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Non è un paese per vecchi.

 

Venerdì sera, ore 22,45, multisala  di Forlimpopoli. Sorvy, Savy e Shark insieme, bidoncino da 5 litri di pop corn, coca cola, due ore di tensione assoluta, paesaggi stupendi, suoni agghiaccianti, la sala ammutolita da quella danza ininterrota di male assoluto e banale (forse la banalità del male è la cosa più agghiacciante della storia) descritto dallo scrittore Cormac Mc Carthy in “non è un paese per vecchi”.

Tutti e tre noi avevamo letto il libro, per altro recensito sul Foglio in lungo e largo. Ne acquistai due copie due anni fa, non appena uscito in italiano. Una copia la regalai  alla Savy per il suo compleanno. La Savy entusiasta prestò a Shark .

Aver letto il libro non ha evitato a Savy di lanciare un urlo di spavento in sala in una scena del film fra quelle di maggiore tensione, eppure la storia la conosceva a memoria, anticipando quasi ogni singolo fotogramma …

Un film all’altezza del libro dal quale è stato ricavato. Gli Oscar ai fratelli Cohen appena assegnati sono più che meritati. Chissà se faranno mai il film sul libro successivo di Mc Carthy:“La strada”.

Per Savy il “Non è un paese per vecchi” resta imbattibile. Per Sorvy “La strada” è il capolavoro assoluto, bellissimo, di cui sentiremo parlare per anni, diventando un classico della letteratura di questo inizio secolo. Per tutti e tre non è una esagerazione definire Mc Carthy “il Dostojevsky del XXI secolo”.

Sorvy

Disperato pure sui manifesti.

Poraccio. Non gli riesce di sorridere neanche sui manifesti.

Il manifesto elettorale di Pierferdinando Casini che corre da solo con il suo partito dell'Udc (Ansa)

foto dell’anno.

Se fossimo il Time questa foto campeggerebbe in copertina come “PERSONAGGI DELL’ANNO”

Savy is back (with irony).

La Savy torna a collaborare col Sorvegliato Speciale curando post satirici. Poche parole, leggerezza del vivere, buonumore… insomma è la diga alla esuberanti pesantezze del Sorvy.

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  Savy

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Bentornato a casa Roberto.

Bentornato a casa Roberto. Finalmente torna nella sua casa forlivese il senatore Roberto Pinza, vice ministro dell’Economia. Con la conclusione del governo Prodi, finisce la sua attività al fianco di Visco e di Tomaso Padoa Schioppa. Abbiamo la conferma che non verrà ricandidato nel PD e che ha deciso per il buen ritiro nel suo “zittadòn” romagnolo. Noi ci rallegriamo. Per quanto possa sforzarsi infatti, in un incarico locale a Forlì, mai potrà eguagliare i danni fatti a Roma, con Vischetto e Schioppone. Bentornato a casa Roberto e rimani a lungo in mezzo a noi.

Sorvy

Cinquantadue giorni all’alba. Chissenefrega. Meglio pensare a FerraraCafe.

Che bell’aria nuova si respira nel Sorvegliato.

C’è persino il nuovo banner, lo avrà messo di sicuro il buon Sorvy che, innamorato com’è della scritta “Ferrara Caffè” forse non si è accorto dello splendido simbolismo. Il colpo d’occhio, infatti, è su Mulberry Street, l’unica (l’ultima) viuzza di Little Italy a Manhattan, l’ultimo angolo della straodinaria Italia anni ’50 in mezzo ai grattacieli di DownTown, la viuzza usata per la San Gennaro parade che gli onnivori Chinatownesi non sono riusciti a magnarci. Su Mulberry troneggia La Bella Ferrara Pastries & Cafe, tutte le volte che ci vado devo mangiare i “sicilian canoli” che non sono buoni come qua, ma volete mettere rispetto alle plasticose colazioni niuiorchesi?

Vorrei parlare della nostra campagna, ma non riesco. Non c’è niente che non sappiamo già: Uolter cazzeggione al PVC, D’Alema che rema contro, Prodi pieno di rancore, B. che non ne sbaglia una (e speriamo che duri) e Giulianone che illumina tutti. Il resto- le mosche centriste, De Mita, Di Pietro- sono dettagli.

Meglio sprofondare nel FerraraCafe.

Esti.