Archivi categoria: ELEZIONI POLITICHE 2008

We won. Oh, what a wonderful world (noi abbiamo vinto. Oh, che mondo meraviglioso).

Una canzone che esprime meglio di ogni parola il mio stato d’animo il giorno dopo della storica vittoria di Berlusconi.

“Somewhere over the rainbow” (“da qualche parte sopra l’arcobaleno”) il cielo è sempre più blu.

Gli arcobaleni sono tramontati per sempre. I casini/Casini messi all’angolo. I Veltroni mielosi e appiccicaticci fatti scendere dalle nuvole di zucchero filato dell’Isola che non c’è. Prodi nessuno vuole neanche sentirlo nominare. Boselli, chi era costui? Pecoraro, phoff…

Il cielo d’Italia mai è stato così azzurro come oggi.

Sorvy

Alcune strofe della stupenda canzone di sopra. Adesso capite come mi sento… semplicemente beato.

Well I see trees of green and
Red roses too,
I’ll watch them bloom for me and you
And I think to myself
What a wonderful world
Well I see skies of blue and I see clouds of white
And the brightness of day
I like the dark and I think to myself
What a wonderful world

Beh vedo gli alberi del prato e
anche le rose rosse
le guarderò mentre fioriscono
per me e per te
e penso tra me e me
“che mondo meraviglioso!”

Beh vedo cieli blu e nuvole bianche
e la luminosità del giorno
mi piace il buio e penso tra me e me
“che mondo meraviglioso!”

I risultati definitivi.

Una vittoria straordinaria, fantastica, di gran lunga superiore alle migliori previsioni. Berlusconi è stato l’unico ad indovinare l’esito, ripetendocelo fino alla noia: “dieci punti di distacco e almeno trenta senatori”.

L’amor nostro non ne sbaglia una!

RISULTATI DEFINITIVI

 

Uno tsunami ha travolto la sinistra (e Casini).

La sinistra arcobaleno scompare dal parlamento. Per capirsi: niente più Bertinotti, Luxuria, Pecoraro Scanio, la Palermo per 5 anni. Il PD di Veltroni + il mozzorecchi analfabeta Di Petro quasi dieci punti sotto al PDL + Lega a dimostrare che Berlusconi non racconta balle e che i sondaggi diffusi sino ad oggi (tranne quelli di Berlusconi) sono inaffidabili. A Veltroni l’onore delle armi. Fra lui e Prodi c’è un abisso. Il vero omicida della sinistra è stato Romano Prodi. Mai governo fu più disastroso per le sorti della nazione e della coalizione che lo sosteneva. E poi, massima soddisfazione, Casini entra in parlamneto con un pugno di mosche. Il mio amico Greg adesso me la pagherà la famosa cena al Ristorante “Al Sorso preferito” di Bari?

Sorvy

Veltrooney e Veltrotti: scene stracafonal che non vorremmo mai vedere nei nostri stadi

 
Stucchevole, banale, pacchiano: l’appoggio – rubato – che il leder del Pd è andato a prendersi da George Clooney, fa il paio con quello -sincero- ottenuto da Totti. E’ la solita, vecchia, solfa. Figlio di Togliatti, ex vice responsabile della Commissione Stampa e Propaganda del Pci, Veltroni ragiona come Stalin quando dava i ”premi per la pace” nei primi anni cinquanta. Chiama a sé intellettuali -quasi sempre spinti da basse ragioni di interesse personale – se ne circonda, se ne vanta e pesna così di accreditarsi, di ottenere consenso, di avere voti.
Tattica vecchia, sbagliata, stracafonal che svela il profondo vuoto culturale di Ualther. Il suo discorso è tutto un ammiccamento, una serie infinita di citazioni rubacchiate. di ammiccamenti al buonismo, all’opportunismo, alle stelline in ciel che brillano.
Veltroni non ha letto libri (a differenza di D’Alema e Fassino), e si vede. Diplomato all’Istituto del Cinema è tutto apparenze e quasta sua campagna elettorale è sempre più identica a Cinecittà, grandi scenari, ma di cartone, e se si guarda dietro la facciata: il nulla, intelaiature di legno sostenute a stento da pali. Il vuoto.

 

 by Carlo Panella

A bè, se lo dice lei…

«Non credo che il governo Prodi meriti tutte le accuse e le offese che ha ricevuto! Prodi è l’uomo che per due volte ha dato al Paese un governo serio!».

Se lo dice lei, allora…

Non è vero che “sono tutti uguali”. C’è chi NEI FATTI favorisce una impostazione di libertà e di bene per tutti.

Un voto non è solo un voto.
Serve per affermare e serve per opporre.
Dice, anche se non completamente chi sei e a chi tieni. Dice cosa vuoi e che cosa non vuoi; in un qualche modo ti esprime.
Dice anche cosa ti aspetti dalla politica e quindi se la tua vita dipende dalla politica.
Se l’ironia ti accompagna è già segno che la politica non è tutto. Se non odi il ‘ principale esponente del partito a noi avverso’ è segno di sanità. Se pensi come dice il volantino di CL:

(…)
Alla politica non chiediamo la salvezza, non è da essa che l’aspettiamo, per noi e per gli altri.
La tradizione della Chiesa ha sempre indicato due criteri ideali per giudicare ogni autorità civile così come ogni proposta politica:

a) la libertas Ecclesiae. Un potere che rispetta la libertà di un fenomeno così sui generis come la Chiesa è per ciò stesso tollerante verso ogni altra autentica aggregazione umana. Il riconoscimento del ruolo anche pubblico della fede e del contributo che essa può dare al cammino degli uomini è, dunque, garanzia di libertà per tutti, non solo per i cristiani.

b) il «bene comune». Un potere che si concepisce come servizio al popolo ha a cuore la difesa di quelle esperienze in cui il desiderio dell’uomo e la sua responsabilità – anche attraverso la costruzione di opere sociali ed economiche, secondo il principio di sussidiarietà – possono crescere in funzione del bene comune, ben sapendo che da nessun programma esso potrà venire realizzato in termini definitivi, a causa del limite intrinseco a ogni tentativo umano. (…)


Allora puoi votare e far votare tranquillamente chi NEI FATTI favorisce, con tutti i limiti anche enormi presenti in quello schieramento, una impostazione di libertà e di bene per tutti.
Non è vero che sono tutti uguali.
Il resto è voto inutile.
Sancho

Certo che si può fare.