Carlo Panella is cool.

Si va a periodi. Da qualche mese mi capita di andare a vedere subito il blog di Carlo Panella. In televisione non mi aveva mai colpito particolarmente, anche perchè ha sempre fatto l’intervistatore e mai il commentatore. Sul suo suo blog invece mi risulta straordinariamente acuto nel giudizi. Mi ci ritrovo al 101%. Negli ultimi giorni ad esempio ha inanellato un post più bello dell’altro. Leggere per credere:

11/07/2008 13.02.01  
Eluana: lo strazio dell’agonia durerà per un mese. Uccidetela piuttosto!

Dunque, secondo il suo anestesista, Eluana può sopravvivere anche 30 giorni quando le sarà tolto il sondino: morirà infatti di fame e di sete. Non di altro, perché nel suo corpo c’è ancora vita, non c’é nessun accanimento terapeutico, non viove grazie a cure, viva da sola, solo che non può mangiare e bere.
I suoi boia, però le daranno sedativi per calmare il dolore. Sono perfetti, spaventosi, eredi di Cartesio che spiegava che il pesce preso all’amo, la bocca squarciata dall’acciaio, non soffre ”perché non ha coscienza di sé”.
Lo spaventoso abisso di orrore del laicismo è misurato tutto dal padre di Eluana, che ci appare drammaticamente certo di fare così il bene della sua bambina, in totale, assoluta, buona fede.
Il delirio della ragione a tanto arriva: a farli desiderare, a combattere per imporre una agonia terribile, nella faustiana presunzione di sapere che Eluana non sente, non è cosciente in un qualche modo che sfugge alla nostra scienza.
C’è una prova a cui con tutta umiltà e pietas chiediamo al padre di Eluana di sottoporsi. E’ disposto a ordinare ai medici di ucciderla, di ordinare, per il bene di sua figlia, una vera e propria esecuzione rapida, immediata?
Se è pronto, abbia almeno il coraggio di farlo. Perché l’agonia a cui un tribunale di dementi ha condannato Eluana è intollerabile scempio.

10/07/2008 16.25.22  
D’Alema faccia di bronzo: se la Forleo lo accusa di reati è eversiva, Berlusconi invece deve farsi processare

Il discorso di D’Alema alla Camera ha dell’incredibioe sia dal punto di vista politico che culturale. D’Alema è quel signore che ha chiesto e preteso che il Gip Forleo fosse messa alla gogna mediatica -e del Csm- per aver sostenuto in un atto di giustizia che lui aveva commesso gravi reati nel pasticcio bancario Unipol. Tutti ricordiamo le sue dichiarazioni al fiele, e il tono da madonna insidiata del Lider Màximo di quei giorni.
Comprensibile.
Oggi, però. a fronte del lodo Alfano, che meglio è chiamare ”lodo Napolitano” per l’impronta che gli ha dato il capo dello Stato, D’Alema ha la faccia tosta di sostenere che mentre lui è naturaliter al di sopra di ogni sospetto e che quindi ogni insinuazione al riguardo va perseguita, Berlusconi, invece, deve sottoporsi alla volontà dei giudici: ”Berlusconi affronti i giudizi che lo riguardano a testa alta. Lasci al Parlamento il compito di affrontare questioni di fondo come quella della giustizia in quel clima di confronto sulle riforme prima auspicato e poi compromesso da scelte autoritarie che hanno creato imbarazzo anche in parte della maggioranza. Questa legge serve solo a bloccare in modo sbrigativo e rozzo il processo per corruzione in cui il presidente del Consiglio è coinvolto e forse per evitargliene un altro. La verità è questa, e le finzioni non aiutano. Il lodo Alfano è una soluzione pasticciata e confusa. È una leggina che è un errore politico volto a tutelare l’interesse per presidente del Consiglio e lo espone al dibattito umiliante di questi giorni.
Il solito, vecchio, arrogante comunista: questo è l’unico commento possibile.

 

09/07/2008 16.35.15  
Veltroni, dsitratto, si accorge solo ora che Di Pietro è volgarazzo e forcaiolo

Straordinarie le prese di distanze, le sdegnate condanne, le irritazioni, le abiure che tutti i dirigenti del Pd si sono sentiti in dovere di fare dopo la manifestazione di piazza Navona.
Ma chi ha portato in Parlamento quella Idv che nei suoi comizi augura al papa di essere sodomizzato da diavoletti froci?
Chi ha salvato dal quorum quella Idv che lascia che Grillo sputtani Napolitano?
Chi ha presentato agli elettori come un alleato -l’unico alleato- quel Di Pietro che lascia che la Guzzanti parli dei pompini di una ministra?
Si sa, è stato Walter Veltroni, che per di più, nel nome di questo fantastico asse, ha ucciso i socialisti, negando loro dignità di alleati.
Veltroni, insomma ha deciso a suo tempo che il suo Pd doveva fungere da megafono perché Di Pietro potesse urlare più forte -e con una denza pattuglia di parlementari- le volgarità politiche di piazza Navona.
Scelta demente.
La prima di molte altre.
 

