Manifestazione di Giuliano Ferrara in risposta “ai giacobini puritani” del palasharp

ROMA – Giuliano Ferrara, direttore: allora è vero, entri in azione. «Diciamo così: diciamo che sul giornale che dirigo, Il Foglio, mi sono chiesto se esiste un pezzettino d’Italia indisponibile a darla vinta ai puritani del PalaSharp… avevo immaginato di riunire un po’ di berlusconiani di buona volontà in un teatro milanese e…». Sei già in fase operativa. «Sì. L’appuntamento è per sabato mattina, alle 10 e 30, al teatro Dal Verme». Il teatro che ospitò memorabili serate futuriste con Filippo Tommaso Marinetti. «E dove Benito Mussolini tenne anche un celebre discorso… Ma io, naturalmente, spero di fare molto meglio del Duce». Meglio del Duce? «Vuoi sapere come abbiamo deciso di allestire il palco? Sarà una scenografia strepitosa». Addirittura strepitosa? «Beh, senti: ci saranno tre fili tesi, di quelli su cui di solito si stende il bucato. Ma, appese, ci saranno solo centocinquanta mutande diverse e colorate. E questo sai perché? Perché lo slogan della nostra manifestazione è: siamo in mutande, ma vivi». Spiega il concetto. «Allora: dicono che il presidente del Consiglio si comporta male, e magari non si è comportato meravigliosamente bene in parecchie occasioni. Ma, come ho scritto sul Foglio, è questo il problema? Noi siamo convinti di no. Il problema è che vogliono mettergli le mani addosso per chiarissime, misere ragioni politiche». Direttore, scusami: ma avrai letto anche tu tutte le intercettazioni della minorenne Ruby e delle altre ragazze, della Minetti, delle escort, con dentro il racconto dei bunga bunga di Arcore e… «No no, io non partecipo al festival!». Non è un festival. «E invece è proprio un festival! Piuttosto, ascoltami bene: ora ti dico una cosa che spero leggano anche il professor Umberto Eco, Gustavo Zagrebelsky e tutti quegli illustri e rispettabili signori che non sapendo cosa sia l’ironia, vorrebbero introdurre in questo Paese il governo della virtù, attraverso un golpe morale. E la cosa è questa: noi siamo convinti che il partito dei pm militanti…». I pm fanno il loro lavoro, direttore. «Dai, lascia stare, e ascoltami invece: noi siamo convinti che il partito dei pm, di coloro che spiano dal buco della serratura, delle pornogallery, delle intercettazioni selvagge, dello squallido spionaggio ad personam, il partito di questi talebani virtuosi is unfit to lead, sia inadatto a governare l’Italia, esattamente come scrisse l’Economist di Berlusconi». Colpisce che a chiamare alla mobilitazione sia proprio tu, direttore, che ai ranghi più appassionati e militanti dei berlusconiani, specie negli ultimi tempi, avevi consigliato di non forzare i toni, di non evocare la piazza. «Ma guarda che sul palco, sabato, noi discuteremo e parleremo di tutto. Perché sì, siamo quasi tutti berlusconiani, ma non osservanti… lo sai, no? noi siamo frondisti, provochiamo… Berlusconi a molti di noi piace tanto, ad altri meno, certi altri lo vorrebbero in un modo, piuttosto che in un altro… ma tutti, proprio tutti, sai da cosa siamo uniti?». Lo immagino… «Siamo uniti dallo stesso disgusto per questa crociata puritana e giacobina». Adesioni? «Ne stanno arrivando in continuazione…». Puoi darci qualche nome? «Allora… Iva Zanicchi, Antonio Martino, Pietrangelo Buttafuoco, Piero Ostellino, Massimo Bordin, Assuntina Morresi, Alessandro Sallusti…». Direttore: la Procura di Milano sta per chiedere, nei confronti di Berlusconi, il «giudizio immediato» per entrambi i reati che gli vengono contestati. Tu sei molto ascoltato, dal premier. Che consiglio senti di potergli dare? «No, mi spiace, te l’ho detto: io non partecipo al festival…». Direttore, permettimi di insistere… «Insisti quanto vuoi, tanto io ti ripeto sempre la stessa cosa: non partecipo al festival, non parlo dei pettegolezzi della Boccassini». (Numerosi osservatori ritengono che Giuliano Ferrara sia così stimato dal Cavaliere, da essere tra i pochissimi autorizzati a poterlo contraddire, in privato, persino con una certa nettezza).

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3 risposte a “Manifestazione di Giuliano Ferrara in risposta “ai giacobini puritani” del palasharp

  1. La procura di Milano ha affermato che le foto di Berlusconi, anche se ci sono, non entreranno nel processo: per forza, con il BUNGA BUNGA sono uscite tutte mosse!

    Questa volta il “puritanesimo” non c’entra nulla: è impossibile difendere l’indifendibile, anche se ti chiami Ferrara.

    Greg

  2. “noi siamo frondisti, provochiamo… ”

    E quale sarebbe lo scopo di questa provocazione? Perchè chi provoca tanto per provocare è solo un pericoloso idiota. Ferrara e Berlusconi un paio di giorni fa avevano annunciato la rivoluzione liberale. E’ servita per sviare dagli argomentei più politicamente imbarazzanti ed è già sparita dalla discussione. Siete bravi a buttare fumo negli occhi, ma ripeto: a parte i festini e la propaganda, che si fa???

    “Siamo uniti dallo stesso disgusto per questa crociata puritana e giacobina”

    Gli stessi che parlano di diritti dei bambini ad avere genitore maschio e femmina (contro tutte le evidenze psichiatriche esistenti in letteratura), fanno spallucce sapendo di minorenni che dormono a casa di un vecchio bavoso, in mezzo alle troie.

    Complimenti per la coerenza, l’onestà intellettuale, la lungiminrante visione politica.

  3. L’unto del popolo, che ha sempre odiato il Parlamento, adesso si aggrappa ai “Scillipoti” per evitare a tutti i costi il giudizio popolare.
    Ha una paura fottuta delle elezioni.
    Che misera fine.

    Greg

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