Archivi categoria: VISUAL LINK

Ciò che abbiamo di più caro.

“Noi accordiamo la nostra preferenza a chi promuove una politica e un assetto dello Stato che favoriscano quella “libertà” e quel “bene”, e che possano perciò sostenere la speranza del futuro, difendendo la vita, la famiglia, la libertà di educare e di realizzare opere che incarnino il desiderio dell’uomo. Lo facciamo in un momento storico che esige di non disperdere il voto, per non aggiungere confusione a confusione”.

Qui  il volantino di Comunione e Liberazione sulle elezioni politiche 2008.

Annunci

Veltroni lancia l’allarme rosso: abbiamo sbagliato in pieno la campagna elettorale.

Ore frenetiche al loft veltroniano. Il candidato del Pd ha chiamato a raccolta il suo stato maggiore e l’ha obligato a elaborare una netta virata nelle strategie di propaganda: l bluff sui sondaggi non funziona, perché le clamorose rimonte annunciate da tre settimane in qua sono regolarmente smentite anche dai sondaggisti più vicini alla sinistra e soprattutto perché è completamente saltata l’intera impostazione concettuale della strategia di comunicazione studiata da Ualther.
Basta aprire i giornali da una settimana in qua e balza agli occhi il dato di fatto: i titoli di apertura sono tutti e solo per Berlusconi.
Veltroni sa bene che non conta nulla che i media -orientati tutti a sinistra tranne due o tre- parlino male di Berlusconi.
In termini di comunicazione il punto vincente è un altro: parlano di Berlusconi e solo di Berlusconi. Veltroni è relegato ad articolini seriosi sulla barbosa operosità del nord ovest nelle pagine interne: un nulla.
Ciarrapico e la battuta di spirito alla precaria, per di più, indignano solo una ristretta cerchia di politically correct: se si guarda ai grandi numeri, ai milioni, si scopre rapidamente che l’uno e l’altra possono portare anche grandi ventate di simpatia per il leader del Pdl.
La verità è che la campagna di comunicazione del Pd era stata impostata troppo a tavolino, senza prendere le misure all’avversario, senza tenere in conto la strardinaria capacità di spettacolo di cui Berlusconi è capace.
Veltroni ha puntato su due cose: segnare una discontinuità con Prodi e l’Unione e confrontarsi sulla sua presunta gioventù e sul suo programma finalmente moderato e non più influenzato dalla sinistra radicale.
La discontinuità con Prodi è rimasta solo sulla carta, perché le pessime notizie sul livello dei salari e sulla stagnazione stanno lì a dimostrare inconfutabilmente e a livello di massa, che il Pd è composto da forze che hanno fallito al governo.
Della giovinezza veltroniana nessuno parla e tantomeno dei suoi assennati programmi.
Al loft studiano contromosse e preannunciano sorprese.
Vedremo…

dal blog di Carlo Panella

italia.america@yahoo.it

Il mio nuovo indirizzo di posta elettronica: italia.america@yahoo.it

Per non perdere la bussola.

 

La bussola del cristiano di fronte alla politica
di Giorgio Vittadini

In questo inizio di campagna elettorale non appare superfluo ricordare alcuni criteri utili (a un cristiano e non) per muoversi di fronte alla politica. Un vecchio adagio cattolico afferma che la politica, non solo non può e non deve pretendere di dare la felicità, ma neanche pretendere da sola di costruire il bene comune. Come ha detto Benedetto XVI, “anche le strutture migliori funzionano soltanto se in una comunità sono vive delle convinzioni che siano in grado di motivare gli uomini a una libera adesione all’ordinamento comunitario” (Spe Salvi, 24 a). Infatti, come disse don Giussani nel 1987 a un congresso della DC lombarda tenuto ad Assago, in queste comunità – realtà sociali, movimenti, mondo associativo – avviene più facilmente quell’educazione al “rapporto con l’infinito che rende la persona soggetto vero e attivo della storia”, capace di generare opere e aggregazioni che esprimono la sua libertà e creatività. Allora, in questo contesto, quale è il ruolo della politica? Come disse ancora don Giussani ad Assago: “Politica vera è quella che difende una novità di vita nel presente, capace di modificare anche l’assetto del potere” in modo da “favorire uno Stato che sia veramente laico, cioè al servizio della vita sociale, secondo il concetto tomistico di bene comune ripreso vigorosamente dal grande e dimenticato magistero di Leone XIII”. Perciò, occorre evitare in politica ogni atteggiamento utopico che per affermare principi morali e ideali non tiene conto delle condizioni reali in cui la politica si esprime, e perciò finisce per permettere l’avvento di sistemi di potere incapaci di facilitare una convivenza libera e pacifica. Oggi, ad esempio, questo autogol può avvenire sostenendo iniziative politico-etiche sacrosante nel contenuto ma che, nei fatti, provocano solo un radicalizzarsi dialettico del dibattito e quindi una minor probabilità di poter intervenire in modo ponderato ed approfondito, oggi o in futuro, su temi non negoziabili in quanto legati alla concezione stessa della persona. Oppure l’errore può esprimersi anche disperdendo i voti e favorendo così involontariamente l’avvento al potere di partiti più lontani dalla propria concezione ideale. Al contrario, considerando la politica non come strumento di salvezza dell’uomo, ma come arte del compromesso virtuoso per il bene comune, e tenendo conto realisticamente delle forme elettorali e degli assetti istituzionali, è preferibile privilegiare quelle scelte volte a favorire assetti di potere che hanno più probabilità di lasciare spazio al libero operare di famiglie, movimenti, associazioni, iniziative economiche e sociali che animano la società, nell’ottica della sussidiarietà. Ancora oggi il principio della libertas ecclesiae et societatis è la vera bussola per il cristiano di fronte alla politica.