08/07/2008 14.26.29  
Veltron-Tafazzi in preda al vino: rincorre Di Pietro e offende Napolitano

Nessuno ha salvato il ”soldato Ualther” e così continua a farsi male da solo.
L’ultima è di stamane. Da giorni, Napolitano, sta tessendo una sottile e complessa tela di trattative per ricostituire un clima di dialogo in Parlamento. Solo un coglione non poteva non capire che la scelta di anticipare l’esame parlamentare del ”Lodo Alfano”, e la conseguente morte della ”ammazzaprocessi” era stata appunto l’esito di questa attività personale di Napolitano.
Bene, Fini -a norma di regolamento- fa quel che deve fare un presidente della Camera: propone ai capigruppo un ordine dei lavori che permetta al ”metodo Napolitano” di concretizzarsi.
A questo punto, Veltroni attacca a testa bassa Fini per questa scelta, poco ci manca che gli dia del fascista e blatera, blatera, blatera, un occhio, anzi due, anzi tre a quella piazza Navona che da sempre -incredibilmente- somatizza la cattiva coscienza dei dirigenti del Pd (Ds-Pds-Pci…).
Dal Quirinale trapela una ufficiosa contrarietà, una malcelata irritazione nei confronti di Veltroni. Niente, il soldato Ualther in pieno delirio alla Tafazzi continua a darsele di santa ragione sugli zebedei.
Una pena.
 

07/07/2008 16.17.47  
La curia di Milano: girotondini filosilamici

Ma come si permette monsignor Bottoni di dare del ”fascista” a un ministro della Repubblica che fa il suo dovere? E perché monsignor Bottoni preferisce stare dalla parte di chi pratica e propaganda una versione -questa sì- fascista dell’Islam, come quella della mosche di viale Jenner di Milano, invece di quegli islamici che contrastano questo fondamentalismo?
La risposta è semplice e drammatica: perché nella Curia di Milano si è imposta una componente che fa del relativismo -tanto criticato dal Papa- la sua caratteristica, che dialoga e protegge i peggiori Imam dell’Ucoii e del fondamentalismo e che si scatena contro chi li contrasta.
Pure, lo stesso presidente di sinistra della provincia di Milano, Penati, sa e dice che quella di viale Jenner è una ferita nel cuore della città e oggi arriva sino a prospettare una multa per coloro che pregano occupando strade e giardini della città.
In ballo, a viale Jenner, c’è la pretesa dei musulmani, di alcuni musulmani, di imporre la ”loro” legge, la legge coranica, di fare quel che piace e pare a loro, di occupare in 4.000 ogni venerdì la sede stradale, trasformando il quartiere in un caos, perché così vogliono, perché così hanno deciso.
E in Curia c’è chi dà loro più di una mano.
E’ un vero e proprio scandalo, che ha visto dare protezione e aiuto allo scandalo della scuola islamica di via Quaranta -in cui si ammanivano rogrammi osceni in arabo ai piccoli musulmani- in nome di dun ”dialogo interreligioso” che altri non è se non l’accettazione dell’Islam più fondamentalista, antidemocratico -la mosche di viale Jenner è stata incubatrice di terroristi e kamikaze- e di uno spirito ”postconciliare” assolutamente demenziale.
Sarebbe bene se la Cei si prendesse carico di questo scandalo e se il cardinale Tettamanzi cessasse di dare copertura a questi monsignori girotondini. Non lo farà, naturalmente, e ne verranno guai.

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2 risposte a “Carlo Panella is cool.

  1. Teo- Beppino

    Si tratta di far si’ che la natura riprenda il suo corso e di rispettare il diritto alla morte cosi’ come si deve rispettare quello alla vita: interrompere l’alimentazione artificiale a Eluana non e’ la ‘consumazione di una vita’ ma far riprendere un percorso naturale che e’ stato interrotto. quella naturalita’ e’ stata interrotta non al momento dell’incidente che ridusse in coma mia figlia, ma quando furono adottati i protocolli di rianimazione che hanno portato Eluana allo stato che conosciamo: il coma vegetativo permanente. Questo e’ innaturale. Lo stato in cui versa e’ stato creato clinicamente, contro natura. Da questa condizione ne deve uscire in modo altrettanto clinico seguendo, comunque, tutti i protocolli in rispetto della sua dignita’ umana. la Chiesa ha il diritto a manifestare le proprie convinzioni ma non puo’ non vedere la naturalita’ delle cose. che la Chiesa rispetti le volonta’ di Eluana.

  2. Hey, you used to write magnificent, but the last several posts have

    been kinda boring… I miss your great writings. Past several posts are just a bit out of track!
    come on!

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