Veltrooney e Veltrotti: scene stracafonal che non vorremmo mai vedere nei nostri stadi

 
Stucchevole, banale, pacchiano: l’appoggio – rubato – che il leder del Pd è andato a prendersi da George Clooney, fa il paio con quello -sincero- ottenuto da Totti. E’ la solita, vecchia, solfa. Figlio di Togliatti, ex vice responsabile della Commissione Stampa e Propaganda del Pci, Veltroni ragiona come Stalin quando dava i ”premi per la pace” nei primi anni cinquanta. Chiama a sé intellettuali -quasi sempre spinti da basse ragioni di interesse personale – se ne circonda, se ne vanta e pesna così di accreditarsi, di ottenere consenso, di avere voti.
Tattica vecchia, sbagliata, stracafonal che svela il profondo vuoto culturale di Ualther. Il suo discorso è tutto un ammiccamento, una serie infinita di citazioni rubacchiate. di ammiccamenti al buonismo, all’opportunismo, alle stelline in ciel che brillano.
Veltroni non ha letto libri (a differenza di D’Alema e Fassino), e si vede. Diplomato all’Istituto del Cinema è tutto apparenze e quasta sua campagna elettorale è sempre più identica a Cinecittà, grandi scenari, ma di cartone, e se si guarda dietro la facciata: il nulla, intelaiature di legno sostenute a stento da pali. Il vuoto.

 

 by Carlo Panella

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