L’estate di Andrea.

Questo è il tema delle vacanze che ha scritto oggi mio figlio Andrea. Lui ha 12 anni e va in seconda media. Mi è piaciuto così tanto che lo voglio condividere con voi.

Racconta una o più esperienze di questa estate che ti è rimasta nel cuore.

L’idea su questo tema non mi è venuta subito. Anzi, ci ho pensato per ore, e ogni volta che me ne veniva in mente una, dopo poco la scartavo. Le uniche due che mi sono sembrate sensate, le ho scritte, ma una volta finito mi sono accorto che erano troppo noiose e prive di interesse.

Ma poi ho avuto l’illuminazione: la cosa più ovvia del mondo, ma che a nessuno viene mai in mente.

L’estate. L’estate è o non è un esperienza? Certo che lo è, e per di più anche grossa! Un weekend di tre mesi, un periodo di sospensione e di emozione, avventura, ma soprattutto dormite e riposo. Tra giochi e pisolini, si passa da una felice realtà divertente a un magico mondo di sogni; è l’evento più solenne dell’anno, che ne contiene altri tutti da vivere e godere.

In inglese c’è un espressione abbastanza usata nel linguaggio comune: “to be a couch potato”. Letteralmente vuol dire “essere una patata su un divano”, termine usato per indicare una persona che sta tutto il giorno sul divano a guardare la televisione e poltrire tutto il giorno. Ed è questa la mia estate ideale: stendersi sul divano, mettere su un tavolinetto vicino degli spuntini con qualcosa da bere, con telecomando, nintendo e cellulare vicini, in modo da alzarsi solo per andare in bagno e stare in completo relax. Relax, che dolce suono per le mie orecchie, probabilmente il mio preferito (dopo videogiochi, pigrizia e cioccolato): mi piace troppo stare in panciolle per ore e rilassarsi, senza nessuna preoccupazione che ti ronza in testa e sonnecchiando tra un film e un videogame.

In breve, gran parte della mia estate l’ho passata così. Probabilmente lei penserà che ho sprecato la mia estate. Ma dopo otto mesi di faticosa scuola credo tutti si meritino del “sano e pacifico” riposo; sono sicuro che anche lei ha passato molti pomeriggi della bella stagione a rilassarsi. E poi ognuno ha il suo hobby, qualcosa che fa durante il tempo libero: e il mio è l’ozio.

In ogni caso non ho passato TUTTA la mia estate così: ho vissuto anche molti momenti più … “intensi”.

Ad esempio, mentre ero in Puglia dai miei nonni quasi tutte le mattine andavo a mare e giocavo con mia sorella o i miei cugini a frisbee, a racchettoni, a fucilate e schizzi d’acqua. Una volta abbiamo fatto la gara di castelli di sabbia, ma io non ero d’accordo: uno dei primi motivi per cui non sopporto i bambini piccoli, è perché adorano la distruzione; e in particolare c’è una cosa che adorano abbattere: i castelli di sabbia.

È naturale, se fai un castello di sabbia non ti dura per molto. Ti giri un attimo e … Boom! Un marmocchio comincia ad assaltare il fortino: loro lo calpestano, e tu ribolli dentro una rabbia incontenibile, perché ti mancavano dieci minuti, dieci minuti di lavoro. Quello si che è tempo sprecato: fare i castelli di sabbia.

Questa è stata un’estate importante per me: ho trascorso il periodo più lungo senza i miei genitori (un mese e mezzo) e senza mia sorella Giulia (dieci minuti). Ho imparato a cucinare le crepes, anche se senza grandissimi risultati: insieme a Giulia e “zia V” (zia Vita) ho provato a cucinarle, ma quando nella padella dovevamo girarle, io volevo farle saltare, e volavano sempre via andando sul fuoco dei fornelli e bruciandosi completamente. Ma la cosa più importante è una: ho visto al cinema l’ultimo capitolo della saga di Harry Potter! È stato avvincente, anche se avevo già letto il libro e conoscevo il finale. E la sala dove avevamo visto il capolavoro cinematografico era completamente vuota: non c’era assolutamente nessuno oltre a me, mia madre e un enorme confezione di popcorn. E visto che non c’era nessuno potevamo commentare il film a voce alta, sgranocchiare rumorosamente i popcorn e io potevo tossire senza imbarazzo.

La tosse! Come ho fatto a dimenticarmi della tosse! Mi ha cominciato a torturare proprio quando ho iniziato a divertirmi: appena arrivato in Puglia. Lo sbalzo di temperatura per il mare freddo e la doccia esterna (quella dove ci laviamo una volta tornati dal mare per togliersi il sale) congelata, le mie difese immunitarie hanno sventolato bandiera bianca e hanno ceduto. Da quel momento in poi la tosse mi ha tormentato: c’è stato addirittura un periodo in cui non riuscivo a stare mezzo minuto senza farne almeno un colpo, e non sto esagerando!

Anche adesso che manca una settimana all’inizio della scuola (sì, mi sono ridotto all’ultimo momento per finire i compiti) ce l’ho ancora, e non se ne vuole proprio andare; ho provato un sacco di medicine, una più schifosa dell’altra: aerius, flumicil, gaviscon, lucen e sciroppi vari. Ho fatto l’aerosol e provato diversi rimedi, ma niente. La cosa peggiore è che non ho potuto mangiare per un sacco di tempo moltissima roba buona: cioccolata, anguria, pomodoro, agrumi, bibite gasate, gelato e cose fredde in generale, perché è saltata fuori anche l’ipotesi di una tosse legata al cibo.

Questa è la terza volta che rifaccio questo tema, e spero che sia la volta giusta. Sto per concluderlo e quando lo rileggo voglio, anzi, pretendo che non sia noioso. Beh, almeno ci spero!                                                                            

 

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Una risposta a “L’estate di Andrea.

  1. fedepunkdari

    è molto bello questo tema braviximo!!!!!!!!!!

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