“A’ la guerre comme a’ la guerre.” But I don’t like that!

Lungi da me dal dichiararmi pacifista.

Io sono un interventista con i contro-cazzi, un “neocon” della prima ora, un “esportatore di democrazia” ammmericano, un fanatico dell’Alleanza Atlantica, un feticista delle bandiere americane (di cui peraltro faccio collezione) specie se stropicciate dal vento sabbioso di deserti mediorientali, un fan sfegatato di George Dàbliu Bush (per gli amici George II), un simpatizzante della ottima gestione del carcere americano di guantanamo (approposito ma Obama non avrebbe dovuto chiuderlo il carcere di Bush?!?)

Io sono il Sorvegliato Speciale. Un blog nato circa un anno dopo l’attacco delle torri gemelle e creato apposta per non dimenticare – e non far dimenticare – che il terrorismo è una brutta bestia e va combattutto con tutte le forze, specie quelle “armate“.

Io sono un “guerrafondaio“. Cioè uno convinto che tutti i paesi del mondo hanno diritto alla democrazia. E che solo la democrazia “esportata” in tutto il mondo può estirpare il terrorismo e la violenza, la povertà e il maltrattamento delle donne, il fanatismo religioso e le ideologie comuniste, nazifasciste e islamiste.

 Finchè c’è un solo Stato dittatoriale a questo mondo non ci sarà pace.

Io ritengo che tutti i dittatori vadano fermati. E non solo alcuni. Bush teorizzava appunto questo. Da qualche parte doveva pur cominciare. E cominciò da quelli che gli avevano dichiarato guerrà abbattendo le torri gemelle. I pacifisti e i pacifinti di tutto il mondo si misero di traverso. La Francia in primis.

Quello che non sopporto di QUESTA guerra è che è fatta solo per un interesse proprio e non per un motivo umanitario.

Ai francesi non frega un cazzo dei libici infatti al contrario di noi italiani non hanno inviato neanche una nave o un aereo pieno di aiuti umanitari.

Ai francesi interessano solo i loro interessi: dimostrare all’Europa in primis e al mondo poi, che è ancora una grande potenza militare.

Non c’è telegiornale in Europa che non ricordi che è la Francia ad aver attaccato per prima, la Francia ad aver convinto l’Onu, la Francia ad aver ospitato il summit decisivo . E avanti con i servizi sui Rafale che decollano da Saint-Dizier e sulla portaerei nucleare De Gaulle («la più grande nave europea», ovviamente) che salpa da Tolone: allons enfants de la Patrie, in un rigurgito di buona vecchia Grandeur napoleonico-gollista.

Sarkozy confida al «Journal du dimanche» che «non è bellicista», però «fa effetto vedere le bandiere francesi a Bengasi». Ma le bandierine francesi sono l’unica cosa che i Francesi hanno spedito allan popolazione di Bengasi. Noi invece medicine, pasta e pane. Scusate ma a me questa guerra tutta francese mi fa schifo.

E non è sufficente godersi i plausi della sinistra italiana all’intervento armato per farsela piacere. Pacifisti a corrente alternata.

O diventa la guerra dell’Alleanza Atlantica o è una guerra tutta “francese”. La qual cosa allora non mi interessa affatto. Meglio sfilarsi dal dare una manina ai cugini ipocriti.

La Francia ha dei forti interessi petroliferi in Libia. Vuole eliminare la nostra ENI per sostituirsi nel controllo dei pozzi petroliferi.

Magari l’Italia ha solo l’interesse di non venire invasa dalle popolazioni nordafricane in fuga o quella di mantenere con Gheddafi o chi per lui gli importantissimi e strategici accordi commerciali precedentementi sottoscritti (sottoscritti sia ben chiaro tanto da Prodi quanto da Berlusconi).

Io sono per gli interventi umanitari, per le guerre al terrorismo come quella alla Ex Yugoslavia di Milosevich, quella in Afghanistan,  o quella in Iraq.

Ma non penso che una volta “ELIMINATO” Gheddafi, la Francia o chi per lei si preoccuperà di portare la democrazia in Libia. Non glie ne frega un cazzo!

Alla Francia interessa avere un interlocutore nuovo che tratti con il principale interventista (La France) e che gli garantisca tante belle commesse petrolifere. Fanculo la democrazia, sia eretto un nuovo dittatore, magari peggiore di Gheddafi, ma che paghi dazio alla Francia per una trentina di anni almeno.

Si è visto infatti come la maggior parte delle nazioni con cui la Francia stringe i suoi rapporti (a partire dalle ex colonie) sono degli stati dittatoriali uguali a quello contro il quale adesso sta combattendo con tanta veemenza e rapidità.

Provi la Francia a muovere guerra, se è vero che lo fa per scopi umanitari, contro almeno un altro dei tanti paesi dittatoriali.

Se vuole Monsieur  Sarkozy avere una lista da cui partire (incompleta ma significativa) glie la fornisco io subito:

Hugo Rafael Chávez Frías, Venezuela

Raul Castro, Cuba

Kim Jon II , Korea del Nord

Hu Jintao, Cina

Than Swe, Birmania

Mahmud Ahmadinejād, Iran

Re Abd Allah, Arabia Saudita

 Ali Abdullah Saleh , Yemen

Paul Kagame, Ruanda

Omar Hasan Ahmad al-Bashir, Sudan

Bashar al-Asad, Siria

Robert Mugabe, Zimbabwe

Muammar Gheddafi, Libia

Nông Mạnh, Vietnam

Islam Karimov, Uzbekistan

Joseph Kabila,  Congo

Paul Biya, Camerun

Faure Gnassingbé, Togo

Idriss Déby, Ciad

Than Shwe, Birmania

Hun Sen, Cambogia

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7 risposte a ““A’ la guerre comme a’ la guerre.” But I don’t like that!

  1. Cercasi: bandiera della pace. Anche usata. Offresi prezzo adeguato.

  2. Re Abd Allah, Arabia Saudita. Grande amico della Famiglia Bush…

  3. Si. Pure quello. Ho infatti scritto che la lista e’ incompleta. Tra dittatori comunisti e islamisti l’elenco e’ molto ma molto lungo. Sorvy

  4. Si. La mia era una critica. La poltica di Bush non è stata mai disinteressata, vi siete bevuti le fandonie sull asse Bin Laden – Saddam e sulle armi di distruzione di massa; ora, per criticare l’attacco in Libia, usate le stesse motivazioni che in precedenza criticavate. Gheddafi=Saddam.

  5. E’ piu’ imbarazzante un interventista che diventa pacifista o un pacifista che diventa interventista?

  6. Hai dimenticato di metterci Putin nella lista dei dittatori

    E cmq sei un ritardato

  7. E anche Luckashenko, grande amico del premier…

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