Oggi a Napoli è tornato lo Stato.

Stamattina è arrivato sul serio lo Stato in quel di Napoli: guerriglia fra manifestanti e polizia, cariche, sassaiole, bombe carta, feriti, molotov e molti arresti (fra questi alcuni leader dei centri sociali della sinistra antagonista). Ma lo Stato non arretra. Le forze dell’ordine caricano e arrestano, non si lasciano intimidire. Sblocca le strade, rimuove i pullman incendiati e messi di traverso per isolare i luoghi che portano ai siti per le discariche, usa i lacrimogeni, picchia duro se è il caso. Manda i responsabili di azioni di guerriglia in carcere, soprattutto. Processi per direttissima.

Siamo in un momento di calamità nazionale, rischio grave di epidemie, vergogna internazionale, il colera è un brutto ricordo di Napoli e proprio non vogliamo che ritorni, diventeremmo agli occhi del mondo peggio di Nairobi, peggio dell’ultimo sobborgo africano o dell’America latina. La “camorra & centri sociali spa” vogliono una Campania disordinata e sporca – ma sopratttutto senza Stato – per controllare il caos e fare affari d’oro.

 Lo Stato finalmente stamattina ha risposto in piena emergenza. Come se si trattasse di una frana o un terremoto: interviene, spala, salva, pulisce, manda l’esercito, gli elicotteri ella protezione civile. Così si da veramente un segnale alla camorra imperante che “ordina” il disordine. In Campania non si muove foglia che la camorra non voglia. Non basta fare film denuncia da mandare a prendere appalusi a Cannes.

 Bisogna avere il polso fermo. Forte. Come ha fatto la Francia con le proteste delle banlieue parigine. Basta essere uno Stato assente o debole (Bassolino e Jervolino giusto per far due nomi di grande debolezza e assenza, ma anche Prodi non ha scherzato in debolezza e assenza).

Ma soprattutto una risposta forte è un precedente che farà capire che la pacchia è finita davvero, per tutti i nemici dell’interesse pubblico (leggi: bene comune). Le discariche sono un obbligo, gli inceneritori ce li hanno tutti.

Nella mia città, Forlì, ci sono due inceneritori così grandi che in uno dei due si brucia anche la monnezza proveniente da Napoli. E sono in mezzo ad un quartiere. A tre Km dal centro cittadino. Perchè Forlì accetta ciò che Napoli non permette? Perchè la Campania si ribella a ciò che qualsiasi regione d’Europa accetta (Calabria e Sicilia, Galles e Galizia, Tansilvania e Normandia)? Perchè in Campania la Camorra la fa da padrona assoluta?

Il motivo è che lo Stato non esiste da decenni a Napoli.

Ma adesso basta!

Chi cerca lo scontro con la polizia l’avrà, chi calpesta le leggi verrà arrestato, chi lancia estintori contro servitori dello stato non sarà più celebrato come un eroe nazionale al quale intitolare pure salette a Montecitorio. Stamattina, ragazzi, l’Italia è tornata ad essere per i napoletani uno Stato, sarà dura, ci vorranno sangue freddo e pugno duro. Ma sarà per il bene soprattutto dei napoletani.

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2 risposte a “Oggi a Napoli è tornato lo Stato.

  1. Ma si risolviamo tutto con il manganello !!! E’ l’unica soluzione … d’altra parte è difficile convincere la gente che mettere una discarica a 2Km dall’ospedale e sopra una falda acquifera è la soluzione migliore !!!

  2. in Campania non i accetta quello che in tutto il mondo (civile) avviene: raccolta differenziata termovalorizzatori, discariche.
    Pallo, la tua difesa è debole. Niente è più pericoloso della monnezza a cielo aperto. A Napoli la devono smettere di pensare come dei bambini viziati che per non mettere il pannolino la fanno in giro per casa. La merda intendo…
    Sorvy

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