Desperate Housini.

Diario di una campagna elettorale.

13 febbraio 2008 (- 60 giorni all’alba)

Finalmente si è deciso. Casini va ad impiccarsi con le sue stesse mani.

 L’Udc correrà con il proprio simbolo in solitaria e domani la direzione del partito chiederà a Casini di candidarsi per Palazzo Chigi. Noi che non l’abbiamo mai amato e che non lo volevamo manco-per-sogno nel PDL siamo solo che contenti.

Una fine triste la sua. Da sabotatore interno del vecchio governo Berlusconi e poi bastion contrario finchè l’Amor N ostro è stato leader dell’opposizione, finalmente ce lo togliamo dalle palle. Lui e quella banda di sfigati che rispondono al nome di  Tabacci e Buttiglione, solo per fare due paia di nomi.

Cosa ci guadagna Casini da questa mossa disperata e inutile? Visto che Berlusconi va fortissimo anche da solo? La sua irrilevanza politica nella prossima legislatura. Ma che dico la prossima legislatura. Per sempre.

Non potendo fare i suoi giochetti e doppigiochetti da democristiano navigato e messo all’angolo da Berlusconi, lui correndo da solo non fa altro che un bel regalo a Silvio Berlusconi. Fa esattamente il suo gioco. Il primo effetto si vedrà nei prossimi gorni. Con questa mossa disperata di fatti spingerà molti dei suoi a fuggire verso lidi sicuri (il PDL). Ma vi immaginate voi dei democristiani senza alcun potere? E’ chiaro che i più scapperanno verso chi gli può garantire la cadrega (e il bel Furby ora di cadreghe ne può affire davvero poche).

 Il grosso rischio è che ora l’UDC prenda meno del 4%.

Cosa ci guadagna Berlusconi dalla mossa del suo ex alleato rancoroso? Ci guadagna che scaccia le serpi dal giardino della ex casa della libertà. Non ci sarà più nessun Tabacci che gira freneticamente da una trasmissione politica all’altra a parlar male della coalizione di cui solo nominalmente lui faceva parte.

Questa campagna elettorale parte nel migliore dei modi. Tutto è finalmente più chiaro che in passato. Con questo quadro politico, comunque andrà a finire per Berlusconi e Fini sarà un successo e per Casini la sua fine politica. Nel peggiore dei casi, se cioè il PD e il PDL non raggiungessero la maggioranza per governare, è chiaro che si coalizzeranno per formare un governo delle riforme, una grande coalizione alla tedesca, senza centristi estremi e senza la sinistra radicale. Nel migliore dei casi, se cioè il PDL conquisterà una larga maggioranza anche al senato, ci saranno cinque anni di governo che governi, senza ditini alzati di Casini, boccucce a culo di gallina di Follini e dichiarazioni velenose di un Buttiglione qualsiasi o di Tabacci a frenare le riforme come hanno fatto in passato.

Dio, quanto mi piace questo PDL senza Casini/casini! 

Ci sarà veramente da divertirsi in questa campagna elettorale.

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Una risposta a “Desperate Housini.

  1. Quando la nave affonda…

    “[…] Intanto, mentre nelle prime ore del pomeriggio si fa asfissiante il pressing delle colombe alla ricerca di un’intesa, sul territorio l’Udc inizia a perdere pezzi. In Puglia, in Piemonte, nel Lazio ci sono consiglieri regionali che si affidano a telefonate riservate ai coordinatori regionali azzurri per dare la loro disponibilità ad appoggiare il Pdl. Una fuoriuscita che rischia di essere imponente in Sicilia, vera e propria cassaforte elettorale di Casini. L’Udc di Catania, infatti, ha già annunciato per bocca dei deputati regionali Filippo Drago e Fabio Mancuso di «condividere il progetto di Berlusconi». E così anche il responsabile provinciale dei centristi a Enna, Giovanni Palermo. Tanto che Saverio Romano, segretario siciliano dell’Udc, non esita a parlare di «fuga con il bottino». Che, in verità, rischia di essere solo all’inizio perché – spiega l’azzurro Osvaldo Napoli – «quando la rottura sarà formalizzata allora sì che inizierà il vero fuggi-fuggi…». D’altra parte, in via Due Macelli non è passata inosservata la battuta sibillina con cui Raffaele Lombardo ha commentato la decisione di Drago: «Lascia l’Udc? Non mi sconvolge e non mi meraviglia». Già, perché è proprio il leader autonomista siciliano – legatissimo al centrista Totò Cuffaro – l’ago della bilancia della sopravvivenza elettorale dell’Udc. E Lombardo, che domani dovrebbe incontrare Berlusconi ad Arcore, pur dicendo che «l’accordo non c’è ancora» sembra disponibile all’idea di costituire una sorta di Lega del Sud presentandosi con il suo Mpa alle politiche solo al Meridione. […] ”
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?…6&START=1& 2col=

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