” e visione “che mette al centro le persone”.

    Greg.

  21. errata corrige: “e questa E’ la dimostrazione”

    Greg

  22. E poi il 5 per mille è stato reintrodotto in questa finanziaria … se mai verrà approvata!!!

    Greg

  23. IL PARTITO DEMOCRATICO: NOVITA’ O BUFALA?
    Si fa un gran parlare negli ultimi giorni della nascita del PD come di un nuovo soggetto politico trainato dalla spinta di fantomatiche folle plaudenti e festanti per questa novità in grado di rivoluzionare la politica del nostro Paese.
    Io sinceramente dubito che quella appena celebrata con le primarie sia una rivoluzione e dubito che ci siano elementi di novità nel Partito Democratico.
    In primo luogo mi pare che il Partito Democratico non abbia sperimentato un nuovo modo di elezione partecipata dei vertici nazionali e locali in quanto la scelta di Veltroni e dei responsabili regionali, è stata frutto di una spartizione ex ante ed a tavolino tra le segreterie dei due Partiti che si sono fusi.
    I cittadini hanno solo ratificato con il voto (e con un euro a persona) ciò che le classi dirigenti di Ds e Margherita avevano pattuito.
    Prova ne sia il fatto che nessuno dei risultati , nemmeno quello del più piccolo paesino dell’entroterra lucano, ha destato sorpresa o si è discostato minimamente da quelle che erano le logiche spartitorie elaborate ex ante dai vertici di DS e Margherita.
    Non mi pare un elemento di novità nemmeno l’ipocrisia di un Veltroni in dubbio fino all’ultimo se correre per la massima carica del nuovo soggetto politico o andare in Africa a dimostrare quanto è buono e caritatevole (a parole).
    Veltroni ci ha abituato da tempo a simili recite da omino “sentimentale” che in pubblico fa l’indeciso e nelle segrete stanze obbliga i suoi colleghi di partito più rappresentativi (come Bersani, D’Alema, Fassino…) a non candidarsi alle primarie perché vuole essere sicuro che il suo risultato sia “bulgaro”.
    Veramente non regge questa farsa da Kennedy de noantri che finge da un a parte di parlare al cuore della gente mentre dall’altra non accetta nemmeno un confronto democratico con gli altri candidati alle primarie pretendendo solo che la gioiosa macchina da guerra diessina si mobiliti tutta in suo favore.
    Tutta quella finta suspance sull’esito delle primarie mi ha fatto venire il voltastomaco : forse Veltroni dubitava di vincere? Ma che uomo modesto !!!
    Tale disgusto è acuito dallo sgradevole comportamento dei mezzi di comunicazione ( anche pubblici… vabbè ) che hanno assicurato all’evento ludico/elettorale un tam tam mediatico senza precedenti e di dubbio equilibrio.
    Fino ad ora non mi pare ci siano grosse novità.
    Ma come se ciò non fosse sufficiente, neanche la composizione della classe dirigente mi pare un esempio di rinnovamento:
    Dall’analisi dei risultati delle primarie del partito democratico emerge la vittoria di Massimo D’Alema, che controllerà circa il 25% dei delegati dell’assemblea costituente; i fedelissimi di Walter Veltroni si aggirano attorno al 20% mentre la percentuale degli ex Popolari che fanno capo al ministro Giuseppe Fioroni è del 17-18%, da dividere però con Dario Franceschini.
    Si assiste invece ad un vero e proprio ridimensionamento di Francesco Rutelli e di Fassino , che raccolgono meno del 10% a testa mentre c’è un tracollo dei prodiani che si attestano al 5%… insomma Partito “nuovo” potentati vecchi !!!
    Ma la cosa che più di ogni altra mi fa pensare che il Partito Democratico è il solito equivoco progressista, sta nel fatto che esso appare una vera e propria fusione a freddo tra due compagini… una specie di imbellettamento politico che prima sceglie il leader, poi finge di eleggerlo a furor di popolo dimenticando ovviamente di fare chiarezza sui nodi programmatici e politici:
    Dove si collocherà il Pd?Nel PSE o nel PPE?
    Che posizioni ha sulle questioni etiche? Progressiste o cattoliche?
    Sui temi della scuola e dell’Università prevale la linea cattolico conservatrice di Fioroni o quella progressista?
    E sulla droghe chi prevale Binetti o Livia Turco?
    La stessa cosa dicasi per i temi economici, ambientali, immigrazione ecc.
    Mi pare che dietro il simbolo ci siano pochi contenuti intorno ai quali Veltroni pattina facendo evidenti esercizi di equilibrismo.

    http://leopinionidigeronimo.blogspot.com/

  24. Credo che di inculate ci siano a bizzaffe

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