 

© Il Giornale

Terroristi nazislamici compiono una strage in una scuola israeliana.

 

E’ accaduto poche ore fa in una scuola di Gerusalemme. L’eco degli spari  giungeva dalla biblioteca, un edificio separato da quello dove invece si studia e si prega. Nel collegio rabbinico di Merkaz ha-Rav c’erano stasera circa 300 studenti, in parte abitanti a Gerusalemme e in parte provenienti dalle colonie della Cisgiordania. Nella biblioteca, la maggior parte degli allievi (in prevalenza ragazzi di circa 16 anni) erano disarmati. Per lunghi minuti, forse cinque, forse anche dieci, hanno sparato all’impazzata. Un fucile automatico, che crepitava senza tregua. Hanno falciato tutti quelli che si trovavano all’ interno. Dieci ragazzi morti. Moltissimi feriti.

Il macabro rito dei festeggiamenti nelle strade di Gaza con i caroselli delle macchine e le urla di giubilo.

Basta!

Si stanno incartando di brutto.

Leggo dal sito del Corriere della Sera:

Prima le proteste dei radicali. Poi i malumori di Parisi e Cusumano. Per non parlare delle malcelate delusioni per le “quote rosa” e per qualche mancata candidatura (come quella di Giuseppe Lumia in Sicilia). L’ufficializzazione delle liste del Partito democratico in vista delle prossime elezioni politiche sta creando più di un grattacapo a Walter Veltroni e ai dirigenti del partito. In primo luogo, la dura presa di posizione dei radicali che denunciano il «mancato rispetto degli impegni» (tanto che Marco Pannella ha annunciato uno sciopero della sete). (…)
Ma la composizione delle liste del Pd sta creando proteste anche tra altri esponenti del partito. Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, afferma che potrebbe addirittura «ripensare» alla sua candidatura. Motivo: le dichiarazioni di Massimo Calearo a “Ballarò” (guarda il video del suo scontro con la Prestigiacomo). «Il capolista del Pd in Veneto – spiega Parisi – avrebbe “santificato” Clemente Mastella che “ha fatto bene al Paese” perché aggiungo io, tradendo il voto degli elettori “ha fermato il governo e adesso c’è un partito come il Pd che ha un programma moderno”. Non riesco a crederci!». E dunque? «Sto riflettendo sul da farsi – ammette Parisi – Ho posto una domanda, una domanda su una questione per me molto rilevante, direi dirimente. È evidente che attendo una risposta. Questa risposta ancora non l’ho avuta». 
Tra le esclusione dalle liste del Pd, ha destato scalpore quella del vicepresidente della commissione antimafia Lumia. Anche Beppe Grillo, dal suo blog, critica duramente la decisione del Pd: «Topo Gigio Veltroni ha messo in lista personaggi con frequentazioni molto disinvolte. Ma quale partito non ne ha? Topo Gigio ha però escluso dalle sue liste Beppe Lumia, vice presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Lumia è stato a suo tempo condannato a morte dalla criminalità organizzata per le sue attività. Toglierlo dal Parlamento vuol dire trasformarlo in un morto che cammina. Il nuovo Pd di Fassino, D’Alema, Sircana e Bassolino non ha posto per un servitore dello Stato. Si faccia avanti qualcun altro e lo candidi al più presto».
Rosy Bindi. «La presenza delle donne nelle liste del Pd è più formale che sostanziale» afferma il ministro della Famiglia. «Le donne – lamenta la Bindi – sono state messe a condividere posizioni di rischio nelle liste più degli uomini come è successo anche alle minoranze».

Boccuccia mia fatti barchetta.